Andiamo male, altro che balle !!!


 

Sale senza freni il nostro debito pubblico; così lo illustra il Corriere di oggi, 15 Luglio 2014.

Ancora un record per il debito pubblico, che è un primatista eccezionale. Recede raramente e va sempre avanti: in maggio, secondo i dati della Banca d’Italia, è cresciuto di 20 miliardi arrivando a toccare i 2.166,3 miliardi. Una cifra altissima. Toccò la cifra di un miliardo di lire nel 1948 e dieci anni fa, a maggio del 2004, era a 1.471,804 miliardi di euro.

Fatte le riflessioni sulla pesantezza dei numeri, si deve osservare che i record, mese dopo mese, non devono sorprendere perché nella sostanza il debito si accresce perché le entrate dello Stato continuano ad essere inferiori alle sue spese facendo emergere un fabbisogno da finanziare. I titoli che lo Stato emette per raccogliere le risorse di cui ha bisogno rappresentano circa l’83% del debito e producono a loro volta interessi da pagare a chi li ha comprati che incidono sul bilancio e quindi finiscono per produrre altro debito.

In secondo luogo il dato più significativo per capire quanto il debito limiti l’azione di uno Stato è il suo rapporto con il Prodotto interno lordo che in Italia, vista la stagnazione seguita all’uscita dalla recessione, è molto alto, superiore al 132%. È questa percentuale, non il valore in assoluto, che fa dell’Italia, agli occhi degli investitori, un Paese a rischio, perché il reddito che produce non sarebbe in grado di far fronte ai debiti.

Di positivo c’è il fatto che l’Italia è un ottimo pagatore e che, se si esclude il periodo nero a cavallo tra il 2011 e il 2012, ha sempre goduto della fiducia degli investitori istituzionali e non ha problemi a collocare i suoi titoli sul mercato a costi che negli anni sono comunque diminuiti. (Sì, ma fino a quando? – ndr)

Come dice il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, «la via maestra per ridurre il debito è solo una crescita sostenuta ». Per il resto, a meno di operazioni straordinarie finora solo immaginate, la strada per farlo calare passa necessariamente per avanzi primari di bilancio crescenti e quindi con una riduzione del fabbisogno e delle spese correnti, visto che le entrate — vedi le tasse — sono ai massimi e a loro volta frenano la crescita.

Ma quanto è credibile “una crescita sostenuta”? E quanto è credibile una vera “riduzione delle spese”? La vedo sempre più dura. E mi spaventa.

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6 risposte a Andiamo male, altro che balle !!!

  1. marisamoles ha detto:

    Spaventata ancora no ma molto preoccupata sì. 😦

  2. sergio ha detto:

    nelle nostre condizioni spaventarsi inutile.
    mi fa pensare a un tale che ha cominciato ad avere paura solo dopo aver visto la fiammata dei fucili del plotone di esecuzione

  3. quarchedundepegi ha detto:

    Ho quasi staccato il blog… nel senso che non lo seguo… almeno per ora.
    Quello che scrivi è molto bello. Non è vero che va male.
    Non hai visto che qualcuno vuole fare qualcosa, nel senso che se vuole lavorare seriamente è agevolato? Non hai visto che i Servizi funzionano alla perfezione?
    Non hai visto che i Turisti sono coccolati e portano fior di quattrini nelle Casse dello Stato?
    Io non ho visto.
    Ciao… sono in Liguria… almeno il mare è ancora liquido.
    Quarc

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