Un mito: l’ Ape Piaggio

Quando vengo in Liguria, mi capita spesso di constatare quanto qui,  forse più che in ogni altra parte d’Italia, sia diffuso questo piccolo mezzo di trasporto.

Pensate che, come dice il sito del produttore: «Nacque nel 1948, in un’Italia ancora stremata dalla guerra. La carenza di mezzi di trasporto era evidente, ma molti non potevano permettersi l’acquisto di un mezzo a quattro ruote. Alla Piaggio venne l’idea di costruire un veicolo commerciale su tre ruote: un motofurgone derivato da uno scooter. Il primo modello fu costruito a partire dalla Vespa. Le prime due serie erano quasi una Vespa a due ruote attaccata ad un rimorchio. In alcuni prospetti di vendita e in taluni mercati venne infatti pubblicizzato come VespaCaro TriVespa. Costava 170.000 lire»

Beh, non poco. Credo che fosse dieci volte, o forse anche più, il salario di un operaio del tempo, ma questo piccolo cinquantino si è affermato, si è evoluto, ed è rimasto, credo, l’unico del suo genere in tutto il mondo.

E’ robusto e credo che le sue dimensioni compatte e l’elevata capacità di carico (quello della foto che ho scattato personalmente ieri, ha i suoi anni e mi pare che esageri veramente in quanto a carico) gli permettono di districarsi facilmente centri storici, strade anguste e luoghi inaccessibili ad altri veicoli commerciali.

E’ una pagina della storia italiana, e testimonia ancora di un tempo in cui avevamo poco o nulla, ma, forse, eravamo più felici.

Grazie Ape Piaggio !

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The royal bride

Kate è bella, bellissima.

Poi?

Poi non so. La pioggia mi ha fatto rimanere davanti alla tv per il matrimonio del secolo. Tutto bello, tutto programmato, tutto regale. Splendida la coreografia, belli, quasi tutti, anche i cappellini delle signore.

In alta uniforme un po’ spelacchiato, lui. Le ha detto “Ti amo, sei bellissima. Ma i lui nei matrimoni contano poco.

Bello l’abito della sposa.

Ma lei?

Splendida prima, splendida dopo, ma durante la cerimonia non più di un mezzo sorriso, non una lacrimuccia, non un emozione. Nemmeno per quell’anello che non entrava al dito.

Peccato, s’è persa un’occasione.

Auguri, lo stesso !!!

P.S. Per le foto, bellissime, qui:<Quotidiano.Net Fotogallery: La ‘coppia del secolo’: Kate e William».

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Per la carità! Evitiamo carichi di lavoro ai poveri prof con i test Invalsi.


L’italiano ha un solo vero grande nemico: l’arbitro nelle partite di calcio, perché  emette un giudizio.

(Ennio Flaiano)

I professori, e con essi la scuola, ne hanno un altro, i test Invalsi. E per lo stesso motivo: emettono giudizi.

Non sugli studenti, come potrebbe apparire a prima vista, ma proprio sui prof, sulla scuola stessa e sulla loro capacità di insegnare.

Questo è l’unico e vero motivo dell’ostracismo nei confronti dei test e, nel caso che non li si valuti adeguati,  della mancanza di una qualsiasi proposta alternativa.

No, insomma, ad ogni e qualsiasi valutazione meritocratica dell’operato dei prof e della scuola.

Leggo dal blog dell’amica Marisa Moles, al quale rimando (questo è  il link) per una più completa dissertazione, che ancora una volta si levano le barricate ed è montato un gran dibattito contro la “somministrazione” del test adducendo, oltre ai soliti motivi, “Viene lesa la libertà didattica”,  quello che la correzione dei test comporterebbe un insostenibile “carico di lavoro in un periodo dell’anno in cui ce n’è fin troppo”.

Sono semplicemente inorridito.  Per come sono formulati i test, con 4 risposte standard A, B C e D, tipo quelle per la patente, per intenderci,  la correzione di un test non comporta, a mio avviso, più di un paio di minuti. Un’oretta di lavoro, insomma, per tutta una classe.  E questa oretta sconvolgerebbe  tutto l’impianto scolastico!!!!

Da non credere, povera scuola !!!

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Vita da rinco: la lampadina

Più si va avanti con l’età e più si hanno mille occasioni per sentirsi rinco.

Di solito è la tecnologia che ti fa sentir tale: telefonini, elettrodomestici, computer, tutti con mille tasti e mille funzioni quando ce ne servirebbe solo uno o una.

Adesso ci si è messa pure la tv col digitale terrestre: mille canali per non trovare mai quelli abituali e perdere le mezze ore per sintonizzare il televisore Una gran confusione tra fili, decoder, prese scart, lettori di cd e chi più ne ha più ne metta.

Questa volta, però, è bastata una semplice lampadina.

Già, perché qui nella nostra camera, qualche giorno fa si è bruciata una vecchia cara lampadina. Era una di quelle satinate col bulbo grande, che non sono più in produzione.

Ora si devono utilizzare lampadine a risparmio energetico, “perché a fronte di una spesa iniziale superiore, nel tempo a parità di luce, faranno risparmiare energia e soldi” E se uno non volesse risparmiare un bel nulla? Non si può. E poi vorrei proprio sapere in quanti decenni ti ritornerà il maggior costo quando la lampadina è quella della seconda casa, che usi un paio di mesi o poco più all’anno.

Sta di fatto che ormai ti costringono a usare le nuove lampadine che si illuminano col rallentatore, a scoppio ritardato e son carissime. Sei obbligato.

Ma non è tanto di questo che voglio parlare, quanto del fatto che oggi pure le lampadine possono contribuire a farti sentire rinco.

Intanto vai dal rivenditore e ne chiedi una a bulbo grande, che si accenda in fretta e non abbia una grande isteresi per entrare in piena luce.

Eccola. Il prezzo: 9,5 € !!! Alla faccia del risparmio!

Ma ce ne son di tue tipi. Una a luce bianca e una a luce gialla. Scegli quella che ti sembra che faccia più luce: quella bianca. Errore: è quella con la luce delle lampade al neon.

Quando ignaro, ma felice e soddisfatto, arrivi a casa, la monti e con la luce del giorno non ti rendi conto della luce troppo chiara;  te ne accorgerai solo quando l’accenderai la sera, col buio. Nel frattempo butti la vecchia lampadina bruciata, la scatola e il talloncino del pagamento.

E quando l’accenderai, la sera, lo sguardo di tua moglie sarà un misto di disgusto e commiserazione per il povero cretino. E’ la vita del rinco.

Il giorno dopo, però, ti sembra di ricordare che in cantina, forse, c’è un vecchio lampadario con la vecchia lampadina a bulbo.

E così è. Evviva!

Felice la sostituisci a quella nuova (che posi in un qualche angolo della casa) e, volendo fare una sorpresa alla mogliettina, non dici nulla, e aspetti che si accorga che l’hai cambiata.

Naturalmente questo non avviene  per un giorno o due, anche perché tu vai a letto presto mentre lei guarda ancora la tv. Poi una sera, finalmente, l’apparizione: «Tesoro, non l’avevo visto, mi hai cambiato la lampadina!!!»

«Eh sì» rispondi gongolando.

«E quella nuova che hai comprato – ti chiede – dove l’hai messa?»

«Di la, sulla mesolina».

….. segue un momento di silenzio …..

«Ah….. è quella che ho buttato via !!!!»

E così finisce la vera storia della nuova lampadina da 9,50 €.

Ma non quella da rinco. Alla prossima puntata.

(PS. Inutile dire che ogni riferimento alla vita normale è vero e reale.)

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I sudati risparmi

Dal Buongiorno di oggi:

Il risparmio è un’ottima cosa, specialmente se mamma e papà hanno tirato la cinghia al tuo posto.

(Winston Churchill)

Cosiderati i giovani di oggi, non si può certo dire che Sir Winston Leonard Spencer Churchill (1874 – 1965) non avesse la vista lunga.


							
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Brindiamo anche noi all’Italia bombardiera.

La decisione del governo di partecipare ai bombardamenti in Libia ha avuto anche il sostegno del presidente Napolitano. Non il mio. Conta poco, ma il mio no.

Non credo che Francia ed Inghilterra avessero bisogno di noi; non credo agli scopi umanitari di questa guerra; speravo che almeno una volta tanto saremmo riusciti a mantenere un posizione defilata. Tanto da guadagnarci non abbiamo nulla. Altri, come sempre, faranno la parte del leone e se siamo disposti ad uccidere per evitare gli sbarchi di migranti siamo dei pazzi.

Non credo che ci limiteremo a bombardare i carri armati di Gheddafi: a quest’ora non ne avrà più nessuno. Non credo che ci limiteremo «specifici obiettivi militari selezionati sul territorio»: ormai ne resteranno solo di così piccoli che, dal cielo, sarà come sparare ad una zanzara col cannone.

Non credo che non arriveremo ad un intervento di terra se vorremo eliminare Gheddafi.

La guerra è un’escalation di crudeltà e spero solo che non ritorneremo a scrivere pagine come quelle che riporta oggi Gian Antonio Stella sul Corriere , in un pezzo che titola  “Le bombe e la storiaIl passato coloniale” e così inizia:

Non dimenticare l’orrore di Taizerbo: ecco cosa deve tenere in mente ogni pilota italiano nel momento stesso in cui dovesse scaricare una bomba in Tripolitania.

Stella riporta nel suo articolo diversi esempi di che cosa sia una guerra: in uno di questi ci ricorda quel che scrisse al tempo Vincenzo Biani, nel libro di memorie Ali sul deserto, «entusiasta di falciare pastori al pascolo»:

«Gli equipaggi, navigando a pochi metri da terra, poterono seguire le piste dei fuggiaschi e trovarono finalmente sotto di sé un formicolio di genti in fermento; uomini, donne, cammelli, greggi; con quella promiscuità tumultuante che si riscontra solo nelle masse sotto l’incubo di un cataclisma (…) e su di essa piovve, con gettate di acciaio rovente, la punizione che meritava. Quando le bombe furono esaurite, gli aeroplani scesero più bassi per provare le mitragliatrici. Funzionavano benissimo. Nessuno voleva essere il primo ad andarsene, perché ognuno aveva preso gusto a quel gioco nuovo e divertentissimo. E quando finalmente rientrammo a Sirte, il battesimo del fuoco fu festeggiato con parecchie bottiglie di spumante».

Brindiamo anche noi all’Italia bombardiera.

Questo l’articolo di Gian Antonio Stella: Le bombe e la storia

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Tatuaggi in TV al Maurizio Costanzo Talk

Dal 7 marzo scorso va in onda su RAI 2 il “Maurizio Costanzo TALK”, alle 18,45. Ospiti fissi Pierluigi Diaco, Enrico Vaime, Emanuela Pesci, per i contatti in diretta col sito web, e la sexy violinista Nancy Squitieri.

Partecipano di volta in volta ospiti e opinionisti vari per affrontare temi di carattere generale di rilievo sociale e fatti di cronaca.

Non l’avete mai visto? Non vi siete persi nulla.

Costanzo è insopportabile. E’ ingrassato ulteriormente, è invecchiato e invecchiata è pure quella sua sgradevole voce stridula con forte cadenza romanesca. Sempre più marcata e indisponente rimane quell’aria da “qui so tutto io”.

Vaime era arguto tempo fa, ora molto meno, Diaco è simpatico ma a volte passa il segno, come ieri sera che ci ha voluto spiegare che Asia Argento il tatuaggio dell’Angelo del Paradiso se l’è fatto fare proprio lì, perché lì c’è il paradiso delle donne.

Già. Di tatuaggi si parlava ieri sera. Il tema era quello dei “record” un po’ strani. Di tre in particolare si trattava. Quello di un cioccolatiere, Mirco Dalla Vecchia, del primatista del mondo per immersione in apnea Gianluca Genoni e del tatuaggiatore Alessandro Bonaccorsi.

Il pasticcere ha realizzato, nel gennaio scorso,  il cono gelato più grande del mondo, alto 2,81 metri.

Gianluca Genoni fa fatto da testimone ad un matrimonio sott’acqua con 260 invitati e ha parlato del suo record di 151 metri realizzato il 10 ottobre 2010.

Il tatuaggiatore per 31 ore ha tatuato consecutivamente, senza prender sonno,  19 persone.

Se dei primi due record a livello di curiosità, anche se non d’attualità,  ci può interessare qualcosa, mi chiedo a chi sia potuto importare del terzo. Ma soprattutto mi chiedo se sia stato opportuno parlare di tatuaggi alla tv. Che i programmi RAI abbiano ormai sbracato e all’audience sacrifichino ogni buon gusto è ormai scontato, ma alle 19 di sera far da apripista alla spesso pericolosa pratica del tatuaggio non mi sembrava proprio il caso. E ben poche parole sono state spese per mettere in guardia contro i pericoli di questa pratica.

Va beh, lo share del Maurizio Costanzo TALK arriva appena al 4%, e l’avranno visto in pochi. Meglio così.

Ma dove vanno a finire i nostri soldi, in mano a mamma RAI!

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Pasquetta. Le foto della settimana

La foto ci arrriva da Brighton, in Inghilterra, ed è una delle Foto della Settimana del Los Angeles Times.

Non è forse la migliore, altre sono splendide, ma per la vostra Pasquetta, vi auguro che il tempo sia così.

Qui, almeno per ora, non lo è. Grrrrrrr !!!

Via: The Week in Pictures from the Los Angeles Times.

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I Quiz della Domenica – nr. 34


Paquetta: giornata di sole oggi? Bene, è il tempo giusto per un picnick sui prati o al mare. Ai quiz ci penserai domani. Se il tempo, invece, è brutto e non sai cosa fare….

Il triangolo magico

Disponi sui lati i numeri da 1 a 9, in modo che, per goni lato, la loro somma sia sempre 17. E chissà che non porti buono!

Testa o croce

Ci sono venti monete sul tavolo, metà di esse sono voltate dalla parte “testa” e metà dalla parte “croce”. Tu sei seduto al tavolo con una benda sugli occhi e indossi dei guanti che non ti permettono di distinguere da che parte sono voltate le monete.

Devi dividere le venti monete in due gruppi da dieci in modo che ciascun gruppo abbia un numero di teste identico a quello dell’altro gruppo.

Come fai?

Il foglio

Sai tagliare il foglio in modo che il pontino scuro risulti al centro?

Buon divertimento e, per le soluzioni, a pag.2

Tutti i “Quiz della Domenica” li trovate —> QUI

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Ma che bella idea, tutta con i soldi altrui!

E’ evidentemente molto comodo far i generosi con le tasche degli altri e ci sta provando l’ineffabile Nicolas Sarkozy con la nuova proposta in base alla quale le aziende francesi con più di 50 lavoratori, che sono in attivo e pagano dividendi, saranno obbligate per legge a pagare un bonus di 1000 euro (cifra per ore non confermata), ai loro dipendenti, entro dicembre di quest’anno.

«Tengo molto alla condivisione della ricchezza — ha detto il presidente in visita agli operai di una fabbrica nelle Ardenne —, è una questione di giustizia. Ritengo normale che i salariati e gli operai, ai quali tanti sacrifici sono stati chiesti durante la crisi, possano anche loro beneficiare della ripresa ».

Fantastico vero? O pura demagogia?

Dopo l’intervento in Libia per rilanciare la Grandeur della Francia (così Dominique Moïsi ex direttore dell’Ifri, il prestigioso istituto francese per le relazioni internazionali, e docente ad Harvard e al Collège d’Europe – La Stampa del 12 aprile scorso) e dopo l’ostracismo anti migranti, Monsieur Le Président ha vestito questi panni del novello Robin Hood nel tentativo di riconquistare il consenso popolare.

Ma qui secondo me gatta ci cova. Che glie l’abbia suggerito Carlà?

E non è detto che l’affascinante proposta non attecchisca anche qui da noi.

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