[Libri] “La vedova” di Fiona Barton – Einaudi (giu.2016) 372 p.

La vedova

 

Bello, avvincente sin dalle prime pagine, con una figura, Jean Taylor, “la vedova”, descritta in modo straordinario.

Jean è la devota moglie di Glen Taylor del quale subisce la sudditanza. Lui è accusato di pedofilia e della sparizione di una bambina di tre anni, ma nonostante che il loro matrimonio sia in crisi per l’impossibilità generandi di lui, lei gli sta vicina per tutti i  quattro anni nei quali si svolgono le indagini e il processo.

Ma Jean è complice di un mostro o a sua volta vittima innocente?

Così la descrive Bob Sparkes, il poliziotto che lavora al caso: “Ho sempre pensato che Jean stesse coprendo suo marito. Una brava persona, ma completamente soggiogata da Glen. Si sono sposati presto: lui era quello in gamba, che aveva studiato e si era trovato un buon impiego; lei era solo la graziosa mogliettina. Era giovanissima quando si sono incontrati, e lui l’ha conquistata coi suoi begli abiti e le prospettive di carriera in banca. Lei non ha mai avuto la possibilità di sviluppare una propria personalità”.

Ora, e a processo concluso con un non luogo a procedere per insufficienza di prove, Glen viene travolto da un autobus di linea all’uscita da un supermercato e muore. Ed è così che la povera Jean  si sentirà più libera di rivelare tutto ciò che sa.

Più che un thriller “La vedova” è un bel romanzo a sfondo psicologico. In certe parti è, forse, un po’ ridondante di particolari, ma la tensione non cala mai. Ha anche un bel finale tenero.

Mio gradimento quattro stelline, (****) pienamente meritate.

Fiona BartonFiona Barton si è occupata di cronaca per il «Daily Mail», il «Telegraph» ed è stata  capo reporter al «Mail on Sunday», dove ha vinto Reporter of the Year ai British Press Awards. Nata a Cambridge, in Inghilterra, attualmente vive con il marito nel Sud della Francia. “La vedova” è in corso di pubblicazione in 30 paesi e ne verrà anche tratta una serie tv.

-.-

Un pedofilo e la sua vedova: si sa subito chi è il colpevole, ma la verità si scopre alla fine.

Così Corrado Augias per “Il Venerdì di Repubblica” dell 8/7/2016

La prima cosa straordinaria del romanzo La vedova di Fiona Barton (Einaudi) è che sappiamo fin dall’inizio chi è il colpevole, un certo Glen Taylor, il quale, quando la storia si apre, è già morto. Per un romanzo non dirò poliziesco però costruito su una forte suspense, l’autrice si dà due handicap non da poco. Il genere, nella versione classica, vuole che il colpevole si scopra alla fine; in una versione più aggiornata che se ne intuisca gradatamente l’identità. Questo romanzo però del poliziesco sfrutta solo il meccanismo dell’indagine, per il resto si tratta di una storia ben costruita dai numerosi risvolti: dalla psicologia del giornalismo alla sociologia della piccola borghesia britannica. Le due rivelazioni iniziali non ledono il meccanismo dell’attesa o suspense; anzi, le notizie note al lettore accrescono il fascino della narrazione.

Siamo in un sobborgo londinese, dal giardinetto di una di quelle umili casette a schiera è sparita una bambina di tre anni: Bella. Il sospettato numero uno è Glen Taylor, ex impiegato di banca ora autista di furgoni; la banca l’ha cacciato quando s’è scoperto che sul computer dell’ufficio guardava filmati pedoporno. I personaggi principali sono la madre della bambina, la vedova (di cui al titolo) del pedofilo, Kate giornalista d’assalto, Bob Sparkes ispettore di polizia. Fiona Barton si è data in realtà anche un terzo handicap ed è la struttura stessa del racconto.

Nei cinquantaquattro brevi capitoli si alternano i punti di vista di tutti i protagonisti per cui la vicenda si sfaccetta continuamente a seconda di chi stia riferendo la sua storia.

Il ritratto di Kate disegna in modo appena caricaturale quei giornalisti che, non solo in Inghilterra, calano come avvoltoi sulle vittime. Chi dovrebbe essere il più informato su come siano davvero andate le cose, ovvero se Glen sia o no il «mostro», è la sua vedova. Nemmeno da lei però riusciamo a sapere granché anche se – qui la grande abilità della narratrice – intuiamo da ciò che ci dice di sé e di suo marito, del loro rapporto, dell’incapacità di lui di avere figli, che nasconde qualcosa e che prima o poi l’ispettore Bob arriverà a scoprirla. La scopriremo anche noi, insieme alla verità su come il pedofilo Glen sia morto; però solo nell’ultima pagina dopo essere rimasti col fiato in gola per le precedenti 380.

Memo: in questo blog, nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

 

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2 risposte a [Libri] “La vedova” di Fiona Barton – Einaudi (giu.2016) 372 p.

  1. mariella1953 ha detto:

    Ne ho letto recensioni ma non c’è l’ho…..lettura adatta per qualche giorno in montagna…..😉😉😉

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