Quando si invecchia

Mi sorprende, ma solo fino ad un certo punto, questo articolo di Gianni Clerici per Repubblica.

Titola: “Maria, gemiti e gioia Parigi è ancora sua” e dice:

«Lei non ha diritto. Se io fossi il suo direttore la licenzierei. Lei non ha rispetto né per le campionesse né per noi spettatori che le applaudiamo. Per noi che abbiamo acquistato un biglietto cinque mesi fa, pagando i regolari 124 euro ». In un cambio di campo della finale tra Maria Sharapova e Simona Halep, lo spettatore seduto ai confini della tribuna stampa, aveva colto il dialogo tra un collega inglese e lo scriba, appena tornati dal bar in cui metà dei giornalisti presenti tentavano di tonificarsi.

Vecchi habitué come siamo, lamentavamo la noia della finale di uno sport che amiamo, nonostante avessimo tentato di trovarvi elementi di ben diverso interesse, che mi par giusto elencare. Cittadinanza russa l’una e rumena l’altra, con precedenti storici di invasioni varie, da est ad ovest, di lingua e di costumi molto diversi. Gioco aggressivo, nel tentativo di fare punto vincente della russa, e regolarità ben distribuita, nel tentativo di provocare l’errore della rumena. Nascite disparate, sottopiccolo borghese Sharapova, povera emigrante dagli Urali agli States; borghese di stirpe sportiva Halep, col padre divenuto benestante calciatore. Stupenda top model Sharapova, con il suo metro e ottantotto per 56 chili più che tonici, piccolina di scoraggiante banalità Halep, costretta addirittura alla chirurgia estetica da un petto che ne squilibrava le vivaci corsette sino a pericolosi tuffi sull’arena. Non solo questo aveva spinto me e il collega britannico ad allontanarci dal nostro compito di osservatori professionali, ma i continui grantoli delle due, nel caso di Sharapova elevati a emissioni vocali più simili ad un’attività sessuale che sportiva .

Tutto ciò era tuttavia troppo complesso per essere comunicato allo spettatore, e mi sarei limitato ad obiettargli che il mio direttore era certo più ferrato in tema di giudizi e di licenziamenti .

Nella speranza che simile procedimento venga differito, devo ricordare che, in vantaggio non sempre ammirevole, per un set e 5-3 nel decisivo tiebreak, Sharapova ha commesso la prodezza di quattro errori gratuiti consecutivi, rimettendo in partita la piccola Simona, incredula sino ad un sorriso che pareva simile a quello di una vincitrice. Tra l’indispettita, l’infuriata e l’impotente, Sharapova, già largamente favorita da quei furboni dei bookmakers, non faceva molto di più che trasformare i grantoli in gemiti, e a raggiungere un’autentica, sorprendente specializzazione negli errori gratuiti. Sinché quel che mi era parso, in certi match precedenti, un suo autorevole tennis-pum, non finiva per prevalere su una ragazzina tutta corsa e coraggio .

Non vorrei che un mio fedele lettore, incredulo per la scoraggiata veridicità dello scritto, si spingesse all’acquisto di qualche altro quotidiano .

L’atroce finale alla quale ho assistito potrebbe trovare accenti positivi in una trama nella quale la valorosa piccina rumena, inaspettata in un simile storico palcoscenico, ha alzato il livello dello spettacolo sino a quello abituale per una vincitrice di quattro Slam, Sharapova; oggi spinta alla disperazione per l’inattesa, ammirevole resistenza della piccola Halep, che pretendeva di negarle il quinto. Ma perché, mi domando, un recensore ha diritto a trovare orribile una commedia o un libro, e un povero cronista sportivo non può permettersi di fare altrettanto? Speriamo in Nole e Rafa, amici .

Ora, che sia stato un match con tanti errori (le tre ore giocate sotto il sole mi pare che li giustifichino) è pur vero, ma non c’è dubbio che sia stato un match ad alta intensità che non ha annoiato nessuno eccetto il vecchio ‘scriba’.

Ma è proprio vero che quando si invecchia anche le grandi firme …..

Ad ogni buon conto ho accettato di buon grado il consiglio e mi sono spinto all’acquisto di qualche altro quotidiano e vi propongo, a pag 2, un colorito articolo della Gaia Piccardi per il Corriere e, a pag.3, uno più tecnico di Vincenzo Martucci, per la Gazzetta dello Sport.

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Una risposta a Quando si invecchia

  1. frz40 ha detto:

    L’ha ribloggato su Frz40 Sport.

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