Roma 2014, ottavi: Sara, bravissima, ma mi hai fatto morire.

 

 

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Sara Errani 6-4, 7-6 alla Petra Cetkovska (CZE) è l’unica azzurra che passa ai quarti !!!
Ma che sofferenza con quel servizio…

 

Niente da fare, invece, per Francesca Schiavone: 4-6, 1-6 contro l’ Agnieszka Radwanska (nr. 3 WTA).

E non ce l’ha fatta nemmeno Flavia Pennetta, sconfitta dalla Jelena Jankovic 2-6, 3-6, nonostante un secondo set giocato a lungo alla pari.

Negli altri incontri  da segnalare la vittoria a sorpresa della bella serba Ana Ivanovic  sulla russa Maria Sharapova per 6-1, 6-4.

Il commento di Vincenzo Martucci per la Gazzetta dello Sport:

Ci resta solo Saretta

Donne. Donne di casa nostra: volitive, orgogliose, serie, forti anche davanti al destino che propone tre avversarie da incubo, le classiche bestie nere.

 Donne come Sara Errani, che pianta l’unico tricolore nei quarti degli Internazionali Bnl d’Italia, lottando con le unghie e coi denti, fino a demoralizzare Petra Cetkovska (dopo due k.o. con la ceca mancando sempre match point) e proponendosi all’ennesimo assalto alla muraglia cinese Li Na, partendo da 6 batoste su 6.

Donne come Francesca Schiavone, rigenerata a 33 anni dall’amore di casa e dall’odore della terra rossa dov’è diventata immortale con il primo Slam di un’azzurra, al Roland Garros 2010, anche se proprio non può irretire col suo talento il super-talento della numero 3 del mondo, Aga Radwanska, rimediando la sesta sconfitta di fila.

  Donne come Flavia Pennetta, che getta anche lei tutta se stessa nella battaglia, ma proprio non riesce a trovare la chiave per scardinare il gioco allo specchio di Jelena Jankovic e ci perde per l’ottava volta su dieci.

Donne da applausi del Pietrangeli e del Grandstand, donne di cui andar fieri, nella vittoria come nella sconfitta. Donne che hanno fatto grande il tennis italiano e si faranno valere ancora. E ancora.

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