[Libri] “Non guardare nell’abisso” di Massimo Polidoro – Piemme (21 giugno 2016) 419 pag.

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Mi aveva entusiasmato Massimo Polidoro con il suo giallo d’esordio “Il passato è una bestia feroce” (mio gradimento da 4 a 5 stelline), ma non altrettanto con questa pur apprezzabile sua seconda fatica dal titolo “Non guardare nell’abisso”.

Il protagonista è sempre Bruno Jordan, cronista per la rivista Krimen, “ironico segugio e piantagrane supremo” così definito dall’autore.

Ha una grande qualità:

– la ricchezza di imprevedibili colpi i scena,

ma due, a mio personale giudizio, pecche:

– un abuso di interlocuzioni che dovrebbero rendere simpatico il protagonista ma sono decisamente sovrabbondanti, poco credibili e, quindi, irritanti. Come ad esempio questa: “Mastroianni ci teneva sotto tiro con la pistola, Terminator aprì con la chiave le nostre manette per sganciarle dalla catena fissata all’auto. Strofinai i polsi che, rimasti stretti in quei ferri per ore, erano ormai insensibili. Ma Gasser ci ordinò nuovamente di portare le mani dietro la schiena e ancora richiuse le manette.
«Non si può fare a meno di questi affari?» domandai.
«Taci!» fece lui dandomi una pacca sulla testa.
Certi giorni sarebbe meglio non alzarsi nemmeno dal letto. (sic.!)”

– e il rivangare, seppur con cura e competenza fatti di un periodo storico del nostro Paese, quello degli “anni di piombo”, che trovo poco adatti ad un romanzo che dovrebbe pur rappresentare un momento di sereno relax.

Ciò detto, la lettura è avvincente e l’intreccio decisamente coinvolgente.

Il mio gradimento, però, non supera le tre/quattro stelline (***/****)

Questa la presentazione dell’editore:

In una crudele corsa contro il tempo, Bruno Jordan si trova di nuovo faccia a faccia con l’abisso più nero dell’animo umano: questa volta, oltre alla sua, sono in gioco molte altre vite.
È una notte di luna piena. In un cimitero di campagna, una piccola processione guidata da un anziano sacerdote impaurito entra in una cripta. Ma non si tratta di un morboso rito esoterico: da una buca nascosta sotto l’altare riemergono mitragliatori, munizioni ed esplosivi. Un vero arsenale di guerra sepolto da chissà quanti anni. “Questi cambieranno ogni cosa” dice il leader del gruppo, estraendo il coltello che metterà fine alla vita del prete. È una tranquilla mattina estiva, a Milano. Bruno Jordan esce di casa per la solita corsa nel parco: è un periodo piuttosto piatto, nella vita dell’inquieto cronista di nera, dopo le vicende che l’anno prima lo hanno portato al clamoroso ritrovamento di una donna scomparsa. Forse anche per questo, di fronte all’irrituale e insistente richiesta di un ex senatore in pensione di aiutarlo a rintracciare la nipote che non ha mai conosciuto, Jordan cede e accetta l’incarico. Per questo, e perché Publio Virgilio Strazzi non è un ex senatore qualunque: è uno dei nomi più quotati per l’imminente elezione del prossimo presidente della Repubblica italiana. Cominciando le indagini, però, Jordan si rende conto ben presto che l’uomo gli ha raccontato solo una parte della verità. Dietro il nonno tormentato dai rimpianti si allunga l’ombra inquietante di un complotto che affonda le radici negli anni più tragici e irrisolti del dopoguerra. E dietro il vicino della porta accanto potrebbe annidarsi un nemico che aspetta solo il momento giusto per seminare morte e terrore. In una crudele corsa contro il tempo, Bruno Jordan si trova di nuovo faccia a faccia con l’abisso più nero dell’animo umano: questa volta, oltre alla sua, sono in gioco molte altre vite.

Memo: in questo blog, nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

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4 risposte a [Libri] “Non guardare nell’abisso” di Massimo Polidoro – Piemme (21 giugno 2016) 419 pag.

  1. marisamoles ha detto:

    Certi giorni sarebbe meglio non alzarsi nemmeno dal letto. (sic.!)”

    Capisco il tuo “sgomento” ma l’enunciato non è scorretto. Diciamo che può essere considerato un esempio di stile informale, più adatto al parlato che allo scritto. Certamente lo segnalerei in un tema in classe ma, si sa, gli scrittori si avvalgono di licenze poetiche anche quando scrivono in prosa.😦

    “Certi giorni”, in questo contesto, equivarrebbe a un complemento di tempo, sicuramente non può avere funzione di soggetto! Ad esempio, si può dire “<em<Al mattino faccio una colazione abbondante” ma anche “La mattina faccio una colazione abbondante”. In questo caso, come avrai notato, mattino e mattina non sono intercambiabili.

    Scusa, frz, non volevo fare lezione ma, sai, in vacanza un po’ mi annoio se non ho nulla da correggere.😆

    • frz40 ha detto:

      E te pareva che la mia prof non cogliesse la palla al volo.🙂 ma il mio sgomento non è dovuto alla forma dell’enunciato ma al contenuto. Ti pare che uno con una pistola puntata contro possa pensare che Certi giorni sarebbe meglio non alzarsi nemmeno dal letto.
      Buone vacanze e spero nella vedova

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