Io mammeta e tu..

Io mammeta e tu…
Sempre appriesso,
cose ‘e pazze
chesta vene pure ‘o viaggio ‘e nozze…

Che bella sorpresa !! E’quella che ha avuto una sposina, Marianna C., all’aeroporto di Fiumicino il 13 dicembre scorso, al momento di prendere il volo per Parigi, per il viaggio di nozze: la suocera era lì ad aspettare, pronta a partire con gli sposi. E così è stato. «E’ malata, non possiamo lasciarla sola», ha spiegato lui.

Al viaggio di nozze in tre sono seguite le “Vacanze di Natale in tre”.

Voi che avreste fatto?

Lei ha chiesto il divorzio.

Eh, eh !!!!

Via: Il Gazzettino

 

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Morire di dolore.

E’ una notizia triste, ma piena d’amore e di dolcezza. Ve la riporto così come l’ho letta, senza altri commenti:

Dopo sessant’anni passati insieme, ogni singolo gesto richiama un significato. Per Giovanni Battista Puppo svegliarsi significava allungare un braccio e sentire a fianco la presenza dell’amore di sempre: la moglie Teresa. Una mattina di pochi giorni fa, la sua mano ha trovato solo il letto vuoto. Un po’ frastornato ha chiesto spiegazione alle figlie, che gli hanno risposto a occhi bassi: «La mamma è andata a fare una visita, torna presto». L’uomo, alla bella età di 93 anni, non ci ha creduto nemmeno un minuto. Sabato la famiglia ha celebrato il funerale della donna senza dirglielo, per evitargli questo trauma. Lui ha aspettato due giorni e lunedì si è lasciato morire.

Lo dicono i manifesti funebri, attaccati uno a fianco all’altro, su un muro di Voltri: «Ha improvvisamente raggiunto in cielo l’amata moglie Teresa». E lo ripetono commosse le figlie Rosa e Antonietta: «Abbiamo provato a evitargli questo colpo durissimo, lui non stava più bene. Ma non è servito a niente: in cuor suo sapeva cosa era successo: la notte si è svegliato nel sonno e invocava il suo nome. Se n’è andato la mattina dopo».

viaPerde la moglie, muore di dolore- Il SecoloXIX.

Nella foto “L’Angelo del dolore (Angel of Grief)”, l’ultima opera creata dallo scultore americano William Wetmore Story nel 1894. Si trova nel Cimitero acattolico di Roma. (LINK)

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Per i soldi o per amore?

Mi ricorda la storia di certi calciatori che, ad un certo punto della loro carriera, decidono di sputare sulla maglia che indossano, “sentendosi incompresi”.

E’ finito un amore. Lo dichiarano ai quattro venti ed è la scusa buona per rompere i contratti, far godere i procuratori, e andare a guadagnare il doppio da un’altra parte.

Ma non capita solo nelle squadre di calcio.

Forse capita anche nel mondo della cultura. Lì però le cose avvengono in modo più raffinato. Alla prima occasione buona, che so’ magari quella di una laurea honoris causa, si dedica un riconoscimento a chi sta maneggiando contro il proprio editore.

Il tutto, ovviamente, non per denaro, non sia mai detto: per amore!

Che sia il caso di Roberto Saviano con la Mondadori?

Ma nooooooo! Mi sbaglio!

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Super Giannnelli

Berlusconi e la sua corta memoria…. difensiva

Ah ah ah !!!!! 🙂 🙂 🙂

Dal Corriere di oggi

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Amici10. Terzo serale: grazie Diana !!!!

 

Completerò in  mattinata il mio commento alla serata di ieri di Amici 10, ma desidero anticipare a Diana il mio grazie per quello che ci ha saputo dare.

Diana è stata soprattutto una sincera ventata d’aria fresca. Quel che vorremmo sempre vedere in tutti i ragazzi di quell’età. Allegra, spensierata, educata, magari anche un po’ svampita e trasognata, ma intelligente ed impegnata.

Che bello a quell’età.

Mai un mugugno, una polemica, una paturnia, una frase di troppo.

E’ uscita felice e sorridente, come non lo aveva mai fatto nessuno. Ha ringraziato, ha abbracciato, non ha pianto. Ha persino rivolto parole di sincero elogio a chi non ha mai nascosto di non apprezzarla.

E diciamocelo francamente: non è stata da tutti capita o, forse, non è troppo discografica. Non ha straordinarie doti vocali, ma i suoi pezzi li ha sempre eseguiti più che correttamente e li ha sempre “recitati”, come ha più volte detto l’incazzatissima Platinette, con grande cura, giusta malizia e naturale padronanza della parte.

Ne farei un piccolo paragone con il new-bourlesque di Dita Von Teese , senza nudi ovviamente.

Sempre a suo agio; anche ieri sera in quel duetto con Marco Carta e la sua signorina di “Dentro ogni brivido”, tanto cara a Marisa. Tutti gli altri, dai duetti ne sono usciti piuttosto penalizzati.

Le ha riservato grandi complimenti, come animale da spettacolo televisivo, la De Filippi. Ha ragione. Sono sicuro che la rivedremo  presto e sarà sempre una gioia.

Grazie Diana, buona fortuna,  la meriti tutta.

Ed eccomi alle cose principali della puntata.

I duetti.

Capisco che Marco Carta, Alessandra Amoroso, Emma Marrone, Marco Mengoni e Valerio Scanu siano sempre un grosso richiamo per l’audience, ma per i ragazzi sono stati un vero e proprio supplizio. Tutti sono stati sovrastati dalla personalità degli ex-talent, con la sola eccezione di Diana, messa a suo agio dia da Marco Carta che dal pezzo interpretato. Ne hanno sofferto, in particolare, Annalisa in coppia con Alessandra (orribili i calzoni a vita bassa) e Virginio con Emma (ooribile l’abitino “tutt’e pizz”), ma non hanno fatto bene nemmeno Antonella con  Valerio e Francesca con Marco Mengoni.

La lite Celentano-Cannito.

Se c’è chi, come Diana, ha dato il meglio di sé, c’è anche chi ha dato il peggio.  La Celentano ha fatto una puttanata nell’inserire nel programma un pezzo con quei fouettés che sa benissimo essere uno dei punti più deboli di Giulia, Cannito glie l’ha fatto rilevare, ne è nata una discussione da vomito che vi risparmio. Che le donne siano capaci di simili perfidie per poi sostenere, mentendo anche a se stesse, che non c’è nulla di strano, non è una novità, ma nella lite che è seguita Cannito, con quel suo “Io ho contratti fino al 2015 su tre continenti, lei finito Amici non sa cosa fare” ha passato ogni limite. Una vergogna. Eric Vu An non ha potuto, peraltro, che dire che in fatto di “stile” entrambe le ragazze hanno lasciato a desiderare.

La lite tra Francesca e Virginio

Altra puttanata tipica delle donne (imparano sin da piccole) di Francesca, che avendo ricevuto tenere confidenze da Virginio le utilizza per scegliere “Davvero”, il pezzo che  Virginio aveva dedicato a suo padre in un momento delicato,  per la loro sfida personale. Ha pure il coraggio di dire che l’ha fatto per avvantaggiarlo, ma quel gesto dell’ombrello la smentisce.

I ragazzi

Dei cantanti ho detto. I duetti li hanno massacrati. Nella sfida personale tra loro, meglio Virginio di Francesca. Annalisa mi pare sull’orlo di una crisi di nervi. Per me la migliore della serata è stata Diana.

Dei ballerini. Debora meglio di Giulia nel pezzo classico, ma del tutto innaturale nella coreografia di Garrison e in quella di Cannito.  Giulia fa fatica coi fouettés ma è splendida nella coreografia di Garrison ed in quella di Garofalo. Vito esegue il compitino nella coreografia di Cannito. Denny è bravo con nella coreografia di Garofalo. Migliore della serata: Giulia.

Eleonora

Con quel body rosso: uno schianto !!!

Il televoto

Ne ho già parlato la scorsa settimana. Non è normale che dopo sei prove le due squadre siano alla pari e poi ne venga fuori un divario di 10 punti (55 a 45). Chissà poi quanti sono questi televoti.

Il regolamento

E’ assurdo. I tre giurati della danza avranno dato voti altissimi a Debora per salvarla, i tre giurati del canto hanno mandato a casa Diana.  Giusto? E con quali voti? I

A Domenica prossima. Se ci saranno cose speciali nella settimana ritornate a leggermi.post li trovate nella categoria “Amici 10”. Questo era quello della settimana scorsa.

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Il caffè Civet Luwak – Le Foto della Settimana

Dalle bellissime foto di questa settimana del Los Angeles Times ho scelto questa.

Lui è uno zibetto, il Civet Luwak, di quattro mesi e quelle davanti a lui  sono le bacche della pianta del caffè.

La foto (Getty Images) ci arriva da Tapasksiring, in Idonesia.

Le bacche sono destinate a finire nel pancino dello zibetto, che va ghiotto della loro polpa.  Ne defecherà il chicco che diverrà il costosissimo Caffè del Civet di Kopi Luwak (300 € il kg).

Se ve lo offrissero….. siete avvisati.

Non perdetevi le altre foto The Week in Pictures from the Los Angeles Times.

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La pubblicità – da: Il Manuale di conversazione

E’ la volta de La Pubblicità!!! Ed eccovi i simpatici luoghi comuni del  “Manuale si Conversazione” (Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quello che si dice), di Andrea Ballarini, per “Il Foglio

E’ la cosa più interessante della tv.

– Ce n’è troppa: su Rete 4 un film dura circa tre ore.

– La pubblicità è fondamentale per ogni televisione, pubblica o a privata, altrimenti ci faremmo tutti la pipì addosso.

– Le star della televisione e del cinema negli ultimi anni nascono spesso a seguito di uno spot di successo. Farlo notare vi qualifica come sagaci osservatori del costume e dei media.

Deprecare il modello femminile veicolato dalla pubblicità: modelle semianoressiche, mignotte, madri apprensive, casalinghe maniache dell’igiene e mogli raffreddate, col ciclo o con il mal di testa.

– Citare il libro “I persuasori occulti” di Vance Packard, ancorché piuttosto datato, attesta una solida preparazione culturale, nonché una probabile vicinanza alla sinistra intellettuale.

– I creativi pubblicitari nei film italiani hanno il volto di Raoul Bova, Stefano Accorsi o Fabio Volo, lavorano guardando il soffitto con espressione vacua e quando gli viene l’idea hanno un sussulto e dicono “Geniale!”.

– Dire che chi controlla la pubblicità controlla anche l’informazione suggerisce una visione disincantata della realtà.

– Stigmatizzare l’abuso da parte dei pubblicitari di termini inglesi, sintomo di provincialismo. Eventualmente polemizzare con la velleità di tradurre parole universalmente usate in inglese: ricordare il mussoliniano arlecchino al posto del cocktail.

– Alcune centinaia di pubblicitari di mezz’età precarizzati sono quel che è rimasto degli anni ’80, per rispondere alla domanda del noto cantautore Raf.

– Adorare “Mad men”. Soprattutto rilevare quanto si fumasse e bevesse in quell’epoca ingenua e felice. Rimpiangerla.

La pubblicità è il commercio dell’anima. (Marcello Marchesi)

Fare a gara nel rievocare i caroselli della propria infanzia crea una complicità simile a quella che accomuna i reduci della grande guerra.

– Negli anni Sessanta si chiamava réclame, negli Ottanta advertising, oggi chiamarla solo pubblicità comunica un lieve senso di miseria e di recessione.

– Calimero è di gran lunga più famoso del prodotto che reclamizzava.

– Avere sempre trovato l’idea di chiamare la pubblicità consigli per gli acquisti un’irritante cazzata.

– Carosello veniva trasmesso tutti i giorni tranne il venerdì santo e il 2 novembre. Non meravigliarsi che in Italia la laicità dello stato non si sia mai pienamente affermata.

– Nei film americani se il protagonista usa un personal computer si tratta invariabilmente di un Mac. Concluderne che dal marketing non ci si salva.

– Essersi sempre chiesto chi abbia inventato le televendite e perché siano recitate così male.

– Trovare le vecchie pubblicità choc di Oliviero Toscani per Benetton più efficaci di un elzeviro. Vale anche aborrirle perché la pubblicità non è un elzeviro.

– A lungo insuperato, il nonsense “Chi Vespa mangia le mele” è stato eclissato dallo “strategismo sentimentale” dello spot per il libro “Labirinto femminile” di Alfonso Luigi Marra. Segnalare l’intensa interpretazione di Manuela Arcuri.

– Ammirare incondizionatamente chi ha creato i nomi delle sorprese degli ovetti Kinder. Apprezzare in particolare le Tartallegre, i Coccodritti e gli Squalibabà.

La pubblicità – [ Il Foglio.it › Manuale di conversazione ].

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Berlusconi, Ruby e le altre

Questa triste vicenda, volere o volare, sta monopolizzando da una settimana i miei pensieri e mi impedisce di sviluppare altri temi su questo blog. In un modo o nell’altro me la devo togliere, ma siccome è particolarmente complessa e ricca di risvolti non riesco a farlo in modo del tutto razionale se non per la prima parte, quella che riguarda le responsabilità penali del Cavaliere.

Vediamola.

Con la “DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI DOMICILIARI NEI CONFRONTI DEL DEPUTATO BERLUSCONI, indirizzata al Presidente della Camera il 14 gennaio 2011, la Procura Milanese:
– rendeva ufficialmente noto che stava svolgendo indagini a carico di Nicole Minetti, Emilio Fede, Lele Mora e Silvio Berlusconi,
– precisava che aveva notificato a quest’ultimo, in qualità di persona sottoposta alle indagini, l’invito a comparire per essere interrogato in uno dei giorni tra il 22 e il 24 gennaio,
– e chiedeva l’autorizzazione a sottoporre a perquisizioni l’ufficio di Giuseppe Spinelli in quanto fiduciario di Berlusconi.

Alla “domanda” allegava un fascicolo di 389 pagine contenente le “fonti di prova” (tabulati telefonici, registrazioni, verbali di interrogatori, etc.) delle imputazioni a carico di Berlusconi. E’ dalla lettura di queste 389 pagine, che dovevano rimanere strettamente riservate, ma che invece sono divenute tutte pubbliche e si possono tranquillamente scaricare dal web, che trae origine il gran polverone mediatico di questi giorni.

I capi dell’accusa penale sono due:
– il reato previsto dall’art Art. 317 del codice penale – Concussione – che recita “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni.”
– e quello previsto dall’art Art. 600-bis. Secondo comma – Prostituzione minorile. – che recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164.

Non vi sono altri capi d’accusa penalmente rilevanti, in quanto avere rapporti anche a pagamento con prostitute od organizzare festini tra maggiorenni a casa propria, non è reato.

Ora, su questi due punti mi auguro che venga definitivamente accertato:
– se la telefonata fatta a favore di Ruby si possa configurare come abuso di potere nel senso di essere stata una telefonata che ha “costretto o indotto” qualcuno a compiere qualcosa di illecito.
– se possa emergere che il Cavaliere abbia compiuto atti sessuali con la ragazza, sapendo o dovendo sapere che era minorenne, “in cambio di denaro o di altra utilità economica”.

Qui finisce però l’aspetto razionale di questo post e si aprono i pensieri ad un sacco di domande che espongo un po’ alla rinfusa, così come mi vengono alla mente, senza preoccuparmi troppo di svilupparne i termini o di dare le risposte.

Eccole:
– Sapendo che una ragazza, magari anche solo una puttanella, è in difficoltà, avreste fatto una telefonata che poteva esserle di aiuto?
– C’è o non c’è “minore e minore”, o sono tutti uguali?
– Come mai altri e in altri tempi che hanno commesso reati ben più gravi non sono sati messi all’indice ma hanno ricevuto onori e gloria? Mi riferisco, per esempio a chi pagava i giovani ragazzi gay di borgata, o a chi ha drogato e sodomizzato una tredicenne per poi fuggire ed essere protetto da mezz’Europa, etc. etc.
– Al concorso di Miss Italia, le mamme spingono ancora le figlie nei letti dei giurati? O hanno imparato ad andarci sa sole?
– Le grandi manifestazioni internazionali tipo Olimpiadi o Mondiali di Calcio, si ottengono ancora a suon di marchette?
– Le donne che sono oggetto perché l’uomo le tratta come tali o perché vogliono esserlo?
– Le cortigiane non son mai esistite?
– Che dire di Cavour e la Contessa di Castiglione?
– Non ci viene mai il dubbio che siano le donne a sfruttare gli uomini e non viceversa.
– Perché non ci si sposa più e le famiglie spariscono?
– Se è così nel mondo del cinema, della televisione e in quello dello spettacolo, non è forse la stessa cosa nel mondo del lavoro (operaie, impiegate, insegnanti, etc disposte a vendere il proprio corpo per una miglior sistemazione)?
– Pillola , preservativi, aborto e”l’utero è il mio e ne faccio quel voglio” non c’entrano proprio nulla?
– Quante coppie resisterebbero ad una “proposta indecente” che ne valesse la pena?
– E’ normale la privacy sbattuta in prima pagina, con nomi, telefoni e indirizzi?
– E’ normale che la magistratura se ne infischi, ammesso che questo sia il caso, dei polveroni che solleva sul piano politico e morale con le proprie inchieste, quando ancora le responsabilità non sono accertate?
– Se la legge è uguale per tutti è proprio vero che anche la solerzia dei PM è uguale per tutti?

Concludo.

Non intendo con quanto sopra riversare la responsabilità della vicenda sulle donne, non sarebbe giusto, non sarebbe leale e non sarebbe vero.

E non approvo certi comportamenti.

Meno ancora, però, approvo chi li strumentalizza. E una bella gara a chi fa peggio.

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I Quiz della Domenica nr. 22

I quiz di questa Domenica sono dedicati al  Ken-Ken, un puzzle numerico, simile al più famoso Sudoku.

Il puzzle presenta diversi livelli di difficoltà che sono dati dal numero delle caselle che compongono lo schema: 3×3, 4×4, 5×5, 6×6 o 8×8.

Questo è uno schema a 4 righe per 4 colonne.

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Lo schema è diviso in blocchi, delimitati da margini in grassetto all’interno dello schema. In questo esempio li ho evidenziati con diversi colori.

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Si deve inserire in ciascuna casella un numero compreso tra l’ 1 e il 4, facendo in modo che, eseguendo l’operazione aritmetica indicata, i numeri inseriti in ciascun blocco diano il risultato previsto nell’angolo superiore del blocco stesso; può trattarsi di una somma (+), una sottrazione (-), una moltiplicazione (x) o una divisione (÷)

– 1) Se il blocco è costituito da una sola casella il numero da inserire è quello indicato nell’angolo superiore del blocco. Nella prima casella in alto a sinistra dell’esempio va inserito un 1.

Attenzione:

– 2) Quando si deve eseguire una sottrazione o una divisione non ha importanza l’ordine dei numeri; così:

in queste due caselle clip_image006potete scrivere clip_image008 o clip_image010, ma anche clip_image012 oppure clip_image014 e in queste due clip_image016 potete scrivere non solo clip_image018 e clip_image020, ma ancheclip_image022 oclip_image024.

– 3) In uno stesso blocco può essere inserito più volte lo stesso numero, purché però ciò non avvenga nella stessa riga o nella stessa colonna.

Così in queste tre caselle clip_image026potete scrivereclip_image028 ma non clip_image030clip_image032

Lo schema sarà correttamente risolto quando, come nel Sudoku, ogni riga ed ogni colonna conterrà tutti i numeri dall’ uno al quattro, se lo schema è 4×4, dall’ uno al cinque se è 5×5, dall’uno al sei se è 6x 6 e dall’uno all’otto se è 8×8

Questo è lo schema dell’esempio risolto.

ken 02 c R

Ed eccovi qualche problemino, iniziando dal più facile

1. K 3×3 con i numeri da 1 a 3

2. K 4×4 con i numeri da 1 a 4


3. K 4×4 con i numeri da 1 a 4

4. K 5×5 con i numeri da 1 a 5

5. K 6×6 con i numeri da 1 a 6

Buon divertimento !

LE SOLUZIONI sono, per questa volta, a pag.2

Questi erano i quiz della scorsa settimana, con le soluzioni

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Eccezionale Giannelli

Come sempre, troppo forte !!!

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