[Libri] “Come inciampare nel principe azzurro” di Anna Premoli – Newton Compton (2013)

 

Anche se quello rosa non è il genere che prediligo, e non saprei dire per quale stano influsso astrale ci sono capitato, devo di che questo “Come inciampare nel principe azzurro” di Anna Premoli è stata una piacevolissima sorpresa.

Lei, Maddison, è inglese, ha 28 anni, è laureata in economia, è moderna, bella, indipendente e lavora a Londra in una prestigiosa banca d’affari. E’ brava, diligente, ha successo, ma non è un’arrivista a tutti i costi e prende il suo lavoro con serenità e un certo distacco.

Io faccio parte – dice – di un team che si occupa di fusioni ed acquisizioni estere, siamo una decina di persone completamente dedite al lavoro. O meglio, gli altri nove sono estremamente dediti, io faccio finta. Ma sono davvero brava a fingere.

Il problema principale del mio lavoro, a parte il fatto che riguarda lo studio dei bilanci e della fiscalità (blah…), è l’assurdo orario a cui siamo sottoposti: sono costretta a lavorare dalle 8 del mattino fino anche alle 10 di sera. Per riuscire a ritagliarmi qualche ora di shopping ogni tanto devo fingere un malore, un mal di pancia insostenibile, un’emicrania che tutte le volte è senza precedenti. I miei colleghi sono in genere così presi dal loro lavoro che neanche si accorgono della mia mancanza.

Vorrebbe essere trasferita a New York, più attratta dalle locali opportunità di shopping che altro, ma viene destinata a Seul e affidata alle grinfie di un nuovo capo, Mark Kim, 33 anni, americano con gli occhi a mandorla, di ferrei principi morali e lavorativi, oggettivamente molto affascinante, ma anche antipatico e strafottente quanto basta.

«Maddison, questo è Mark Kim.» [..]. Lui mi porge la mano, una mano grande e perfetta, che mi fa vergognare di non essere andata dalla manicure nell’ultima vita e mezza, e che stringo in maniera automatica ma con un po’ di titubanza. Spero davvero di non avere la mano sudata. Ha una presa molto decisa e severa, gli si addice molto. Dopo di ché si risiede al suo posto senza pronunciare una sola sillaba come se nulla fosse, e io faccio altrettanto sulla sedia accanto alla sua.

[..]Sono ufficialmente in panico, e come sempre mi accade nei momenti delicati riesco sempre a dire cose insensate. «Lei è cinese?» guardo accanto a me e la domanda mi esce fuori inaspettata. Ecco, forse partire con un interrogatorio non è il modo migliore per rendersi simpatici con gente che non si conosce. Mark Kim strabuzza gli occhi quasi sbigottito, come se la mia fosse una domanda totalmente ridicola. Ora, posso essere stata indiscreta, ma non merito lo sguardo di assoluto disprezzo che mi sta lanciando.

«Hmm, no. Sono americano, ma di origini coreane» mi dice finalmente. Ora che ci penso, è la prima volta che apre bocca da quando sono entrata. Voce profonda, ma chiaramente seccata. Una sorta di avvertimento. Chi diavolo è, il killer che la società manda per eliminare i dipendenti più pigri? Sono assolutamente certa dall’espressione dei suoi occhi che già mi detesta. Ci conosciamo da 30 secondi e l’antipatia reciproca è più che evidente. Nell’aria c’è qualcosa che non saprei definire…hmm, forse aria di tempesta? [..].

«Veramente io mi sono resa disponibile a trasferte a New York» puntualizzo, lanciandogli un’occhiataccia che vorrebbe dire “e il tutto a causa tua”.

Il Sig. Kim cerca di nascondere un sorriso di derisione di fronte alla mia frase ma non ci riesce del tutto. Chiaramente gli americani, o almeno quelli di origine coreana, non sanno nulla delle buone maniere; nessuno gli hai mai detto che in certi casi, e soprattutto in Inghilterra, fingere è d’obbligo? Ormai non mi importa di fare bella figura con lui, quindi cerco di incenerirlo con lo sguardo, cosa che sicuramente coglie. Pur essendo antipaticissimo devo ammettere che è perspicace.

[..] «Dove devo andare???» ora il mio tono è molto più acuto del normale. La voce non sembra neanche la mia.

Mark Kim non vuole assolutamente perdere la possibilità di darmi il colpo di grazia, quindi rimarca con eccessiva convinzione «A Seul, nella Corea del Sud, nel caso non sapesse dove si trova. Io sono appena arrivato dal nostro ufficio sudcoreano per rendere il suo trasferimento…come dire…più facile.» Ma è evidente che non sta neanche cercando di nascondere il suo vero pensiero, ovvero quello che mi renderà il trasferimento un inferno.

Non può essere, non può assolutamente essere. Devono essere tutti impazziti. Io non so nemmeno dove si trova la Corea del Sud, o meglio, so solo che si trova lontanissimo e non mi pare che sia famosa per lo shopping o per l’eccellente cibo. Improvvisamente mi rendo conto che per me è davvero finita.

Inizia così, sin da subito, tra i due, una gustosissima schermaglia a suon di battute taglienti e situazioni spassose tutte da gustare.

“Prima o poi ucciderò quest’uomo – dice ad un certo punto Maddy – Mi metteranno in prigione, ma ne sarà comunque valsa la pena”.

Non lo ucciderà, tutt’altro.

Letto (318 pagine) tutto d’un fiato: lo stile narrativo è semplice, simpatico, accattivante, senza le solite sdolcinature, coinvolgente sin dalle prime pagine.

Mio gradimento ****

-.-

Anna Premoli è nata nel 1980 in Croazia; vive a Milano dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. E’ l’autrice di “Ti prego lasciati odiare”, Premio Bancarella 2013, suo romanzo d’esordio – che ovviamente leggerò – primo vero caso italiano di fortunato self-publishing. “Come inciampare nel principe azzurro” è stato pubblicato successivamente, ma in realtà è il primissimo libro scritto da questa autrice.

Memo: nella categoria Libri:
– I miei precedenti commenti
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

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5 risposte a [Libri] “Come inciampare nel principe azzurro” di Anna Premoli – Newton Compton (2013)

  1. Eliana Macchi ha detto:

    Grazie Franco, ……. Mi “intriga” penso che lo acquisterò . Un caro saluto.

  2. Pingback: [Libri] “Ti prego lasciati odiare” di Anna Premoli – Newton Compton (2013) | Frz40's Blog

  3. Lou ha detto:

    Letto! Molto carino, forse solo un po’ scontato da metà in poi…ma è un romanzo rosa, mica un giallo 😉 Grazie, ora cerco di recuperare con le prossime letture consigliate! :-*

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