“Amici 10”. Il secondo serale: polemiche, piagnistei, pongo regolamento e pongo televoto. Eliminati Antonio e Riccardo

 

Tutto quello che non avremmo più voluto rivedere ieri sera ad Amici 10: lagne, piagnistei, discussioni, nervosismi e polemiche; il tutto condito da un regolamento che non riesce ad essere uguale per due puntate di seguito e dalla solita presa in giro del televoto. Sempre troppa gente a giudicare e pontificare, tutti da far apparire e molti che nemmeno riescono ad apri bocca (per fortuna, però).

Queste le discussioni, le polemiche e i piagnistei:

Virginio, la lagna, contro Antonella, la vipera, sua compagna nei bianchi, che ha macchinato con Sua Nullità Antonio un bel piano per farlo fuori ed entrare lei in finale. Grazie ai blu che giocano pulito il piano non riesce.
Denny, lo spocchioso, contro Vito, faccio poco ma tramo molto. Andranno aventi per tutta la serata.
Antonella,  vipera dagli occhioni blu, contro Annalisa, io vado in confusione. Anche loro andranno avanti per tutta la serata, con i contributi straordinari di Luca Jurman, so tutto io, e di come ti giro la frittata, Rudy Zerbi.
Giulia, io questo non lo faccio, contro l’altezzosa e presuntuosa Debora. Non manca, ovviamente il contributo della Celentano che dopo un perfido “Non farei mai una cosa simile contro Giulia” si lascia scappare un minaccioso: “”La prossima volta sarò costretta a usare una variazione molto più difficile, che comunque andrà a scapito di Giulia”.
Francesca, come sculetto io non sculetta nessuno, che se la prende col pubblico. Trasciante quando canta, comunque, ma perché parla?
– Al contorno Platinette e Maionchi ai quali va un mio bel “non te reggo più”, pontificanti e insopportabili. E faccina Grazia De Michelis, io sì che so interpretare. Ma cantare?
– Non pervenuti, questa sera, Garofalo e molti altri, ma non ci sono mancati per nulla.

Dei ragazzi

Ho già detto, in parte, più sopra, ma qui aggiungo che tutti hanno risentito del troppo nervosismo. L’unico che ci ha guadagnato è stato Virginio che, con un po’ di rabbia in corpo, ha meritato, per me, la palma del miglior cantante. Di questa situazione e, soprattutto, delle critiche tanto per criticare ne sta soffrendo troppo Annalisa; auguriamole di non perdersi per strada nel dar ascolto a tutti; certo è che Rudy Zerbi le serve a ben poco. Tra i ballerini la palma del migliore questa volta va a Denny, nell’occasione anche stakanovista. Sempre carina la mia cocca, Giulia, ma non deve aver paura di confrontarsi anche con Debora.

Dei due eliminati

– Antonio. Era ora. Ma quanto spazio ha tolto a chi più di lui meritava il serale
– Riccardo. Mi spiace. Ma era anche quello con minor qualità.

Del regolamento.

Siamo alle solite. Cambia ad ogni puntata. Perché? Un motivo dovrà pur esserci. Bah !!! Piuttosto non capisco due cose:
– Perché si facciano le prove di confronto quando i commissari non devono decidere chi eliminare, ma solo se il nominato deve rimanere. Non lo sanno già? Ieri sera cinque doppie prove inutili nel finale, quando già non se ne poteva più (e chissà come si è incazzato Alessio Vinci, in attesa col suo Matrix, e tutti i telespettatori che aspettavano con lui.)
– Perché una doppia eliminazione, ieri sera? Si vuol di nuovo arrivare ad una finale a tre con l’ingiusto meccanismo del “prima ti spenno il pollo che vota chi non fa comodo che vinca” così poi nell’ultima sfida non ha più soldi per televotare?

Del televoto

E’ andata di nuovo in onda la solita presa in giro: due squadre pari alla quinta prova, dopo 2 ore e rotti di trasmissione, poi nell’ultima mezz’ora e dopo le ultime tre prove, 65% per i blu e 35% per i bianchi.
Ammettiamo che nell’ultima mezz’ora di serata, anziché un 20% dei voti proporzionale al tempo trascorso, se ne siano concentrati il doppio e cioè il 40%. Questo vorrebbe dire che, ad esempio, su 6.000 voti pervenuti nelle prime due ore, ogni squadra ne aveva ricevuti circa 3.000.= Alla fine, invece, i voti risultano essere 6.500 per i blu e 3,500 per i bianchi, e quindi, nell’ultima mezz’ora i blu ne avrebbero ricevuti 3,500 voti e i bianche solo 500. Vi sembra possibile? In condizioni “normali” certamente no. Ma con i “televoti organizzati” . Che ne dice il Codacons?

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Ma che bella notizia, “Che bella giornata” !!!

 

I 13 milioni di telespettatori incollati davanti alla TV per bearsi delle faziosità di Vieni via con me mi aveano gettato in depressione.

Mi aprono il cuore, invece, oggi, i 31,5 milioni di euro incassati da Che bella giornata, il film con Checco Zalone che ha così stabilito il record degli incassi per il cinema italiano di tutti i tempi.

Niente politica, nessuna parolaccia.

Che l’ Italia stia cambiando?

Sul film: la videorecensione di Paolo Mereghetti: «Ridere senza volgarità» per il Corriere.it

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E le zebrette?

Ho visto la partita alla TV,  ma per le zebrette nemmeno un’inquadratura. !!!  Grrrrrrr…… 

Va beh! Hanno portato buono lo stesso: 2 a 1 per la Juve, contro il Bari. Ma che fatica!!!!

Via: Le cheerleaders bianconere in visita a Tuttosport

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Comprano un bimbo, arrestati. Comprano un utero: tutti felici!

La notizia è de Il SecoloXIX di oggi.

Dice:

“Comprano un bimbo, arrestati imprenditori”

Avevano appena comprato un bambino di 2 anni, e lo tenevano il più possibile nascosto in casa per evitare di essere scoperti: per questo sei persone sono state arrestate dai carabinieri di Cassino, in provincia di Frosinone.

Tra le persone finite ai domiciliari ci sono i due “genitori”, la madre naturale del bimbo (una donna di origine ucraina), e anche un avvocato residente in zona.

L’inchiesta è incominciata ad aprile quando, in un paese vicino a Cassino. i carabinieri hanno notano due imprenditori, marito e moglie, che passeggiavano con un bambino molto piccolo, che si sospettava non potesse essere figlio loro, che da tempo provavano ad avere figli, ma senza riuscirvi. Poi è arrivata la denuncia di un medico, che durante una visita ha avuto altri sospetti sulla reale paternità della coppia. Da qui è partita l’indagine, che si è conclusa questa mattina con l’emissione di sei ordinanze di custodia cautelare firmate dal tribunale

Giusto. Ma mi domando? E molto diverso comprare un utero? Mi riferisco al caso di Elton John, con il quale pare che tutto il mondo si sia congratulato.

via:  Comprano un bimbo, arrestati imprenditori| italia| Il SecoloXIX.

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L’affetto di un cane

L’affetto di un cane per il suo padrone non ha confini.

Molti sono i casi di cani che si accucciano sula tomba del padrone e attendono per giorni il suo ritorno, senza volersene allontanare.

l più famoso è stato forse quello di Bobby, un piccolo terrier scozzese, del quale si narra che alla fine del XIX secolo sia rimasto vicino alla tomba del suo padrone John Gray, nel cortile della chiesa di Edimburgo, per ben per quattordici anni, fino alla propria morte. In suo onore nella capitale scozzese è stata eretta una statua.

Ma molti sono stati anche i casi accaduti in casa notra.

Ora, l’ultimo in ordine di tempo ci arriva dal Brasile. Lo riportano molti servizi su quotidiani e tv.

Il Corriere di oggi titola: “Il dolore del fido Leao che aspetta sulla tomba il ritorno della padrona.” E lo firma Danilo Mainardi.

Dice:

Durante la terribile inondazione che ha appena sconvolto il Brasile tra i tanti morti c’era anche una donna che possedeva un cagnolino di nome Leao, un bastardino dolce che il mondo intero grazie a una foto ora conosce. È ritratto, il poverino, nel cimitero di Teresopolis, una località presso Rio de Janeiro, accanto alla tomba della sua padrona, Cristina Maria Cesario Santana. L’espressione di Leao esprime grande tristezza e rassegnazione. Che passerà per la sua mente?

Succede ogni tanto che un cane intuisca dove è stato sepolto il suo padrone, e non raramente il fedele animale non trova la forza, o la volontà, d’abbandonare per sempre la sua tomba. Se ne va per un poco ma poi ritorna sui suoi passi, sempre più triste e solo, e succede a volte che, preso da depressione, deperisca fino a morire. Sono storie, queste, sempre commoventi, perfino strazianti per chi ama i cani.

[..] Chiaro che questi racconti vengono un po’ romanzati, che i cani tendono a essere umanizzati, ma c’è molto di vero, comunque, come ormai sappiamo soprattutto grazie agli studi di etologia cognitiva. Credo perciò sia meglio, sia per noi che per loro, i cani intendo, comprendere, per quanto possibile, cosa può produrre, quanto ad affettività, una mente canina. Una mente cioè di animali per natura intelligenti e sociali.

Una cosa certa, anche se ovvia, è che i cani amano intensamente i loro padroni e, inoltre, che il loro attaccamento è per la vita. Da qui discende la loro meritata fama di fedeltà. Ciò che è invece difficile da comprendere e da descrivere è la qualità del loro amore che, seppure in qualche modo analogo a quello umano, non può certo essere la stessa cosa, lo stesso sentimento. È evidente, a ogni modo, che un cane è felice solo quando è col padrone e che, in caso contrario, ne sente fortemente la mancanza.

Il cane d’altronde deriva dal lupo e pertanto l’attaccamento con gli altri membri della muta è essenziale per la sopravvivenza.

È invece frutto d’una tendenza antropomorfizzante l’attribuire al cane un qualche senso, o speranza, di una vita oltre la morte. I cani hanno solo una conoscenza vaga e confusa di cosa sia la morte e, comunque, solo della morte altrui. Non sanno produrre quel sillogismo, così umano e conturbante: «Se tutti muoiono anch’io dovrò morire». È un’ignoranza beata, comunque, che preclude alle loro menti
semplici speranze e proiezioni su un ipotetico al di là. Sono convinto che quei cani che attendono sulla tomba del padrone sperino che, prima o poi, si rifaccia vivo. Vivo sul serio, cioè nel l’al di qua.

E’ probabilmente così: attendono che si rifaccia vivo, che esca da quella tomba. Ma contesto che i cani non sappiano che cosa sia la morte. Lo sanno le mamme quando perdono qualcuno dei loro cuccioli. Lo sanno quelli del branco quando perdono un loro compagno.

Forse, però, non lo vogliono sapere quando amano troppo il loro padrone, e sanno bene che cosa sia l’abbandono.

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I Quiz della Domenica nr. 21

Tre problemini per questa Domenica. Uno facile, due piuttosto difficili

Le tre carte.

Ci sono tre carte da gioco allineate a faccia in su, sul tavolo:
– Un cinque è all’immediata a destra di un due.
– Un cinque è appena a sinistra di un due.
– Un picche è appena a sinistra di un fiori
– e un picche è appena a destra di un picche

Quali sono le tre carte? (due soluzioni)

Le terribili serie di numeri

a)  35, 43, 50,…, 65
b)    3,   6,    9,…, 20
c)   73, 52, 42,….,22
d)   50, 26 ,…., 8, 5
e)      1,  3,  7 ,…, 31
f)   17, 19, 23,.., 31, 37

Quali sono i numeri mancanti?

Un taglio problematico

Sapete tagliare in due parti questa figura, in modo da ottenere poi un rettangolo di 6×4 quadratini?

Le soluzioni Domenica prossima.

Questi erano i problemi dell’altra settimana, con le soluzioni

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Per giocare basta proprio poco. Le Foto della Settimana

La foto (Reuters) ci attiva da Khartoun, Sudan.

E’ per me la foto della settimana del Los Angeles Times e ritrae un bimbo sudanese che sta giocando con una scatola di cartone per medicinali.

Le foto sono, come sempre splendide. Non perdetevele.

The Week in Pictures | Jan. 10-Jan. 16, 2011, from the Los Angeles Times.

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Quanti come lui?

Ma sì !!! Val proprio la pena di dedicargli due righe.

E’Armando De Conca, 64 anni e oggi e va in pensione dopo 45 anni di servizio, senza aver fatto un giorno di malattia. E’ un semplice brigadiere capo della nostra Guardia di Finanza.

A me preme solo stringergli la mano.

Potete leggere maggiori dettagli a questo link
Finanza, brigadiere record: in pensione dopo 45 anni senza un giorno di malattia – Il Messaggero.

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Pensieri positivi

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante! [Charlie Chaplin]

Via Facebook

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W la Nutella !!!

Basta marmellata: vogliamo la nutella. Lo dicono gli inglesi

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista specializzata “The Grocer”, sulle tavole degli inglesi la marmellata sta diventando sempre più rara, sostituita dalla nutella e dal burro di arachidi. La notizia ha lasciato di pietra la stampa britannica. É “tragico”, lamenta oggi il Telegraph, che ricorda come una “marmellata fatta come si deve… È uno dei migliori prodotti britannici”. In cifre, la vendita di marmellata è calata del 2,8% tra ottobre 2009 e ottobre 2010 (due milioni e mezzo di vasetti in meno) mentre le vendite del burro di cacao sono salite del 7.5% e quelle di nutella o simili dell’8%.

Che dire? : W la NUTELLA !!!!

Via: TMNEWS- Ai britannici non piace più la marmellata: ora trionfa la nutella.

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