[Libri] “La piramide di fango”, “Un covo di vipere”, “La pensione Eva” di Andrea Camilleri


Mi ero sempre rifiutato di affrontare i libri di Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925) per non fare lo sforzo di decodificare quel particolare linguaggio commisto di italiano e siciliano che tanto caratterizza le opere di questo autore.

Mi son detto che così mi sarei perso qualcosa e, dopo aver letto tre romanzi, e posso dire che di fare questo piccolo sforzo ne valeva la pena.

Due sono gialli di recente pubblicazione e hanno per protagonista il notissimo commissario Montalbano e i coloriti personaggi che da sempre gli fanno da contorno; il terzo è un romanzo pubblicato qualche anno fa, che ha per protagonista un ragazzino, Nenè, che vive la sua adolescenza in un contesto sociale d’altri tempi.

Ve li presento brevemente:


La piramide di fango – Sellerio, Maggio 2014.

Piove a dirotto su Vigata. Un giovane, ferito alla schiena, ha inforcato una bicicletta e ha pedalato con fatica in quella solitudine di fango per venir trovato, morto, in un cantiere edile. Sua moglie è scomparsa e, con lei, un presunto zio, che non ha nome, non ha volto, e non lascia impronte. E’ un delitto di mafia legato al mondo degli appalti, ma i clan mafiosi faranno di tutto, attentati, intimidazioni, delazioni, false confessioni e depistaggi,  per fuorviare il commissario Montalbano e convincerlo che si tratta di un delitto d’onore e non di mafia.

Montalbano scoprirà  la vera causa del delitto e, con un trabocchetto finale, uno «sfunnapedi» o «trainello», riuscirà a “fare un buco nella piramide di fango” di quell’organizzazione criminale.

Mio gradimento ***/****


Un covo di vipere – Sellerio, Giugno 2013.

Riporto qui di seguito, con qualche aggiustamento, la presentazione che ne fa Wikipedia.

La vittima è il ragionier Cosimo Barletta, trovato morto nel suo studio, con un colpo di rivoltella alla nuca. Il movente dell’omicidio sembra incomprensibile nel villino dove è stato ritrovato cadavere non appare alcuna traccia di effrazione. Cosimo Barletta, vedovo e padre di Arturo e Giovanna, conduceva una vita apparente normale; almeno così sembra sino a quando non si scoprono nel doppio fondo di un cassetto di una scrivania foto e lettere che rivelano una personalità equivoca. I figli affermano poi che il padre non era quell’esemplare di onestà che appariva ed essi sono sicuri che aveva lasciato un testamento che però è scomparso. Alla fine il commissario arriverà alla soluzione dei misteri ma gli apparirà una verità che forse avrebbe preferito non scoprire.

Mio gradimento ***/****


 La pensione Eva – Mondadori, Gennaio 2006.

“Fu tanticchia prima dei suoi dodici anni che Nenè finalmente capì quello che capitava dintra alla Pensione Eva tra i màscoli grandi che la frequentavano e le fìmmine che ci abitavano”.

Un giorno tentò di entrare a curiosare ma fu bloccato da un omone:

“Sei precoce, eh? Alla tua età già ti piace il miele, ragazzino? Subito via da qui!” Nenè non capì quello che l’omo diceva, ma sinni scappò lo stisso di corsa, vrigugnoso”.

E’ questo l’inizio del romanzo che vede crescere Nenè tra la fine degli anni trenta e gli della seconda guerra mondiale in quel di Vigata. Sarà la cugina Angela, compagna di quel quel gioco del malato e del dottore che tanti hanno praticato nella loro preadolescenza, almeno quelli della generazione di Camilleri, che inizierà a fargli capire che cosa succede nella Pensione Eva.

Intendiamoci, niente di erotico, in questo romanzo, ma una raccolta di curiosi personaggi e situazioni con le prime esperienze di Nenè, dei suoi amici Jacolino e Ciccio e storie delle “picciotte a quindicina”, come quella del cavalier Calcedonio, afflitto da impotenza, che sotto un terribile bombardamento recupera miracolosamente la sua virilità o l’episodio della “puttana comunista” Tatiana che collabora con la resistenza partigiana.

Sullo sfondo, le durezze di una guerra che alla fine distruggerà anche la Pensione Eva.

Dirà Camilleri: «Desidero avvertire che il racconto non è autobiografico, anche se ho prestato al mio protagonista il diminutivo col quale mi chiamavano i miei famigliari e i miei amici. È autentico il contesto. E la pensione Eva è veramente esistita…».

Voi ci credete? Io no.

Mio gradimento ***/****.

-.-

Memo: nella categoria Libri :
– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

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8 risposte a [Libri] “La piramide di fango”, “Un covo di vipere”, “La pensione Eva” di Andrea Camilleri

  1. mariella1953 ha detto:

    Ciao
    Inizia dalla forma dell’acqua che mi pare sia il primo della serie Montalbano,se ti ci appassioni te li leggi tutti!

  2. unmateamargo ha detto:

    Mi fa davvero piacere che alla fine ti sia deciso a vincere le tue iniziali resitenze perchè a mio parere Camilleri merita di essere letto e poi a me i dialetti piacciono 🙂

  3. Tania ha detto:

    Sono. Bellissimi. Mi piacciono molto. I telefilm. Mi attraggono meno. Ciao

  4. Monique ha detto:

    Gran maestro Camilleri.

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