Una lezioncina che viene dall’Est


In tempi nei quali la violenza sembra farla da padrone anche negli affari di cuore, Vi propongo due articoli sulla vicenda Buffon-Seredova che mi sembrano illuminanti.

“LA SEREDOVA DÀ LEZIONE” Buffon, i figli e le corna Elogio di Alena.

di Valeria Braghieri per Il Giornale del 4 luglio 2014.

A quanti pensavano che iniziasse e finisse in un cognome: Seredova. A quanti credevano che Alena stesse tutta lì, in un refuso eufemistico, con tutta quella carne soda portata da Praga per finire in moglie a un calciatore, il Gigi Buffon della Nazionale.

Un po’ di tv che, come il cortisone, non si nega a nessuno, e poi abito bianco e carta di credito nera: perfetta anche cromaticamente.

Due figli a saldare la fede all’anulare e le vacanze a Forte dei Marmi. Porca miseria se ci siamo sbagliati tutti, sulla signora. Era da giorni che ci montava dentro un sospetto e ieri abbiamo dovuto definitivamente capitolare, fare ammenda, ammettere l’umiliazione. Perché mai, noi, sapremmo comportarci come si è comportata la statuaria e pubblicamente umiliata femmina dell’Est: da gigante.

Alena è stata un gigante in tutta questa brutta vicenda di corna e Mondiali (Buffon che la tradisce con Ilaria D’Amico, la tresca che finisce sui giornali di gossip, la Nazionale che «salpa» per Rio con il marito lasciando in sospeso, tra loro, chili di non detto).E cosa fa Alena, anziché cedere a vendette o commenti sarcastici? Prende i bambini (i due figli avuti dal calciatore), li porta in Brasile, infila loro la maglietta con il nome del papà, ne indossa una uguale e si mette a tifare, di tifo vero, per l’Italia. Non un muso, non una lite, non una lacrima in gradinata, mai. Nemmeno mentre in Italia escono altre foto, con altri incontri e altri baci. E ieri il felice epilogo di una compostezza senza eguali. Alena che posta un’immagine di lei e dei suoi bimbi intenti a fissare l’orizzonte: «Non guardiamo più il passato… Bisogna guardare avanti» c’era scritto sotto. La signora del lato B che guarda il lato A: inarrivabile Seredova. Ma come si fa a piantarla lì?


 Alena Seredova numero 1 azzurro.

di Luigi Garlando per Sport Week del 4 luglio 2014.on i figli David Lee, 4 anni e Louis Thomas, 6.

La migliore maglia azzurra all’infausto Mondiale brasiliano? Non ci piove: quella numero 1 con scritto sopra Buffon. Ha vinto per distacco. Precisiamo, però. Non quella scesa in campo che conteneva il portiere Gigi, quella vestita in tribuna dalla moglie Alena Seredova, che per dignità, coraggio, senso di appartenenza è stata di gran lunga la più ammirata partecipante alla spedizione azzurra. «Una grande donna», l’aveva definita Bufon. Che un mesetto fa già presentiva il bel Mondiale della Seredova: «Alena in un momento molto delicato in cui bastava niente per crearmi difficoltà sul piano mediatico, si è comportata da donna con incredibile dignità. Ha messo davanti l’amore per famiglia e figli e non il proprio ego. Per questo la ringrazierò per sempre. Malgrado fossimo separati da un po’, lei poteva avere tutto il diritto di crearmi problemi, invece è stata splendida. È stata lei a portare i fgli allo stadio, e vorrei che venisse in Brasile con loro.

Mi farebbe tanto piacere».

Ci è andata in Brasile, ai margini del ritiro azzurro aperto alle famiglie che di per sé era già un invito alla malinconia, una pugnalata alle emozioni. Un anno prima, per la Confederations, Alena stava dentro al ritiro per famiglie e osservava il marito che si tufava sulla sabbia di Rio per parare i tiri del figlio Louis Thomas.

Questa volta si è presentata per la seconda partita, quella del rientro di Gigi dopo l’infortunio.

Come per la festa scudetto della Juve, Alena ha portato i figli allo stadio. Poteva bastare la presenza. Invece ha indossato perfino la maglia dell’Italianumero1, che dev’essergli pesata come lo scafandro di un palombaro, dopo le foto del marito spaparazzato a imbucare portoni notturni con quell’altra. Mettersi ancora il nome di Buffon sulla schiena voleva dire esporsi alla gogna? Non importa. I figli, specie in questi momenti di relazioni strappate, hanno il pieno diritto alla serenità e alla normalità.

Ne hanno bisogno. Ed è normale che durante una gara del Mondiale la mamma indossi la maglia di papà e che sorrida spesso, come faceva due anni prima all’Europeo.

Il tutto senza far scivolare una sola parola sui giornali, mentre quell’altra, nelle stesse ore, su un rotocalco di canzoni spiegava che il momento complicato metteva a dura prova la sua “ossessione per la riservatezza”, filosofeggiava che “la vita sorprende” e faceva voto, in caso di trionfo azzurro, di andare in onda senza tacchi “che per me è un po’ come essere nuda”.

Evitare riferimenti pubblici alla relazione probabilmente avrebbe aiutato l’ossessione per la riservatezza e anche Buffon, impegnato in un momento non meno delicato, nel cuore di un Mondiale.

La vita ha sorpreso anche Alena, ma lei, senza tacchi, vestita della maglia del marito, ha reagito da fuoriclasse, come Gigi Buffon davanti a Luis Suarez.


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4 risposte a Una lezioncina che viene dall’Est

  1. Lord Ninni ha detto:

    Un pezzo splendido

  2. marisamoles ha detto:

    Alena? Una gran donna, troppo per Buffon. Infatti si è scelto quella donnetta (non in senso spregiativo, solo ad intendere che è una così così) della D’Amico.

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