
Su questa strana guerra dai falsi scopi umanitari si è raccontato di tutto e la disinformazione faziosa è stata la regina assoluta. Ci hanno raccontato dei diecimila morti inventati e delle foto fasulle dei cimiteri improvvisati per la loro sepoltura. Ci hanno fatto credere ad un’insurrezione di tutto il popolo quando, invece, è la lotta di alcuni clan. Le bombe degli aerei della coalizione hanno sbagliato qualche bersaglio e ammazzato qualche dozzina di civili alla volta: la Nato se ne è dispiaciuta, ma non se ne è scusata. Intanto l’Unione Africana, sull’ipotesi di una spartizione del territorio libico, sta cercando una mediazione che non sembra per ora aver successo, ma che non sembra inaccettabile se si vogliono davvero salvare le vite umane, e qualche dubbio, forse, incomincia a venire persino a Sarkozy.
Non so come finirà questa brutta storia, ma è certo che nei confronti dell’Europa, Gheddafi ha già vinto.
E’ di Domenica scorsa questo pezzo del “Bestiario” di Gianpaolo Pansa:
“Soldi, armi pesanti e avversari penosi. Gheddafi sta vincendo, ma nessuno lo dice”.
Inizia così:
“Da quanti giorni l’Occidente è in guerra contro Muammar Gheddafi, il raìs libico? Da almeno ventidue, contati alla data di oggi, domenica 10 aprile 2011. Un tempo abbastanza lungo per un conflitto tra un piccolo paese, la Libia, e la sensazionale coalizione dei Volonterosi. Un’alleanza strapotente, guidata da due paesi convinti di essere i big europei: Francia e Gran Bretagna. Vista la enorme disparità di forze in campo, Gheddafi avrebbe dovuto essere morto e sepolto da quel dì. Invece è vivo e per ora vince. Anche se nessuno dei Volonterosi è disposto a riconoscerlo. “
E dopo alcune valutazioni sulla situazione in campo, Gianpaolo Pansa conclude:
“Ma sino a oggi, la vittoria più clamorosa di Gheddafi è quella conseguita sul terreno politico.
Diciamola giusta: il raìs sta mettendo l’Europa alla berlina. Facendola apparire un gigante di carta, in preda a contrasti laceranti. Ha coperto di ridicolo le manie di grandezza della Francia e della Gran Bretagna. Ha fatto litigare l’Italia con la Francia e adesso anche con la Germania, già refrattaria alla guerra. L’Unione europea è un colabrodo. La mitica Nato non sa che pesci prendere. Gli aerei supersonici dell’Occidente non sanno più chi bombardare e dove.
Infine Gheddafi ha messo in atto la sua minaccia più astuta. Aveva detto: vi manderò addosso barconi su barconi di clandestini, così vi renderete conto di quanto siete deboli. Ha mantenuto la promessa. Nelle scorse settimane a Lampedusa sono già sbarcati migliaia di disgraziati arrivati dalla Tunisia. Adesso cominciano gli arrivi che partono dalla Libia. Sono stock robusti, di cinquecento e più poveracci, comprese donne con i loro bambini. Vengono dall’Africa più interna o da altre aree povere. Sono somali, eritrei, pachistani. La mano che li guida e li aiuta a partire, non controllando le coste, è quella di Gheddafi.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, anche di coloro che non sanno un tubo di strategia militare. Una settimana fa, i telegiornali ci regalavano una parola che suonava tetra: stallo. Le operazioni militari stavano in stallo. Lo stallo era in agguato. Adesso dallo stallo si rischia di passare al pantano, alla palude, all’immobilità più assoluta. Prima o poi, Gheddafi apparirà in tivù e farà una proposta ai Volenterosi: i capi dell’Occidente vengano in delegazione a Tripoli, mi chiedano perdono e mi offrano di fare la pace.”
Non sarà così: i Capi dell’Occidente non andranno a Tripoli ad offrir la pace, ma si son messi in un bel casino e politicamente l’Europa ne esce proprio con le ossa rotte.
Ammesso che esistesse prima.
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