
Dopo aver parlato nel post precedente dei comportamenti opportunistici da parte dei prof, ossia del cheating, vediamo da questa tabelle di sintesi, cosa dicono i risultati della prova nazionale.
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% Risposte corrette |
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Italiano |
Matematica |
| Nord |
64,6 |
54,8 |
| Centro |
61,7 |
52,6 |
| Sud e Isole |
55,4 |
46,6 |
| Italia |
60,4 |
51,1 |
Nel complesso gli studenti che hanno preso parte alla Prova nazionale hanno risposto in modo corretto al 60,4 % delle domande d’Italiano e al 51,1 % di quelle di Matematica.
Il test ci conferma un minor apprendimento della matematica rispetto all’italiano.
Francamente non mi sembrano risultati eccezionali e, pur prendendo atto che alcuni test presentavano un certo grado di difficoltà non mi sembra di poter affermare che il grado di preparazione sia mediamente quello utile per proseguire con successo negli studi di secondo grado e poi in quelli superiori,
Il test si traduce in voti nel seguente modo:

Il 21,6 % degli allievi che hanno sostenuto la prova consegue risultati molti buoni (voto da 8 a 10) e in particolare il 7,8 % un voto eccellente (9 o 10); le prove appena sufficienti o poco sopra la sufficienza sono state circa il 42 % (21,6 % di sei e 20,1 di sette). Le insufficienze sono pari al 36,7 % dei casi; quelle gravi sono il 14,5 %.
Per valutare se i criteri di assegnazione dei punteggi nella Prova nazionale siano stati troppo restrittivi, l’Invalsi propone di far riferimento alle quote di studenti giudicati non sufficienti in una o più materie negli scrutini di giugno del primo anno della scuola secondaria di secondo grado.
Ora, nello scrutinio di giugno al termine del primo anno della scuola secondaria di secondo grado per l’a.s. 2007-2008 o poco più del 50 % degli allievi ha ottenuto una promozione senza alcuna insufficienza, quasi il 27 % è stato rinviato allo scrutinio di settembre e oltre il 20 % degli studenti non è stato promosso.
L’Invalsi confronta altresì i risultati di questo test con altre rilevazioni, OCSE-PISA e IEA-TIMSS, riscontrando una forte assonanza tra i risultati della Prova nazionale e quelli delle indagini internazionali.
E conclude: «Pertanto le informazioni al momento disponibili indicano che i risultati della Prova nazionale sono coerenti con altri indicatori circa la reale consistenza della quota di ragazzi che al termine del primo ciclo presentano gravi deficit di apprendimento».
E’ da considerare ancora che la situazione presenta le maggiori criticità in matematica e, anche se è mia personale opinione che questo test presentasse maggiori difficoltà, è da rilevare che la percentuale media di risposte corrette ha raggiunto a mala pena la metà dei quesiti, fermandosi addirittura al sotto di tale livello nel nostro meridione.
Nel confronto tra aree geografiche, il Nord vince alla grande, nonostante la maggior presenza degli immigrati, che, ovviamente, più incontrano le maggiori difficoltà per la loro conoscenza della lingua.
In Italiano le regioni del Nord fanno registrare una media di risposte corrette del 64,6 % e tutte le regioni del Nord hanno risultati superiori alla media italiana.
Nelle regioni centrali la media delle risposte corrette è del 61,7%.
Le regioni meridionali hanno una media di risposte corrette del 55,4%. I dati peggiori si registrano in Calabria, Sicilia e la Campania, che, guarda caso, sono anche quelle con maggior diffusione di cheating
Per la Matematica le regioni del Nord hanno riportato una quota di risposte corrette del 54,8%, le regioni Centrali una media del 52,& e quelle Meridionali del 46,6%. Anche per la matematica i maggiori ritardi sono quelli della Calabria, della Sicilia e della Campania.
Ci sarebbe da chiedersi come questi risultati si sposino con l’alto numero di 100 e lode e con le belle votazioni conseguite poi all’esame di maturità dagli studenti del Sud, ma questo, forse è un altro film. Così come un altro film saranno le belle lauree e le abilitazioni alle professioni di queste aree.
E’ anche da tener conto che i risultati del Nord sono i più penalizzati dalla maggior presenza di studenti immigrati.
Questa la %tuale di presenza per area di studenti immigrati:
| Nord-Ovest |
13,5 |
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| Nord-Est |
14,7 |
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| Centro |
11,5 |
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| Sud |
2,3 |
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| Sud-Isole |
2,4 |
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| ITALIA |
8,8 |
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E questo è il confronto delle risposte corrette in % sul totale:
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Italiano |
Matematica |
|
Italiani |
Immigrati |
Italiani |
Immigrati |
| Nord |
66,2 |
53,3 |
55,9 |
47,0 |
| Centro |
62,7 |
52,4 |
53,3 |
45,9 |
| Sud |
55,5 |
49,7 |
46,7 |
42,5 |
| Italia |
61,0 |
52,7 |
51,5 |
46,3 |
Ritornando agli studenti nel loro complesso si rileva che i maschietti sono più bravi delle femminucce in matematica, ma le prendono in italiano.
Queste le loro risposte corrette in % sul totale
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Italiano |
Matematica |
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Maschi |
Femmine |
Maschi |
Femmine |
| Nord |
63,6 |
65,5 |
56,8 |
52,7 |
| Centro |
61,1 |
62,4 |
54,6 |
50,6 |
| Sud |
54,0 |
56,8 |
47,5 |
45,9 |
| Italia |
59,3 |
61,4 |
52,6 |
49,5 |
Commenta l’Invalsi: «È difficile attribuire queste differenze a fattori esterni alla scuola come l’indirizzo di studi (si tratta di scuola media unica) o la segmentazione degli studenti tra scuole sulla base del genere o il background familiare. Esse hanno probabilmente molto più a che fare con le pratiche didattiche e con la loro interazione con il genere dello studente».
Completano ancora il quadro dei risultati due altre considerazioni dell’Invalsi.
La prima riguarda la scuola e le classi sociali
Dice l’Invalsi:«Dove maggiore è la diseguaglianza del reddito è anche più elevata la varianza totale degli apprendimenti dei ragazzi e la quota di quest’ultima che va imputata alla differenza dei risultati tra scuole. In particolare alcune tra le nostre regioni meridionali soffrono tra l’altro di un’alta diseguaglianza del reddito cui si associa un’ampia diseguaglianza dei risultati scolastici. Il fatto che la variabilità di questi ultimi rifletta così da vicino condizioni strutturali della società segnala che la scuola, anche quella dell’obbligo, fatica a controbilanciare le disparità d’origine degli studenti. ».
L’’ultima riguarda l’uniformità dell’insegnamento nell’ambito della stessa regione.
Dice l’Invalsi: «In linea del tutto generale ci si dovrebbe attendere risultati medi non molto differenziati tre le diverse scuole. Ciò significherebbe che gli allievi si distribuiscono all’interno delle scuole in modo sostanzialmente indifferenziato e che la diversità dei risultati è da attribuire alla variabilità tra gli studenti che le frequentano. Un sistema scolastico caratterizzato da una bassa varianza tra scuole assicura la possibilità di ottenere una buona istruzione indipendentemente dalla scuola frequentata.
Ci sono in particolare tre regioni con una varianza superiore a quella nazionale. Si tratta delle solite Sicilia, Calabria e Campania. In queste regioni una parte rilevantissima, tra la metà e i due terzi, della varianza totale dipende dalla differenza nei risultati medi di scuola. Sono valori sensibilmente più elevati di quelli medi dell’Italia; in queste condizioni il destino scolastico di molti ragazzi sembra dipendere più dalla scuola che frequentano che dal loro impegno e capacità».
Seguendo questo LINK potete trovare i Rapporti INVALSI e le documentazioni dei tests
A pag. 2 trovate le percentuali di cheating del 2010 e del 2009 per tutte le regioni