Il multiculturalismo è morto?

«Il multiculturalismo ha fallito, fallito del tutto»

«Chiunque non parli immediatamente la nostra lingua non è benvenuto — ha detto —. Chi vuole essere parte (della nostra società, ndr) non deve solo obbedire alle nostre leggi ma deve anche padroneggiare la lingua».

Gli immigrati non dovrebbero essere assunti «finché non abbiamo fatto tutto quello che possiamo per aiutare la nostra gente a qualificarsi e ad avere una chance». Inoltre, gli immigrati devono fare di più per integrarsi.

Chi ha fatto ieri queste dichiarazioni? Penserete a Calderoli, Bossi, Zaia o qualche leghista doc, ma non è così.

Le ha pronunciate ieri Angela Merkel.

In Germania vivono 82 milioni di persone, delle quali 15 milioni, quasi una su cinque, di origine straniera. Molti sono di origine turca e più recentemente araba. Per questi l’ integrazione effettiva è molto scarsa: molte loro comunità vivono isolate nei loro quartieri, molte famiglie non parlano il tedesco nonostante siano in Germania da decenni. Alcuni padri musulmani costringono le figlie a non andare a scuola.

Lo ha denunciato un paio di mesi fa un libro di Thilo Sarrazin (nella foto), consigliere della Bundesbank, nel quale sosteneva che gli immigrati non studiano e non lavorano con il risultato di istupidire e impoverire il Paese.

E’ stato accusato di razzismo, ma percentuali molto alte di cittadini si sono detti d’accordo con le sue teorie e i sondaggi dicono che la costituzione di un eventuale partito che professasse queste tesi potrebbe raccogliere il dieci per cento dei voti.

Leggo tutto questo da un articolo a firma Danilo Taino per Il Corriere di oggi, che allego in seconda pagina.

Lo associo col pensiero a quanto accaduto recentemente in Svezia; ne avevo parlato in questo post, lo ricordate?

E devo dire che tutto questo non mi piace.

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I Quiz della Domenica nr. 8

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Due quiz anche per questa vostra Domenica.

Il primo, difficilotto: I due lenti cammelli

Un ricco sceicco arabo disse un giorno ai suoi due figli: prendete i vostri due cammelli, partite subito e andate all’oasi di Medina, nel deserto, a 300 km da qui. Il padrone del cammello più lento, quello che vi giungerà per ultimo, avrà diritto all’intera eredità.

I due partirono e si avviarono il più lentamente possibile verso Medina.

Dopo alcuni giorni di estenuante traversata del deserto i due erano giunti ormai allo stremo delle forze, senza più cibo né acqua.

Fu allora che incontrarono un vecchio saggio e gli chiesero consiglio.

Ottenuta la risposta entrambi montarono immediatamente sui cammelli e partirono di gran carriera verso Medina.

Che cosa disse loro il vecchio saggio per indurli a ciò?

Il secondo, facile facile, me ne vergogno un po’: Scarpe e chiavi

Tre fratelli si recano in un negozio, ognuno per farsi risuolare un paio di scarpe e duplicare una chiave. Nel negozio ci sono due commessi che lavorano alla stessa velocità. Se ci vogliono 15 min per risuolare un paio di scarpe e 5 min per duplicare una chiave, quanto tempo impiegheranno?

E poi, mi voglio rovinare, un vecchio giochino matematico che scopre i vostri segreti

Segui attentamente le istruzioni e non andare subito a fondo pagina. E’ divertente, te lo assicuro.

La domanda è? Quante volte vorresti fare sesso in una settimana?

  1. Non esagerare… devi scegliere un numero compreso tra1 e 10
  2. Moltiplica questo numero per 2
  3. Aggiungi 5 (sono gli extra consentiti nel weekend)
  4. Moltiplica per 50. Aspetto.. aspetto, ti ci vuole la calcolatrice
  5. Se quest’anno hai già compiuto gli anni aggiungi 1760… Se non li hai ancora compiuti aggiungi 1751
  6. Deduci il tuo anno di nascita (4 cifre)
  7. Ce l’ hai fatta? Adesso hai ottenuto un numero di 3 cifre, vero?

La prima cifra è il numero delle volte che vorresti fare sesso nella settimana. La seconda e la terza cifra corrispondono alla tua età

Carino, vero? Fallo ai tuoi amici e scoprirai il loro segreti, ma attenzione: funziona solo per il 2010 !!!

Come sempre le soluzioni a pag 2. Buona settimana.

Questo era il post della scorsa settimana, con le soluzioni.

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Amici 10 del 16 e 18 Ottobre

Seconda puntata di Amici 10, oggi, che ha ricalcato il canovaccio della prima: cinque sole esibizioni dei ragazzi ed ampio spazio, troppo, all’aspirante che tenta l’ingresso come titolare.

Lo capisco solo in un senso: si vuol dare spazio alla smania di protagonismo dei cosiddetti insegnanti, che quest’anno ne hanno proprio poco. In effetti con cinque discografici, tre giornalisti, tre membri esterni per la valutazione dei ballerini, ai prof, che a loro volta sono tantissimi, nove, di spazio ne resta molto meno che in passato e per di più le loro valutazioni sono ininfluenti per i ragazzi. Troppi intorno allo stesso osso, insomma. E all’apparire non ci vuol rinunciar nessuno.

E così la ‘diretta’ del sabato finiamo di vederla il lunedì, il martedì e anche dopo. Non mi sembra giusto, soprattutto per i ragazzi relegati alle puntate infrasettimanali che danno certamente meno visibilità.

Queste le tabelline dei voti e i miei commenti alle performances dei “titolari”.

Cantanti:

Ballerini:

Gabriella: brava ma la sequela dei sette a mio avviso la sopravvaluta;

Stefan: carino e gradevole ma non mi entusiasma, nonostante il giudizio positivo di Jurman;

Annalisa: bravissima. Cantare Emozioni di Battisti in modo personale non è per nulla facile.

Antonio: non sta bene e non è in palla; butta giù il pezzo e si becca l’insufficienza dei giornalisti. Non capisco i sette dei discografici. Il primo posto nella classifica settimanale di gradimento gli annulla l’insufficienza.

Virginio: canta Cocciante e lo fa benissimo; non era facile. Sono d’accordo con l’otto di Vessicchio

Giorgia: si impegna e ce la mette tutta ma non entusiasma. La sfilza di sei è però un  po’ troppo severa.

Francesca canta bene e si merita una sfilza di sette. La fanciulla però è un po’ lavativa nel comportamento di scuola, e anche bugiardina, e Zerbi, la De Michele e la Fontana propongono di mettere il suo banco in discussione. (vedi aggiornamento in calce).

Giulia: ballando il moderno sprizza gioia da tutti i pori. Sexy e maliziosa quanto basta. Brava, crescerà ancora.

Michelle: piccolina, carina da spupazzare , ma non eccezionale.

Andrea: bella la coreografia che lo valorizza; tre ‘sette’ per me però sono troppi

Deborah: precisa ed elegante in una variazione difficile. Brava

Vito: ha qualche problema nel passo a due con Deborah che è più alta di lui. Bravo comunque.

Ha superato, a pieni voti, la prova d’ingresso Riccardo, ballerino classico per il quale Cannito stravede. Lo critica garbatamente (!) la Celentano che lo trova un po’ acerbo e tecnicamente non perfetto. A mio avviso non ha tutti i torti. Lo rivedremo: auguri.

Nota a margine: Maria questa volta non ci ha mostrato le tette. Vabbé !!! Ma non eran malaccio.

Aggiornamento su Francesca (mercoledì 20)

La ragazzina viene punita, per la sua mancanza di impegno e disciplina, con una pseudo espulsione, nel senso che che è fuori dalla scuola ma potrà rientrare se vincerà una sfida con un’aspirante che sarà scelta tra tre possibili; inoltre dovrà imparare a memoria un brano al giorno della Divina Commedia di Dante.
La sfida per me è ok; ma la Divina Commedia? Boh! Perdonali Alighieri mio.

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Le lucciole col catarifrangente

Accade anche questa: le prostitute scendono in strada col gilet catarifrangente perché la polizia voleva fermarle per violazione delle norme di sicurezza stradale.

La notizia arriva da Alamus, piccola località alle porte di Lerida, in Catalogna e l’accessorio è stato imposto loro dalla polizia, i Mossos d’Esquadra, per le stesse ragioni di sicurezza che accomunano tutti i «lavoratori stradali».

Giusto !!!

Saranno forse un po’ meno sexy, ma così si notano di più.

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Sarah. Ancora ?!?!

Ma non ci stiamo accorgendo di quanto sia solo una misera vicenda?

Per tutti quest’articolo di Aldo Grasso per Il Corriere: “Il senso del limite da ritrovare” (a pag 2)

B A S T A !!!!!!

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Le pari opportunità anche in toilette !

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Questi cinesi le studiano proprio tutte.

Ha lanciato l’idea la Shaanxi Normal University e pare che le ‘istallazioni’ per consentire anche alle donne di far la pipì stando in piedi si stiano rapidamente diffondendo in tutto il Paese.

Ecco un orinatoio per signore. Scomodo? Difficile da utilizzare? Ma in alto ci sono le istruzioni !!!!

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Beh, certo! Ci vuole un attrezzino giusto. Ma eccolo a disposizione!

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Che dire? Se ne sentiva la necessità? E quando scappa?

smile1 Eh, eh !!!

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Finalmente tutti d’accordo

Non sono certo uno che nutre simpatia per l’IDV e per i suoi leader, ma se qualcuno di loro prende un buona iniziativa mi piace segnalarlo. Questa è una di quelle.

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.

Indovinate un po’ come è andata a finire ! :
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498).

Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.

Via il blog di Borghesi

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Tempo di caldarroste,… almeno quelle!

Oggi non mi va di parlare di tante cose: di Santoro eletto a ‘martire dai paramenti viola’, di Ivan Bogdanov, cocco di mamma e novello eroe serbo, dell’’Università e della scuola senza fondi, dell’ unica casa a Montecarlo senza valore, delle solite violenze sulle donne e sui minori, delle porte del Grande Fratello che si riaprono al Nulla, etc, etc.

Vorrei parlare si cose che mi fanno vedere un bicchiere ancora mezzo pieno:
– Di quei minatori che hanno rivisto la luce prima del previsto, dopo aver rischiato di perderla per sempre. Ma è di un Paese tanto lontano.
– Di un anniversario; quello della “marcia dei quarantamila”, che luce ha ridato ad uno dei momenti di maggior tensione nel nostro Paese. Ma è di trent’anni fa.

Mi restano le caldarroste. Leggo che a Milano le cuoce ancora una volta Roberto Palma, il “caldarrostaio” di Pietrasanta, che da venticinque anni è sempre lì, in piazza Duomo, con la sua bicicletta, il suo carbone e le sue castagne. Non potrebbe farlo. Ma non è il solo e da quest’anno c’è anche un cinese, Angelo. Miracoli dell’integrazione.

E’ il 14 ottobre 2010. Chissà ! Magari domani sarà un altro giorno.

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Amici 10 del 9 ottobre (2/a parte): I voti e qualche considerazione

Quest’anno i ragazzi titolari di un banco si sottopongono individualmente, ogni settimana, ai voti delle Commissioni.

Per i cantanti c’è un voto espresso dai giornalisti, che è espresso dalla media dei tre loro voti, uno dai discografici, che è espresso dalla media dei cinque loro voti , e uno dal maestro Vessicchio.

Se la media dei voti dei giornalisti, o quella dei discografici, o il voto di Vessicchio non sono almeno pari al sei, il banco del titolare è “a rischio”. E’ quel che è successo a Stefan. Lo vedete nella tabellina qui sotto.

Cosa significhi “a rischio” non ci è dato di sapere, ce lo diranno poi. E, tanto per cambiare, siamo al solito “pongo regolamento”

In merito hai voti dati devo dire che mi trovano d’accordo, eccezion fatta per quelli di Francesca che trovo eccesivi.

Possiamo già sbilanciarci per un pronostico? Sarà l’anno di Annalisa? O di Antonio? Lo vedremo.

Per i ballerini la cosa è più semplice. Ognuno dei tre commissari esterni esprime un voto e il banco è a rischio se c’è anche solo un’insufficienza. Queste le votazioni:

Una cosa da notare: Giulia, 19 anni, è entrata con voti alti come ballerina classica.
Pur non avendo esperienza ha deciso di optare per il moderno di Garrison.

Si sente più femmina, più donna. Auguri ! Il fisico è quello: wooow !!

(P.S.- Sarà contenta la mamma?)

Ed ora qualche considerazione generale.

Tutti gli anni, quando ricomincia Amici, sento la solita tiritera: “com’erano belle le prime edizioni, quelle sì che erano una scuola, quelle sì che forgiavano i ragazzi, tutti dovevano cimentarsi in tutte le discipline!”

Sono balle.

Da quei primi anni A.C. (Ante Carta) di cantanti di successo non ne è venuto fuori nessuno, nessuno ha veduto quattro dischi, nemmeno nell’anno in cui ha vinto. Di attori manco l’ombra. E se qualche ballerino si è rivisto in tv è solo perché è ritornato proprio ad “Amici”.
E la trasmissione nessuno, o quasi, se la filava.

Che belli quegli anni.

Poi “Amici” è cambiato. E’ arrivato l’anno di Carta Marco che ha visto il boom di ascolti, il boom dei televoti, i successi discografici di quel ragazzino un po’ stonato ma pieno di tenerezza e l’affermarsi del suo mentore Luca Jurman. E si sono finalmente svegliati i discografici, che prima chissà dov’erano e di cosa si occupavano.

Il D.C. (Dopo Carta) non è stato tutto rose e fiori per la trasmissione. Il successo commerciale ha portato alle storture del Dio Denaro: investimenti al televoto, eccessive polemiche e discussioni, mania di protagonismo di molti professori, favoritismi più o meno voluti e ingiustizie più o meno grandi, maleducazione da stress di molti partecipanti.

La “Amici-vetrina” però è diventata sempre più importante e ha determinato un grosso successo di alcuni protagonisti.

Posso apprezzare che la produzione abbia cercato quest’anno di modificare qualcosa, proprio per garantire una maggior trasparenza e regolarità, ma mi pare che troppe cose non tornino. O semplicemente non le capisco. Ne cito alcune:

Per prima cosa i voti settimanali. Possono essere validi per giudicare un’esibizione, ma per mettere in discussione un banco alla prima puntata?

Poi la presenza dei discografici nel decidere se un ‘aspirante’ debba essere ammesso o meno. Fatemi capire: “Amici” è diventato un casting per conto di quei cinque?

Poi il fatto che per vedere le esibizioni di tutti i titolari si sia dovuto aspettare il Martedì successivo. E molti se le saranno perse.

Poi mi chiedo se mai vedremo all’opera quei 32 aspiranti. Di qui a Natale non ci sono che una decina di Sabati…. E se le cose vanno come sono andate per Daniele Blaquier

Insomma, mi sembra che il meccanismo sia ancora tutto da oliare.

Questo il post precedente, a commento del Sabato

Aggiornamento di mercoledì 13

Vedo che nel corso della settimana stanno sfoltendo il numero degli ‘aspiranti’ con esibizioni che richiedono, da parte dei prof che sostenevano l’allievo, la conferma delle valutazioni positive da loro stessi precedentemente espresse. Mi pare comunque che rimangano sempre in troppi.

Come premio  di “miglior allievo della settimana” ad Annalisa è stato fatto omaggio di uno stage di una settimana con Fiorella Mannoia; a  Deborah è stato fatto omaggio di una doppia esibizione sabato prossimo.

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A proposito di dossieraggi

Vi alllego due articoli apparsi in questi giorni sul tema Il Giornale, la Marcegaglia, certi PMe la libertà di stampa.

Il primo è di Piero Ostellino per Il Corriere del 10 settembre. (a pag. 2)
Il secondo è di Gianpaolo Pansa per Il Riformista del 9settembre.( a pag. 3)

Concordo con loro al 100%.

 

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