
Più si va avanti con l’età e più si hanno mille occasioni per sentirsi rinco.
Di solito è la tecnologia che ti fa sentir tale: telefonini, elettrodomestici, computer, tutti con mille tasti e mille funzioni quando ce ne servirebbe solo uno o una.
Adesso ci si è messa pure la tv col digitale terrestre: mille canali per non trovare mai quelli abituali e perdere le mezze ore per sintonizzare il televisore Una gran confusione tra fili, decoder, prese scart, lettori di cd e chi più ne ha più ne metta.
Questa volta, però, è bastata una semplice lampadina.
Già, perché qui nella nostra camera, qualche giorno fa si è bruciata una vecchia cara lampadina. Era una di quelle satinate col bulbo grande, che non sono più in produzione.
Ora si devono utilizzare lampadine a risparmio energetico, “perché a fronte di una spesa iniziale superiore, nel tempo a parità di luce, faranno risparmiare energia e soldi” E se uno non volesse risparmiare un bel nulla? Non si può. E poi vorrei proprio sapere in quanti decenni ti ritornerà il maggior costo quando la lampadina è quella della seconda casa, che usi un paio di mesi o poco più all’anno.
Sta di fatto che ormai ti costringono a usare le nuove lampadine che si illuminano col rallentatore, a scoppio ritardato e son carissime. Sei obbligato.
Ma non è tanto di questo che voglio parlare, quanto del fatto che oggi pure le lampadine possono contribuire a farti sentire rinco.
Intanto vai dal rivenditore e ne chiedi una a bulbo grande, che si accenda in fretta e non abbia una grande isteresi per entrare in piena luce.
Eccola. Il prezzo: 9,5 € !!! Alla faccia del risparmio!
Ma ce ne son di tue tipi. Una a luce bianca e una a luce gialla. Scegli quella che ti sembra che faccia più luce: quella bianca. Errore: è quella con la luce delle lampade al neon.
Quando ignaro, ma felice e soddisfatto, arrivi a casa, la monti e con la luce del giorno non ti rendi conto della luce troppo chiara; te ne accorgerai solo quando l’accenderai la sera, col buio. Nel frattempo butti la vecchia lampadina bruciata, la scatola e il talloncino del pagamento.
E quando l’accenderai, la sera, lo sguardo di tua moglie sarà un misto di disgusto e commiserazione per il povero cretino. E’ la vita del rinco.
Il giorno dopo, però, ti sembra di ricordare che in cantina, forse, c’è un vecchio lampadario con la vecchia lampadina a bulbo.
E così è. Evviva!
Felice la sostituisci a quella nuova (che posi in un qualche angolo della casa) e, volendo fare una sorpresa alla mogliettina, non dici nulla, e aspetti che si accorga che l’hai cambiata.
Naturalmente questo non avviene per un giorno o due, anche perché tu vai a letto presto mentre lei guarda ancora la tv. Poi una sera, finalmente, l’apparizione: «Tesoro, non l’avevo visto, mi hai cambiato la lampadina!!!»
«Eh sì» rispondi gongolando.
«E quella nuova che hai comprato – ti chiede – dove l’hai messa?»
«Di la, sulla mesolina».
….. segue un momento di silenzio …..
«Ah….. è quella che ho buttato via !!!!»
E così finisce la vera storia della nuova lampadina da 9,50 €.
Ma non quella da rinco. Alla prossima puntata.
(PS. Inutile dire che ogni riferimento alla vita normale è vero e reale.)