[Libri] “Qualcosa” di Chiara Gamberale – Longanesi (Febbraio 2017, 176 pag.)

qualcosa

Balza subito ai primissimi posti delle classifiche settimanali di vendita la favola moderna di Chiara Gamberale e che vede come protagonista la Principessa Qualcosa di Troppo. Una ragazzina che….

…. fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.

Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?

Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro , di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».

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Questa la presentazione del libro che aggiunge:

Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.

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Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

E’ a parer mio una presentazione un po’ troppo pomposa per una favola piacevole, sì, che ci induce anche a qualche riflessione importante, ma che favola rimane pur se con tante buone qualità.

Mio gradimento da due a tre stelline (**/***). Ho apprezzato soprattutto l’originalità del racconto e le illustrazioni di Tuono Pettinato (Andrea Paggiaro, 1976) che, leggo, “è tra i più quotati autori di fumetto italiani. Ha collaborato a diverse riviste, tra cui Internazionale, Linus e Repubblica XL”

Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Ha esordito nel 1999 con Una vita sottile. Ha scritto, fra gli altri, La zona cieca (2008, Premio Campiello Giuria dei Letterati), Le luci nelle case degli altri (2010), Per dieci minuti (2013), Avrò cura di te, a quattro mani con Massimo Gramellini (2014), Adesso (2016). È autrice e conduttrice di programmi radiofonici e televisivi come Io, Chiara e l’Oscuro (Rai Radio2) e Quarto piano scala a destra (Rai Tre). Collabora con La Stampa, Vanity Fair,Io Donna e Donna Moderna”.

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[Libri] “Vecchi, folli e ribelli” di Giampaolo Pansa – Rizzoli (2016, 294 pag.)

Vecchi, folli e ribelli

Dice Pansa:

Vecchi, folli e ribelli racconta senza piagnistei un protagonista dell’Italia di oggi: gli anziani. Al contrario di quanto si crede, non è un mondo di deboli, con il solo traguardo di andare al Creatore. Prima di tutto, il gusto per la vita non li ha abbandonati. Rifiutano di arrendersi e di considerare la vecchiaia una malattia incurabile. Contano molto in un Paese come il nostro dove il loro numero cresce di continuo. Nelle scelte politiche risultano decisivi, lo si è visto in Gran Bretagna nel referendum se uscire o no dall’Europa. Il mercato li coccola poiché decretano il successo o la sfortuna di un prodotto. Eppure di loro non si discute mai. Il motivo l’ho compreso quando ho compiuto gli ottant’anni. La vecchiaia impaurisce persino chi ne è ancora distante. E quasi nessuno vuole occuparsene. Ho provato a farlo con questo libro per me insolito e in parte autobiografico. Descrive la terza età nella sua forza, ma anche nei problemi che l’affliggono: la solitudine, la paura della povertà, il terrore di ammalarsi, l’angoscia di essere rapinati persino dalla propria banca, sino al rebus del rapporto tra maschi e femmine. L’amore è un test infallibile di vitalità e del desiderio di rimanere giovani. Per gli uomini lo conferma l’uso crescente di un rimedio miracoloso, il viagra. Mentre nelle donne il rifiuto della vecchiaia spinge a nascondere l’età, grazie all’abito sfacciato e alla cura del corpo. È una rivoluzione silenziosa che ho tentato di togliere dall’ombra con un insieme di storie sul privato di italiani ormai lontani dalla giovinezza. A cominciare dal lato che il pudore impone di tenere segreto. Parlo di chi non ha problemi di sopravvivenza. Se la terza età non ti sorprende con le tasche vuote, il sesso, condiviso per passione o per denaro, diventa un elisir di lunga vita. Illude di fermare l’incalzare del tempo. Infine convince molti di non appartenere alla tribù dei nuovi sconfitti: gli anziani da sempre poveri o che lo stanno diventando. Sono questi gli esclusi di una società che riflette soltanto sui giovani. Vecchi, folli e ribelli è stato pensato come il racconto di un’Italia poco conosciuta e molto trascurata. Dirà il lettore se sono riuscito a sbirciarla nel modo giusto.

Ho letto molto di Pansa, come giornalista e come scrittore: spesso mi ha strappato le quattro stelline e anche più. Qui siamo un po’ sotto media.  Il tema degli anziani sotto le lenzuola è stuzzichino, le riflessioni sulla società che viviamo e che li circonda sono interessanti ed attuali, ma questa volta il buon vecchio non graffia. Rimane però un narratore di qualità e il libro può essere apprezzato soprattutto da chi ha le penne bianche come me.

Tre stelline (***).

Di Giampaolo Pansa (Casale Monferrato, 1935) su questo blog:

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Spot pubblicitari”Chi è Laura?”

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Guardate qui il video.

Una sola battuta ma la trovo  eccezionale!

🙂    🙂    🙂

 

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[Libri] “La coppia della porta accanto” di Shari Lapena – Mondadori (Nov. 2016, 288 pag.)

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E’ l’opera d’esordio della canadese Shari Lapena; ve lo propongo con la recensione di  Ivana Giannone per Il fatto del 23 11 2016.

Quando Anne e Marco Conti escono per andare a cena a casa della vicina di pianerottolo non sanno che stanno per vivere il peggiore incubo di ogni genitore. L’avvenente Cynthia è stata categorica: niente neonati alle sue feste. La coppia accetta, convinta che un baby monitor e controlli ogni mezz’ora terranno al sicuro la loro bambina. Ma le cose non andranno come sperato. Una culla vuota, due genitori disperati e ancora brilli all’arrivo della polizia, un’investigatore disilluso. Sono solo alcuni degli ingredienti dello sferzante incipit de La coppia della porta a cca n to. Il ritmo è serrato, scandito da una narrazione tutta al presente. Nessuno aveva motivo di fare del male alla piccola Cora, ma nessuno è esente da sospetti. Non lo è l’eccentrica vicina di casa, che per tutta la sera non ha fatto altro che flirtare con Marco.

Non lo è neanche Marco, che dopo la nascita della bambina aveva sofferto il nuovo stile di vita. Per un secondo Anne sospetta anche di lui. Neanche l’ipotesi del rapimento con riscatto è esclusa. Ad un quadro di personalità fragili e complesse, infatti, Shari Lapena aggiunge anche i ricchissimi genitori di Anne. L’autrice incalza il lettore senza sosta costringendolo a correre verso il finale. L’unica pecca arriva in fondo: al momento cruciale, il thriller perde un po’ di smalto e rallenta. Un peccato, ma perdonabile.

A me è piaciuto, a tratti anche molto, pur se talvolta è un po’ ripetitivo. Coinvolgente, ti cattura e non ti molla. Quattro stelline (****)

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Il libro è stato venduto in 24 paesi del mondo in una settimana. L’autrice, Shari Lapena è canadese ed è stata avvocato e insegnante prima di dedicarsi alla scrittura. Vive a Toronto.

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Storie di donne

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(da La Gazzetta dello Sport del 26 gennaio 2016 a firma ri.cr.)

Le botte del padre e poi la povertà.La croata Lucic rinasce dopo 18 anni.

Le violenze, la semifinale di Wimbledon del 1999 e poi il buio: Mirjana è tornata.

Mirjana non fugge più. La corsa lontano dai fantasmi si arresta finalmente in un caldo pomeriggio australiano, sublimando una storia di resurrezione che, comunque sia finita la semifinale all’alba contro Serena Williams, rimane uno degli inni al coraggio e alla determinazione più musicali di sempre.

PERCOSSE

Mirjana di cognome fa Lucic, nasce in Croazia nel 1982 (lo stesso anno della Pennetta) e ha un padre, Milenko, che ha disputato un’Olimpiade nel decathlon. Un padre che fin dall’età di cinque anni, quando le partite non vanno come previsto, la percuote con un paio di Timberland. Nonostante minacce e aggressioni continue, la ragazza vince due Slam juniores a 14 e a 17 anni, al primo torneo da professionista (Bol), alza la coppa. Ma quando nel 1998 Milenko alza le mani an¬ La croata Mirjana Lucic, 34 AFP che sulla madre, Mirjana scappa negli Stati Uniti con l’aiuto di Ivanisevic. Sembra tornare la pace, l’anno dopo è semifinalista a Wimbledon e numero 32 del mondo, prima che l’IMG le chieda danni per milioni di dollari con l’accusa di abuso di farmaci e danno di immagine alla compagnia. Molti ci vedono la longa manus del padre che ha continuato a minacciarla, addirittura di morte, e in ogni caso la lunga vertenza giudiziaria finisce per lasciarla sul lastrico: dal 2003 al 2007 continua ad allenarsi, ma non gioca mai perché non ha i soldi per spostarsi.

RINASCITA

Eppure non si arrende, fino a quando incontra il ristoratore Daniele Baroni, italo¬americano della Florida, sposato nel 2011, e passo dopo passo ritorna a sbocciare. Fino all’apoteosi australiana, un’altra semifinale Slam quasi 18 anni dopo battendo la lanciatissima Pliskova: «Questo è quello che sognavo. Ho sempre saputo di avere ancora dentro di me la possibilità di fare questi risultati, sono state scritte e dette tante cose, ci sono state speculazioni, ma forse anche questo fa parte del gioco. Voglio tenere queste cose per me e non voglio parlarne più. Voglio solo che si parli dell’incredibile combattente che sono, della persona capace di lottare contro tutto e contro tutti. Perché è questo che mi rende orgogliosa». Bentornata alla vita, Mirjana.

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[Libri] “Agatha Raisin e il modello di virtù” di M.C. Beaton – Editore: Astoria (10 nov. 2016, 250 pag.)

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Agatha Raisin è la protagonista di una fortunata serie firmata M.C. Beaton, alias Marion Chesney, che tra il 1992 e il 2013 ha pubblicato  ventiquattro libri in Gran Bretagna e Stati Uniti, e questo è il sedicesimo uscito nel nostro paese.

Agatha è un personaggio particolare. Non più giovane – aveva già 53  anni a tempi della prima avventura –è un’eroina non convenzionale: quasi interamente priva di capacità introspettive, così piena di difetti da risultare talvolta seccante, tra i pochi ancora a mangiare male e a bere e fumare peggio, alla fine conquista.

E questa è la  trama del libro:

Afflitta da un crescente male all’anca – dovuto all’età? Agatha non vuole neanche pensarci! – e dalla solitudine, Agatha deve constatare che gestire un’agenzia investigativa non è granché eccitante. Né molto redditizio, soprattutto se non si vogliono accettare indagini su infedeltà coniugali. Tuttavia è tale la penuria di lavoro che, quando Robert Smedley entra in agenzia deciso a provare che la moglie lo tradisce, Agatha accetta l’incarico. Mabel Smedley, però, sembra la moglie perfetta. Agatha è sul punto di rinunciare, quando Robert viene avvelenato, lasciando Mabel erede di una fortuna. Con sorpresa di Agatha, la stessa vedova le chiede di scoprire chi ha ucciso il marito…

Non male, a mio avviso, seppur di impostazione molto tradizionale. Tre stelline (***) di gradimento.

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Di Agatha Raisin  l’Astoria ha finora pubblicato: La quiche letale, Il veterinario crudele, La giardiniera invasata, I Camminatori di Dembley, Il matrimonio assassino, La turista terribile, La Sorgente della morte, Il mago di Evesham, La strega di Wyckhadden, Le fate di Fryfam, di Agatha Raisin astoria ha finora pubblicato: La quiche letale, Il veterinario crudele, La giardiniera invasata, I Camminatori di Dembley, Il matrimonio assassino, La turista terribile, La Sorgente della morte, Il mago di Evesham, La strega di Wyckhadden, Le fate di Fryfam, L’amore infernale, I giorni del diluvio, Il caso del curioso curato, La casa infestata e Il ballo mortale, nonché il prequel Il primo caso di Agatha Raisin.

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[Libri] “Bada alla bionda, Perry” di Erle Stanley Gardner – Mondadori (1963)

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Un tuffo nel passato e qui ritorno indietro di più di 50 anni, quando i gialli Mondadori costavano 200 lire, 10 centesimi di Euro. Che nostalgia.

Ma sono sempre gradevoli Perry Mason, la sua Della Street e il fido Paul Drake.

Anche se questo non è uno dei prodotti migliori, è stato un piacere.

Tre stelline il mio gradimento per il giallo, più mezza per la montagna di ricordi. Totale da tre a quattro stelline (***/****).

La trama:

Gl’inglesi hanno un vecchio detto che, alla lontana, si potrebbe interpretare così: «Cosa fa il tranviere in vacanza? Va in tranvai.» E cosa fanno il nostro amico Perry Mason e la sua segretaria Della, in vacanza? Cacciano il naso negli affari altrui, diamine! Per svago, anziché per dovere, s’intende… e sempre a fin di bene, ma cacciano il naso negli affari altrui. In questo caso, gli affari riguardano una bionda dotata, evidentemente, più di sex-appeal che di cervello. Perry e Della, incuriositi dallo strano contegno della ragazza, scoprono che lei è cascata nelle grinfie di un losco individuo, il quale, con la scusa di «lanciarla», le ha fatto sottoscrivere l’impegno a dividere con lui le sue entrate future «di qualsiasi natura o provenienza». Naturalmente, si sa ben presto che enormi interessi sono in gioco. Sicché, nessuno si stupisce quando, come si suol dire, ci scappa il morto. Gl’indiziati sono numerosi, ma le preferenze del Procuratore Distrettuale vanno sin dal primo momento alla bionda e non, ahimé, per galanteria. Perry e Della danno un addio alle vacanze e con slancio agonistico tornano a dedicarsi al loro sport preferito: quello di rasentare il codice.

Alla prossima vita, caro Perry.

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[Libri] “È solo una storia d’amore” di Anna Premoli – Newton Compton (2016, 314 p.)

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No, non è solo una frizzante storia d’amore nello stile della sua autrice, Anna Premoli. E’ una bella, gustosa, accanita difesa dei diritti e dei valori della letteratura rosa che emerge dai dialoghi e dai battibecchi dei due protagonisti Aidan Tyler e Laurel  Miller, lui scrittore fresco di Premio Pulitzer ma ora a corto di idee e lei prolifica scrittrice di romanzi rosa “destinati a casalinghe frustrate”. Robaccia e non letteratura che chiunque al giorno d’oggi sarebbe capace di scrivere . O no?

Ne nasce una sfida che vedrà impegnati i due protagonisti nel narrare a due voci la stessa storia d’amore che ne è nata e che stanno vivendo, la loro.

Una storia assolutamente divertente, godibilissima, non priva di temi di riflessione.

E almeno ogni  tanto una bella storia rosa ti solleva il morale. Da tre a quattro stelline (***/****) il mio gradimento, tutte meritate.

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Anna Premoli è nata in Croazia, e si è trasferita in Italia nel 1987. Si è laureata in Economia dei mercati finanziari presso l’Università Bocconi, e ha intrapreso la carriera professionale lavorando prima alla JPMorgan Chase, poi presso una banca d’affari. Sono suoi:

  • Ti prego lasciati odiare(°), Newton Compton già autopubblicato nel 2012, Premio Bancarella nel 2013.
  • Come inciampare nel principe azzurro (°), Newton Compton 2013
  • Finché amore non ci separi, maggio 2014
  • Tutti i difetti che amo di te (°), ottobre 2014
  • Un giorno perfetto per innamorarsi, Newton Compton 2015
  • L’amore non è mai una cosa semplice, Newton Compton 2015
  • L’importanza di chiamarti amore, Newton Compton, 2016
  • È solo una storia d’amore, Newton Compton, 2016

(°) Qui sul blog

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[Libri] “Pane.. per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni – Einaudi (2016, 344 pag.)

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E’ una serie, questa dei Bastardi di Pizzofalcone, che più invecchia e più migliora.

Qui sono impegnati, con l’ispettore Lojacono in primis, nella ricerca del colpevole di un delitto che ha come vittima Pasqualino, lo storico panettiere del quartiere di Pizzofalcone che produce ancora il pane con un metodo di lievitazione tradizionale. Indaga anche la DDA, la Direzione Distrettuale Antimafia, che crede ad una vendetta della camorra perché Pasqualino in passato, ha testimoniato, salvo poi ritrattare, contro la criminalità organizzata. Non è così e i Bastardi lo dimostreranno.

Ma non è solo la vicenda principale a catturare l’attenzione e la simpatia del lettore. Strepitosa la vicenda che ha per protagonista Pisanelli, l’anziano ispettore sempre alla caccia di un misterioso killer al quale crede solo lui; tenera la storia di Romano deciso ad adottare una bambina ritrovata; curiosa la storia alla quale si dedicano Aragona e la Di Nardo alle prese con la denuncia di uno studente universitario brutto come la fame che accusa di stalking una splendida ragazza con la quale in passato ha avuto una relazione. E non manca neppure una sorpresina sexy che ci riserva nel finale la Laura Piras, con la quale Lojacono ha una relazione segreta. Valle a capire le donne…

Sullo sfondo una Napoli dai mille colori.

Bello e intrigante. Per me quattro stelline (****).

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Segnalo, inoltre, che dal 9 gennaio RAI1 sta trasmettendo tutti i Lunedi alle 21:15 la fiction dedicata ai Bastardi di Pizzofalcone, protagonista Alessandro Gassman. Non è male.

La serie dei libri pubblicati comprende:
• 2012 – Il metodo del coccodrillo, Mondadori
• 2013 – I bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2013 – Buio per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2014 – Gelo per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2015 – Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
• 2016 – Pane … per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi
Tutti su questo blog.

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[Libri] “Delitto e rovescio” di Claudio Paglieri – Piemme (2016, 370 pag.)

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Credo che la miglior presentazione di questo libro sia la recensione di Marco Ansaldo (Repubblica 30 ott. 2016), che vi propongo qui di seguito:

“Delitto e rovescio . Se il mistero ci sorprende sul campo da tennis”

Alto, inappetente, inflessibile con se stesso e con gli altri. Dotato di una moralità personale e civile fuori dal comune. Ruvido come un genovese di scoglio, ma empatico con chi lo merita, e molto attento all’universo femminile. Il commissario Marco Luciani torna in una nuova indagine, Delitto e rovescio, e Claudio Paglieri, il suo ideatore, ha voluto questa volta cambiare scenario allontanandolo dalla città d’origine. Anzi, lo ha proprio destituito dell’incarico di poliziotto. Troppe le amarezze passate, le incomprensioni, la burocrazia. Eppure Luciani ama talmente il proprio lavoro da non poter lasciare l’occasione quando un padre disperato lo contatta a Barcellona, dove l’ex poliziotto più bravo della Questura di Genova è andato a vivere. La figlia dell’industriale, la diciannovenne Martina, aspirante campionessa di tennis entrata ormai nel circuito internazionale, è sparita, forse vessata dal genitore smanioso per il successo sportivo della ragazza, forse catturata da un giro equivoco di malfattori dell’Est Europa.

Il tennis è ambiente irresistibile per Luciani (e per Paglieri), e il commissario rientra in gioco. In tutti i sensi: appassionato dei campi in terra battuta, si iscrive all’oscura accademia poco fuori città, ora trappola dei sogni di tante giovani.

E affronta il caso con la consueta fermezza, trasparenza di intenti e fiuto sperimentato.

Il gusto per indagare è intatto, come la capacità di mimetizzarsi e il piacere di comporre i pezzi di un puzzle complesso.

Luciani scopre un ambiente ambiguo, zeppo di squali determinati a sfruttare le ambizioni di molte famiglie. Tanti i silenzi delle amiche di Martina e delle sue rivali. Ma l’ex commissario risolve la sfida. Con lui il figlio vivacissimo Alessandro, l’amante calva e libidinosa Alice, e la misteriosa donna dei sogni Sofia Lanni.

Ritmi serrati, dialoghi perfetti, vicenda che fa girare le pagine una dietro l’altra. Delitto e rovescio  (Piemme) segna l’ennesima prova convincente per Paglieri, che da giornalista attento alla cultura e allo sport (al Secolo XIX) conferma un’immaginazione vivida mantenendo una scrittura sicura e avvincente.

Condivido. Mio gradimento ***/****

Claudio Paglieri (Genova, 26 settembre 1965) è autore di libri umoristici e di romanzi e come giornalista  scrive sul quotidiano ligure Il Secolo XIX. Ha vinto il Premio Bancarella Sport per il romanzo giallo Domenica Nera del 2005 e il Premio Nebbia Gialla per il romanzo L’enigma di Leonardo nel 2014.

La serie di romanzi gialli aventi per protagonista il commissario di polizia Marco Luciani, ambientata principalmente in Liguria, comprende:

  • Domenica nera, 2005
  • Il vicolo delle cause perse, 2007
  • La cacciatrice di teste, 2010
  • L’enigma di Leonardo, 2013
  • L’ultima cena del Commissario Luciani, 2014
  • Estate in giallo per il commissario Luciani, 2016
  • Delitto e rovescio, 2016

Tutti da Edizioni Piemme.

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