[Libri] “Le otto montagne” di Paolo Cognetti – Einaudi (2016, 208 pag)

 

Bello. Per chi ama la montagna e crede nell’amicizia. Ha vinto l’ultimo Premio Strega ed è ai vertici delle classifiche settimanali.

Dalla presentazione:

«Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa».

La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti (Milano, 1978), che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo.

Una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – così diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi.

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto:

Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso» ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lí, ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.
Iniziano cosí estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piú aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa piú simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: «Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

E’ un libro magnetico e adulto, che esplora i rapporti accidentati ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del nostro posto nel mondo.

Bello, ripeto, anche se non eccezionalissimo, e scritto molto bene. Per me da tre a quattro stelline (***/****) e, comunque, ma da non perdere.

 

 

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5 risposte a [Libri] “Le otto montagne” di Paolo Cognetti – Einaudi (2016, 208 pag)

  1. TANIA ha detto:

    INTERESSANTE! FRAAAAAAAAAAAAA IL TUO ENTUSIASMOOO MI PIACE MI INCURIOSISCE

  2. li2015 ha detto:

    Bello quello che scrivi! Pensavo già di leggerlo, adoro le montagne. La trama mi convinceva meno.

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