
Quando, l’altro giorno, ho scritto questo post, La “Figa” di Luciana Littizzetto mi era venuta la tentazione di fare un parallelo con qualche nota vicenda del nostro Premier, ad esempio con il racconto di certe sue barzellette.
L’ho evitato per tre buoni motivi:
Il primo è che trovo disgustoso e volgare l’uso insistito ed esplicito della parola figa in un programma RAI alle 21.15 della Domenica sera, chiunque sia colui o colei che la pronuncia e qualunque sia il motivo che lo o la induce a farlo. Peggio ancora se lo fa per cercar di essere spiritoso-a. A me, pensate un po’, dà imbarazzo scrivere quella parola, anche solo per riportarne l’uso.
Il secondo è che non c’è alcun motivo per dar luogo ad una specie di gara a chi può aver fatto peggio. E’ stata, lo ripeto, una cosa volgare e disgustosa di per sé, che non ha trovato e non trova giustificazione in niente e in nessuno.
Il terzo è che volevo evitare polemiche che servono a poco e lasciano ognuno della propria opinione. Quando entra in ballo il Cavaliere, non solo ”berlusconiani e antiberlusconiani diventano come nazioni nemiche e ferocemente ostili” (Nicola Salvati – Il Corriere) ma “nessuna delle due parti è disposta ad ammettere che «gli altri», forse, hanno, oltre che interessi, anche valori diversi dai propri. Ciascuna contrappone i propri valori ai «disvalori» altrui”. (Le Ragioni degli Altri – Angelo Panebianco – Il Corriere).
Non mi soffermerò pertanto a discutere delle vicende del Premier e delle ragioni degli uni o degli altri, né mi chiederò se sia giusto che fatti simili abbiano una diversa cassa di risonanza a seconda del soggetto che li ha messi in atto, o che si presume che li abbia messi in atto. Né discuterò del diverso atteggiamento della stessa fazione politica a fronte di reati rilevanti. Potrei portare molti esempi, ma per tutti credo che dovrebbe far riflettere a fondo il diverso trattamento riservato a B., possibile reo di aver goduto a pagamento delle grazie di una diciassettenne che, a quanto pare, la dava a cani e porci, rispetto a quello riservato ad un famosissimo regista reo, questo sì accertato, di aver stuprato e sodomizzato una ragazzina di tredici anni. L’uno, dalle eminenze grigie di quella fazione, è stato messo sulla graticola e additato al popolo summa cum infamia, l’altro è stato protetto e tutelato per oltre 30 anni, (sono cose che succedono in quell’ambiente?) e continua ad esserlo, potendo tranquillamente svolgere il suo lavoro in mezzo mondo e ricevere onori e gloria.
Non posso però non soffermarmi su un’affermazione, che va per la maggiore, secondo la quale ”l’immagine di B. sta rovinando quella dell’Italia e il Paese sta uscendone a pezzi”.
Non è così. O, meglio: certo non giovano i lazzi e i sorrisini, o se preferite, le sghignazzate interessate, che ne sono scaturiti, ma se agli occhi dei più benevoli l’Italia appare come il paese di pizza, spaghetti e mandolino, le ragioni sono altre e ben note.
Ne cito qualcuna.
La mafia. E’ il fenomeno dilagante che attraversa tutto il nostro Paese e, da sempre condiziona la politica. In mezza Italia non c’è attività commerciale o industriale che non paghi il pizzo. Nell’altra mezza certi “affari” sono sotto il suo controllo. E la mafia l’abbiamo esportata in mezzo mondo.
L’instabilità politica. Da oltre sessant’anni non siamo stati in grado di esprimere un solo Governo stabile e affidabile, in grado di garantire fiducia e punti di riferimento certi, per gli investimenti e per lo sviluppo del Paese. Tutti i Governi, sono sempre stati dominati dall’assillo di non perdere voti e potere per poter continuare a godere dei ritorni personali e la politica del compromesso è da sempre stata la regola sociale. Da sempre molte leggi sono fatte nell’interesse di uno o di pochi, da sempre alle cariche pubbliche molti sono eletti non per la loro competenza ma per intrallazzi e lobbies.
La debolezza strutturale del sistema delle imprese. Molte sono fallite, molte sono finite in mano a finanzieri senza scrupoli e senza interessi produttivi, molte sono andate a stranieri che le hanno abbandonate dopo averne sfruttato e prosciugato marchi e know how.
La mancanza e l’insufficienza delle infrastrutture. Il nostro trasporto su rotaia ha, da sempre, rasentato il ridicolo, quello su strada da anni, dopo un buon periodo nel quale si stava adeguando alle esigenze, segna il passo o sta fermo, come accade, ad esempio, per la Salerno Reggio Calabria. Per quello aereo, infine, non è un caso che l’Alitalia sia da sempre stata riconosciuta come l’acronimo di Always Late In Take off Always Late In Arrivals
I costi energetici sono da sempre al di sopra della media dei Paesi industrializzati
Il debito pubblico è enorme e la spesa pubblica è praticamente incomprimibile. La sanità è un mostro insaziabile, il sistema pensionistico non si regge da solo, l’impiego pubblico è sovradimensionato ed in certe Regioni altro non è che una improduttiva ed inutile spesa sociale priva di motivazione. Senza contare il ridicolo dei falsi invalidi.
Tangenti e raccomandazioni, anche ai più bassi livelli della vita quotidiana, sono da sempre state la scorciatoia per ottenere servizi, appalti e posti di lavoro. Alzi il dito chi non ne ha mai fatto ricorso.
Siamo riusciti a rovinare pure l’ambiente. La monnezza di Napoli e dintorni puzza ben oltre confine e l’industria del turismo da anni segna il passo.
La rigidità, l’elevato costo e la disefficienza del lavoro. Recita l’art. 1 della Costituzione L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…” ma è da sempre che tale articolo si legge:“L’Italia è una Repubblica basata sullo sciopero.”. E’vero che oggi molti operai, e non solo quelli, guadagnano poco, ma gli oneri sociali e le rigidità del sistema rendono il tutto inefficiente e nessuno straniero pensa più, da tempo, di avviare nuove attività produttive nel nostro Paese.
La giustizia. L’inosservanza delle leggi, l’inconsistenza delle pene, la lentezza del giudizio da sempre sono sotto accusa, nel contesto Europeo.
La pressione fiscale, fatta di mille rivoli, è elevatissima e disincentivante.
La burocrazia. Non mi dilungo: è ridondante, formale, antiquata, inutile e dannosa.
Mi fermo qui, anche se son sicuro di aver dimenticato qualcosa, ma vi assicuro che gli stranieri tutte queste cose le conoscono bene e, se ridono di noi e ne stanno ben alla larga, ne hanno ben donde.
Buona Pasqua a tutti e pensateci su per le prossime elezioni.