A Sara.

(Foto Reuters, dal Corriere)

Non si può nascondere una grossa delusione per come è andato questo quarto di finale della nostra Sara, contro un’impietosa Andrea Petkovic. Non è questo un periodo di gran forma per l’azzurra: l’avevo vista in difficoltà già nei primi due turni del torneo, contro la Madison Keys e la Dinah Pfizenmaier , ma la bella prestazione contro la Julia Glushko e soprattutto l’entusiasmante vittoria tutto cuore contro la Jelena Jankovic , mi avevano un po’ illuso.

Tra i vari commenti che leggo, molti sono improntati al pessimismo e pochi alla riconoscenza per quanto ha saputo sin qui fare la nostra topolina.

Mi piace però sottolineare le parole di Gaia Piccardi per il Corriere che ci ricorda che è «grazie a Sara che per dieci giorni il bandierone ha sventolato fiero sul Roland Garros, ormai abituato — dalla Schiavone alla Errani — a les italiennes capaci di stupire». E per le altre nostre rappresentanti non è stato davvero un gran torneo.

Ma ancor più mi piace riportare questo pezzo a firma Giuseppe Luigi, alias Omar Camporese, per LiveTennis.it

 

Il presente è già Passato

 La pioggia lascia il passo ad una schiarita e finalmente puo’ prendere il via questo quarto di finale, molto importante per noi, ma soprattutto per l’azzurra Sara Errani che ancora ci rappresenta nella seconda settimana di uno slam, come sempre piu’ spesso ci ha abituati negli ultimi tempi.

 Tuttavia èuna partita che non mi appassiona. Termina nel modo esatto in cui ho immaginato già a fine primo set.

 Mi ricordo di essere un appassionato di tennis, prima ancora di essere italiano.

 Allora mi tolgo il cappello e applaudo Andrea Pektovic, con tutta la sincerità che mi può venire dal profondo del cuore.

 Poi mi siedo per riflettere in merito a quello che potrebbe essere mancato oggi, per coronare il sogno che Sara ha accarezzato per dieci giorni e che invano ha cercato di tener vivo almeno per parte del match.

 Andrea non è stata ingiocabile. Appellativo cui spesso si ricorre per descrivere le prodezze di una tennista che domina.

Andrea ha avuto il merito di saper leggere le intenzioni dell’ italiana, dopo un avvio in sordina e dopo un parziale ritorno di fiamma dell’ azzurra a inizio seconda frazione.

 La chiave della sconfitta è stata questo aspetto se vogliamo scomodo per tutti, ma ineluttabile sotto il profilo tattico.

 Non era certo la prima volta che Sara affrontava la tedesca e tanto meno era al suo debutto contro questo genere di tennista, che fa del gioco propositivo, il suo miglior biglietto da visita.

 Ed è proprio per questo suo modo di porsi in campo, che trova tanti appassionati che ne riconoscono i meriti, anche sulla scena internazionale.

 Alla nostra Sara, è mancata la convinzione.

 Si è trovata più volte in situazioni analoghe ma si è saputa ogni volta tirar fuori, grazie ad una grinta e una determinazione che oggi non erano li a farle compagnia.

Oggi era sola, svuotata nella mente e nelle braccia, che troppe volte non hanno saputo restituire la palla nei modi imprevedibili in cui ci ha abituato negli ultimi 24 mesi.

 Non è stato un caso il suo ingresso nell’ olimpo del tennis e lei ha sempre saputo onorare questa sua presenza se pur a volte scomoda per alcuni, tirando fuori dal cilindro più di una volta, LA PRESTAZIONE.

 Forse la tensione accumulata nei giorni scorsi, complici commentatori e giornalisti troppo esigenti, ha finito per farla arrivare scarica mentalmente a questo appuntamento tanto importante e invidiato al tempo stesso da 124 tenniste, rimaste fuori anzitempo dalla competizione.

 Adesso è tempo di riflettere. E’ tempo di capire, che fare il gioco di alcuni equivale a giocare contro te stessa. Tu puoi rimproverarti ed è giusto che lo faccia. Tu e solo tu puoi capire e porre le basi per ritornare a credere nei mezzi che ti hanno permesso di arrivare dove tutti noi ti abbiamo visto.

 Il tempo gioca dalla tua parte, così come i relativamente pochi punti da difendere in questa seconda parte di stagione. Il rientro in top-ten, non è una chimera, ma è necessario ripartire con la giusta consapevolezza di avere nelle braccia la forza per vincere.

 Puoi continuare a credere in te stessa perché hai dimostrato al mondo che nel tennis si vince anche partendo dal basso, con il giusto impegno e il giusto approccio mentale.

 Noi ti aspettiamo, certi che tornerai quella che è stata capace di sorprenderci!

 Con affetto.

(Per tutti i risultati e commenti del Roland Garros 2014 sul mio blog leggi qui)

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Una risposta a A Sara.

  1. frz40 ha detto:

    L’ha ribloggato su Frz40 Sport.

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