Ah, i film di una volta…

Appena rivisto dopo tanti anni (57):

TESTIMONE D’ACCUSA

Titolo originale: Witness for the Prosecution

Anno: 1957
Durata: 116 min
Colore: B/N
Genere: thriller
Regia: Billy Wilder
Soggetto: Agatha Christie
Cast: Tyrone Power, Charles Laughton, Marlene Dietrich, Elsa Lanchester, Norma Varden

Lo ricordate “Un bacetto, cocco?…”

Fantastico. Non solo per la trama e il finale, ma soprattutto per la splendida caratterizzazione dei personaggi e per la cura dei particolari.

Mi chiedo perché oggi non si producano più film così, ma solo violenza e sesso. Quale dei film del 2013 sarà ancora visto e apprezzato come questo dopo 57 anni, nel 2070?

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19 risposte a Ah, i film di una volta…

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Caro frz,
    Siamo vecchi!
    Non possiamo capire.
    Buona giornata.
    Quarc

  2. sergio ha detto:

    Se vuoi vedere film dell’orrore VERO, tra l’altro autentici, basta guardare un po’ di trasmissioni in cui sono coinvolti i nostri politici. Se vuoi vedere dei film di mafia assolutamente reali, lo stesso.
    Per vedere qualcosa di piacevole dalla tv ho impostato il registratore a registrare tutte le mattine (un’ora circa) “Carabinieri 6”. Fatto di niente ma i personaggi di entrambi i sessi sono gradevoli, anche se la Bindi non c’è.
    Se no vado in biblioteca comunale e mi porto a casa gratis in prestito tanti film veramente belli – ce ne sono anche di recenti – che mi vedo tranquillamente la sera senza interruzioni pubblicitarie.
    Se mamma TV non passa molto, forse al grosso pubblico va bene così…………….
    Questo è veramente sconfortante

  3. unmateamargo ha detto:

    Semplice mio caro perchè oggi quello a cui guardano i produttori è solo e unicamente… il portafoglio!
    Film ben fatti ce ne sono ancora, ma devi cercarli tra le cosidette produzioni “indie” : le grandi case di produzione non vogliono rischiare (purtroppo) perchè anche nel cinema, come in tutto il resto, il padrone è il denaro.È vero, anche prima contava, ma entravano in ballo anche considerazioni diverse tipo il “valore” e la “qualità” e i risultati si vedevano eccome.

    • frz40 ha detto:

      Non è un problema di costo. Il film che ho citato oggi non avrebbe certo un costo proibitivo. Anzi. La sceneggiatura è semplicissima.
      E’ un problema di gusto. Si produce quello che si vende, e quello che si vende è quello che la gente vuol comprare. Se vogliamo sesso e violenza, ci danno sesso e violenza, senza andar troppo per il sottile. Insomma “we are what we eat”. Non lamentiamoci.

      • unmateamargo ha detto:

        Comincio col dire che devo essermi spiegata male: non si tratta di “quanto costa”, quanto piuttosto di “quanto si pensa di ricavarne”; i film indie costano poco, pochissimo in confronto alle “superproduzioni”, ma le grandi case non li producono perchè pensano che non incasseranno abbastanza non importa quanto bello sia il soggetto e bravi regista e attori: contano gli incassi (curiosamente giusto ieri ho letto in proposito scritto da uno che su sta cosa delle superproduzioni/incassi si è espresso, e ne sa, meglio di me e penso di postarlo in blog, magari poi passa a vedere) e basta la… o almeno questo è il mio parere.
        In quanto a quel che chiede il pubblico: a mio avviso il pubblico chiede (come ha sempre fatto) quello che gli dai, nel senso che film orripilanti (sciocchi, vuoti, mal fatti) li hanno sempre girati solo che una volta la maggior parte del “prodotto” cinematografico offerto era di qualità ora non più.
        Sarò un’illusa, ma credo che se il cinema tornasse a offrire buoni film il pubblico li premierebbe così come facema prima.
        Poi boh, non so, ripeto forse sono un’illusa.

      • frz40 ha detto:

        Lo credo anch’io, ma c’è da intendersi su cosa significa “buon film”. Io non sono un critico, tutt’altro, ma so quando un film mi piace e quando non mi piace. Mi piace se ha un buon soggetto, se i personaggi sono ben caratterizzati, se gli attori sanno recitare, e, infine, se è realizzato con cura. Poi deve commuovermi, e/o farmi ridere o sorridere e/o interessarmi per sapere come va a finire.
        E non dev’essere né troppo sofisticato né cerebrale.
        Ho letto il tuo post e anche quello del critico spagnolo. Condivido, ma sono forse più per le cose semplici.

      • unmateamargo ha detto:

        su cosa si intenda per “buon film” sono totalmente daccordo: personalmente non mi interessa la complessità del soggetto (devo essere più che in vena per “sorbirmi” un film cerebrale) quanto proprio le caratteristiche di cui parli; il che ovviamente non esclude film più complessi e che ti lasciano con delle “domande che, alla fin fine, sono quelli che ti lasciano con un pizzico di curiosita per quella “porta aperta” su un qualcosa su cui magari prima non avevi riflettuto e, a volte, ti aprono paronami inesplorati.
        Poi, è ovvio, ognuno di noi ha i suoi gusti e le sue preferenze… e meno male.
        Un’ultima cosa: mi sa che Viggo si divertirebbe moltissimo se scoprisse di essere stato definito “un critico spagnolo”, perchè non è un critico, tantomeno spagnolo, ma un attore americano di origine danese che, se ami il cinima, di certo avrai visto in qualche film.

      • frz40 ha detto:

        Concordo e mi scuso per Viggo… il testo in spagnolo mi ha dato alla testa 🙂

  4. eli ha detto:

    Il film che hai riproposto è stato davvero un film stupendo, sia per la trama e il finale a sorpresa che l’interpretazione sublime di tutti gli attori.
    Che dire… i bei film sono come i buoni libri, la buona musica, i bei dipinti e le belle sculture: non vanno mai in pensione.

    eli

  5. Tania ha detto:

    Ho visto. Da poco tempo, al cinema. Gloria. , e Lady Dyana, delusione totale , a parte non sanno recitare come una volta,ma senza che ti prendano come si faceva i film di un tempo, Non vedevo l’ora che finisse. pensa un po’ Fraaaa. Mille volte meglio. Totò
    Almeno ti fai mille risateeeeeee

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