[Libri] “Il treno per Tallin” di Arno Saar (alias Alessandro Perissinotto) – Mondadori (2016, 166 pag.)

La neve sotto la neve.png

Il libro:

E’ notte, la neve cade fitta quando il treno proveniente da San Pietroburgo fa il suo ingresso nella stazione di Tallinn, capolinea. Bastano venti minuti perché dei passeggeri rimangano solo le impronte sulla neve; uno però è ancora a bordo, accasciato in una poltrona di prima classe, una bottiglia di liquore accanto a sé. Morto. È Igor Semenov, un uomo d’affari russo. Il caso è delicato e viene affidato al commissario di polizia Marko Kurismaa, che con i russi ha un conto in sospeso. E non è il livore di tanti estoni nei confronti del popolo che fino a pochi anni prima li dominava: è un dolore tutto personale.

Marko ha il fascino dell’uomo tormentato, il fisico asciutto dell’ex sciatore di fondo e il rigore di chi nella vita si è dovuto conquistare tutto. In più, nasconde qualcosa.

In altri tempi, Marko ha avuto la presunzione di saper distinguere al primo colpo la verità dalla menzogna. Ora è più cauto, forse più saggio, la nostalgia della giovinezza lo punge sempre più spesso e i dubbi sono quotidiani compagni d’indagine: da dove viene la tristezza che rende opaco lo sguardo di Olga, la giovane e bella moglie della vittima? Quanto è pericoloso l’uomo che qualche giorno prima è stato visto attaccare briga con Semenov?

Arno Saar ci guida sulle tracce dell’assassino lungo le strade della gelida Tallinn, tra i vicoli della città vecchia, i locali alla moda delle ex zone industriali e gli squallidi quartieri dell’architettura sovietica. Un’ambientazione originale e suggestiva, un protagonista complesso e affascinante, una galleria di personaggi indimenticabili e un impeccabile congegno narrativo: Il treno per Tallinn è un romanzo straordinario e Arno Saar, pseudonimo di un importante scrittore italiano, sa procedere col passo spedito del giallista e la ricchezza di prospettiva del romanziere di classe

In realtà Arno Saar altro non è che lo pseudonimo di Alessandro Perissinotto, come ci  rivelerà lui stesso con il secondo libro con il commissario Kurismaa,  La neve sotto la neve, che ho già commentato in passato.

Nemmeno questo è’ un giallo mozzafiato, ma è ben congegnato e ben narrrato. Anche questo meriterebbe da tre a quattro stelline, che però arrotondo a quattro (****)  per avermi spalancato la finestra su quest’angolo di mondo e sui retaggi di un passato segnato profondamente da cinquant’anni anni di occupazione sovietica, dal 1940 al 1991, durante i quali migliaia di cittadini estoni, sospettati dalle autorità sovietiche di voler l’indipendenza, venivano schedati, controllati e spiati dalla polizia segreta che provvedeva sistematicamente ad arrestarli e deportare in Siberia.

 

Questa voce è stata pubblicata in Libri letti, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...