
Ad un amico che una settimana fa mi ha chiesto che cosa prevedevo per i ballottaggi di Milano e Napoli ho risposto: “tutte e due rosse”. E alla successiva domanda: «Perché?», ho risposto: «Perché Berlusconi ha stufato».
E ai candidati del Pdl non ha certo giovato, poi, quel che è successo nell’ultima settimana.
«Berlusconi è un signore ormai anziano – scriveva Giampaolo Pansa (1) Domenica 22, dopo il primo turno – Anzi è il più anziano tra i tanti capi di governo europei. Alla fine di settembre compirà 75 anni, che non sono pochi anche per uomo energico e di grande vitalità come è lui. Dal momento che io ho un anno in più, so quanto sia fastidioso il peso dell’età. La forza fisica diminuisce. La lucidità si appanna. C’è chi diventa apatico e chi litigioso, condizioni entrambe rischiose. Se fai un passo falso, lo ritieni un momento di difficoltà dovuto al caso e transitorio. Se i passi falsi aumentano, credi sia colpa di un complotto montato per farti sbagliare. I tuoi errori ti sembrano secondari. Non vedi che l’ambiente attorno a te sta cambiando in peggio. Quando perdi una battaglia importante, attribuisci la sconfitta a qualcun altro, mai a te stesso».
«Basta guardare le facce e si capisce tutto – aggiungeva Pansa (2), Domenica 29, prima dei ballottaggi – Silvio Berlusconi, ripreso dalla tivù mentre si aggrappa a Barack Obama e gli parla della dittatura giudiziaria che soffoca l’Italia, ha il volto dell’uomo disperato. Dalle mie parti si dice “sfilusumià”, uno che ha perso il suo aspetto abituale. Gli occhi sono due fessure, gli zigomi sporgono come gelidi speroni, le labbra quasi non si vedono, il colorito è terreo. Il Cavaliere presenta al G8 la maschera della persona angosciata, travolto dalla convinzione di essere vittima di una congiura allestita dai pubblici ministeri, dai media avversari e dalle sinistre. Teme di essere spinto a terra».
E così è finito un ciclo.
«Lei Presidente – scrive oggi Vittorio Feltri (3) – per anni è stato una speranza o addirittura una certezza: grazie a Silvio, dicevano i suoi aficionados, faremo la rivoluzione liberale, l’Italia sarà più moderna, verrà sconfitta la dittatura della burocrazia, dello statalismo, della spesa pubblica, dei poteri forti, delle corporazioni, della magistratura, dei sindacati rossi. La maggioranza dei cittadini era convinta che lei la liberasse davvero da tante oppressioni. Non è andata così, probabilmente non per colpa sua, Presidente, o non soltanto per colpa sua. Sta di fatto che – trascorsi tre lustri e passa – la delusione e lo sconforto hanno preso il posto, in molti cuori, della speranza e della fiducia. Vari italiani si sono resi conto che lei ha le mani legate e la testa occupata da enormi problemi personali.
[..] È evidente che, dopo circa vent’anni di tribolazioni d’ogni genere, lei sia indotto a parlare più di sé che dei suoi elettori. Ma è altrettanto evidente che questi si siano un po’ stancati di considerarla il centro dell’universo e comincino a bussare a porte diverse dalla sua, illudendosi di essere ascoltati. Desiderano che si parli anche di loro. Quando poi la voglia di cambiamento cresce ed è insopprimibile, c’è chi, pur di cambiare, è disposto a cambiare in peggio. Ecco perché, caro Presidente, lei ha perso le elezioni amministrative.»
«Non è la fine del mondo – conclude Feltri – e neanche la fine del berlusconismo. Le opportunità di riparare non mancano. Serve però che lei torni ad essere e a fare il Berlusconi, un uomo nel quale potersi identificare. Un consiglio e una preghiera: provveda a tutti noi oltre che a se stesso».
Non lo credo possibile e, forse, nemmeno auspicabile, vista la drammatica storia di questi anni.
De profundis, dunque.
Anche se sarà una triste, preoccupante e travagliata agonia. Travagliata perché avranno sempre maggior peso le voci di piazza e, spero di sbagliare, gli atti di violenza. Preoccupante perché non vedo futuro.
La scelta sarà tra le vecchie forze che hanno portato il Paese alla deriva negli ultimi sessant’anni, sulle quali non mi dilungo avendone parlato più volte, e le forze nuove che sembrano emergere.
Una, quella di Milano, ha per la verità ben poco di nuovo, se non il color arancio delle bandiere che sono sventolate in Piazza Duomo. Le avranno lavate anch’ esse com’è capitato al Porsche rossa di Raffaele Paganini (4). Il figlio, Alessandro, per fare una “sorpresa” al babbo gliel’aveva lavata tutta con l’anticalcare e se l’era ritrovata di un bell’arancio salmone. E in quella piazza si è appunto catapultato, primo ed unico tra i leaders nazionali, Nichi Vendola il gran patron di Pisapia, al grido di «Oggi cambia tutto. Abbracciamo i nostri fratelli rom e musulmani». Perché «oggi la Milano dell’ipocrisia e dell’arroganza è stata sconfitta dalla mitezza di Giuliano»
L’altra, quella di Napoli è un disperato desiderio di rottura rispetto al passato che però si è concretizzato su un personaggio, De Magistris, che «Al di là del fascino personale che esercita anche sulle elettrici — dice Aldo Cazzullo (5) – resta discusso, e discutibile. Sanzionato dal Csm, come ai magistrati non accade quasi mai. Privo di esperienza amministrativa. Un vincitore che ha ancora tutto da dimostrare». La cui vittoria è segnale «della rabbiosa frustrazione di una città bellissima, costretta da anni a convivere con i rifiuti, il degrado, la camorra» ed un segno «che a un numero crescente di napoletani la città così com’è non va più bene. Un tempo la classica scena simbolica — la moto che sfreccia con tre ragazzi senza casco — veniva indicata dal napoletano medio quasi con condiscendenza. Oggi la stessa scena viene indicata dallo stesso napoletano con riprovazione»
Staremo a vedere. Gongolano gli antiberluscones ma, secondo me, c’è poco da gioire.
—–.
(1) Milano o Napoli non importa: Silvio è cotto e la colpa è sua – di Giampaolo Pansa.(LINK)
(2) La tavola apparecchiata per il 2° round. Bossi è pronto a lasciare il Cav. Ancora – di Giampaolo Pansa.(LINK)
(3) Caro Cavaliere torni a fare Il Berlusconi – di Vittorio Feltri. (LINK)
(4) Intervista del 24 maggio a Pomeriggio Cinque.
(5) Tutti pazzi per l’ex magistrato. Ma durerà? – Di Aldo Cazzullo (LINK)