[Libri] “Maestra” di Lisa Hilton – Longanesi (2016) 398 p.

Maestra

Avevo raccomandato questo libro ad un amico, basandomi sulla presentazione che diceva più o meno così:

Londra. Di giorno, Judith Rashleigh è una giovane e inappuntabile assistente presso una prestigiosa casa d’aste. Di sera. Judith arrotonda il suo magro stipendio lavorando in un club esclusivo per soli uomini, lasciandosi educatamente adorare per la propria bellezza e fingendo di sorseggiare champagne. 
Di notte. Judith può essere finalmente se stessa. E il sesso è il suo momento di abbandono. Libero, intenso, spregiudicato.
Judith è intelligente, colta, determinata e ambiziosa. Sa bene come mettersi in gioco e fino a che punto. Sa come vestirsi, come parlare, come recitare al cospetto dei potenti. Ha imparato a rispettare i ruoli, a fare la brava ragazza.
Ma quando, dopo essere stata ingiustamente licenziata in tronco, Judith vede tutti i suoi sogni andare in frantumi, improvvisamente capisce come vanno le cose nella realtà.
Non le rimane che rivolgersi a una sua vecchia amica. Un’amica che l’ha aiutata a camminare sempre a testa alta nonostante le avversità. Un’amica che l’ha sempre sostenuta nei momenti difficili. Un’amica che una brava ragazza come lei non dovrebbe avere: la rabbia. 

E’ il primo capitolo di una trilogia di thriller presentato come “Il caso editoriale dell’anno: in cima alle classifiche in tutto il mondo, uscito in 38 Paesi. Un romanzo come nessun altro, capace di sedurre, scioccare e tenere col fiato sospeso lettori e lettrici di ogni latitudine”.

Dalle prime pagine – aggiungevo –  mi sembra però che queste lodi siano  esagerate, ma non è detto. Ti saprò dire.

Ora che l’ho letto posso dire che è stata UNA DELUSIONE TOTALE. Non aggiungo altro, se non questo commento di Antonio D’Orrico per La Lettura del 22/5 u.s.

“Hilton, thriller ed eros da mappa del catasto – Voto: zero stelle”

“Lisa Hilton non è quella degli alberghi ma se la tira lo stesso. Lo dimostra la sua biografia nel risvolto di copertina: «Lisa Hilton è cresciuta in Inghilterra e ha vissuto a Key West, New York, Parigi e Milano. Dopo essersi laureata a Oxford, ha proseguito gli studi di Storia dell’arte a Parigi e Firenze. Giornalista e critica d’arte, vive attualmente a Londra». Una nota che ricorda una battuta impagabile di Ennio Flaiano: «Eppure c’è gente che vive e lavora a Macerata». Anche Judith Rashleigh se la tira. Judith è la protagonista del romanzo di Lisa Hilton. Se fosse un personaggio riuscito, Judith sarebbe una specie di Satanik, l’eroina dei fumetti di Max Bunker e Magnus. Ma Judith non è un personaggio riuscito e non riesce a intrecciare la sua carriera di criminale con quella di maniaca del sesso come faceva sinistramente Satanik.”

“Judith, come Lisa Hilton, si interessa di arte, ma quando descrive i quadri non lo fa certo nella maniera suggestiva e travolgente di Vittorio Sgarbi. Judith parla di un quadro come se fosse un mappale del catasto. Il libro vorrebbe essere in parte giallo e in parte erotico. Come giallo è rudimentale. Come libro erotico pure. E se mette le due cose assieme è anche peggio. Come quando Judith si porta a letto un bravo ragazzo di Como: «Premetti il viso contro la sua ascella e inspirai l’afrore del suo sudore come un colibrì che cerca il nettare». Ma il sesso non le basta, viene fuori il suo istinto di killer: «Il suo respiro nell’orecchio era la carezza di un pipistrello, la poesia d’amore di un demone. Nella camera era buio, e il mio sguardo fu attirato da alcuni oggetti sul comodino accanto al letto: un libro, un posacenere, una coppa d’argento vinta in qualche gara. Che tenerezza. Avrei potuto afferrarla, pensai; afferrarla e spaccargliela sulla nuca». Il libro è un caso editoriale a Londra-Parigi-New York-Milano. Chiederò asilo politico a Macerata.”

Zero stelline (-) anche per me.

Memo: in questo blog, nella categoria Libri :

– I miei precedenti post
– La tabella di riepilogo.
– Le mie cinque stelline

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Libri letti, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a [Libri] “Maestra” di Lisa Hilton – Longanesi (2016) 398 p.

  1. mariella1953 ha detto:

    Bentornato!
    Delusione pure per 😕
    Buona giornata

    • frz40 ha detto:

      Così prosegue D’Orrico su La Lettura di questa settimana:
      “l lettore Paolo Castellani: «Ho letto stamani la pagella su “la Lettura”. Grazie, stavo quasi per comprare Maestra». La lettrice Amalia Bottini: «Non posso che condividere totalmente ciò che ha scritto su Maestra. Non capisco né il battage pubblicitario che lo annunciava né talune recensioni entusiastiche. Da tempo non mi capitava di prendere una cantonata simile nell’acquisto di un libro: sciatto, scritto con supponenza, inutile esibizione di griffe modaiole. Non comunica nulla: è una scatola vuota. L’ho finito per principio ma con insofferenza e con profonda antipatia nei confronti della protagonista. Un caro saluto».
      Costretto dall’entusiasmo (im)popolare, fornisco ulteriori ragguagli sulla similprosa di Lisa Hilton. Tre seratine tipo della sua eroina Judith. Parigi, festa al Castel. Yvette in Stetson bianco si scola una bottiglia di Jack Daniel’s. Colonna sonora dei Daft Punk. Pista di cocaina. C’è un visconte in stivali Harley. Poi via tutti a un after nel settimo arrondissement. Una fa lap dance sventolando uno chiffon Chloé color pesca Mani «annoiate» si avvinghiano ai suoi seni («piatti») e torcono i suoi «capezzoli scuri come fossero le manopole di un vecchio stereo». Altra serata. Bar del Lutetia. Fondamentale scoperta di Judith: i dread di Yvette non sono dread ma extension. Niente coca, sì un betabloccante (da assumere con kir al lampone). Portofino. Steve ordina una magnum di Dom Pérignon del ’95. Arrivano due anziani con la camicia sbottonata sul petto accompagnati «da smunte ventenni estoni». Antipasto di pesce e Vermentino. Banchiere milanese giunto da Forte dei Marmi accompagna Judith a «Santa» con un’Alfa d’epoca. Locale galleggiante a Paraggi con le estoni che fanno pole dance . Nessuno tocca il sushi. Infine barca di Steve, il Mandarin, «per un meritato Cohiba e qualche tiro di coca nella Jacuzzi». Nuotando in piscina si ascolta Rihanna grazie a un sistema audio subacqueo. Insisto: a Macerata! a Macerata!”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...