No smoking, please.

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Altro che “no smoking, please”. Fanno sul serio gli australiani.

Dal 1° Dicembre sono entrate in vigore le nuove norme che obbligano a vendere le sigarette solo in pacchetti generici di colore olivastro, con il solo nome ma senza marchi di fabbrica, e con immagini a forti tinte sui danni del fumo alla salute.

In questi anni la proporzione di australiani fumatori e’ scesa dal 50% dopo la seconda quella mondiale al 15% attuale, e il governo mira a ridurla a meno de 10% entro il 2018.

L’esempio dell’Australia ha  riscosso consensi internazionali, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato il resto del mondo a seguirlo.

(Fonte: ANSA per l’intero articolo e per l’immagine)

 

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15 risposte a No smoking, please.

  1. Diemme ha detto:

    Me lo auguro, ma ci credo poco, almeno per ora.

  2. ohmarydarlingblog ha detto:

    Il packing è firmato Dario Argento, vero?

  3. quarchedundepegi ha detto:

    È tutto “fumo” negli occhi. La serietà arriverà quando nessuno fumerà più e quindi non potranno più farlo.
    E i “belinoni” che governano il mondo? quelli possono continuare a fumare e fare “bastardate”? e noi siamo lì ad applaudire.
    Le campagne violente contro i fumatori mi fanno venire nausea. Ero un fumatore e ho smesso senza motivazioni particolari… perché l’avevo deciso io.

  4. Monique ha detto:

    Credo che l’unica cosa che possa far desistere un fumatore sia la sua stessa volontà. Tuttavia, lo stato potrebbe dare l’esempio togliendo magari il monopolio…. Oppure smetta di fingere preoccupazione per la salute, perchè l’ipocrisia è un veleno peggiore.

    • frz40 ha detto:

      Non c’è dubbio: solo la propria volontà. Ma anche un po’ di dissuasione dall’iniziare o di stimolo a smettere non fa male. Non credo che togliendo il monopolio si venderebbero meno sigarette, ma è giusto l’invito a far di più e meglio.

    • quarchedundepegi ha detto:

      @Monique,
      Se effettivamente il nostro Stato si preoccupasse della salute dei cittadini farebbe ben altre cose. Oltre alle tante cose che sappiamo non farebbe aspettare mesi e mesi per una colonscopia… intanto il cancro può ingrassare… ci sono sempre le pompe funebri!
      Ciao a tutti e… buona domenica.

      • Monique ha detto:

        Già, al solito si chiude la stalla quando oramai gli animali sono scappati…
        Non so, a volte penso che chi decide sia convinto di avere a che fare con gente stupida, altre volte penso che, poichè lo Stato siamo noi, se ognuno nel suo piccolo fosse corretto e gentile, ma anche capace di indignarsi forse qualcosa potrebbe cambiare.

  5. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  6. liù ha detto:

    I fumatori accaniti se ne fregano di queste cose come il pacchetto color funerale ed altre amenità simili!!
    Se non lo tolgono di loro spontanea volontà non lo toglieranno di sicuro per paura di un pacchetto funereo!

  7. elinepal ha detto:

    Ho fatto appena in tempo a smettere. E’ orribile comprare un pacchetto di quella roba lì. Però è vero. Bisogna indignarsi un bel po’ per l’ipocrisia di uno stato che guadagna sulla vendita di sigarette mettendo poi messaggi di morte sul pacchetto.

    • frz40 ha detto:

      Brava, ma mi raccomando: non farti prendere in futuro da facili tentazioni. Di quella “roba lì” è orribile il contenuto, non il contenitore.
      Una cosa, permettimi di dirlo, però non capisco: visto che proibire in assoluto non è possibile, perché indignarsi se Stato ci guadagna al posto di far guadagnare qualcun altro?

      • elinepal ha detto:

        Posto che il proibizionismo, la storia lo insegna, non è mai servito a niente ne con l’alcool ne con le droghe, se uno stato ha a cuore il bene pubblico, fa di tutto per educare e dissuadere. L’educazione e la dissuasione non vanno per niente d’accordo con la speculazione sul costo dei beni in questione. Questione di coerenza di principi, cosa a cui come vedi non siamo per niente abituati.

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