I Quiz della Domenica nr.15

Ed eccovi i nuovi problemini della Domenica

Il primo: Le due taniche

Avete a disposizione due taniche inizialmente vuote la cui capacità è rispettivamente di 3 e 5 litri. Avendo a disposizione tutta l’acqua che desiderate, e potendo riempire e vuotare le taniche, oltre che potere trasferire acqua da una all’altra, dovete mettere esattamente 4 litri di acqua dentro la tanica da 5.

Come bisogna procedere? Due sono i possibili procedimenti.

Il secondo: Due sequenze

Sapete continuare le due sequenze sotto indicate?

A)
23, 45, 67, 89, 111, …

B)
1
11
21
1211
111221
312211

Il terzo: Gioca con questa tabellina

Scrivi un numero in ogni casella vuota rispettando le seguenti
regole:
– utilizza soltanto i numeri 1, 2, 3, 4, 5 ma tutte le volte che vuoi;
– in ogni riga, tutti i numeri sono diversi;
– in ogni colonna, tutti i numeri sono diversi;
– in ogni colonna il numero scritto nel triangolo è la somma degli altri tre numeri.

E l’ultimo: Ancora quei maledetti cappelli

Quattordici uomini sono chiusi in una stanza completamente buia.
A ciascuno di essi viene fatto indossare un cappello che può essere verde oppure rosso.
Ovviamente nessuno può vedere il proprio cappello e, finché si trova nella stanza, neppure quello dei propri compagni.
Il gruppo riceve il seguente compito:
“Fra poco dovrete uscire uno alla volta dalla stanza buia ed allinearvi con le spalle al muro in modo tale che i cappelli rossi siano tutti a sinistra e quelli verdi tutti a destra.
E’ assolutamente vietato:
• parlare fra di voi o comunicare in qualunque altro modo;
• togliersi il cappello per vedere di che colore è;
• scambiarsi i cappelli;
• cambiare posizione nella fila.”
Come dovrà comportarsi ciascuno degli uomini per sistemarsi correttamente nella fila?

Le soluzioni,  a pag. 2

PS. Questi erano i quiz della scorsa settimana con le soluzioni

 

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Amici 10 – da Sabato 4 dicembre. E via con le stelline


Nella settimana sono iniziate le prime sfide con le stelline in palio ed è incominciata la guerra.
– Giorgia ha sfidato Antonella, pensando che fosse ingiusta la posizione di classifica di Antonella ed è ritornata con le pive nel sacco, regalando ad Antonella 10 stelline in più.
– Stessa sorte per Costantino che ha sfidato Riccardo: 5 stelline per Riccardo.
– Idem per Arnaldo che ha sfidato Gabriella in un confronto un po’ penoso nel quale i due insegnanti hanno pensato bene di mettere soprattutto in difficoltà l’avversario. La De Michele proponendo un brano impossibile per Gabriella e ha fatto più o meno altrettanto Dado Parisini nei confronti di Arnaldo. Ha vinto Gabriella: 5 stelline per lei.
– Grossa discussione, infine, sempre in settimana tra Francesca che contesta, con insulto, il brano affidatole dalla sua insegnante, la Fontana, per la sfida con Antonella. La Fontana ha accettato di farle cambiar brano e sfida la vedremo oggi.

Si inizia con Pierdavide Carone, ospite, che presenata il suo nuovo CD. Sempre gradevole.

Poi si chiude la classifica del televoto che assegna 10 stelline ai primi di categoria: Riccardo e Antonio Chi vota per Antonio? Boh.

E’ la volta di Danny. Non eccezionale, mi aspettavo molto di più da lui. Voti: Martelli 7, Bertozzi 7 e Nunez 7, che tradotti in stelline sono 1+1+1=3

Poi Annalisa col primo inedito “Inverno” della nuova compilation. Lodi sperticate per lei. “la nuova Mina”. Voti: Dondoni 10, Mangiarotti 10, Giordano 9 – Massara 10, Menci 10, Balestra 9 e Brando 9 – Vessicchio 8. In stelline: 5+3+2 = 10

Riccardo balla con Martina . Bravo Riccardo, ma che gnocca Martina . Voti: Martelli 8, Bertozzi 7 e Nunez 8. In stelline 2+1+2= 5

Anche Virginio presenta l’inedito. Non male. Voti: Dondoni 7, Mangiarotti 7, Giordano 8 – Massara 8, Menci 8, Balestra 8, Brando 9 – Vessicchio 8. In stelline 1 +2+2= 5

Vito sfida Giulia. Giudice Roberto Fascilla. Assolo di Portal più cavallo di battaglia. Stravedo per la cinesina, Fascilla pure: 5 stalline per lei. Brava e bella.

Ed ecco la preannunciata sfida di Francesca ad Antonella. Giudice Musumarra. Vince Francesca, più briosa nei due brani che sono a lei più adatti: vince 10 stelline.

E per oggi finisce qui. Queste le stelline a fine puntata:

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Al Qatar i mondiali del 2022.

mondiali calcioLa notizia è che La Russia e il Qatar si sono aggiudicate, rispettivamente,  i Mondiali di Calcio del 2018 e del 2022. Lo ha stabilito la Fifa, ieri a Zurigo, dove erano giunti i rappresentanti di tutti i paesi in lizza per l’evento.

Se l’assegnazione alla Russia può anche apparire normale, sorprende un po’, invece, quella al Qatar, dove si giocherà con la grande novità degli stadi climatizzati, bolle d’aria fresca, in terre che d’estate sfiorano i cinquanta gradi.

QatarSette saranno le città ospitanti e gli stadi saranno smontati, a fine torneo, smistando i pezzi ai paesi più bisognosi.

Intorno agli stadi deserto e caldo asfissiante, niente birra e niente donne, in un paese che mette al bando entrambi. Vita dura dunque per i coloriti tifosi delle nazionali, ma tanta, tanta tv.

Peccato vorrei tanto ancora esserci in quel 2022, sarei curioso di vederli. Ma credo che non ci sarò più.Peccato.

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Buon vento Laura! (2)

L Dekker

Vi ricordate di Laura Dekker, l’olandesina di soli 14 anni partita la scorsa estate per il giro del mondo in solitaria,  a bordo della sua barchina di 11,8 mt., un Hurley 800, chiamato Guppy?

Ve ne avevo parlato qui.

Ebbene, dopo i primi 100 giorni da quando il 21 Agosto, dopo aver atteso la fine della stagione degli uragani, il 10 novembre 2010 ha lasciato le Canarie e ha raggiunto Capo Verde. La attende ora uno dei tratti più lunghi e difficili in mare aperto, la traversata atlantica fino alle isole Barbados, per compiere un’importante tappa di quest’incredibile viaggio che si stima debba durare 2 anni.

Se riuscirà a portare a termine il giro del mondo, Laura stabilirà un nuovo record di età che ora appartiene al17enne inglese Michael Perham.

Buon vento Laura!

Questo il  sito ufficiale, della Dekker.

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Yara. Il triste riserbo per un grande dolore

 

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“Quanto mi piace l’Italia di Yara”. Inizia con queste parole il “Buongiorno”  di Massimo Gramellini per La Stampa di oggi.

Quella ragazzina con solo dieci numeri nella rubrica del suo cellulere, quei genitori e parenti chiusi in un triste ma dignitoso silenzio, quel paese che non si offre ai media, piacciono anche a me.

Questo il pezzo:

“Viva Yara”

“Quanto mi piace l’Italia di Yara, la ragazzina scomparsa una settimana fa. Mi piace il suo cellulare con soli dieci numeri in rubrica: un mondo piccolo di affetti seminati in profondità, perché voler bene richiede tempo e troppi amici significa nessun amico. Mi piace la sobrietà dei suoi genitori che non fanno appelli, non si affacciano ai talk show e respingono la fiaccolata proposta dal parroco: il dolore è una cosa seria, metterlo in piazza non significa condividerlo, ma svenderlo. E mi piace il contegno del suo paese, Brembate, dove nessuno rompe la consegna del silenzio. Ogni tanto spunta un microfono sotto qualche naso infreddolito, ma la reazione è sempre un diniego, un passo che accelera.
E’ una storia priva di emozioni e gonfia di sentimenti, quindi poco televisiva e molto viva. Il parallelo con il circo di Avetrana sembra inevitabile, ma non è il caso di farne l’ennesima puntata di un derby Nord-Sud. Il nonno-padre-marito delle vittime di Erba era lombardo, eppure il giorno dopo stava già in televisione a perdonare tutti, come se il perdono fosse un vino novello che gorgoglia dall’uva appena pestata anziché un barolo da lasciar riposare per anni affinché sgorghi saporito e sincero. Nessuno si sarebbe appassionato ai mondi cavernosi dello zio e della cugina di Sarah Scazzi se la televisione non li avesse resi popolari prima che si accertassero le loro responsabilità. A quel punto è stato come se la polizia avesse arrestato due vip. A Brembate va in scena un’altra storia, un’altra Italia a cui ci stringiamo in silenzio, come piace a lei”

E’ difficile, dopo tanti giorni, essere ottimisti sulla sorte di quella ragazzina, ma se un Dio esiste e se non l’ha aiutata prima, che almeno ora le apra le braccia.

Via: La Stampa.it

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Chissà che non sia utile sapere questa cosa.

 

Me la manda Angela, che ringrazio. Credo che possa essere utile pubblicarla qui.

Il tema è: Come riconoscere un ictus cerebrale

Durante una grigliata Federica cade.

Qualcuno vuole chiamare l’ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove.

Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi. Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.

Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale.
Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.

Federica ha avuto un ictus cerebrale durante la grigliata. Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un ‘ictus, Federica sarebbe ancora viva.

La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente. Basta 1 minuto per leggere il seguito.

Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’attacco si può facilmente porvi rimedio. Il trucco è riconoscere per tempo l’ictus!!!

Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia. Cosa che non è facile.

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un ictus cerebrale:

* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;

* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).

Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.

Descrivete i sintomi della persona per telefono.

ONESTAMENTE NON SO SE QUESTO SIA VERAMENTE IL DA FARSI, NON E’ IL MIO MESTIERE. QUALCUNO PUO’ CONFERMARLO? IN OGNI CASO, MI SEMBRA CHE MALE NON FACCIA.

Su questo sito ho trovato queste indicazioni:

Improvvisamente mi accorgo che:

Non muovo piu’ un braccio o una gamba
Ho la bocca storta
Non sento piu’ un braccio o una gamba
Faccio fatica a parlare
Non riesco a capire quello che mi dicono
Non vedo bene gli oggetti
Non riesco piu’ a camminare perché mi manca l’equilibrio o non riesco piu’ ad afferrare le cose perché sbaglio la mira
Ho un mal di testa molto forte, mai provato prima.

Con l’augurio che questo post non debba mai essere di utilità-

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Pompei. A pensare male…..

Un altro crollo a Pompei.

Nelle ultime ore si è verificato nell’area archeologica di Pompei un nuovo incidente.

Dopo il crollo  della schola armaturarum, più nota come la domus dei gladiatori, e della “Domus del moralista”, è oggi la volta di due muretti della lunghezza di due metri. Il primo e’ avvenuto in via Stabiane, il secondo nel Lupanare Piccolo.

Che ne dite? Colpa della pioggia o a pensar male si fa davvero peccato?

Mmmhhhhh

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1° Dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS

Oggi. 1° Dicembre, si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS, dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. La ricorrenza è stata scelta in quanto il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1º dicembre 1981. Da allora l’AIDS ha ucciso oltre 40 milioni di persone.

L’unica reale difesa contro il contagio rimane, per ora, oltre all’astinenza, l’uso del preservativo.

A Parigi, nell’ambito di un operazione denominata ”cafè capote” (il nome francese del preservativo è “capote anglaise” più di 250 bar e brasserie della capitale francese distribuiranno preservativi gratis per tutto il giorno ai loro clienti. I baristi offriranno anche sottobicchieri per la birra con la scritta ”Parigi protegge l’amore”. Inoltre un nastro rosso di 10 metri sarà srotolato sulla facciata del municipio, l’Hotel de Ville, per l’occasione illuminato di luci rosse.Testimonial radiofonica della giornata mondiale contro l’Aids sarà la première dame Carla Bruni.

Smanettando sul web mi sono imbattuto in un gustoso pezzo  pubblicato sul sito di Giorgio Dell’Arti, ALTRI MONDI, nel quale riporta, nella prima parte, questo articolo “Amore, Eros e Pregiudizio” di Natalia Aspesi, per laRepubblica, a recensione del libro “Storia del preservativo” di Aine Collier(edizione Odoya):

Le signorine degli anni ’50 non ne conoscevano l’esistenza, o almeno facevano finta, per dimostrare la loro spesso simulata innocenza. In ogni caso, non lo si nominava mai, era una diavoleria peggio del peggio, che era poi lasciarsi intrappolare su un prato o chissà dove da uno svelto giovanotto: che naturalmente non ne era provvisto e se poi succedeva l’irreparabile, con conseguenze tragiche quali ritrovarsi incinta, beh, peggio per lei, fosse stata davvero una brava ragazza, avrebbe preferito la morte piuttosto che cedere. L’innominabile preservativo, che divenne sussurrabile quando si diffuse la dizione inglese, condom, che lo faceva sembrare meno diabolico, era cosa che non riguardava le ragazze dette da marito, ma solo le favoleggiate prostitute, anche loro, a quei tempi, invisibili in quanto indaffarate nelle case chiuse, se non nei film in cui erano sempre sanissime e buonissime e morivano affinché l’amato potesse sposare la candida fidanzata.

Il solo scopo del misterioso oggetto di cui non si conosceva la materia(morbida, ferrea, di gomma, di plastica?), né la forma, avendo anche poca dimestichezza con ciò che doveva contenere (un cappellino, un grosso tubo, il dito di un guanto?), era quello di proteggere l’uomo conquistatore dalle malattie veneree, pestilenza lontana che non poteva riguardare le brave ragazze, neppure se, pur mantenendosi vergini per un futuro matrimonio, non disdegnavano giochi con gli amici di famiglia, quelli scartati perché privi dei numeri necessari per diventare dei comodi mariti. Che l’uomo prima di sposarsi avesse il diritto di esercitare una nebulosa sua vita sessuale, era scontato: con peccaminose signore sposate, o con donne di vita, o compagni di scuola (cosa che neppure si immaginava), non aveva importanza, purché in questa sua necessaria e non deprecata abitudine non gli venisse in mente di sfiorare le ragazze che poi avrebbe eventualmente sposato.

Anche nei decenni successivi, mentre le ragazze si emancipavano e cominciavano a perdere la verginità non solo dopo il matrimonio, ma sempre più precocemente, attestandosi adesso tra i 14 e i 16 anni, il preservativo non è riuscito a diventare un prezioso e fidato amico, evocando orrori che nulla hanno a che fare con l’amore, reso ancora meno allettante dalle ultime confuse dichiarazioni del Papa: solo le più svelte ne hanno sempre un paio in borsa (anche le previdenti ragazze di Sex and the city), conoscendo la distrazione e impreparazione dei maschi di passaggio. Stessa malavoglia, pare, negli incontri omo. Soprattutto i giovanissimi e le giovanissime, che del resto col loro innamorato, se coetaneo imbranato, non saprebbero neppure come usarlo, lo vedono come un impedimento alla spontaneità, all’accecamento d’amore. Magari le mamme hanno già rimpinzato di pillola le loro bambine, ma si sa che non basta. E infatti mentre calano le vendite dei condom (115 milioni nel 1999, 100 milioni nel 2009), si raddoppiano le infezioni, compreso l’Aids.

Eppure, il disprezzato preservativo ha una sua meravigliosa storia sin dal momento in cui il primo uomo si è accorto di quel suo indocile pendaglio.

Nella seconda parte riporta alcune gustose curiosità che trascrivo:

VERBI «Che verbo è “Non sarebbe dovuto nascere?”. Preservativo imperfetto» (Ezio Greggio). [1]

NOMI In Italia il profilattico viene chiamato preservativo ma pure guanto, goldone, hatù; in Inghilterra condom (probabilmente dal latino condere, custodire); in Francia capote anglaise (impermeabile inglese), in Spagna gorro (berretto), in Portogallo camisinha (camicetta), in Corea woosan (ombrello), in Cina bai yan to (canestro contraccettivo). [2]

NOMI/2 Shakespeare chiamava il profilattico «guanto di Venere». [3]

LIBRI Su Amazon ci sono 425 libri sui preservativi, dall’Enciclopedia del condom a 101 usi insoliti per un palloncino di cui non sapete più cosa fare. [2]

GOOGLE Cliccando su Google, il motore di ricerca mostra 116 mila pagine sui profilattici in italiano e otto milioni di pagine in inglese. [2]

METODI Il metodo contraccettivo preferito dagli italiani è il coito interrotto (31,6%), seguito dal preservativo (28%). [4]

NUMERI In Italia si vendono poco più di due condom all’anno per ogni adulto. Il giro d’affari nel 2009 era di 89 milioni di euro. [5 e 6]

MUSICALE Il preservativo musicale brevettato da un medico ucraino: si mette a suonare non appena l’uomo raggiunge l’orgasmo. [7]

PARLANTE Anni fa ebbe successo in Usa l’Amazing talking condom, cioè il preservativo parlante. Quando si apriva la confezione, una vocetta trillava: «Ciao, facciamo l’amore?» oppure «Ti voglio bene», ecc. [8]

VIBRANTE Va forte in Giappone il preservativo-vibratore: alla base c’è un anello di plastica che contiene un piccolo vibratore a pila. [9]

VESCICA DI PESCE Stando al mito, re Minosse di Creta usava come preservativo una vescica di pesce. [2]

VESCICA DI CAPRA Gli egiziani avevano profilattici di tela di lino, i cinesi arrotolavano intorno al pene sottili fogli di carta imbevuti di olio. I giapponesi li facevano col carapace delle tartarughe, i romani con la vescica delle capre. [10]

FOGLI DI LINO In Italia si cominciò a usare il profilattico durante l’epidemia di sifilide del 1555: il medico Gabriele Falloppio consigliava di arrotolare intorno al pene fogli di lino imbevuti di estratti di erbe astringenti. [10]

NASTRI Nell’Inghilterra del diciassettesimo secolo nobili e cortigiani usavano preservativi di seta o velluto da legare con un nastrino in modo che non si srotolassero sul più bello. [2]

ACQUA Giacomo Casanova riempiva d’acqua i suoi preservativi, prima di indossarli, per verificare che non fossero bucati. [2]

PREPARAZIONE Preparazione di un preservativo a metà Ottocento: «Prendete un intestino cieco di pecora; immergetelo in acqua, rivoltatelo da ambo i lati; ripetete poi l’operazione in una soluzione di soda che cambierete ogni 4-5 ore, cinque o sei volte. Togliete poi la membra mucosa con l’unghia; solforate, risciacquate, lavate con acqua e sapone; risciaquate, soffiate, fate asciugare. In seguito tagliate della lunghezza desiderata e attaccate all’estremità aperta un pezzo di nastro». [11]

MULTI-USO I profilattici di una volta erano utilizzati più volte fino all’auto-distruzione. [2]

GOODYEAR Nel 1839 in America Charles Goodyear (quello dei pneumatici) scoprì il metodo di vulcanizzare la gomma, rendendola elastica senza romperla. Era la reinvenzione della ruota, ma pure del preservativo, che poteva così tendersi senza lacerarsi. I nuovi profilattici di gomma furono lanciati nel 1844; nel 1920 iniziò la produzione di massa. [2]

SAPORE DI FRAGOLA Oggi i preservativi sono disponibili in lattice e poliuretano, in diverso formato (small, medium, large, extra-large), profumati, colorati (dal bianco al nero, dal rosso al rosa, dal giallo limone al verde pisello), al sapore di fragola, vaniglia, cioccolato, liquirizia, ultrasottili come una seconda pelle per chi vuole dimenticare di indossarli, ultraspessi per chi desidera l’effetto ritardato, lubrificati o da lubrificare, eccetera. [2]

PIACERE Madame de Sévigné, la celebre femme savante della Francia barocca, considerava il profilattico «una ragnatela contro la malattia e una corazza contro il piacere». [2]

ALLEGRIA Le donne che fanno sesso senza preservativo sono più allegre di quelle che lo usano. Motivo: la vagina assorbirebbe dallo sperma delle sostanze antidepressive (studio pubblicato su Archives of Sexual Behavior). [12]

VELOCITA’ In Croazia anni fa si svolse la «gara mondiale di velocità nell’indossare il preservativo». La competizione, a cui parteciparono dodici nazioni europee, consistevava nell’estrarre una confezione da un cassetto, scartare un condom e indossarlo. Il vincitore, un finlandese, ci mise 4,7 secondi. [13]

EXTRA SMALL La Lifestyle Condom, che produce profilattici extra small, offrì a Enrique Iglesias un contratto da un milione di euro per averlo come testimonial. L’idea era nata dopo che il cantante, in un’intervista ad Esquire, aveva confessato di non essere «particolarmente dotato»: «Non riesco mai a trovare dei profilattici adatti a me». [14]

EXTRA LARGE Il profilattico più grande in commercio è il Durex XXL, lungo 235 millimetri e largo 60 (in media un condom è lungo 190 millimetri e largo 52). [15]

SOTTILISSIMO Il condom più sottile del mondo (0,03 millimetri di spessore) è prodotto dalla ditta giapponese Okamoto Iketa. [13]

MONICONDOM Negli Stati Uniti lo scandalo Lewinsky ispirò la produzione di 3.000 gadgets tra cui il Monicondom, preservativo sottilissimo studiato apposta per il sesso orale. [16]

IMBARAZZO L’incarico più imbarazzante di Paul Burrell, valletto per vent’anni a Buckingham Palace: «Quella volta che il principe Carlo mi ordinò di comunicare ai reali di Spagna, ospiti a palazzo, di non buttare assorbenti e condom nel gabinetto per non danneggiare l’apparato fognario del giardino». [17]

REGALI L’anno scorso l’attore Zac Efron, 23 anni, ha ricevuto dalla madre, come regalo di Natale, una calza piena di preservativi. [18]

CASI ESTREMI «Il ministro Buttiglione dice sì al preservativo ma solo in casi davvero estremi, per esempio nel caso estremo che Buttiglione rimedi una tipa che ci sta» (Gene Gnocchi). [19]

Note: [1] Gente 28/9/2006; [2] Enrico Franceschini, la Repubblica 4/12/2005; [3] Marino Niola, la Repubblica 25/11; [4] salute24.ilsole- 24ore.com; [5] Michele Smargiassi, la Repubblica 20/3/2009; [6] pharmaretail.it; [7] Edoardo Camurri, il Riformista 21/2/2005; [8] Lia Quilici, L’Espresso 1997; [9] Vanity Fair 25/11/2004; [10] Corriere della Sera 2/12/2000; [11] Paolo Sorcinelli, Storia sociale dell’acqua. Riti e culture, Bruno Mondadori 1998; [12] Macchina del Tempo settembre 2002; [13] Monica Maggi, Grazia 19/9/2006; [14] Agi 29/8/2007; [15] secure.condomania.com; [16] Stephen Glass, The New Republic – Courrier International 29/4/1998; [17] Davide Burchiellaro, Panorama 25/3/2004; [18] magazine.foxtv.it; [19] Onda Tv 13/1/2006.

Massì, sorridiamo anche un po’ pensando se “gestante” sia un participio presente o un preservativo imperfetto, ma non dimentichiamoci mai dell’utilità di questo prezioso oggetto!!!!

Via: ALTRIMONDI.IT

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“Gente da cane” vs. “Gente da gatto”

“Sono loro i «numeri uno», il cane e il gatto, e io li metterei davvero a pari merito, quando si tratta di fare la parte, o diciamo pure il mestiere, di amici dell’uomo.

Così inizia l’articolo dell’etologo Danilo Mainardi, autore di «Il cane secondo
me» (Cairo Editore), per Il Corriere del 19 novembre scorso.

L’autore fa dapprima riferimento ad uno studio pubblicato circa un anno fa sulla rivista New Scientist che comparava in questo modo le qualità dei due animali (1=min; 6=max):

Poi si chiede se sia fondata l’ipotesi che, così come esistono profende differenze tra i due tipi da animali, così ci sarebbero profonde differenze tra i loro padroni, «gente da cane» da un lato e «gente da gatto» dall’altro.

Parrebbe di sì, almeno stando a quanto affermano due studiosi californiani, Aline e Robert Kid, che hanno confrontato la personalità di 200 uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 76 anni, tutti possessori di un cane o di un gatto.

Il 48% della «gente da cane» risulta molto attratta dai bambini piccoli, contro il 30% della «gente da gatto». Il 30% dei primi, inoltre, gradisce la compagnia di adolescenti mentre, per quanto riguarda i secondi, la percentuale è sotto il 15%.

I proprietari, maschi e femmine, di cani, hanno poi ottenuto un più alto punteggio per un attributo della personalità che in inglese è detto nurturance, e che può, grosso modo, essere tradotto come il desiderio di essere coinvolti nella vita e nei problemi altrui.

Infine, con qualche differenza tra maschi e femmine, gli amanti dei cani sono più aggressivi e hanno maggiore tendenza al predominio (dominanza sociale) rispetto agli amanti dei gatti. In particolare, le donne «da gatti» sono decisamente sotto la media della popolazione femminile per quanto riguarda l’aggressività.”

E conclude: “La gente «da cane» è, statisticamente, più sociale, più tendente alle gerarchie, più coinvolgibile in rapporti interpersonali che non la gente «da gatto». Esattamente, se ci pensate, le stesse differenze che distinguono i nostri amici cane e gatto. È indubbio, infatti, che il cane è del padrone, che gli è sottomesso, che è sempre disponibile a far festa e a obbedire. Il rapporto con il gatto è assai diverso. È, soprattutto, basato sulla pariteticità. Il gatto, è vero, anche lui spesso fa festa, dimostra affetto, ma solo se ne ha voglia, e comunque non è mai sottomesso, e nemmeno così «libro aperto», così sempre comunicativo e comprensibile come la sua scodinzolante controparte”.

Che ne pensate? Io non so se sono “gente da cane”, ma i cani li adoro.

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Il blog a Novembre 2010

Visite al blog: ultimi 12 mesi 135.038; nel mese 20.517

Commenti: ultimi 12 mesi 3.721 nel mese 349

Miei posts: ultimi 12 mesi 794 nel mese 60

Record di visite in questo mese, oltre 20 mila!!!

Che posso dire? Prima di tutto ringraziare gli amici che mi hanno seguito in questi mesi e poi dare il benvenuto ai nuovi lettori.

Con tutti mi auguro di aver saputo condividere qualche momento di svago, qualche spunto di riflessione e qualche sorriso.

Grazie, soprattutto, a chi mi ha fatto l’onore di fare i suoi commenti: 349 nel mese, ivi comprese, per una metà circa , le mie risposte  che cerco di non far mai mancare. I commenti dei lettori sono il pepe di ogni blog; moltissimi sono stati ricchi di contenuti e di ulteriori spunti di riflessione. Non perdeteveli, spesso mi hanno anche consentito di completare un pensiero espresso troppo di getto nel post.

Un abbraccio a tutti.

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