Incredibile ! Per i reati di mafia la Cassazione non ha tempo.

Favorirono la latitanza di Bernardo Provenzano eppure adesso sono a piede libero. Motivo: decorrenza dei termini di custodia cautelare. La terza sezione della Corte d’appello di Palermo, infatti, ha rimesso in libertà quattro imputati arrestati nel 2006 e condannati il 2 luglio 2009, perchè quasi due anni dopo la sentenza di secondo grado, il pronunciamento della Cassazione non è ancora arrivato.

La scarcerazione dei quattro è avvenuta tra la fine di aprile e i primi di maggio, ma la notizia è trapelata solo ieri. Per i quattro presunti mafiosi solo l’obbligo di presentazione tre volte alla settimana in un posto di polizia.

E poi? Quando finalmente la Cassazione deciderà che devono rientrare in galera, si presenteranno?

Accetto scommesse.

 

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Ma che brave queste ragazze! E un grazie a RAI Sport 1

Mi piace lo sport e seguo sovente le trasmissioni di RAI Sport alla quale desidero fare i complimenti per quanto ci propone sul digitale terrestre. Ha dato spazio a molti sport minori, ma altrettanto belli. Il golf, l’atletica, la ginnastica, il pattinaggio, il basket, il baseball e molti altri ancora.

Tra questi il Volley.

E’ di quello femminile che voglio parlarvi. Sono in corso il play off, al meglio di 5 partite, per l’assegnazione dello scudetto 2010-2011. Sono in gara la Carnaghi Villa Cortese e la Foppapedretti Bergamo. Hanno vinto 2 partite ciascuna; quella decisiva si giocherà domani, lunedì 6 giugno, alle 20,30 e sarà trasmessa da Rai Sport 1.

Non avete mai visto una partita di pallavolo femminile? Beh, non perdetevi questa, sarete sorpresi dalla bravura delle ragazze.

Che sono anche carine !!!!

Il risultato

Solo per dirvi che la Foppapedretti di Bergamo si è aggiudicata lo scudetto vincendo per 3-1 l’ultima sfida (19-25, 25-22, 26-24, 25-20).

Ma che brave tutte !!!  Grazie ragazze.

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E allora: brava Francesca ! Anzi, BRAVISSIMA !

La finale del Roland Garros, a Parigi, ha visto la vittoria della cinese Na Li sulla nostra Francesca Schiavone per 6-4, 7-6.

Diciamo la verità:  tutti speravamo in un bis di Francesca dopo il trionfo dello scorso anno e, per questo, molti quotidiani oggi titolano il risultato con un motto di delusione.

Ma aver conquistato la finale nel più prestigioso torneo di tennis su terra rossa al mondo non è già comunque una gran cosa?

E allora: brava Francesca ! Anzi, BRAVISSIMA !

Ha vinto una cinesina, anche carina: Na Li, 29 anni, al primo successo in un torneo del grande slam. Sono contento per lei e le auguro che molti altri ne seguano.

E la prima donna asiatica che trionfa a Parigi. Mi pare particolarmente importante che sia una Cinese. In quel Paese le donne ancor vita dura e ancor oggi cui avere figlie femmine è considerata una iattura: in conseguenza della politica del figlio unico,  si è arrivati al punto di avere un tasso di natalità maschile del 20% superiore a quello femminile . Questo perché pur di avere un erede maschio molte madri abortiscono in caso il feto riveli di essere di sesso femminile.

Viva Ni La, allora. Per lei e per le donne del suo Paese.

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Un dubbio.

Un dubbio, uno dei tanti.

Che ci è venuto a fare RE Juan Carlos alla Festa della REPUBBLICA?

Boh !?!?

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La speranza

Dal Buongiorno di oggi:

Non posso perdere l’unica cosa che mi mantiene vivo: la speranza.
Una parola che, spesso, si trova con noi al mattino, viene ferita nel corso della giornata e muore all’imbrunire, ma risuscita con l’aurora.

Paulo Coelho

Un bel pensiero e speriamo che non ci abbandoni mai; le dobbiamo molto.

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Quando il Grillo non torna più comodo.

Leggo questa levata di scudi di Massimo Gramellini (LINK) contro Beppe Grillo.

Non è tutto uguale

«Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui… Il Sistema ha liquidato Berlusconi e deve presentare nuove facce per non essere travolto». L’ultimo monologo di Grillo, «L’Italia di Pisapippa», non rappresenta una novità. La novità è la reazione dei seguaci, che stavolta si sono ribellati al verbo qualunquista: per i suoi toni gratuitamente volgari («e se cominciassimo a chiamarti Beppe Grullo?», gli ha scritto uno), ma soprattutto perché «Pisapippa» lo hanno votato e tifato anche loro.

Mi rifiuto di credere che Grillo parli male del nuovo sindaco di Milano per invidia da soubrette. Ma mi chiedo e gli chiedo che senso abbia mettere sempre tutti sullo stesso piano, Bush e Obama, Borghezio e Vendola, Berlusconi e i critici di Berlusconi. Come se chiunque entri nel teatrone della politica senza il suo «placet» faccia automaticamente parte dell’Impero delle Multinazionali che affamano i popoli per ingrassare gli squali della finanza. Grillo riconoscerà che i suoi argomenti sono gli stessi che portarono i terroristi rossi a sparare, e a sparare proprio contro quei riformisti che il Sistema cercavano di cambiarlo nell’unico modo possibile: un po’ alla volta, dall’interno. Gli suggerisco di andarsi a leggere il più commovente discorso politico di tutti i tempi (almeno per me). Quello in cui Cavour sostiene che le comunità umane sopravvivono se sanno autoriformarsi di continuo nella libertà, rimanendo insensibili alla seduzione esercitata da due scorciatoie ingannevoli: conservazione e rivoluzione.

Adesso torna comodo !!!

Fino ad ora  i tanti episodi di violenza e di contestazione antidemocratica di certi estremisti sono stati considerati dai commentatori di sinistra come mere peanuts folkloristiche e i timori per il nostro Paese sono stati etichettati come pura strategia della paura a fronte di un rischio inesistente.

Adesso che Beppe Grillo dice due parole contro Pisapiaavvocato di De Benedetti, tessera pdmenoelle numero UNO (che ha per l’ingegnere svizzero gli stessi effetti taumaturgici della mitica monetina di Zio Paperone)”  e contro Fassino “deputato a Roma e sindaco a Torino che vuole la militarizzazione della val di Susa”, si incomincia a tremare.

E a cercare il vero e facile colpevole di tutto che è proprio lui Beppe Grillo, con le sue argomentazioni anti Sistema!

Solo lui! E gli altri?

Ma mi faccia il piacere! Si rilegga la storia di quel che è successo in questi anni, così come la descrive Giampaolo Pansa nel suo “Carta Straccia”  al capitolo “Caccia all’uomo”, da pag.132 a pag. 144 (qui a disposizione per gli amici col successivo post), e poi ne riparliamo di dove si trova il clima d’odio e di violenza nel nostro Paese, dei burattinai che lo hanno alimentato e delle loro motivazioni.

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Protetto: Caccia all’uomo

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Un altro scandalo nel mondo del calcio

Incredibile. Un volta si parlava di partite vendute da parte di qualche giocatore per consentire alla squadra avversaria di conquistare qualche prezioso punto-promozione o punto-salvezza. Poi di combine tra i dirigenti delle due squadre in campo o di arbitri comprati. Infine, con l’avvento del calcio scommesse si è arrivati a scommettere contro la propria squadra fornendo una prestazione sotto tono, causando un rigore o sbagliandone volutamente uno.

Ma, porca miseria, non sempre la cosa poteva bastare. C’era sempre qualche compagno deficiente che segnava un gol di troppo o non lo lasciava segnare agli avversari. E questo anche mettendosi d’accordo in due o tre.

Che fare allora? Ecco la trovata: somministrare calmanti ai compagni a loro insaputa. E’ quanto pare che sia successo negli spogliatoi della Cremonese quest’anno, e forse anche in altri casi.

«In occasione di una sfida importante, uno degli indagati avrebbe messo nelle bibite a disposizione dei calciatori prima e durante l’incontro un calmante per “addormentarli” e peggiorare le loro prestazioni. Al termine della partita cinque giocatori e un massaggiatore della squadra si sentirono male. Da quell’episodio sarebbe scattata l’indagine che ha portato agli arresti di oggi.»

Così recita questo articolo de LaStampa.it e sono scattati gli arresti sono di nomi importanti del calcio nostrano. Sono sotto già sotto inchiesta 18 partite, 12 della Lega Pro, 5 di serie B e anche una di Serie A, ma c’è da scommettere (sic!) che il fenomeno non si arresterà ai casi sino ad ora rilevati.

E noi ad applaudire questi farbutti in mutande,  pieni di soldi.

Sono senza parole!

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Dalle scopole al ‘de profundis’ dei ballottaggi

Ad un amico che una settimana fa mi ha chiesto che cosa prevedevo per i ballottaggi di Milano e Napoli ho risposto: “tutte e due rosse”. E alla successiva domanda: «Perché?», ho risposto: «Perché Berlusconi ha stufato».

E ai candidati del Pdl non ha certo giovato,  poi, quel che è successo nell’ultima settimana.

«Berlusconi è un signore ormai anziano  – scriveva  Giampaolo Pansa (1) Domenica 22, dopo il primo turno  – Anzi è il più anziano tra i tanti capi di governo europei. Alla fine di settembre compirà 75 anni, che non sono pochi anche per uomo energico e di grande vitalità come è lui. Dal momento che io ho un anno in più, so quanto sia fastidioso il peso dell’età. La forza fisica diminuisce. La lucidità si appanna. C’è chi diventa apatico e chi litigioso, condizioni entrambe rischiose.   Se fai un passo falso, lo ritieni un momento di difficoltà dovuto al caso e transitorio. Se i passi falsi aumentano, credi sia colpa di un complotto montato per farti sbagliare. I tuoi errori ti sembrano secondari. Non vedi che l’ambiente attorno a te sta cambiando in peggio. Quando perdi una battaglia importante, attribuisci la sconfitta a qualcun altro, mai a te stesso».

«Basta guardare le facce e si capisce tutto – aggiungeva Pansa (2), Domenica 29, prima dei ballottaggi  – Silvio Berlusconi, ripreso dalla tivù mentre si aggrappa a Barack Obama e gli parla della dittatura giudiziaria che soffoca l’Italia, ha il volto dell’uomo disperato. Dalle mie parti si dice “sfilusumià”, uno che ha perso il suo aspetto abituale. Gli occhi sono due fessure, gli zigomi sporgono come gelidi speroni, le labbra quasi non si vedono, il colorito è terreo. Il Cavaliere presenta al G8 la maschera della persona angosciata, travolto dalla convinzione di essere vittima di una congiura allestita dai pubblici ministeri, dai media avversari e dalle sinistre. Teme di essere spinto a terra».

E così è finito un ciclo.

«Lei Presidente – scrive  oggi Vittorio Feltri (3) – per anni è stato una speranza o addirittura una certezza: grazie a Silvio, dicevano i suoi  aficionados, faremo la rivoluzione liberale, l’Italia sarà più moderna, verrà sconfitta la dittatura della burocrazia, dello statalismo, della spesa pubblica, dei poteri forti, delle corporazioni, della magistratura, dei sindacati rossi. La maggioranza dei cittadini era convinta che lei la liberasse davvero da tante oppressioni. Non è andata così, probabilmente non per colpa sua, Presidente, o non soltanto per colpa sua. Sta di fatto che – trascorsi tre lustri e passa – la delusione e lo sconforto hanno preso il posto, in molti cuori, della speranza e della fiducia. Vari italiani si sono resi conto che lei ha le mani legate e la testa occupata da enormi problemi personali. 

[..] È evidente che, dopo circa vent’anni di tribolazioni d’ogni genere, lei sia indotto a parlare più di sé che dei suoi elettori. Ma è altrettanto evidente che questi si siano un po’ stancati di considerarla il centro dell’universo e comincino a bussare a porte diverse dalla sua, illudendosi di essere ascoltati. Desiderano che si parli anche di loro. Quando poi la voglia di cambiamento cresce ed è insopprimibile, c’è chi, pur di cambiare, è disposto a cambiare in peggio. Ecco perché, caro Presidente, lei ha perso le elezioni amministrative.»

«Non è la fine del mondo – conclude Feltri – e neanche la fine del berlusconismo. Le opportunità di riparare non mancano. Serve però che lei torni ad essere e a fare il Berlusconi, un uomo nel quale potersi identificare. Un consiglio e una preghiera: provveda a tutti noi oltre che a se stesso».

Non lo credo possibile e, forse, nemmeno auspicabile, vista la drammatica storia di questi anni.

De profundis, dunque.

Anche se sarà una triste, preoccupante e travagliata agonia. Travagliata perché avranno sempre maggior peso le voci di piazza e, spero di sbagliare, gli atti di violenza. Preoccupante perché non vedo futuro.

La scelta sarà tra le vecchie forze che hanno portato il Paese alla deriva negli ultimi sessant’anni, sulle quali non mi dilungo avendone parlato più volte, e le forze nuove che sembrano emergere.

Una, quella di Milano, ha per la verità ben poco di nuovo, se non il color arancio delle bandiere che sono sventolate in Piazza Duomo. Le avranno lavate anch’ esse com’è capitato al Porsche rossa di Raffaele Paganini (4). Il figlio, Alessandro, per fare una “sorpresa” al babbo gliel’aveva lavata tutta con l’anticalcare e se l’era ritrovata di un bell’arancio salmone. E in quella piazza si è appunto catapultato, primo ed unico tra i leaders nazionali, Nichi Vendola il gran patron di Pisapia, al grido di «Oggi cambia tutto. Abbracciamo  i nostri fratelli rom e musulmani». Perché «oggi la Milano dell’ipocrisia e dell’arroganza è stata sconfitta dalla mitezza di Giuliano»

L’altra, quella di Napoli è un disperato desiderio di rottura rispetto al passato che però si è concretizzato su un personaggio, De Magistris, che «Al di là del fascino personale che esercita anche sulle elettrici — dice Aldo Cazzullo (5) – resta discusso, e discutibile. Sanzionato dal Csm, come ai magistrati non accade quasi mai. Privo di esperienza amministrativa. Un vincitore che ha ancora tutto da dimostrare». La cui vittoria è segnale «della rabbiosa frustrazione di una città bellissima, costretta da anni a convivere con i rifiuti, il degrado, la camorra»  ed un segno «che a un numero crescente di napoletani la città così com’è non va più bene. Un tempo la classica scena simbolica — la moto che sfreccia con tre ragazzi senza casco — veniva indicata dal napoletano medio quasi con condiscendenza. Oggi la stessa scena viene indicata dallo stesso napoletano con riprovazione»

Staremo a vedere. Gongolano gli antiberluscones ma, secondo me, c’è poco da gioire.

—–.
(1) Milano o Napoli non importa: Silvio è cotto e la colpa è sua – di Giampaolo Pansa.(LINK)
(2) La tavola apparecchiata per il  2° round. Bossi è pronto a lasciare il Cav. Ancora  – di Giampaolo Pansa.(LINK)
(3) Caro Cavaliere  torni a fare Il Berlusconi – di Vittorio Feltri. (LINK)
(4) Intervista del 24 maggio a Pomeriggio Cinque.
(5) Tutti pazzi per l’ex magistrato. Ma durerà? – Di Aldo Cazzullo (LINK)

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Mamma papera ha deciso così. La foto della settimana


E’ l’ora del bagnetto! Così ha deciso mamma papera in questa foto che ci arriva da Lancaster, in Pennsylvania (USA).

E’ una delle bellissime foto della settimana del Los Angeles Times che trovate qui: The Week in Pictures from the Los Angeles Times. Foto Richard Hertzler per il Lancaster Newspapers

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