Al voto! Questi i programmi.

elezioni

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Il sito dell’ANSA propone un’interessante confronto tra i programmi (chiamiamoli così, anche se per il 90% mi paiono solo enunciazioni e ben pochi dicono con quali risorse si intende realizzarli) dei vari partiti, con particolare riferimento a questi temi:

Ve ne propongo la lettura, se non di tutti, almeno dei temi, che più vi stanno a cuore.

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10 risposte a Al voto! Questi i programmi.

  1. lella ha detto:

    Ammetto che in questo momento solo pensare alla politica provoca in me un senso di disgusto, e d’altra parte mi rendo invece conto che dovrei davvero cercare di considerare almeno di provare a capirci per poter fare una scelta consapevole nel bene o nel male.
    La situazione mi sembra così ingarbugliata e chiusa in una spirale senza uscita…la domanda che torna sempre in mente è come possono pensare di risolvere qualcosa se non hanno nemmeno cognizione di ciò che è realmente la vita quotidiana per chi vive con salari da operai o da impiegati…come possono saperlo chiusi nei loro agi e nelle loro case?
    E’ come se fossimo due mondi diversi…che corrono in parallelo…una distinzione così netta non l’ho mai percepita come in questo momento…

    lella

  2. quarchedundepegi ha detto:

    Ho ricevuto dal Consolato, tutto il necessario per poter votare; e lo farò… ma non so per chi votare.
    Il dilemma è: “Quale partito è meno disonesto?”
    Ciao

  3. mizaar ha detto:

    il linguaggio dei partiti sembra determinato solo da alcuni argomenti ” specchietto ” – diciamo così – che fanno sempre riferimento a quello che gli italiani amano maggiormente: le tasche proprie! senza contare che siamo con un altissimo tasso di disoccupazione, con i nostri figli costretti ad andare all’estero per mettere a frutto ciò per cui hanno studiato una vita, con la scuola che non va, gli ospedali idem e via così… pare che non interessi nessuno!

    • frz40 ha detto:

      Se non si ristabiliscono le condizioni di competitività e crescita (e la strada è molto lunga) sarà sempre peggio e i nostri figli migliori si troveranno sempre più nella condizione di non far nulla, di far lavori privi di sostanza o di scappare all’estero. Io sono pessimista, in proposito.

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