Votare “per” e votare “contro”.

votare

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E’ di Piero Ostellino questo editoriale per il Corriere di oggi che condivido al 100%:

“Maionese Italiana”

“Berlusconi non era stato, al governo, il riformista che, dall’opposizione, aveva promesso di essere. Ma il suo ipotetico ritorno sta provocando un’ondata di reazioni, ai limiti dello sgomento, difficilmente spiegabile razionalmente.

E’, all’interno, un rigurgito della polarizzazione fra chi è pro e chi è contro una personalità anomala.

È, in Europa, la preoccupazione — diciamola tutta — degli altri Paesi, più che di un ripristino, in Italia, della finanza allegra, di perdere il controllo politico sull’Unione Europea e sui vantaggi commerciali ed economici della nostra recessione.

Nessuno crede che il «redivivo », non essendo stato, ieri, un riformista, sia, oggi, un rivoluzionario. Ma la parte del Paese più responsabile teme che il suo ritorno e l’eventualità che possa vincere le elezioni inducano gli altri partiti, per una sorta di riflesso condizionato, alla rilassatezza finanziaria. Quella conservatrice teme invece li solleciti, per ragioni di (improbabile) concorrenza, a un qualche riformismo. Se da un lato, dunque, le reazioni sono il segno inquietante di scarsa maturità democratica e liberale; dall’altro paiono prevedere un maggior dinamismo da parte di chi, finora, aveva mostrato di non esserne propenso. Tutto sta a capire dove si andrà.

Che piaccia o no, dodici mesi fa una parte del mondo politico si era posta il problema di liberarsi del Cavaliere; che meritava, comunque, di andarsene. La strada corretta erano le elezioni; che, probabilmente, avrebbe vinto la sinistra. Ma era mancata la fiducia nel popolo. Così, armata di un inusitato spirito europeista, la classe politica aveva affidato il governo al professor Monti. Che ha dato una scossa, soprattutto fiscale, al Paese e al quale, ora che è dimissionario, molti (compreso Berlusconi) chiedono di restare, in un modo o nell’altro, a Palazzo Chigi malgrado i risultati non sempre brillanti della sua gestione.

Forse, è un modo di rassicurare l’Europa. Continuiamo ad avere bisogno di rigore nella spesa e, soprattutto, di una radicale semplificazione legislativa e amministrativa, più che di ulteriore pressione fiscale, malgrado il patologico livello dell’evasione.

Ciò che la gente comune si aspetta sarebbe, dunque, una campagna elettorale condotta sulla base di una contrapposizione di programmi politici ed economici dei quali, per ora, non si vedono neppure le avvisaglie.

Il centrodestra ha scoperto, dopo averlo sostenuto, che il governo dei tecnici ha sbagliato tutto ed è passato all’opposizione perché così ha voluto il suo padre padrone (anche se ieri, a sorpresa, ha addirittura proposto Monti a leader dei moderati, dicendosi disposto ad appoggiarlo). Il centrosinistra pare accontentarsi che a vincere le primarie nel Pd sia stato un bonario ex apparatchik, grazie alla struttura dell’ex Pci. I centristi scrutano i sondaggi per decidere con chi allearsi e recuperare qualche consenso.

È quello che passa il convento.

Un Paese in crisi culturale, prima che economica e politica. Gli italiani vanno a votare contando di cavarsela personalmente, ma col dubbio che, chiunque vinca le elezioni, non sappia risolvere i loro problemi.

Non è una prospettiva incoraggiante”

Fin qui l’articolo.

E già: «Ciò che la gente comune si aspetta sarebbe, dunque, una campagna elettorale condotta sulla base di una contrapposizione di programmi politici ed economici dei quali, per ora, non si vedono neppure le avvisaglie». E così finiremo anche questa volta per votare non”PER qualcosa”, ossia non PER un programma, ma CONTRO qualcuno. Altro che «non incoraggiante»!

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6 risposte a Votare “per” e votare “contro”.

  1. liù ha detto:

    L’Italia mi sembra diventata la nazione dei politici o pazzi o incompetenti !! E noi in tutto questo marasma siamo quelli che paghiamo!!

  2. TANIETTA ha detto:

    ED ESSENDO PAZZI E INCOMPENTENTI , MI E VENUTA LA NAUSEA E HO DECISO CHE MAI PIU’ ANDRO’ A VOTARE!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Monique ha detto:

    Personalità anomala? Direi piuttosto malato, ma da ricovero!!
    Ecco a cosa ci ha portato la sudditanza all’economia, a scapito della crescita culturale. Dici bene, si finirà per votare “contro”, ma sono stanca di dover scegliere il male minore…

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