Tassare ancora o ridurre la spesa pubblica?

tasse02E’ del 31 Dicembre scorso questo editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi per il Corriere, del quale mi permetto evidenziare i passaggi per me più importanti.

 “LA PATRIMONIALE NELLE URNE”

Vi è molta confusione, e preoccupazione, sull’ipotesi che il prossimo governo possa introdurre un’imposta patrimoniale. Sarebbe importante che chi si appresta a chiedere il voto ai cittadini spieghi con precisione se, come, e in quale misura intende tassare la ricchezza delle famiglie.

L’agenda Monti fa genericamente riferimento all’opportunità di «trasferire il carico fiscale sui grandi patrimoni ». Il Pd pare invece orientato verso un’imposta ordinaria (cioè che si applichi ogni anno, come accade in Francia) e che colpisca tutto il patrimonio oltre una data soglia. Innanzitutto occorre distinguere fra una patrimoniale una tantum—evocata da chi, come Giuliano Amato, vorrebbe abbattere una volta per tutte il debito — e un’imposta ordinaria.

Una patrimoniale una tantum sarebbe nella migliore delle ipotesi inutile, nella peggiore fatale. Per ridurre il rapporto fra debito e prodotto interno (Pil) sono necessari crescita, conti pubblici in attivo e tassi di interesse moderati.

Nulla che possa essere influenzato da un’una tantum.

Una simile imposta abbasserebbe il livello del debito, ma non ne muterebbe la dinamica. Dopo qualche anno torneremmo da capo.

Con l’aggravante che la riduzione del debito potrebbe diffondere l’illusione che i problemi sono stati risolti e che quindi si può ricominciare a spendere. È già successo all’inizio del decennio scorso, quando i benefici delle privatizzazioni svanirono nell’arco di una legislatura.

Se invece si pensa a una patrimoniale ordinaria (ricordando che una in Italia c’è già, l’Imu) – e aggiungo io la tassa sui depositi titoli, che altro che una patrimoniale non è  – questa andrebbe valutata all’interno di una revisione generale delle imposte: sui redditi da lavoro, sui consumi, sulla casa, sulle attività finanziarie. È possibile che il peso relativo di alcune di queste imposte sia sproporzionato. Per porvi rimedio il prossimo governo potrebbe nominare una Commissione—come quella che, nel 1972, su impulso di Bruno Visentini, propose il testo unico delle imposte dirette — con il compito di rimodulare le aliquote.

Affermazioni generiche su questa o quella patrimoniale, una tantum o perenne, hanno il solo effetto di aumentare l’incertezza di cittadini e investitori. Il sistema impositivo è un meccanismo complesso (che andrebbe tra l’altro semplificato), che non si può correggere modificandone una parte, come se fosse indipendente dal resto. Ma una Commissione tecnica potrebbe solo suggerire la configurazione di imposte più efficiente, cioè quella che consentirebbe allo Stato di raccogliere un determinato gettito con i minori costi per famiglie e imprese, e con la desiderata progressività del sistema nel suo complesso.

Ma una Commissione tecnica non potrà dire quale sia il livello di pressione fiscale ottimale. Questa è una scelta politica, che dipende dal livello di spesa che il governo ritiene desiderabile.

E qui sta il punto.

La campagna elettorale sembra concentrarsi su quale sia il modo migliore per tassare gli italiani. Invece si dovrebbe discutere di come riformare lo Stato, in modo che esso non pesi per la metà del Pil, con effetti fra l’altro molto deludenti sulla redistribuzione del reddito a favore dei meno abbienti.

L’onorevole Bersani dovrebbe dire in modo chiaro quale è il livello di spesa pubblica che ritiene compatibile con una ripresa della crescita.

Analogamente, l’agenda che Mario Monti propone agli italiani avrebbe dovuto indicare un obiettivo per la riduzione del rapporto fra spesa pubblica e Pil da attuarsi nell’arco della prossima legislatura.

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10 risposte a Tassare ancora o ridurre la spesa pubblica?

  1. itacchiaspillo ha detto:

    è sempre la stessa storia… siamo noi che dobbiamo ridurre le nostre spese per far fronte alle loro sempre più pressanti tasse…

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. fiammisday ha detto:

    Mi astengo dal commentare, perché, da commercialista e, in primis, da cittadina, ti dico che è’ tutto uno schifo!!! Buona giornata

  4. TANIETTA ha detto:

    ORMAI SONO SEMPRE PIU’ CONVINTA CHE NON ANDRO’ A VOTARE, MI FANNO TUTTI SCHIFIOOOOOOOOOO! SE ESISTEREBBE UN PARTITO DELLE DONNE ALLORA SI SAREI D’ACCORDO RIUSCIREBBE A RADDRIZZARE L’ITALIA ,

  5. elisabetta ha detto:

    A parte che condivido in tutto e per tutto quello che hai detto e commentato…. (anche per me un’altra tassa sul patrimonio sarebbe un’ulteriore IMU ).. mi continuo a domandare dove e come siano andati persi tutti i buoni propositi per diminuire la spesa pubblica e soprattutto quella che concerne i guadagni e i privilegi dei nostri governanti…
    Quando questo programma verrà messo in atto???
    Eppure un anno fa l’attuale Governo Tecnico ne aveva fatto promessa, ma evidentemente è stato, come sempre “uno specchietto per le allodole”, “una carota per l’asino” e quelle allodole e quegli asini siamo noi, i soliti che si illudono sempre che colui che predica bene razzoli anche bene… ma è una pia illusione.
    Egli predica bene ma, come dice il saggio proverbio “razzola male” e quel che è peggio, razzola sempre fuori dal pollaio…..

    Buona giornata e buon anno ancora a tutti

    eli

    • frz40 ha detto:

      Già, i politici !!!
      A parte qualche marginale sforbiciatina sono arrivati tutti a fine legislatura, avranno tutti il loro bel vitalizio, saranno nominati in egual numero, chi lascerà godrà di un bel nuovo lauto incarico e i nuovi nominati avranno il loro bel compenso, i loro bravi benefit, e infine, daranno luogo ad altri vitalizi d’oro.
      Che presa per il c… !!!

      • frz40 ha detto:

        Già, i politici !!!
        A parte qualche marginale sforbiciatina sono arrivati tutti a fine legislatura, avranno tutti il loro bel vitalizio, saranno nominati in egual numero nella nuova legislatura, chi lascerà godrà di un bel nuovo lauto incarico e i nuovi nominati avranno il loro bel compenso, i loro bravi benefit, e infine, daranno luogo ad altri vitalizi d’oro.
        Che presa per il c… !!!

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