Un voto che conta.


Domenica si vota per le europee. E’ un voto che conta, soprattutto per la situazione politica del nostro Paese. Non so che cosa abbiate già deciso, ma prima leggete questo articolo di Giampaolo Pansa e comunque sia non rinunciate al voto. Molti sono morti, al mondo, per ottenere il diritto ad un voto libero.

Prepariamo la strada a un nuovo Mussolini?.

C’è una domanda Che di questi tempi mi propongo sempre più spesso: nell’Italia di oggi è possibile che nasca un nuovo fascismo ed emerga un altro Benito Mussolini? A qualcuno potrà sembrare un quesito privo di senso, antistorico, fondato sul nulla. Eppure la vita delle nazioni presenta molti casi di svolte politiche improvvise, che nessuno si aspettava. Neppure quando esistevano le premesse per un cambio di regime.

Soltanto minoranze ristrette, quasi sempre inascoltate, si resero conto che in casa nostra stava per andare al potere un dittatore in camicia nera, in Germania si preparava l’avvento di Adolf Hitler e l’Europa sarebbe stata travolta da una seconda guerra mondiale. Dunque vale la pena di ragionare sulla domanda che rivolgo a me stesso e ai lettori del Bestiario.

Di solito i regimi autoritari fascisti nascono in paesi che hanno tre caratteristiche. Sono deboli perché stremati da una guerra o da un lunga crisi economica.

Hanno un sistema democratico che vacilla e non funziona più. Risultano dilaniati da contrasti sociali molto forti, tra presunti ricchi e quanti si ritengono poveri.

Il fascismo di Mussolini nasce In un’Italia messa a terra dal primo conflitto mondiale, quello del 1915-1918. I partiti liberali e moderati non erano più in grado di reggere il governo del paese.

L’avversione di chi non possedeva nulla nei confronti della borghesia benestante diventava sempre più forte. Nelle campagne si andava diffondendo una lotta di classe mai vista prima.

Le sinistre stavano sulla cresta dell’onda, il Partito socialista vinceva un’elezione dopo l’altra e soprattutto nell’Italia del nord e del centro conquistava i municipi.

Il predominio socialista contava su un’avanguardia pronta a tutto: le Leghe rosse dei braccianti e dei salariati agricoli. La borghesia veniva torchiata dalle tasse e vedeva minacciato il proprio diritto di proprietà. E cercò di opporsi al bolscevismo nostrano finanziando le prime squadre fasciste.

Com’è l’Italia del 2014? Siamo una nazione stremata dalla crisi economica che ormai dura da parecchi anni. Insidiata dalla disoccupazione molto alta rispetto agli altri paesi europei.

Quella giovanile ha raggiunto livelli paurosi. La chiusura di tante aziende medio-piccole incrina la trave portante della nostra industria manifatturiera. I contrasti sociali sono ancora nascosti e non hanno invaso le piazze. Ma s’intravedono i primi segnali di pericolo. L’avversione per i benestanti, i famosi ricchi che devono piangere come i poveri.

L’odio per le banche, un atteggiamento irresponsabile poiché mette a rischio non i banchieri, ma i risparmi di tanta gente. A questo insieme di fattori si può aggiungere l’aumento vertiginoso dell’immigrazione clandestina, non contrastato da nessuna autorità, né italiana né europea.

Ma il fattore negativo più pesante è ancora un altro: il discredito dei partiti politici che aumenta ogni giorno. Sono inefficienti, ossia non sanno fare il loro mestiere che è governare il paese.

Per di più sono corrotti.

Quasi ogni giorno la magistratura scopre prove di disonestà dilagante, a tutti i livelli amministrativi.

Il caso delle Regioni rivela quanto sia diffuso il marcio sotto il tappeto. Dovevano essere il passo decisivo verso un federalismo moderno.

L’uso improprio e personale dei fondi di ciascuna delegazione politica ha messo allo scoperto ruberie, appropriazioni indebite, un’immondizia dall’entità ancora ignota.

Ogni giorno la stampa ci racconta l’agonia della Casta. Non di tutta, certamente. Ma l’insieme incute il timore che il Parlamento non sia più la garanzia suprema dell’ordine democratico.

É un rischio che non sembra preoccupare i ridanciani quaquaraquà dei partiti che seguitano, imperterriti, a mostrarsi nei talk show televisivi. Ho smesso di guardarli per il fastidio di vedere sempre le stesse facce.

Del resto, conosco in anticipo quanto diranno in loro difesa.

Non si accorgono che ogni comparsata è un gesto di autolesionismo. Le donne mi sembrano oche giulive appena uscite da una boutique di lusso. Gli uomini mi ricordano i ras sempre più spenti di un regime alla fine. Beppe Grillo ha commesso un errore micidiale nel mandare in tivù anche i suoi fedeli per la campagna elettorale europea. Oggi nessuno li distingue più dagli altri superstiti vanitosi della Casta. Assomigliare al proprio nemico è il passo decisivo verso la tomba.

La verità amara è che l’Italia sta diventando il paese più pericoloso d’Europa, capace di generare qualsiasi sorpresa cattiva.

Tra queste può esserci un sommovimento di tipo rivoluzionario? Un partito che si proponga di prendere il potere con le armi non esiste, per fortuna.

Abbiamo però il Cinque Stelle grillesco che ogni giorno dichiara di volere un ribaltone drammatico nella politica italiana. Gli slogan sono incendiari: tutti a casa, andremo a prendere i politici uno per uno e li processeremo.

È una tattica che porterà molti voti a Grillo. Dal momento che incrocia la rabbia di tanti italiani. Non mi stupirei se la prossima domenica i Cinque stelle diventassero i vincitori delle elezioni.

Ma che cosa accadrebbe se le teorie sovversive della ditta Grillo & Casaleggio trovassero uno sbocco di piazza, passando dalla predica alla pratica? È un pericolo capace di presentarsi in qualsiasi momento, anche per il lavorio di gruppi diversi dai Cinque stelle. Il disastro può avvenire per caso. L’assalto a una sede dipartito, che si lascia alle spalle qualche vittima. Lo stesso per l’attacco a una banca.

O per una bomba vera, e non di carta, che esploda in uno stadio durante un partita di calcio.

Siamo tutti sul filo del rasoio.

Il premier Matteo Renzi ci incita a nutrire speranza. E al suo posto farei la stessa cosa. Ma nessun governo politico riuscirebbe a contenere questi eccessi di rabbia. La polizia è demotivata e sbertucciata. Il ministro dell’Interno sarebbe costretto a dimettersi.

L’esecutivo potrebbe restare In piedi, ma con una credibilità vicina allo zero.

In questi frangenti, l’Italia si vedrebbe costretta a contare su una sola struttura presente sull’intero territorio, l’unica a rimanere salda. È l’Arma dei carabinieri.

La Benemerita sa come ristabilire l’ordine pubblico e garantire al governo di seguitare a reggere il paese. Ma sarebbe una soluzione temporanea. Prima o poi, l’unico sbocco può essere la nascita di un nuovo esecutivo.

Con un’accozzaglia di partiti estenuati che agitano la bandiera dell’emergenza nazionale.

Tutto in un clima avvelenato e torbido. Dentro un caos nel quale crescono dei nuovi leader.

Chi era Mussolini nel 1919 quando fondò il primo fascio a Milano, in piazza San Sepolcro? Un signor Nessuno. Però tre anni dopo stava a Palazzo Chigi.

Chi può essere il Mussolini di domani? È probabile che esista già. E si prepari nell’ombra. Lo conosceremo se la crisi italiana diventerà incurabile.

A questo punto, la domanda cruciale è una sola: l’Italia vuole avere un nuovo Mussolini e accetterà di seguirlo, per una nuova versione autoritaria di quanto accadde tra il 1922 e il 1943? Confesso di non avere una risposta.

Se qualcuno pensa che da questa avventura ci salverebbe l’Unione europea, è un ingenuo che crede nelle favole. L’Europa troverà mille ragioni per non muovere un dito a favore di una democrazia italiana che ha scelto la strada del suicidio.

(da Libero del 18-05-2014)

Buon voto.


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17 risposte a Un voto che conta.

  1. Alberto Amati ha detto:

    Piccolo particolare, che l’ex comunista e ora difensore di Mussolini e di Berlusconi, Pansa, volutamente dimentica: il fascismo nacque con atti di violenza, incendiando le camere del lavoro, organizzando pestaggi dieci contro uno, uccidendo deputati socialisti (Matteotti) e distribuendo olio di ricino a vagonate. Non mi sembra di vedere analogie con i 5 Stelle. Mi sembra di vedere invece il terrore dell’ennesimo esponente della casta, che ha gavazzato per anni, e che oggi sente un po’ tremare la terra sotto i piedi.

    • frz40 ha detto:

      Difensore di Mussolini? Hai mai letto qualcosa di Pansa? E di Berlusconi? Non mi pare proprio. E nemmeno ex-comunista, anche se di sinistra.
      Detto questo di Pansa, concordo sui delitti del fascismo, ma da parte di Grillo sento discorsi farneticanti che possono solo aprire la strada ad altrettanta violenza. E se mi sbaglierò non potrò che esserne felice.

  2. sergio ha detto:

    il pericolo non è da trascurare;
    ancora un po’ di tempo e se va avanti così molti sfileranno gridando “arridatece er puzzone”.
    la storia insegna…………………

  3. Monique ha detto:

    Veramente inquietante il quadro prospettato dall’articolo e anche nel quotidiano non si respira una buona aria… Grillo delira, gli altri rubano, la politica sta creando disaffezione e non vorrei che queste fossero proprio le premesse della catastrofe.

  4. marisamoles ha detto:

    A scuola, in quarta liceo, trattando la congiura di Catilina ho fatto il paragone – forse azzardato ma ho spiegato affinità e divergenze – con Grillo e i 5stelle. Purtroppo credo che Pansa non sia Cicerone … io ad ogni modo non penso che andrò a votare. Nessun grillo potrà mandare a casa nessuno e dovrà pazientemente attendere le prossime elezioni.

  5. Diemme ha detto:

    L’ha ribloggato su Diemmee ha commentato:
    L’affermazione più inquietante per me è “La verità amara è che l’Italia sta diventando il paese più pericoloso d’Europa, capace di generare qualsiasi sorpresa cattiva”, ma penso anche a quelli che hanno sacrificato la vita affinché io oggi potessi liberamente votare: ma votare significa scegliere chi ci governa, nel rispetto degli impegni assunti nei confronti degli elettori, o andare a perdere tempo a mettere un foglio privo di valore in una scatola di cartone? Sono amareggiata. La voglia di combattere non mi è passata, ma è quale siano i mezzi a disposizione il concetto che mi sfugge!

  6. lilipi ha detto:

    Ricordando la storia,vediamo che le condizioni perché si instauri una dittatura ci sono tutte.E mi pare molto grave non andare a votare perché i fanatici ci andranno in massa.Io voterò per chi penso che sia “meno peggio” e possa rappresentare in Europa i problemi italiani

  7. ilgattosyl ha detto:

    Condivido ahimè questo pensiero.

  8. popof1955 ha detto:

    Grillo come il baffetto o il baffone? Che dal byte passi alla ghigliottina? Scusa ma ci scherzo su. Certo gli han fatto il terreno fertile in questi anni, lui ci sguazza, ma Pansa se le ricorda le cavolate del piccoletto di Arcore? Le leggi su misura e tutto il resto? O è colpa dei comunisti?
    In Italia ultimamente si è votato con un sistema simil/maggioritario, e con il maggioritario non si va a votare per ma contro. Con le elezioni europee si torna al proporzionale, come convincere gli elettori? Con la Paura, e i tre maggiori partiti han fatto campagna mettendo davanti a tutto la Paura instillata dal contendente. Ma si che non vadano a votare i miei connazionali, io ci vado e così il mio voto proporzionalmente varrà di più 😉

    • frz40 ha detto:

      E che sia un buon voto !!! Voglio solo ribattere che seguo Pansa da molti anni e non l’ho mai visto tenero con le cavolate del piccoletto di Arcore, leggi su misura in particolare.

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