Brava Karin !!!


 

Vince il torneo WTA International di Tashkent ($250,000, cemento) la nostra Karin Knapp (Brunico, 28 giugno 1987).

Ha battuto in finale serba Bojana Jovanovski, 22 anni, 35 WTA per 6-2, 7-6.

Bravissima, è il suo primo titolo in un singolare WTA.

(Qui l’andamento del torneo)

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Simm e Napule paisà. Qual è il problema?

 

Napoli 16 Agosto 2014, in pieno centro, lungo la Riviera di Chiaia. 

«Oggi tutti al mare!»

«Ma papà abbiamo solo un motorino!»

«E che problema c’è?»

Questo potrebbe essere stato il colloquio che ha preceduto la “gita”.

Sullo scooter, guidato dal capo famiglia che tiene una sigaretta e guida il mezzo con una sola mano i tre bimbi schiacciati tra i genitori, i due fratellini più grandi sulla pedalina dello scooter ed il più piccolino tra la mamma ed il papà. Tutti, ovviamente, siamo a Napoli, senza casco. Non solo, caricato sul veicolo c’è anche un passeggino ancorato sul retro per completare il trasferimento al mare.

Il video è stato girato da Enrico Schettino che ha notato la scena. Particolare di non poco conto. Il capofamiglia si accorge delle riprese e guarda la telecamera del cellulare con fare minaccioso

(Da Il Messaggero.it che pubblica l’intero video).

Simm e Napule paisà. Qual è il problema?

 

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[Libri] “La biblioteca dei morti” di Glenn Cooper – Ed. Nord (2009)

 

 Glenn Cooper (8 gennaio 1953) è uno scrittore statunitense i cui libri sono stati tradotti in 31 lingue e hanno venduto milioni di copie.

“La biblioteca dei morti” è il suo romanzo d’esordio ed è anche il primo della “Dead Trilogy”, che comprende “Il libro delle anime” e “I custodi della biblioteca”.

Ne è protagonista un agente speciale dell’FBI, Will Piper, che qui si trova ad indagare sul caso di sei persone che hanno ricevuto una cartolina anonima con su riportato il disegno di una bara e la data. In quello stesso giorno moriranno, tutte in maniera diversa e imprevedibile: colpiti da un malore, coinvolti in una sparatoria, investiti da un mezzo,etc. Will Piper indagherà alla ricerca del possibile omicida e quando crederà di averlo individuato, verrà inspiegabilmente sollevato dall’incarico e si troverà in pericolo. Ma proseguirà nelle indagini e scoprirà il segreto gelosamente custodito da secoli della Biblioteca dei Morti. Un segreto che origina nell’anno 782 in un’abbazia sull’isola di Vectis (Inghilterra), quando il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prese una pergamena e iniziò a scrivere un’interminabile serie di nomi affiancati da numeri.

Lo spunto è interessante ma confesso che ho avuto difficoltà a seguire i frequenti salti temporali e non tutti i numerosi personaggi mi sono parsi credibili. Non manca una piccola storia d’amore e si fa riferimento a un fatto storico quando Winston Churchill, cioè, del Febbraio 1947 si trovò a dover prendere una dolorosa ma inevitabile decisione.

Il romanzo non è privo di suspense, ma non si può definire come thriller e il racconto mi ha spesso incuriosito ma non coinvolto a fondo.

Mio gradimento **/***

-.-

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Ma come è possibile ?

Sono scioccato! Ma come è possibile che si arrivi tanto in basso?

Mi riferisco alla rapina di di Ruvo di Puglia, cittadina del nord barese. Sono da poco passate le 22 quando due rapinatori fanno irruzione, uno di loro dovrebbe essere agli arresti domiciliari, invece impugna una pistola semiautomatica cal. 6,35, Il rapinatore armato, 36enne pregiudicato di Terlizzi, appena vede un attimo di esitazione del titolare mette il colpo in canna e preme ripetutamente il grilletto puntando la pistola al viso del pizzaiolo. Solo per un miracolo la pistola si inceppa e a nulla valgono i ripetuti tentativi del rapinatore di fare fuoco.

Ma questi non sono uomini, sono belve! E con le belve come ci si deve comportare? Rimettendoli un’altra volta qualche tempo al fresco per poi passare agli arresti domiciliari? Oppure  puntandogli una bella rivoltella al viso dopo, però, averla ben lubrificata?

 

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Quando un’immagine…

… val più di 1000 parole.

La vignetta è di Giannelli, per il Corriere di oggi.

N.B. – Per la serie: “La resistibile ascesa di Matteo da Fi”.

 

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Pensieri: i ricordi


 

Dal Buongiorno di oggi:

Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi”.

  (Cesare Pavese) 

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Opinioni: “Il buonismo”


Di Francesco Alberoni per “Il Giornale” dell’8 Settembre 2014.

L’Italia è un paese molto tollerante e compassionevole, ma talvolta queste qualità entrano in conflitto con la giustizia e producono danni. In questi casi non si deve parlare di bontà ma di «buonismo». A Napoli la gente aiuta a scappare i ladruncoli che rubano in macchina, sulle spiagge molti proteggono gli ambulanti irregolari. Se una famiglia extracomunitaria non paga l’affitto la giustificano e se un poliziotto tocca un immigrato e costui dice che lo ha picchiato, credono all’immigrato. C’è spesso tolleranza verso lo studente violento, l’ubriaco della movida, lo zingaro che rubacchia, il drogato disteso davanti alla discoteca, chi va sul tram o sul treno senza il biglietto.

È un sistema lasso che va bene quando nella società c’è un forte senso civico e i comportamenti devianti sono eccezioni. Ma diventa pericoloso quando sono molti quelli che trasgrediscono. Allora la gente ha paura di rimproverarli, li ignora o addirittura li giustifica. Fino al momento in cui anche le forze dell’ordine non vogliono apparire impopolari e rinunciano a fare il loro dovere.

Con milioni di immigrati, centinaia di migliaia di persone salvate dal mare e lasciate a loro stesse nelle grandi città, si formano delle aree degradate, delle vere e proprie «favelas » in cui la polizia non entra più. In Francia questo fenomeno è diventato impressionante, soprattutto nella periferia di Parigi.

Radicalmente diverso il caso della Svizzera o della Germania, dove invece la gente denuncia subito l’irregolarità, chiama la polizia e questa arriva immediatamente.

Dobbiamo tutti riflettere sulla eccessiva tolleranza del nostro paese perché provoca grandi disagi ai vecchi, ai malati,a tutti i deboli che rispettano la legge. Il buonismo infatti favorisce i prepotenti, i mentitori, i gruppi organizzati pronti a strillare al sopruso, mentre invece coloro che hanno realmente bisogno non riescono a farsi sentire e vengono calpestati. Io sono convinto che le forze dell’ordine debbano essere rafforzate, pagate meglio, ma anche istruite e addestrate per affrontare i nuovi problemi dando poi loro più liberta di azione e maggior protezione dalla legge.


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[Libri] “Agatha Raisin e la turista terribile” di M.C. Beaton – Astoria (1997)


Marion Chesney (1936) è una scrittrice scozzese nota per aver scritto più di 100 romanzi storici, pubblicati sotto numerosi pseudonimi. Ha utilizzato quello M.C. Beaton per una serie di gialli, pubblicati in originale tra il 1992 e il 2013, che vedono protagonista Agatha Raisin,  un ex agente di pubbliche relazioni di mezza età, frustrata dalle pene d’amore, ma ancora piacente e interessante, che ha venduto la sua società di pubbliche relazioni di Mayfair per un precoce pensionamento e si trova a risolvere casi di omicidio.


“Agatha Raisin e la turista terribile”
 è il sesto di questa serie ed è stato pubblicato in originale nel 1997 col titolo: “
Agatha Raisin and the Terrible Tourist.

Devastata dal fallito matrimonio con James, - recita la presentazione – Agatha davvero non sa più cosa fare. E, come spesso le succede, decide per il peggio. Segue James a Cipro, dove il marito mancato è andato per cercare di riprendersi dalla vergogna e dallo smacco subito. Arrivata in albergo e non trovando James, Agatha si concede una gita in barca e lì conosce un gruppo mal assortito di turisti inglesi. “Tre, due uomini e una donna, erano tipici esponenti delle classi alte, con abiti costosi e voci raglianti. Appartenevano a quello strato sociale che ha adottato tutti i modi peggiori dell’aristocrazia, e nessuno di quelli migliori.” In modo assolutamente incomprensibile, il gruppetto fa amicizia con un altro trio, due uomini e una donna, che sono l’esatto opposto. Provenienti dalle classi popolari, si sono arricchiti durante gli anni della Thatcher, e potrebbero comprarsi in un boccone il trio che li guardava con tanto disprezzo. Agatha segue con un certo stupore l’evolversi dei rapporti tra questi personaggi così diversi tra loro e, non trovando James, li frequenta per un po’. Fino a quando una del gruppo non viene assassinata…

Si tratta, sostanzialmente di un giallo di tipo classico che ripropone linguaggio schemi e struttura tipici dei romanzi di Agatha Christie. Non devo essere stato probabilmente fortunato nel pescarlo tra i 24 romanzi della serie, ma non mi ha fatto una grande impressione. In particolare ho trovato poco efficace l’attività investigativa della protagonista (che risolve il caso grazie ad una confessione finale che capita lì quasi per caso) e poco appassionanti  le sue pene di cuore con un amato, James, in tutt’altre faccende (quali?) interessato.

Mio gradimento **/***

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[Libri] “Portami a ballare” di Giovanni Ricciardi – Fazi Editore (2012)


“Portami a ballare” di Giovanni Ricciardi è il quarto romanzo di una serie che ha come protagonista il riflessivo commissario all’italiana, romano, Ottavio Pozzetti.

I tre precedenti sono stati pubblicati in un unico volume “Le indagini del Commisario Ponzetti” che contiene I gatti lo sapranno, Ci saranno altre voci Il silenzio degli occhi.

Anche qui siamo a Roma ed è arrivato il momento di andare in vacanza. Le valigie sono pronte e la famiglia lo aspetta per la villeggiatura, ma ecco che l’omicidio di un giovane scrittore AndreaPerfetti, che sbarca il lunario facendo il ghost writer e collaborando con vari politici per i loro discorsi, lo trattiene in città.

Il delitto avviene nel quartiere san Giovanni e ne sono coinvolti un famoso ballerino di tango argentino, Marcelo Morin, di cui Perfetti, da ghost-writer, ha scritto un’autobiografia e una misteriosa donna dai capelli rossi e con l’accento anglosassone che sembra avere avuto contatti diretti con entrambi i personaggi.

Il commissario indagherà e per venire a capo della vicenda e gli darà una grossa mano il fido ispettore Iannotta, sua spalla ideale, che esprimendosi in romanesco con semplicità e immediatezza, ne interpreta i pensieri e lo supporta.

Pozzetti è, come dire, un commissario all’italiana e non aspettatevi, quindi, un poliziesco d’azione. Ma la vicenda è intrigante, una specie di gioco di specchi dove ruoli e identità si confondono e niente è come sembra. Il suspense non vi toglierà il fiato ma la lettura è piacevole e il colpo di scena finale non è niente male.

Mio gradimento ***

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Più chiaro di così…

Più chiaro di così: ecco quel che hanno in mente gli elettori e, per contro, i politici eletti.

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