Le foto della settimana

Dalle bellissime foto del Los Angeles Times di questa settimana (Link) ho scelto quella che vedete.

Ci arriva da Tokyo, ritrae alcuni uomini d’affari che attraversano la strada sotto un temporale. Quegli ombrellini di plastica trasparnte, tutti uguali, a mio avviso, la dicono lunga su quanto siamo lontani, nel bene e nel male, da quel mondi.

Non perdetevi le altre, in ogni caso.

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Aforismi


La speranza è il sogno di chi è sveglio
Aristotele

Non dare mai spiegazioni: i tuoi amici non ne hanno bisogno, e i tuoi nemici non ci crederanno comunque
Elbert Hubbard

Tutti sanno che è una cosa impossibile da realizzare finché non arriva uno sconosciuto che non lo sa…, e la fa.
Albert Einstein

Una donna affascinante è l’Inferno dell’anima, il Purgatorio del portafoglio ed il Paradiso degli occhi.
Bernard de Fontenelle

All’inizio era il nulla. Dio disse:
sia fatta la luce, e la luce fu.
Non c’era ancora nulla, pero’
lo si vedeva molto meglio.
Ellen DeGeneres

Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere.
Carlo Goldoni

Un bambino può insegnare sempre tre cose a un adulto: a essere contento senza un motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.
Paulo Coelho

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I Quiz della Domenica nr. 13

Domenica di pioggia novembrina, oggi. Tutti in casa. Ed allora quattro nuovi rompicapo per farvi passare qualche minuto di svago.

Il primo: Interruttori e lampadine

In una stanza ci sono tre lampadine. Fuori dalla porta tre interruttori. Non sai quale sia l’interruttore di ciascuna lampadina. Puoi azionare quanti interruttori e quante volte vuoi ma, puoi aprire la porta ed entrare nella stanza una sola volta. Come puoi riuscire  a capire a quale lampadina corrisponde ciascun interruttore?

Il secondo: Quella maledetta pallina

Stai concludendo un’impegnativa partita a ping pong. L’ultima pallina che ti è rimasta si infila inaspettatamente in un foro cilindrico  nel pavimento. Il foro è profondo 15 cm, ed ha un diametro di appena 1 millimetro più grande di quello della pallina. Hai a tua disposizione solo la maglietta ed i calzoncini che tu ed il tuo compagno indossate,  le vostre scarpette coi lacci, e due lattine di Coca Cola. Come fai a finire la partita?

Il terzo: Il pallino sulla fronte

Con due tuoi amici stai discutendo su chi sia, tra di voi, il più bravo a risolvere i miei quiz. Venite da me e vi propongo questa prova:

Vi bendo, vi dico che disegnerò sulla vostra fronte un pallino con uno dei due pennarelli che ho in mano, uno rosso e uno blu. Poi tolgo a tutti la benda e chiedo a tutti di alzare una mano se sulla fronte dei vostri due amici vedete almeno un pallino rosso. Tutti e tre sollevate la mano. Alla mia domanda: “Di che colore è il pallino che sta sulla tua fronte?”, nessuno sa rispondere e tutti si soffermano a pensare. Sai tu essere il primo a dare la risposta giusta?

Il quarto: Una sequenza di numeri e lettere.

A, 1A, 111A, 311A, …?…..

Cosa viene dopo?

Le soluzioni a pag. 2

Qui trovate i quiz della scorsa settimana

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Amici 10 – da Sabato 20 novembre

Aspettando la diretta.

Non so che aria si respirerà oggi ad “Amici”,  dopo una settimana particolarmente pesante.

Il clou è stato trasmesso ieri quando Giorgia, Gabriella e Paolo sono stati pesantemente redarguiti da Zanforlin e Mangiarotti, in seduta plenaria, con tutti i prof presenti, per aver contestato alla produzione di “manovrare il programma”. Lo ha fatto in particolare Giorgia  riferendosi alla sfida che ha determinato l’eliminazione di Stefan e  le sono andati dietro Gabriella e Paolo commentano la sfida di Giulia.

Mancanza di educazione, mancanza di umiltà e supponenza sembrano essere le caratteristiche di molti dei ragazzi viziati di “Amici” di quest’anno.  Ai tre sono stati fatti svuotare gli armadietti, lasciando intendere che sarebbero stati espulsi dal programma, poi, dopo qualche lacrimuccia il tutto si è tradotto in una punizione di uno (per Gabriella e Paolo) o due (per Giorgia) punti di handicap sui voti delle loro esibizioni di oggi.

Nei giorni precedenti.

–         Stefan era uscito dal programma perdendo la sfida contro Arnaldo Santoro.
–         Giulia aveva vinto la sua sfida.
–         Virginio sta trovando duro con Zerbi.
–         Ad Antonio viene richiesto di rinunciare all’immunità, qualora  oggifosse ancora primo in classifica, ma ricevesse la settima insufficienza.
–         Riccardo è nel mirino di Portal e, con lui, della Celentano e di Garrison. Lo tiene a galla Cannito.
–         Vito è nel mirino della Celentano. Non si impegna abbastanza, pur avendo importanti numeri.
–         Francesca li ha tutti contro; parlo degli altri ragazzi, nessuno dei quali la sopporta.
–         Gabriella aveva passato l’esame per il rotto della cuffia, nonostante il parere inizialmente negativo dei giornalisti.
–         Si è rivisto, notizia ferale, Garofalo, col quale i ballerini fanno fatto uno stage di una settima. Non è tarda a prendersela indovinate con chi? Debora. E te pareva !

Diana, mia, salvaci tu!

Partenza alle 14.10, ospite Nek.

Sfida di ballo: Andrea contro Dario.  Giudice Michele Merola. Passo a due. Dario con Wow-Eleonora, Andrea con Wow-Martina. Poi due assoli come cavalli di battaglia. Molto carino Dario, niente male Andrea. Bravi entrambi, vince Andrea.

Annalisa in “Non me lo so spiegare”, di Luciano Ferro. E’ indubbiamente la cantante più brava, sempre al top in questo primo mese e mezzo di Amici e sempre in crescita. Ce la faranno a distruggerla?  Voti: Dondoni 8, Laffranchi 8, Giordano 9 – Menci 8, Balestra 8, Brando 7, Massara 8  – Vessicchio 8

Virginio,  non avrebbe dovuto partecipare alla diretta per volere di Zerbi, nel tentativo di preservarlo  (???) da un cattivo giudizio. Vuole che tiri fuori non si sa bene ché, ma di certo in questo modo non lo aiuta. Alla fine, con la mediazione di Maria,  entra, canta, ma rimane non classificato senza ricevere voti.

Ancora canto: Sfida a tre per l’assegnazione di un nuovo banco. Tutte donne; ci vuole l’unanimità dei prof per ottenerlo: Antonella, Marta e Maddalena.

Antonella La Fortezza ce la fa; le altre due tenteranno con le sfide.

Ballo a confronto Deborah e Vito. Debora balla con Amilcar. Si rivede l’aria schifata di e-te-pareva-Garofalo; poi Vito con Ambeta. Garofalo sempre schifato. La coreografia è della Celentano. Voti: L.Martelli 6 per Debora e 6 per Vito; E.Vu An 8 e 9 rispettivamente,  D.Bertozzi 8 e 7.

Canto. Si confrontano Diana e Giorgia. Sempre gustoso il siparietto di simpatia con Diana: è unica. Come cantante un po’ meno. Cantano “Parlami d’amore, ascolterò”. Voti Dondoni 6 per Diana e 8 per Giorgia; Laffranchi 6 e 8; Giordano 6 e 8 – Menci 6 e 8; Balestra 6,8;  Brondi  7 e 8 Massara 7 e 8  – Vessicchio  6 e 7 Un’insufficienza quindi per Giorgia, tenuto conto della penalità di 2 punti.

Finisce il tempo. Sappiamo ancora che Antonio e Riccardo sono i primi nelle classifiche di gradimento delledue categorie. Ma i voti? Boh.

Troppa carne al fuoco in quest’edizione di Amici; la puntata è stata piacevole, si son viste molte esibizioni con poche polemiche tra gli insegnanti e commissari, ma abbiamo visto solo sette esibizioni dei ragazzi titolari di un banco: troppo poco. Degli altri sette non sappiamo nulla.

Ed eccoci a lunedì 22

Alessandro, dopo le due insufficienze non supera l’esame delle Commissioni e si becca una sfilza di “no”. Esce dal programma; auguri lo stesso, ma l’ho trovato piuttosto modesto.

Fioccano le insufficienze per i cantanti; le beccano:

Antonio, per la settima volta, ma ne rimane ancora indenne perchè è primo al televoto e all’immunità si guarda bene dal rinunciare,
Arnaldo, che era apppena entrato vincendo la sfida con Stefan
Gabriella, per effetto della penalizzazione di un punto

Sufficienti tutti i ballerini.

Vediamo poi Virginio e Zerbi nel duello del giorno dopo. Non ve la racconto, ma per Virginio la vedo dura in futuro.

Brutta edizione di “Amici” per i cantanti maschi; c’è poco da scegliere. Hanno riaperto il casting, ma è mai possibile che si sia arrivati a questo punto?

Aggiornamento a tutto mercoledì 24

Due cose importanti.

La prima: Paolo, ballerino, viene messo in discussione e deve uscire dal programma. E’ stata la Celentano ad insistere. Si opponevano inizialmente Garrison che ha, però, più simpatia per un aspirante, Costantino, che viene fatto esibire, ma per ora resta aspirante, e Cannito, che preferisce lottare per Riccardo. Paolo non era uno particolarmente simpatico e nemmeno uno bravissimo, ma la ricerca di non-si-sa-bene-chi da parte dei prof di ballo mi sembra senza senso. Se hanno qualcuno migliore per le mani, lo dicano, se no facciano fuoco con la legna che hanno.

La seconda: Vengono finalmente allo scoperto le preferenze dei prof, che eleggono i loro pupilli, ai quali si dedicheranno “unicamente” per prepararli all’ammissione al serale. Questi gli abbinamenti per i 14 ragazzi rimasti per  il momento in gara (9 cantanti, e 5 ballerini):

CANTO :

Jurman seguirà Antonella Lafortezza, Giorgia Urrico e Antonio Mungari.
– Zerbi : Virginio Simonelli e Annalisa Scarrone.
Parisini: Gabriella Culletta.
– la Fontana: Francesca Nicolì e Diana Del Bufalo.
– e la Di Michele: Arnaldo Santoro.

BALLO:

– la Celentano seguirà Debora Di Giovanni.
–  Garrison: Giulia Pauselli.
Cannito: Riccardo Riccio Vito Conversano.
Portal: Andrea Condorelli

Quante perplessità da parte mia !!!!!

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Tratta sessuale di ragazze e bambine in India

Odanadi è un importante progetto finalizzato al recupero e riabilitazione di giovani vittime del traffico umano in tutta l’India. Visto che la polizia chiude un occhio sulle organizzazioni criminali, che godono di ottime conoscenze, alcune delle operazioni di soccorso vengono effettuate dai fondatori di questa organizzazione e implicano grandi rischi. Nel breve periodo trascorso a Odanadi, sono venuta a conoscenza delle terrificanti esperienze vissute da queste ragazze.”

“Tre di loro, Saanvi, Radha e Parvani, sono state salvate insieme. Ai genitori era stato fatto credere che le aspettava un lavoro rispettabile in città, perfino con una buona paga. Disperatamente poveri e sperando in un futuro migliore, hanno acconsentito a lasciar andar via le figlie. Una volta portate via dalle famiglie, le tre ragazze sono state tenute in una cantina sotterranea per diversi anni e abusate sessualmente più e più volte. Conosciuto il luogo in cui le ragazze venivano segregate, i volontari di Odanadi sono poi riusciti a trarle in salvo”.

“Al momento della mia visita, le ragazze stavano ancora riprendendosi dal loro calvario. Saanvi, 17 anni, sembra ancora una bambina e piange spesso; mi ha spiegato che sebbene siano riusciti a localizzare i suoi genitori, questi hanno rifiutato di riprenderla temendo che avrebbe portato disonore alla famiglia. Odanadi ora è la sua casa permanente. Radha è sieropositiva e non ha detto una sola parola articolata da quando è arrivata, si lascia solo sfuggire strani balbettii. Parvani è quella messa peggio, non parla con nessuno, e un giorno è uscita dal bagno con tutti i capelli rasati, passa le giornate rannicchiata in un angolo, cercando di star lontano da tutto il resto e sembra completamente spaesata. Tutte e tre le ragazze stanno ricevendo cure mediche e assistenza psicologica forniti da professionisti che lavorano per Odanadi.”

“La mia visita però non è stata affatto solo tragica e negativa, ci sono stati anche momenti lieti. Una ragazza che ha trascorso gran parte della sua vita a Odanadi mi ha raccontato di avvicinarsi al diploma ed essere stata accettata in una prestigiosa università tedesca per studiare Economia. Un’altra delle ragazze più grandi, che avevano preso parte ad una traversata in bicicletta per informare i locali sul traffico di esseri umani, ha incontrato un ragazzo, anch’egli volontario di Odanadi, si sono innamorati e ora il centro, essendo ormai la sua famiglia, le sta organizzando il matrimonio.”

Questo pezzo è tratto da “India bloccare la tratta sessuale di ragazze e bambine

Di Tuga Alaskary, tradotto da Elena Intra per La Stampa

E’, come molti altri dello stesso tipo, agghiacciante. Ogni volta mi chiedo chi abbia la faccia andare a cercare queste povere creature per uno squallido rapporto sessuale e non so che cosa gli farei. Certamente non mi limiterei a qualche anno di carcere.

In ogni caso,  chi desiderasse maggiori informazioni o volesse versare contributi, può visitare il sito del progetto Odanadi. Che trovate qui.

Per visionare l’intero articolo, questo è il link.

 

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Quando i bambini fanno la pipì fuori dal vasino..

Quando i bambini fanno la pipì fuori dal vasino..

.. qualcuno, prima o poi, deve ben asciugarla.

E così leggo che anziché dire che Saviano ha sbagliato nel dire che la ‘ndrangheta “interloquisce” con la Lega (mentre bene ha fatto a denunciare l’espansione mafiosa nel milanese) ha invitato Maroni a “Vieni via con me”.

Attenzione, però, non per replicare, ma per leggere la sua lista. E Maroni? Ma certo che ha accettato, mica è fesso: anziché replicare ad una cazzata, cosa che scommetto che farà comunque con la lista, avrà uno spazio tutto suo che mai si sarebbe sognato.

Ma la pipì, se non la si asciuga subito, va a finire che puzza, e allora è peggio ancora.

Il post precedente

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Toh! Si parla di merito nella scuola.

Udite, udite! Le scuole e i prof saranno giudicati e premiati in base al merito.

Da non credere!

Eppure due progetti importanti stanno partendo, da subito, seppure in via sperimentale:

– ai professori particolarmente meritevoli verrà assegnata una gratifica pari a una mensilità di stipendio.

– alle scuole che dimostreranno di aver migliorato i livelli di apprendimento degli studenti e raggiunto certi standard riceveranno un contributo fino a un massimo di 70 mila euro.

La Gelmini non ha esitato a parlare di «giorno storico» ed ha ragione.

Da non sprecare, però, aggiungo io.

Non entro nel merito dei due progetti  ma mi piace osservare che quello relativo alle scuole prevede che esse vengano valutate in base al livello di miglioramento degli apprendimenti degli studenti attraverso i test Invalsi e ad una serie di indicatori che vanno dal rapporto scuola-famiglia alla gestione delle risorse, ai livelli di abbandono.

La valutazione degli insegnanti, che aderiranno volontariamente alla sperimentazione, terrà conto anche il giudizio sui docenti espresso da genitori e studenti.

Era ora! E per non sprecare questo momento storico una sola raccomandazione: che non c’entri mai la tessera del partito.

Aggiornamento delle ore 18

E te pareva !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Vedo adesso questo pezzo di Flavia Amabile per La Stampa.it :

“Scuola, la logica dei premi spacca i sindacati”

Sono divisi i sindacati di fronte ai premi che il ministro Gelmini promette di elargire ai prof e alle scuole più bravi.

Il fronte più duro è quello della Cgil. «Sulla valutazione delle scuole si può discutere [..] Perché non è immaginabile una valutazione che non tenga conto dei tagli, dell’affollamento delle classi e dell’eventuale assenza di progetti didattici dovuti all’assenza di risorse». Sui premi ai prof invece il giudizio della Cgil è totalmente negativo. «Sembra soltanto un’operazione di propaganda, una forzatura mediatica. La valutazione così come è stata annunciata è del tutto discrezionale, affidata a criteri privi di un’uniformità nazionale. Proprio per assicurare un trattamento eguale per tutti la legge prevede che non si possa aumentare la busta paga dei prof senza una contrattazione nazionale».

Sulla stessa linea lo Snals-Confsal. Il segretario generale Marco Paolo Nigi avverte che: «Forme, procedure e quantificazione dei riconoscimenti per la valorizzazione del personale andranno definite in sede di rinnovo contrattuale 2013-2015».

Più conciliante la posizione della Cisl. Il segretario generale Francesco Scrima si dichiara «attento e disponibile al confronto, apprezzando il fatto che su temi così delicati e complessi, troppo spesso affrontati in modo schematico e ideologico, si dia voce alle scuole, dalle quali crediamo possa venire un contributo serio, competente, credibile».

La Uil avanza una proposta. Il leader, Massimo Di Menna, ricorda che: «Sarà una sede bilaterale ministero-sindacati a seguire e monitorare l’andamento e i risultati della sperimentazione. Quel che è stato fissato oggi è il principio di seguire la via contrattuale per la progressione economica e per il sistema di carriere per gli insegnanti. Sarà il negoziato contrattuale – spiega – ad individuare le soluzioni che abbiano a riferimento l’esperienza, l’impegno professionale, la valutazione degli esiti formativi. Anche su questo punto la Uil guarda in avanti: in sede di negoziato avanzeremo la nostra proposta di detassare quel che in altre categorie è chiamato salario di produttività e salario di meritò».

Per il segretario nazionale dell’Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo «è un bene l’avvio delle due sperimentazioni annunciate dal ministero per premiare scuole e docenti in base al merito». «Questa misura, se portata avanti con un attento lavoro di monitoraggio sui criteri di valutazione, può dare avvio – conclude – a un percorso di qualificazione progressiva dell’offerta formativa».

Insomma, non muove foglia senza che l’Iddio Sindacato lo voglia. Tutti fermi, niente sperimentazioni. Merito? Ma no, viva gli appiattimenti, VIVA I SINDACATI !

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Torino. Di Guido Gozzano

Mi invita Vincenzo a riportare questa poesia di Guido Gozzano, in uno dei commenti di un prrecedente post dal titolo “L’Italia esiste? E se sì, esisterà?”

Lo faccio molto volentieri.

Torino

I.

Quante volte tra i fiori, in terre gaie,
sul mare, tra il cordame dei velieri,
sognavo le tue nevi, i tigli neri,
le dritte vie corrusche di rotaie,
l’arguta grazia delle tue crestaie,
o città favorevole ai piaceri!

E quante volte già, nelle mie notti
d’esilio, resupino a cielo aperto,
sognavo sere torinesi, certo
ambiente caro a me, certi salotti
beoti assai, pettegoli, bigotti
come ai tempi del buon Re Carlo Alberto…

“…se ‘l Cônt ai ciapa ai rangia për le rime…”
“Ch’a staga ciutô…” – “‘L caso a l’è stupendô!…”
“E la Duse ci piace?” – “Oh! mi m’antendô
pà vaire… I negô pà, sarà sublime,
ma mi a teatrô i vad për divertime…”
“Ch’a staga ciutô!… A jntra ‘l Reverendô!…”

S’avanza un barnabita, lentamente…
stringe la mano alla Contessa amica
siede con gesto di chi benedica…
Ed il poeta, tacito ed assente,
si gode quell’accolita di gente
ch’à la tristezza d’una stampa antica…

Non soffre. Ama quel mondo senza raggio
di bellezza, ove cosa di trastullo
è l’Arte. Ama quei modi e quel linguaggio
e quell’ambiente sconsolato e brullo.
Non soffre. Pensa Giacomo fanciullo
e la “siepe” e il “natìo borgo selvaggio”.

II.

Come una stampa antica bavarese
vedo al tramonto il cielo subalpino…
Da Palazzo Madama al Valentino
ardono l’Alpi tra le nubi accese…
È questa l’ora antica torinese,
è questa l’ora vera di Torino…

L’ora ch’io dissi del Risorgimento,
l’ora in cui penso a Massimo d’Azeglio
adolescente, a I miei ricordi, e sento
d’essere nato troppo tardi… Meglio
vivere al tempo sacro del risveglio,
che al tempo nostro mite e sonnolento!

III.

Un po’ vecchiotta, provinciale, fresca
tuttavia d’un tal garbo parigino,
in te ritrovo me stesso bambino,
ritrovo la mia grazia fanciullesca
e mi sei cara come la fantesca
che m’ha veduto nascere, o Torino!

Tu m’hai veduto nascere, indulgesti
ai sogni del fanciullo trasognato:
tutto me stesso, tutto il mio passato,
i miei ricordi più teneri e mesti
dormono in te, sepolti come vesti
sepolte in un armadio canforato.

L’infanzia remotissima… la scuola…
la pubertà… la giovinezza accesa…
i pochi amori pallidi… l’attesa
delusa… il tedio che non ha parola…
la Morte e la mia Musa con sé sola,
sdegnosa, taciturna ed incompresa.

IV.

Ch’io perseguendo mie chimere vane
pur t’abbandoni e cerchi altro soggiorno,
ch’io pellegrini verso il Mezzogiorno
a belle terre tiepide e lontane,
la metà di me stesso in te rimane
e mi ritrovo ad ogni mio ritorno.

A te ritorno quando si rabbuia
il cuor deluso da mondani fasti.
Tu mi consoli, tu che mi foggiasti
quest’anima borghese e chiara e buia
dove ride e singhiozza il tuo Gianduia
che teme gli orizzonti troppo vasti…

Evviva i bôgianen… Sì, dici bene,
o mio savio Gianduia ridarello!
Buona è la vita senza foga, bello
godere di cose piccole e serene…
A l’è questiôn d’ nen piessla… Dici bene
o mio savio Gianduia ridarello!..

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L’Italia esiste? E se sì, esisterà?

Caro Vincenzo,

Discutevo con te ieri mattina, tra una buca e l’altra del nostro amato campo da golf, della sempre più grave frattura tra Nord e Sud, che minaccia il nostro Paese.

Alla buca sei la discussione ti è costata due colpi e un bella pallina che hai indirizzato, introvabile, in rough. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mia considerazione “è tutto inutile” riferita al tuo ammirevole intento di cercar di ricostruire una fedele analisi storica degli eventi del nostro Risorgimento, eventi che le sono alla base delle contestazioni e dei risentimenti delle posizioni estremiste che sostengono che l’Unità d’Italia non sia altro che il frutto di un’indegna e barbarica usurpazione piemontese dei diritti e delle libertà dei territori allora sotto il governo borbonico.

Ti ho detto “vorrei che la si smettesse con questi discorsi e che si guardasse avanti”. Vedo un grosso pericolo di frattura, che le condizioni economiche dei prossimi anni e la comatosa decadenza competitiva del nostro Paese non mancheranno di accentuare.

Si parla tanto di Federalismo fiscale come panacea, ma è tutta una balla. Gli standards, se saranno una cosa seria, non potranno che far emergere ancor più gli squilibri tra le diverse aree e rendere sempre più inaccettabili certe situazioni. Te ne cito una tra le tante di cui si è discusso:

“Molise, campione degli sprechi d’Italia” (Fonte: La Stampa del 20 ottobre 2010)

È una delle Regioni più piccole, più tranquille e anche più belle. Ma il Molise è pure la metafora dell’Italia che spende a piene mani il denaro pubblico.

– Ha il numero più alto di dipendenti regionali in rapporto agli abitanti: 2,79 ogni mille abitanti (Lombardia 0,39 – Veneto 0,59 –
Lazio e Emilia Romagna0,64).
– Conta 27 dirigenti regionali ogni mille abitanti (la Lombardia soltanto 3).
– Costo di funzionamento della Regione: 171 euro l’anno pro capite (media nazionale: 93).
– Il 30,3% dei tributi locali finisce in stipendi al personale. In Lombardia la quota è del 2,1% .
– etc. etc.

In tutti i casi come questo mettere a posto le cose significherebbe solo ridurre il personale in esubero e accrescere il bacino dei disoccupati. E le tensioni aumenteranno.

Scrivono per Wlodek Goldkorn e Gigi Riva per l’Espresso (a pag. 2):

Ma siete sicuri che l’Italia esiste?”

“Mentre al Nord si torna a parlare di secessione, al Sud crescono i partiti meridionalisti. E le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità sono sempre più un fallimento. Così dietro la crisi di governo se ne profila una più grave: la crisi d’identità
A difendere l’unità nazionale è rimasto il presidente Napolitano. Tutti gli altri politici o si scagliano contro o tacciono imbarazzati.”

Io non so se l’Italia oggi esiste, ma dubito che esisterà.

Però mi rendo conto che quella pallina persa alla buca sei può forse essere una flebile speranza e, anche se non ci credo molto, ti invito, se lo vuoi, ad esprimere qui il tuo pensiero. Sarà lo spazio di un post sul mio blog, che dedico volentieri a questa speranza.

Utlizzalo, ti prego.

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La tortura esiste anche da noi?

Leggo l’ editoriale, “La colonna Infame” e i problemi attuali”, a firma Franzo Grande Stevens per La Stampa del 17 novembre.

Ha per oggetto l’uso della tortura per la formazione della prova e si chiede, in particolare, se la carcerazione preventiva, “tenuto conto anche delle condizioni delle carceri italiane, non possa consistere in una forma di tortura”.

Tangentopoli è stata creata così. Oggi questo tipo di tortura continua ad essere ampiamente praticato.

Dateli un’occhiata, lo trovate qui.

Io ve lo riporto.

Un’importante Casa editrice ripropone per i licei la lettura de «La Colonna Infame» di Alessandro Manzoni. Com’è noto, nella Milano spagnola del ‘600 taluno attribuì la causa dell’immane flagello della peste a due persone che, per prime, l’avrebbero diffuso spalmando un unguento sulle porte delle case. La credenza si diffuse, gli «untori» furono accusati, incarcerati, torturati finché, come si voleva che facessero, si confessarono colpevoli, condannati a morte, la loro casa rasa al suolo ed al suo posto eretta la «colonna infame».

La rilettura dell’opera manzoniana rende pensosi. Perché molti dei problemi che essa mette in luce continuano ad essere attuali.

Le garanzie del processo, la tortura quale mezzo per formare la prova, l’influenza determinante dell’opinione pubblica sulla conduzione e l’esito del processo, la pena di morte (persino con lapidazione) fra le sanzioni irrogabili: sono tutte questioni tremende da affrontare, che sappiamo non risolte unanimemente e completamente nel mondo di oggi.

La tortura è ovviamente bandita (artt. 5 Dichiarazione, 3 Convenzione e 13 n. 4 Costituzione). Ma è sempre così da parte degli Stati che hanno sottoscritto le Convenzioni internazionali? Non solo i noti casi eclatanti (ad esempio Abu Ghraib, Guantanamo ecc.) ma l’adozione, meno appariscente ma diffusa, dell’uso della carcerazione preventiva (che non è una sanzione ma deve essere soltanto una precauzione) utilizzata per indurre un accusato a parlare: non può assumere le caratteristiche di una forma di tortura? Purtroppo l’adozione di questo strumento a questi fini è un dato di fatto; ammesso, talora, persino da magistrati.

(Segue in seconda pagina.)

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