Una scelta importante

Ha conquistato l’onore delle prime pagine di molti quotidiani la notizia che Andy Murray, 27 anni, tennista in piena attività e attuale numero cinque delle classifiche mondiali, vincitore, tra l’altro, di due grandi Slam, l’ultimo Wimbledon e gli US Open 2012, ha affidato il compito di proprio coach alla francese Amelie Mauresmo, 34 anni, attuale capitana della squadra transalpina di FED Cup (la Davis femminile), in passato anche lei vincitrice di due grandi slam, Wimbledon e Australian Open 2006.

La Mauresmo succede nientepopodimeno che a Ivan Lendl.

La cosa è per la verità di tutto rilievo dal punto di vista tennistico, se si considera che il tennis femminile è , da sempre, considerato di quarta serie rispetto a quello maschile. A tal proposito ricordo, ad esempio, che John McEnroe ha più volte rifiutato di incrociare le racchette con la celebre Billie Jean King o con le sorelle Williams. anche solo per esibizione, ritenendo queste tipo di sfide prive di significato.

Su questa vicenda si sono scatenati un po’ tutti. Le femministe in testa, che la considerano come una pietra epocale nel processo di emancipazione della donna, e gli orgogliosi maschietti, che si sentono profondamente feriti nell’onore. Si è così aperta, tanto per cambiare, una nuova guerra dei sessi, tesa ad affermare la supremazia dell’uno o dell’altro.

A me pare che impostando la cosa in questo modo non si faccia molta strada.

Premesso che il rapporto tra i due pare essere di tipo esclusivamente professionale (tra l’altro la Mauresmo è famosa anche per il suo coming out omosessuale a 19 anni), mi sembra di dover dire che si tratta di una scelta coraggiosa, soprattutto da parte del bel Andy Murray. Che sia o non sia di quarta serie, il tennis femminile è, indubitabilmente, un tennis diverso. C’è meno potenza e gli scambi sono più numerosi e prolungati. Ma è proprio dal confronto di queste diversità e dei relativi aspetti psicologici, che Murray può aver pensato di trarre profitto per la sua carriera.

Conoscere il diverso, dunque, per coglierne gli aspetti migliori, più che per ricercare a tutti i costi un cambiamento.

Se sarà stata la scelta giusta ce lo dirà solo il futuro, ma se queste sono le motivazioni della scelta di Andy Murray, penso che non avrà troppo a pentirsene.

-.-

Sull’argomento vi propongo due tra i più coloriti articoli che ho letto in questi giorni. Uno, a pagina 2, a firma Gaia Piccardi per il Corriere, e uno a pagina 3, di Cristiano Gatti per Il Giornale.

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4 risposte a Una scelta importante

  1. frz40 ha detto:

    L’ha ribloggato su Frz40 Sport.

  2. lou ha detto:

    Bell’articolo e sono d’accordo con te: è una scelta sicuramente coraggiosa e può essere che il motivo sia quello che hai ipotizzato…ne parlo anche con il mio maestro di tennis, vediamo che ne pensa lui fa un punto di vista tecnico 😉
    Unica cosa che non ti passo è il “BEL” Murray: accidenti è proprio un rafano! 🙂

  3. frz40 ha detto:

    By the way, a poco più di una settimana da Wimbledon, comincia malissimo questa collaborazione: Andy Murray viene sconfitto 6-7, 2-6 alle dal ceco Radek Stepaneg, 42 ATP, sull’erba dei Queen’s di Londra, negli ottavi di finale; torneo che Murray aveva vinto lo scorso anno.
    Non sarà certo colpa della Mauresmo ma nasce sotto il segno della sfiga.

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