La resistibile marcia del nostro Matteo da Fì


Parafrasando il famoso titolo del dramma “La resistibile ascesa di Arturo Uì” di Berthold Brecht, che nel 1941 proponeva un’allegoria satirica dell’ascesa di Adolf Hitler, avevo titolato un mio precedente post con “La resistibile ascesa di Matteo da Fì”.

Ritrovo oggi il concetto nel Bestiario di Giampaolo Pansa in un pezzo su Libero che titola

“Matteo è un Ducetto però piace a molti”.

Della resistibile marcia di Matteo verso Palazzo Chigi, che nasce senza un programma preciso ben predefinito, e quindi, con una maggioranza per ora tutta da scoprire (salvo che i soliti accordi di palazzo abbiano già provveduto all’uopo) Giampaolo Pansa auspica che “il Padreterno conceda all’Italia una guida politica capace di tirarla fuori dai guai” e poi dice:

Che pronostico si può fare? Nessuno. Il personaggio Renzi suscita molti timori. C’è chi lo considera troppo spregiudicato, dal momento che non ha mai esitato a sparare pallottole avvelenate contro un governo che, al contrario, avrebbe dovuto difendere. Il ruolo di segretario del Partito democratico gli imponeva di essere il sostenitore numero uno di Letta & C. Invece si è comportato come il primo dei suoi nemici. E il più violento. Ve lo ricordate? Dieci mesi di fallimenti. La palude. Il fastidio di vedere a Palazzo Chigi un inquilino troppo diverso da lui.

In questa guerriglia Renzi non ha temuto di dare di se stesso un’immagine pericolosa. Quella del politico mosso da un’ambizione personale «smisurata», per usare la parola che gli è cara.

Guidare il governo dell’Italia di oggi è un compito da non augurare al peggior nemico. Ma per Matteo è diventato un traguardo esistenziale da conquistare senza riguardi per nessuno. Ed è così che molti analisti hanno cominciato a pensare che siamo di fronte a un centauro. Per metà arrogante, per l’altra metà impreparato al compito. Un mix pericoloso, capace di produrre disastri. Ma nell’Italia del febbraio 2014 è inutile avventurarsi in qualsiasi previsione. Tranne una. Me la suggerisce proprio l’immagine della copertina di Libero: il Ducetto. Ovvero il piccolo Duce. Ossia un imitatore, magari inconsapevole, della buonanima di Benito Mussolini.

Perché cito la figura del dittatore che ha governato l’Italia sostenuto dalla dedizione entusiasta di milioni di persone? Un motivo c’è. E adesso provo a spiegarlo. Nell’Italia di oggi esiste un sentimento che prevale su tutti. È il fastidio infuriato nei confronti della Casta politica, ritenuta un cadavere che cammina, un insieme di impotenze presuntuose, ricca di benefici non meritati. Negli ultimi mesi, con l’aggravarsi della crisi sociale, il fastidio si è tramutato in disprezzo. E ha prodotto un desiderio ancora inconfessabile, ma che constato ogni giorno: l’emergere di una speranza disperata che arrivi sulla scena una figura autoritaria, capace di prendere le redini del potere e liberare il paese da tutti i politici fannulloni e corrotti.

Se è vero che Renzi è un piccolo Duce che si comporterà da dittatore, questo potrà soltanto giovargli e contribuire al suo successo come padrone assoluto del governo. Piace a molti e piacerà ancora di più se avrà la mano dura con la Casta. Non resta che aspettare le prossime puntate di questa storia. E vedere se andrà così. I suoi uomini di mano stanno già parlando come se fossero arrivati al potere. E non mi ha stupito sentire il deputato Davide Faraone, un tipo ridanciano e spavaldo, gridare: «Mentre Letta usava il cacciavite, noi useremo il caterpillar! ». Una grossa macchina cingolata che si adopera nei lavori stradali per sfasciare tutto. Ma la cristalleria italiana, e noi con lei, che fine farà?

Già, Matteo da Fì, tutto sommato sta simpatico anche a me. Ma la sua marcia su Palazzo Chigi nasce “per disperazione” e non ci è ancora dato di sapere, con precisione, nero su bianco, quale sarà il suo programma di Governo e dove si propone di trovare le risorse per realizzare i tanti proclami fin qui sbandierati. Né su quali forze politiche potrà seriamente contare se, come dice, vuol governare fino al 2018.

Ce lo dica, altrimenti ci sarà realmente da chiederci che potrà essere di quella  ormai povera nostra cristalleria.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a La resistibile marcia del nostro Matteo da Fì

  1. marisamoles ha detto:

    A me sta simpatico e ho sempre detto che se alle precedenti primarie avessero eletto lui e non Bersani le cose sarebbero andate meglio. Per tutti. Detto questo, non capisco bene la sua mossa ma ammetto che di politica mi interesso molto poco. Credo che non fosse il momento di mettere il bastone tra le ruote di chi, bene o male, ci aveva garantito un certo equilibrio in un momento in cui i passi falsi sono da evitare accuratamente. Ma anche questa mia osservazione è del tutto istintiva non ragionata.
    Renzi ha detto che lui si era visto un altro film … mi sa tanto che, indipendentemente da quello che si era prefigurato, ora si può godere la visione del suo personalissimo “Momenti di gloria”. Dureranno? 🙄

  2. sergio ha detto:

    non ce la può fare.
    se è il solito parapolitico d’assalto (vedi grillo) la supermafia politica lo neutralizza facilmente.
    se invece fa sul serio, lo sparano.
    finiremo come la Grecia, commissariati e in miseria nera, con bicchieri e posate di plastica……..
    a noi può importare anche poco data l’anagrafe, ma per i nostri figli……………

  3. unmateamargo ha detto:

    A me invece non sta simpatico per nulla e onestamente non ce lo voglio proprio alla presidenza dl consiglio.
    In quanto al “programma” lui può dire quello che vuole, ma stante la situazione oggettiva (siamo ancora nella UE mi pare) può solo continuare sulla strada intrapresa per così soddisfare le richieste della Commissione el caso agisse diversamente (dcidesse cioè di infischiarsene delle richieste della UE) spero sia cosciente che … arriveranno i Commissari e rifiutarli vorreppe dire uscire dall’Europa.
    È pronto a questo? Penso di no, penso, anzi sono convinta, che volesse solo “il cadreghino” (che peraltro non ha ancora) e al diavolo tutto il resto; se l’avrà staremo a vedere perchè ho l’impressione che abbia fatto non abbia tenuto conto del fatto che finirà per bruciarsi e allora “ciao ciao Renzi”.
    A meno che, è ovvio, come ho detto sopra non intenda cambiare rotta e, di conseguenza uscire dall’Europa, e precipitarci definitivamente nel baratro e sinceramente non me lo auguro.
    Auguri non gliene faccio, non posso proprio, vuol dire che se davvero il Presidente gli conferirà l’incarico e il Parlamento lo ratificherà (non scordiamoci che l’ultima parola ce l’hanno comunque le Camere) lo sopporterò a denti stretti e pregherò ch non faccia trope caz…te.

  4. tania ha detto:

    IO FAREI SALTI MORTALI, PUR DI SAPERE CHI HA DECISO METTERE RENZI A PALAZZO GHIGI, E NON MI DIRE . CHE NON SIA COSI , E TUTTO PREMEDITATOO, , NOI ITALIANI COL VOTO E SOLO UNA PROFORMA ORMAI DELLA POLITICA SONO SCHIFATA , SPERO SOLO CHE OGGI IN SARDEGNA SI INCOMINCIANO A DARE UNA SVEGLIATA , LA MURGIA MI SEMBRA UN OTTIMA E PERSONA PULITA DA SCHIFEZZE E COMPROMESSI ! STAREMO A VEDERE STASSERA CIOA FRAAA BUONA DOMENICA

  5. frz40 ha detto:

    Mi sembra interessante questo sondaggio secondo il quale Gli Italiani sono contrari al metodo con cui è stato silurato Letta, ma sono ottimisti, grazie al consistente contributo degli elettori di Forza Italia (pia illusione per conto mio), sul fatto che il nuovo governo Renzi riesca a fare le riforme.

    sondaggio

    Questo il commento di Nando Pagnoncelli sulle pagine del Corriere:

    Poco più della metà degli italiani ritiene che il prossimo governo sarà solido e in grado di fare le riforme. Ma la staffetta non piace al 64%.  Il futuro governo guidato da Matteo Renzi è sostenuto dall’aspettativa di un cambiamento profondo. Poco più della metà degli elettori (52%) ritiene che il prossimo esecutivo sarà solido e in grado di realizzare le riforme necessarie per il Paese, mentre il 41% non nutre grandi speranze in proposito. Gli ottimisti sono nettamente più presenti tra gli elettori di centrosinistra e tra quelli di Forza Italia (in entrambi gli elettorati rappresentano il 70%). Quest’ultimo è un dato sorprendente che mostra un atteggiamento di apertura, probabilmente favorito dal recente accordo sull’Italicum, da parte degli elettori di un partito che al momento non sembrerebbe intenzionato a far parte della futura maggioranza ma tutt’al più ad astenersi; gli scettici sono più numerosi tra chi oggi dichiara di non voler andare a votare (50%), tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (52%) e, anche in questo caso sorprendentemente, tra gli elettori di Ncd e dei partiti di centro (59%) che invece molto probabilmente faranno parte della maggioranza di governo.

     L’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti della staffetta appare poco entusiasta e piuttosto guardingo, soprattutto se si considera l’elevato indice di gradimento (circa 60%) di cui gode Matteo Renzi (che dall’affermazione alle primarie del Pd in poi risulta di gran lunga il leader più apprezzato), e il calo di consenso che ha subito il governo Letta nelle ultime settimane. In particolare, secondo il sondaggio diffuso ieri sera a Ballarò, il 52% pensa che l’esecutivo fosse «bloccato» (soprattutto a causa della scarsità delle risorse e dell’esigenza di mediare tra i partiti che lo sostenevano) mentre il 38% ritiene che il governo Letta stesse lavorando bene e avrebbe ottenuto risultati positivi a medio termine.

     Il metodo con cui si è giunti al cambio sembra lasciare perplessi gli elettori. La scorsa settimana, infatti, quasi un elettore su due auspicava il ricorso alle urne: il 37% dopo l’approvazione della nuova legge elettorale e il 12% al più presto, con quanto resta del Porcellum dopo l’intervento della Consulta; il 19% dichiarava di preferire un governo Letta-bis, con qualche avvicendamento tra i ministri e solo il 17% propendeva per un esecutivo Renzi sostenuto dall’attuale maggioranza. In altri termini, gli elettori avrebbero preferito le elezioni e l’investitura popolare di Renzi anziché una «staffetta», sia pure caratterizzata dal cambio di direzione annunciato dal segretario del Pd, giudicata positivamente da circa un terzo (31%) degli elettori. I motivi sono da ricondurre alla preoccupazione espressa dai cittadini che non cambi nulla (26%), perché Renzi incontrerà le stesse difficoltà di Letta, e alla convinzione che si tratti di una decisione sbagliata (23%), perché determina il rischio di bruciare un leader in ascesa, o incomprensibile (15%), dato che il Pd ha di fatto sfiduciato un esponente del proprio partito.

     Le perplessità riguardano anche la composizione della futura maggioranza, sia perché un’eccessiva eterogeneità è vissuta da sempre come un freno all’azione del governo e al cambiamento, sia perché le preferenze riguardo alla composizione dell’esecutivo sono molto variegate e difficilmente conciliabili tra loro: infatti, il 25% vorrebbe mantenere la stessa maggioranza del governo Letta (40% tra gli elettori del Pd), il 26% vorrebbe includere Forza Italia (64% tra gli elettori del partito di Berlusconi), il 24% vorrebbe includere il Movimento 5 Stelle (68% tra gli elettori «pentastellati») e l’8% Sinistra e libertà. Insomma, le aspettative di cambiamento in termini di metodo e di governabilità erano ben altre e l’apertura di credito nei confronti del nuovo esecutivo non appare incondizionata. Quanto al futuro del Pd, dopo la decisione di giovedì scorso, assunta a larghissima maggioranza dalla direzione del partito, le opinioni sono molto divise: il 41% ritiene che sarà più indebolito e diviso, il 26% pensa che non cambierà nulla e il 22% prefigura un partito più rafforzato e unito.

     Le risposte degli elettori del Pd e del centrosinistra sono tutt’altro che omogenee e riflettono le criticità di un partito che ha avuto cinque segretari in poco meno di sette anni di vita e ha preso la difficile decisione di sostituire un proprio esponente alla guida del governo del Paese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...