Troppo sexy per un impiego fisso? Sondaggio.

Debrahlee Lorenzana è una di quelle donne che attirano l’attenzione degli uomini.

E’ alta 1.68, pesa 57 Kg, ha dolci occhi neri, pelle vellutata color bronzo, lato A e B alla J. Lo.

Veste da donna latina, non disdegnando di mettere in evidenza le proprie forme.

La sua storia è, forse, solo una delle tante, ma, per molti aspetti, può ritenersi emblematica di quel che può accadere, nel mondo del lavoro, ad una donna troppo bella o, comunque, troppo appariscente.

La riporto così come la raccontano. (LINK)

Debbie nasce 33 anni fa da madre portoricana e padre italiano. Dalla mamma eredita il tipico colore della pelle.

Si diploma come ‘tecnico per le emergenze mediche’ in un istituto di Manatí, una piccola città sulla costa settentrionale di Portorico.

Va negli Stati Uniti a 16-17 anni, per prendersi cura e dei suoi vecchi nonni, nel Connecticut.

Nel 1998, a 21 anni rimane incinta. Il padre non la vuole, né lei, né il bambino e si trasferisce, col bambino, a New York, da un amico, nel quartiere dei Queens.

Nel 2002 ottiene il suo primo lavoro in campo finanziario.

Vende prodotti bancari della Municipal Credit Union. Per questo lavoro si trasferisce a Jersey City . Lavora sodo e ha successo. Nell’aprile 2003, la proclamano miglior venditrice del mese. Un manager della banca, la nota e la convoca nel suo ufficio, con la scusa di chiederle un’opinione su una foto. L’immagine che appare a video, però, è quella del pene del manager. Protesta vivacemete. Nella lettera di dimissioni che scriverà, nel giugno 2003, due mesi dopo quel premio: “A causa della denuncia che ho fatto per le molestie sessuali subite, l’ ambiente di lavoro è diventato ostile, doloroso e insopportabile.”

Trova comunque ad altri posti di lavoro nel settore dei servizi finanziari. Riesce a piazzare un rilevante numero di assicurazioni sanitarie del Metropolitan Hospital agli immigrati dei Queens. L’ospedale, nel novembre 2003, la premia come numero uno per la sua capacità di “fornire ai clienti un servizio di livello mondiale”.

Di qui passa alla Bank of America, dove, nell’agosto 2006, riceve un diploma con questa dedica: «Debrahlee merita questo riconoscimento per aver dimostrato di essere capace di andare di sopra e al di là di ogni obiettivo”.

Ama il suo lavoro e, alla fine, riesce anche a guadagnare quasi 70 mila dollari l’anno.

Lo lascia per sposarsi, ma il matrimonio va subito in crisi e nel settembre 2008 deve rimettersi alla ricerca di un nuovo posto.

E ‘ questo il momento peggiore per Wall Street; ottiene comunque un colloquio con la Citibank, che ha appena aperto una filiale nel Chrysler Building .

Al colloquio – ricorda – indossava un abito nero di Armani che le andava stretto sul seno, “ma – dice – una taglia in più sarebbe stata troppo grande”. Ricorda che il direttore della filiale, Craig Fisher , fu molto gentile. Le chiese la sua opinione sulle strategie per l’acquisizione di nuovi affari e le chiese se avesse altre offerte di lavoro. Dal momento che ne aveva una della Washington Mutual, le propose uno stipendio di 70 mila dollari con tre settimane di vacanza. L’incarico doveva essere quello del “banchiere d’affari”, rivolto al mercato dei servizi per le piccole imprese.

Quando si presenta per il primo giorno di lavoro, un’impiegata ‘premusosamente’ le dice che quel ramo della banca è “noto per l’assunzione di belle ragazze”, e che lei aveva subito intuito che Debbie sarebbe stata assunta, fin dal momento in cui la vide entrare per il colloquio. «Beh – rispose Debbie –credevo che mi avessero assunta per le mie capacità».

Comunque il lavoro le piace; così come la retribuzione e le prospettive di avanzamento.

Per i primi due mesi tutto sembra andare per il meglio. Lei è quasi sempre fuori per i corsi di formazione. Quando, però, inizia a trascorrere più tempo in sede, Craig Fisher e un altro manager, Peter Claibourne , non tardano ad interessarsi del suo aspetto fisico.

Dapprima le dicono di non indossare vestiti troppo formali e di truccarsi, per non far sembrare ‘di avere un aspetto malaticcio’. «Io –dirà lei – mi presentavo intenzionalmente poco truccata, proprio per non attirare troppo l’attenzione». Un giorno ha i capelli increspati e Fisher le fa dire da una collega di stirarli, come sempre.

Poi le cose peggiorano.

Le viene detto che veste in modo troppo appariscente e che i colleghi d’ufficio ne restano troppo attratti, tanto da non riuscire più a lavorare.

A fine del 2008 i due managers la chiamano in ufficio. Lei indossa una camicetta rossa, pantaloni beige e una giacca blu marino. «’Deb – le dicono – abbiamo bisogno di parlare con te sul tuo abbigliamento di lavoro…. I pantaloni sono troppo stretti».

Anche il programma di formazione segna il passo, nonostante che lei chieda di ultimarlo per poter lavorare. Al fine di fornire un servizio completo ai clienti a Debbie mancano alcuni moduli di formazione, ma Fisher le dice di preoccuparsi solo dei primi contatti per poi passare le pratiche ai colleghi maschi.

Le viene ordinato di non indossare più maglioncini aderenti a collo alto, gonne attillate, tacchi alti e abiti firmati.

Sentendosi presa di mira, protesta e chiede ripetutamente di parlare col capo del personale, Morgan Putman. Gli dirà che altre impiegate vestono in modo assai più provocante, e mettono ben in mostra tutto quel che il buon Dio ha dato a loro. Per dimostrarlo , scatta anche qualche foto di altre impiegate in minigonna e con camicette scollate. «Hanno forme del corpo diverse dalle tue – le dicono – non attirano altrettanta attenzione».

Dopo l’incontro con Morgan Putman, le cose peggiorano ulteriormente.

Riceve da Craig Fisher una lettera di richiamo per scarsa produttività e per due assenze ingiustificate. Peccato che i due giorni in esame fossero un sabato e una domenica.

Chiede di essere trasferita e viene assegnata ad altro reparto della banca presso il Rockefeller Center , ma lì non c’è bisogno di un “banchiere d’affari”.

Ringrazia Morgan Putman per questo suo trasferimento, ma fa presente che sta lavorando praticamente solo a far fotocopie.

Nell’ agosto del 2009 il suo capo al Rockefeller Center, una donna, la licenzia. Le dice che non è adatta per la “cultura” della Citibank.

Attira gli uomini come il miele – dirà Tanisha Ritter , un’amica ed ex collega di Debbie – Li ho visti trasformarsi in una massa di idioti, intorno a lei. Ma come loro si comportano non è colpa sua e non dovrebbe essere un suo problema”.

Debbie afferma di esere stata discrimiinata e impugna il licenziamento; per la sua causa ci sarà un arbitrato.

Afferma di essere caduta in depressione e di essere diventata soggetta ad attacchi di panico. «Non ne posso più – dice – è tutta la vita che ho a che fare con questo problema. Devo lavorare quattro volte più degli altri per dimostrare che sono capace, ma spesso non basta: alla Citibank coglievano ogni piccolo pretesto per dimostrare il contrario. Non ne potevo più!»

Nel frattempo, continua a ricevere dagli uomini molte attenzioni indesiderate. “Per strada devo camminare guardando solo dritto davanti a me e devo evitare lo sguardo di tutti. Se essere meno belle – aggiunge -significa essere felici, trovare l’amore, non essere molestata sessualmente ed avere un lavoro dove nessuno ti dà fastidio, allora, sicuramente, mi piacerebbe essere più brutta. Lo penso ogni giorno “.

Qui finisce la storia. Che ne pensate? Vi propongo due sondaggi.

Votate !!! Date il Vostro voto , per favore, spuntando la casellina che Vi interessa (anche più di una) E, come sempre, grazie per i commenti.

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16 risposte a Troppo sexy per un impiego fisso? Sondaggio.

  1. elisabetta ha detto:

    La presenza fisica per ottenere un impiego, gioca senz’altro il suo ruolo.

    Ma per ottenere l’assunzione ci vogliono anche doti di capacità per quel determinato lavoro.

    Se si tratta di un posto che richieda bellezza e appariscenza (come le fotomodelle, le indossatrici o anche semplicemente le commesse di un prestigioso atelier) è logico che si vadano a scegliere le candidate più affascinanti, ma se il lavoro è un normale lavoro, saranno ammesse soprattutto coloro che denotano più attitudine e capacità in tale settore…

    Nel caso di Debrahlee Lorenzana …. da quello che emerge, sembra che alla bellezza essa aggiunga anche l’altra qualità: la professionalità e questo dovrebbe favorirla ulteriormente….

    Ma, a parer mio, ha sbagliato a voler far sfoggio anche di quelle qualità che la rendono troppo sexy agli occhi maschili e creano invidia tra le colleghe dello stesso sesso.

    Avrebbe dovuto essere più sobria nell’abbigliamento, senza mettere troppo in evidenza forme e doti troppo provocanti…. e dalle foto mi sembra che il suo abbigliamento e atteggiamento non si addica certamente ad un “banchiere d’affari”…..

    Che dire…. “discriminazioni”: tipo prese di mira, lettere di richiamo, trasferimenti e licenziamento se le è un po’ andate a cercare e la depressione e gli attacchi di panico non sono che rabbia repressa per non aver ottenuto ciò che credeva…. “ emergere sopra le altre”.

    eli

  2. Vincenzo ha detto:

    E’ una donna intelligente e incredibilmente bella.
    Questo non così frequente connubio di qualità possedute ad alto livello le “assicura” una vita non facile, piena di trappole ed insidie di ogni genere e tipo:
    Ogni uomo se la vorrebbe portare a letto ed ogni donna la vede come una rivale con cui non potere competere, quindi …. imbattibile.
    E’ intuitivo che simili premesse non possono che precostituire continue situazioni conflittuali su ogni piano, sia privato sia lavorativo.

    Dare la colpa delle sue disavventure a lei mi sembra semplicistico ed ingiusto.

    Dare la colpa alla società in generale, pur con i limiti della banalizzazione (è colpa di tutti….quindi…di nessuno in particolare), mi sembra però la strada più percorribile per spiegare il “fenomeno” che, in conclusione, porta ad una apparente contraddizione in termini :

    Debrahlee Lorenzana ha semplicemete tutto ed è proprio per questo che non riesce ad avere un successo stabile …. per la difficoltà di poterlo governare.

    In termini meccanicistici … se ti capita di dovere guidare una macchina estremamente sofisticata e perciò molto complessa, hai maggiori probabilità di sbagliare manovra ….. con conseguenze pressochè inevitabili.

    Vincenzo

    • frz40 ha detto:

      Può essere. E’ un punto di vista interessante.

      Ti chiederei di dare il tuo voto, però, spuntando la casellina “other” e scrivendo, ad esempio, macchina bella e intelligente, ma complessa da indirizzare. Grazie

  3. tania ha detto:

    SECONDO ME QUESTA CERCA SOLO PUBBLICITA’, NE HO VISTO DI BELLE RAGAZZE ANKE AL QUIRINALE MA SEMPRE CON DOVUTO RISPETTO DELL’ABBIGLIEMENTO A SECONDO DOVE TI TROVI, SPECIALMENTE SE SEI LEGATO AD UN POSTO DI LAVORO !!!!!!!!!!!!!!!!! SI VA VESTITE CON ELEGANZA SENZA PROVOCARE E DARE NELL’OCCHIO !

  4. frz40 ha detto:

    C’è anche un aggiornamneto

    Nel frattempo Debbie ha trovato un nuovo impiego presso la J.P.Morgan Chase. Qust’ultima secondo The voice (LINK) pare che l’abbia convocata, minacciando di licenziarla se non smette di parlare del suo caso con i media.
    “Mi hanno detto che starei danneggiando l’immagine dell’intero settore bancario” ha riferito Debbie

  5. marisamoles ha detto:

    Be’, io sono d’accordo un po’ con tutti, in particolare con Elisabetta (e adesso, frz, non dire “eva contro eva”, per piacere!). Anche nell’intervista mi pare che Debbie abbia indossato una mise che non nasconde nulla … quel top bianco, poi!

    Insomma, essere belle e brave può essere un vantaggio ma anche una iella. Mi spiego: quando ho iniziato a lavorare, avevo 23 anni. Molti credevano che fossi un’allieva piuttosto che un’insegnante, e vi assicuro che a quei tempi, anche perché la moda era completamente diversa, mi vestivo da suora! In confronto oggi il mio abbigliamento potrebbe essere considerato provocante. 🙂

    Il disagio più fastidioso che dovevo affrontare a quei tempi si manifestava durante i colloqui con i genitori: era evidente che, dimostrando meno anni di quelli che avevo in realtà, risultavo, ai loro occhi, inaffidabile. Il minimo che mi potessero dire era : “Lei è così giovane …” … ‘sta storia è andata avanti per anni, anche quando ormai ero di ruolo da un decennio.

    Ora, però, sono considerata affidabile, esperta, competente, equa, severa quanto basta, capace di valutare anche le situazioni più difficili e di trovare le soluzioni più adatte … insomma, è ovvio che oggi ho più esperienza e quindi ho forse più cognizione di ciò che faccio, ma anche quando ho iniziato ero “brava”, avevo tutte le carte in regola.

    In conclusione: dovrei essere contenta? Forse sì, ma confesso che ogni tanto vorrei sentirmi dire: “Lei è così giovane … “. 😦

    • frz40 ha detto:

      E invece lo dico proprio: Eva contro Eva .

      Fin qui tutte a dar contro all’abbigliamento “provocante” di questa povera Eva!!! E nessuna che vota per le opzioni nr. 5 (che a mio avviso è la vera causa del licenziamento) o nr. 6 (che ne è il corollario)

      Ma ragazze !!!! Questa non era in un luogo sacro a vendere santini (e poi anche se lì fosse stata…), ma in un ufficio di una Banca con l’incarico di acquisire nuovi clienti e/o ampliare la gamma dei servizi a loro prestati.

      Comunque, please, dai anche tu il tuo voto alla/e casellina/e che più trovi giusta/e per spiegare il licenziamento. Sono curioso di vedere come va a finire.

      Quanto alla tua esperienza nel mondo della scuola, che dire? Ogni età ha la sua beltà e magari anche oggi qualche papà ci fa ancora più di un pensierino. O no?.

      • marisamoles ha detto:

        Di papà ne vedo pochi … sai com’è, loro sono sempre così impegnati!
        Quelli che vengono, comunque, o sono timidi o troppo incazzati (coni i figli, non con me!) per badare a me e al mio abbigliamento.

        Per ora sono solo i bidelli ad apprezzare le mie gambe, come tu sai. Ma anche questa, in tempi di magra, può essere una soddisfazione. 🙂

        P.S. Io il voto l’ho dato, ma ho cercato di essere obiettiva.

      • frz40 ha detto:

        Ma ritornano….. eh, eh !!!!

  6. Vincenzo ha detto:

    A riprova di quello che ho scritto il giudizio di tutte le donne è stato estremamente critico.
    Io le consiglierei di lavorare in una qualche professione liberale.
    Senza capi donne o uomini.
    Con le sue caratteristiche di presenza ed intelligenza mi sentirei di scommettere sul suo successo.
    Vincenzo

  7. sergio ha detto:

    qualunque giudizio per me è fuori luogo. belle o bellissime ragazze ne ho viste tante, solo viste (frz direbbe che sono fesso) ma non vedo che handicap possa essere l’essere belle. mia moglie comunque era molto bella all’età giusta per entrambi.
    a meno di non voler essere senza sembrarlo provocanti, e pure fesse, come sembra questo caso

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