L’ultima boa rossa.

boa rossa

.

Di  Giorgio e della nostra amicizia ho parlato qualche volta su questo blog. A lui, avevo dedicato, in particolare, tre anni fa, un articolo (questo è il link) che raccontava delle nostre estati al mare. Era un amico caro, il più grande, e ora non c’è più.

Per Natale mi ha scritto una lettera, con la quale oltre ai tradizionali auguri, mi raccontava un po’ delle sue ultime peripezie. Gli avevo risposto così:

Caro Giorgio,

Mi scuserai se non ti scrivo a mano, come lo richiederebbe una lettera a un grande amico, ma le mie dita si stanno sempre più irrigidendo e la scrittura diventa troppo laboriosa, oltre che illeggibile.

Faccio fatica anche con il computer. Ti sorprendevi nel vedere quanto ero veloce con la tastiera; ora non è più così.

Mi ricordi, nella tua lettera, di quell’ultimo bagno, di due estati or sono, al mare. Lo ricordo benissimo. E’ stata l’ultima nuotata fino alla famosa boa rossa. Che bello. Siamo tornati a riva felici come due bambini che hanno appena  superato una nuova prova. Con una grande differenza però: che i bambini affrontano le prove per dimostrare che sono già capaci di superarle; i vecchi per dimostrare di esserne ancora capaci.

Ma anche se la felicità era la stessa, ricordo che in me c’era anche un velo di tristezza. Ero affaticato più del solito e tu lo eri ancor di più. In quel momento mi ero reso conto che sarebbe stata la nostra ultima boa rossa.

Speravo di vederti ancora almeno sotto l’ombrellone, quest’anno. Ma non è stato così e mi sei mancato.

Ora ci aspetta un’ultima prova: quella della boa rossa dalla quale non si torna più indietro. Ma così è la vita.

Scrisse Ungaretti:

“Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.”

Questa breve poesia s’intitola “Soldati” ed era dedicata ai militari della Grande Guerra. Ma tutti siamo soldati in questa terra e il vento d’autunno, prima o poi, arriva per ciascuno di noi. Entrambi avremmo voluto degli ultimi giorni meno tribolati, ma dobbiamo essere grati per averne avuti tanti e belli, prima.

Per lui quel vento è arrivato ora, ma non voglio piangere: nella prossima vita, caro Giorgio, avremo ancora tante boe rosse da raggiungere e superare e magari, chissà, per qualcuna, forse, lo faremo di nuovo insieme.

Alla prossima, amico caro.

-.-.-.-

(la fotografia e di Matteo Varisco – link – che ringrazio)

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27 risposte a L’ultima boa rossa.

  1. marisamoles ha detto:

    Piango io anche per te.
    Una lacrima per la Sua pace e un forte abbraccio a te.
    Sempre con affetto.
    Marisa

  2. Pingback: In ricordo di un amico | Diemme

  3. elisabetta ha detto:

    Caro Franco, lodevole e bello questo post in ricordo del tuo caro amico Giorgio.
    Ho imparato a conoscere Giorgio dai tuoi racconti-aneddoti delle tue estati con lui…. ricordo quando lo hai dovuto accompagnare perchè doveva acquistare il televirose nuovo e che gli hai fatto spendere più di quello che Lui avrebbe voluto, ma Lui ha seguito il tuo consiglio, sapeva che era giusto così… ricordo anche i racconti delle vostre nuotate all’ultima boa rossa di Loano…. Begli aneddoti, bei ricordi ora amplificati dalla sua scomparsa…. ma non rattristarti, Egli è sempre e resterà sempre con te e con te guarderà ancora a quella boa rossa che tante volte avete raggiunto… pensa a tutti coloro che quella boa non l’anno mai superata, e forse nemmeno mai vista.
    Tu hai citato un verso di Ungaretti, io ti voglio regalare una lettera di Sant’Agostino:

    LA MORTE NON È NIENTE

    La morte non è niente.

    Sono solamente passato dall’altra parte:
    è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
    quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
    Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace.

    (Categoria: Morte – Poeta: Sant Agostino )

  4. Monique ha detto:

    Molto delicata.
    Un abbraccio a te e un saluto a Giorgio che forse ha scoperto che quel vento d’autunno non è stata la fine ma un nuovo inizio. E ora sorride.

  5. melodiestonate ha detto:

    commovente ciò che hai scritto…un abbraccio frz

  6. unmateamargo ha detto:

    Non ho parole da dirti perchè quando muore qualcuno cui vogliamo bene non ci sono parole che possano davvero “dire” qualcosa, quello che c’è, quello che resta è il ricordo e un grande spazio bianco di silenzio in cui per un po ci ritroviamo a camminare.
    Possa il tuo amico Giorgio viaggiare veloce e sereno.
    Ti abbraccio.

  7. Fabio ha detto:

    Chi non si commuove leggendo questa tua meravigliosa lettera, non ha un cuore.

  8. Lou ha detto:

    Un bellissimo post per una bellissima amicizia. Rimarrà sempre nei nostri ricordi, un forte abbraccio

  9. lella ha detto:

    un ricordo dolce come la vostra amicizia, che vi ha accompagnato in una parte della vostra vita, i ricordi che rimangono servono a sorridere, a far sorridere il cuore…sono quella parte che manca fisicamente ma che inonda di gioia i pensieri…non può finire, non finisce qui…c’è un mondo e una vita dove ritrovare tutto…dove ricominciare o continuare…un abbraccio a te e a Giorgio…
    sarà vicino a te sempre…finchè lo terrai nel cuore…nella stanza accanto…
    lella

  10. Ho appena letto questa poesia di Wislawa Szymborska….

    Sulla morte, senza esagerare

    Non s’intende di scherzi,
    stelle, ponti,
    tessitura, miniere, lavoro dei campi,
    costruzione di navi e cottura di dolci.
    Quando conversiamo del domani
    intromette la sua ultima parola
    a sproposito.
    Non sa fare neppure ciò
    che attiene al suo mestiere:
    né scavare una fossa,
    né mettere insieme una bara,
    né rassettare il disordine che lascia.
    Occupata a uccidere,
    lo fa in modo maldestro,
    senza metodo né abilità.
    Come se con ognuno di noi stesse imparando.
    Vada per i trionfi,
    ma quante disfatte,
    colpi a vuoto
    e tentativi ripetuti da capo!
    A volte le manca la forza
    di far cadere una mosca in volo.
    Più di un bruco
    la batte in velocità.
    Tutti quei bulbi, baccelli,
    antenne, pinne, trachee,
    piumaggi nuziali e pelame invernale
    testimoniano i ritardi
    del suo svogliato lavoro.
    La cattiva volontà non basta
    e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
    è, almeno fin ora, insufficiente.
    I cuori battono nelle uova. Crescono gli scheletri dei neonati.
    Dai semi spuntano le prime due foglioline,
    e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.
    Chi ne afferma l’onnipotenza
    è lui stesso la prova vivente
    che essa onnipotente non è.
    Non c’è vita
    che almeno per un attimo
    non sia immortale.
    La morte
    è sempre in ritardo di quell’attimo.
    Invano scuote la maniglia
    d’una porta invisibile.
    A nessuno può sottrarre
    il tempo raggiunto.

  11. Drilly ha detto:

    Mi dispiace di averti incontrato per la prima volta in questa triste occasione. E’ mancato un tuo amico quindi siamo tutti tristi…..ciao

  12. TANIETTA ha detto:

    CIAO FRA, ERA QUALCHE GIORNO CHE NON ENTRAVO NEL TUO BLOG , QUESTI GIORNI SONO STATA A LORETO PER UN RITIRO SPIRITUALE , MI SONO PORTATA DENTRO TANTA FEDE CHE SOLO QUEI POSTI COSI VERI CON TANTISSIMI DIPINTI DA VARI PITTORI IN DIVERSE FASI DI TEMPO, HANNO SAPUTO TRASMETTERE. MI HA COLPITA MOLTO UNA CAPPELLA TEDESCA( CI SONO TANTE CAPPELLE TUTTE STRANIERE , PERCHE ‘ CIASCUNO STATO HA CONTRIBUITO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTE) , INSOMMA IL PITTORE TEDESCO PRIMA DI DIPINGERE STAVA LE GIORNATE ANZI DELLE VOLTE DELLE SETTIMANE NELLA CASA DELLA MADONNA A PREGARE PER CHIEDERE LUCE E ISPIRAZIONE , ECCO VOLEVO DIRTI CHE LA FEDE E’ UN GRANDE STRUMENTO IN QUESTI MOMENTI DOLOROSI CHE SOLO GESU’ SA AIUTARCI A CAPIRE IL MISTERO DELLA VITA , HO PREGATO PER TE PERCHE SO’ CHE SPESSO LA SERA QUANDO STIAMO INSIEME AL BRIDGE FAI FATICA A KLIKKARE , IN QUESTO MOMENTO IL TUO AMICO TI PROTTEGGERA’ DAL PARADISO TI MANDERA’ TANTISSIME BENEDIZIONI ,PERCHE’ QUELLO CHE HAI LEGATO D’AMICIZIA IN TERRA NEL CIELO SI MOLTIPLICA, TI ABBRACCIO FORTE BUONA DOMENICA TANIETTA

  13. Stefano figlio di Giorgio ha detto:

    Caro Franco, quella boa rossa io ce l’ho proprio davanti agli occhi e vedo due leoni che, lenti ma sicuri, le si avvicinano, bracciata dopo bracciata, colmano la distanza, vincono la sfida. Uno è il mio papà, l’altro sei tu. La vita vi ha resi amici profondi, io questo so, e mi commuove.

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