[Libri]  “Il cane che parla” di Giorgio Scerbanenco – Sellerio 2011 – 228 pag.

Il cane che parla

“Il cane che parla” è il quinto romanzo di una serie che ha per singolare protagonista,  Arthur Jelling, un timido archivista capo della polizia di Boston al quale vengono, però, anche assegnati i casi che richiedono particolari capacità psicologico-investigative.

Qui è impegnato in un classico: l’omicidio sul treno. Scatta il segnale di allarme, il treno in corsa si arresta in una zona coperta da una fitta vegetazione e quando un tale si affaccia al finestrino per vedere che cosa sia successo, viene colpito a morte da due colpi sparatigli al volto e alla gola. La vittima è Aroldo Banner, un poeta scrittore che, con un gruppo di amici e colleghi di lavoro, è in viaggio di ritorno dopo essere stato ospite, per un soggiorno di piacere, dell’editore Marino Grant. Sono con lui il vice direttore della Nuova Stampa, Dady Dadies, col cane Ciannell, il giornalista Carlo Svedensson, l’editore Tom Fharanda e la scrittrice Fiorella Garrett.

E’ superfluo dire che nel corso delle indagini, a dispetto delle apparenze, emergeranno motivi d’odio reciproco tra i vari personaggi e Arthur Jelling dovrà sbrogliare una bella matassa.

Il giallo, come ho detto, è di tipo classico. Ha un bell’intrigo e tutti i personaggi possono essere il colpevole che, però, viene smascherato solo nelle ultimissime pagine. E’ stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 1942 e tutta la serie Arthur Jelling risale all’inizio degli anni ’40. Soffre forse solo un po’ dei mali dell’età.

Mio gradimento: tre stelline (***).

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7 risposte a [Libri]  “Il cane che parla” di Giorgio Scerbanenco – Sellerio 2011 – 228 pag.

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Caro frz40,
    Da un po’ di tempo a questa parte sto leggendo tutto quello che è successo in Istria e da quelle parti più o meno dal 41 in avanti. Ho scoperto un mucchio di cose anche terrificanti che non hanno mai voluto dirci.
    Tu leggi un po’ di tutto… mi sembra.
    Non so se t’è mai venuta la tentazione di leggere il libro che ho scritto io… (Questa una recensione):

    Il titolo del libro suona come una promessa e in effetti le storie narrate dal dott. Depegi sono storie vere, spesso drammatiche, dove il legame tra paziente e terapeuta non si limita a un rapporto professionale ma diventa spesso un legame più stretto, che in alcuni casi trova interpretazioni sorprendenti.
    Il sottotitolo “Istantanee di vita” è una seconda anticipazione di ciò che vi attende: episodi di vita vissuta a volte difficili da collocare perché narrati da pazienti sotto ipnosi, ma significativi perché punti di snodo nella vita (e nelle vite) dei vari protagonisti.
    E poi c’è la storia personale dell’autore, la sua vita divisa tra Italia e Svizzera, la sua crescita umana e professionale, il suo scontro senza compromessi con la burocrazia e con la stupidità umana, il suo interesse per l’uomo e il suo progressivo avvicinamento alla medicina alternativa o, come lui preferisce chiamarla, complementare, alla ricerca di un difficile equilibrio tra le scienze ufficiali, accademiche, e quelle meno riconosciute, ma che nei casi descritti in questo libro si rivelano estremamente efficaci.
    Alessandro Depegi è un medico, un anestesista, ma prima di tutto è un uomo ed è all’uomo nella sua complessità e interezza che egli si rivolge, nell’appassionata convinzione che l’uomo vada curato in quanto uomo e non in quanto ammasso di organi e apparati indipendenti gli uni dagli altri.

    E su questo credo che tutti siamo d’accordo: la specializzazione non deve portare alla disumanizzazione. Potrei citare diversi casi vissuti da me personalmente e dai miei cari in cui la medicina ha fallito perché osservava il “pezzo di carne” sofferente e non prendeva in considerazione l’individuo nella sua globalità che in quel momento chiedeva aiuto.
    Questo sostiene il dott. Depegi: curare l’uomo, curarlo con amore ed empatia, non limitarsi ad aggiustare alla bell’e meglio il singolo ingranaggio che scricchiola.
    Tutto vero è un libro asciutto, dal linguaggio essenziale che va dritto al sodo. Non aspettatevi tanti giri di parole, non aspettatevi effetti speciali dal punto di vista letterario. Alessandro è un uomo pratico, è un uomo che risolve problemi, non gli interessa stupire e ammaliare il lettore, ha un messaggio importante da trasmettere e su quello si concentra senza alcuna retorica, senza fare prediche morali, ma raccontando la storia della propria vita, narrando le proprie vittorie, rappresentate dalla gratitudine dei pazienti, e anche le proprie sconfitte, senza peli sulla lingua.
    Tutto vero è un libro che vi stupirà, perché propone un punto di vista al quale forse non siete preparati, diverso da quanto siamo oramai abituati a sentirci raccontare. Ma io vi invito a leggerlo ponendovi la seguente domanda: siamo sicuri che tutto ciò che ci raccontano quotidianamente politici, giornalisti, preti e scienziati sia effettivamente disinteressato e oggettivo? Siamo sicuri che quello che ci raccontano questi esimi rappresentanti della società contemporanea sia tutto vero?

    Se dovesse interessarti… scrivimi:

    quarchedundepegi@gmail.com

    Un abbraccio.
    Quarc

  2. mariella1953 ha detto:

    Ho letto altro di scerbanenco ma non questo!
    Buona serata😀😀

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