“La ghigliottina” di Massimo Gramellini.


La ghigliottina.

Di Massimo Gramellini.

Stavolta non hanno tagliato la testa a un soldato, a un giornalista o a un volontario: qualcuno che avesse a che fare con la guerra. Stavolta, e per la prima volta, a venire macellato come simbolo dell’Occidente è una persona che passava di lì per motivi suoi. Hervé Pierre Gourdel era un alpinista e fotografo di paesaggi: stava facendo trekking sui monti d’Algeria. I masnadieri lo hanno localizzato, sequestrato e giustiziato nel giro di quarantott’ore, non prima di averlo costretto al rito surreale e stalinista dell’autoaccusa. Nel video si vede un uomo con i capelli bianchi – un nonno giovane o un padre vecchio – in ginocchio davanti alla telecamera mentre ripete a pappagallo delle frasi contro Hollande. E appena la sua voce ha un sussulto di esitazione, il miliziano gli avvicina il fucile alla testa per fargli paura.

Si percepisce il senso di straniamento, la totale incoerenza tra il contesto dell’azione e il personaggio principale: a tutti gli effetti un turista. E anche se né a me né a voi verrebbe mai in mente di scalare montagne infestate da tagliagole, è impossibile non avvertire la sensazione che al suo posto avrebbe potuto esserci uno di noi.

(Da La Stampa del 25.09.2014)

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3 risposte a “La ghigliottina” di Massimo Gramellini.

  1. sergio ha detto:

    è incredibile l’imbecillità dei media che dando ed enfatizzando queste notizie non si accorgono che fanno il gioco di questi fanatici.
    Se ci fosse una censura totale in modo che nessuna notizia venisse in mano dell’opinione pubblica in merito alle gesta di questi tagligole, questi episodi infami potrebbero anche cessare.
    così invece si getta benzina sul fuoco e i prossimi video potrebbero sbizzarrirsi con sedie elettriche, impiccagioni e quanto di peggio non si può nemmeno immaginare

  2. sergio ha detto:

    senz’altro, ma non con l’enfasi che danno i media

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