Storie di donne

mirjana-lucic_baroni

(da La Gazzetta dello Sport del 26 gennaio 2016 a firma ri.cr.)

Le botte del padre e poi la povertà.La croata Lucic rinasce dopo 18 anni.

Le violenze, la semifinale di Wimbledon del 1999 e poi il buio: Mirjana è tornata.

Mirjana non fugge più. La corsa lontano dai fantasmi si arresta finalmente in un caldo pomeriggio australiano, sublimando una storia di resurrezione che, comunque sia finita la semifinale all’alba contro Serena Williams, rimane uno degli inni al coraggio e alla determinazione più musicali di sempre.

PERCOSSE

Mirjana di cognome fa Lucic, nasce in Croazia nel 1982 (lo stesso anno della Pennetta) e ha un padre, Milenko, che ha disputato un’Olimpiade nel decathlon. Un padre che fin dall’età di cinque anni, quando le partite non vanno come previsto, la percuote con un paio di Timberland. Nonostante minacce e aggressioni continue, la ragazza vince due Slam juniores a 14 e a 17 anni, al primo torneo da professionista (Bol), alza la coppa. Ma quando nel 1998 Milenko alza le mani an¬ La croata Mirjana Lucic, 34 AFP che sulla madre, Mirjana scappa negli Stati Uniti con l’aiuto di Ivanisevic. Sembra tornare la pace, l’anno dopo è semifinalista a Wimbledon e numero 32 del mondo, prima che l’IMG le chieda danni per milioni di dollari con l’accusa di abuso di farmaci e danno di immagine alla compagnia. Molti ci vedono la longa manus del padre che ha continuato a minacciarla, addirittura di morte, e in ogni caso la lunga vertenza giudiziaria finisce per lasciarla sul lastrico: dal 2003 al 2007 continua ad allenarsi, ma non gioca mai perché non ha i soldi per spostarsi.

RINASCITA

Eppure non si arrende, fino a quando incontra il ristoratore Daniele Baroni, italo¬americano della Florida, sposato nel 2011, e passo dopo passo ritorna a sbocciare. Fino all’apoteosi australiana, un’altra semifinale Slam quasi 18 anni dopo battendo la lanciatissima Pliskova: «Questo è quello che sognavo. Ho sempre saputo di avere ancora dentro di me la possibilità di fare questi risultati, sono state scritte e dette tante cose, ci sono state speculazioni, ma forse anche questo fa parte del gioco. Voglio tenere queste cose per me e non voglio parlarne più. Voglio solo che si parli dell’incredibile combattente che sono, della persona capace di lottare contro tutto e contro tutti. Perché è questo che mi rende orgogliosa». Bentornata alla vita, Mirjana.

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2 risposte a Storie di donne

  1. Lou ha detto:

    Che bell’articolo! Grazie per aver scritto la storia di questo grande coraggio! Nella vita mai arrendersi!!! 🙂

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