Gli aquiloni di Gaza

Nel cielo di Gaza sono volati l’altro giorno 7.000 aquiloni colorati.

Li hano fatti volare settemila bambini palestinesi come simboli della pace, della gioia di vivere e della speranza in un mondo migliore.

Bellissimo.

Mi hanno fatto ricordare che gli aquiloni erano la passione del tenero Charlie Brown, anche se i suoi aquiloni finivano sempre su un albero “mangia aquiloni”, l’albero cannibale.

Tutti noi abbiamo un albero cannibale che ci aspetta dietro l’angolo, ma l’importante è che il nostro aquilone resti sempre bello e pieno di colori fino all’ultimo giorno.

Auguriamocelo e godiamoci questa piccola clip. (link)

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Lo scoppio degli oleodotti di Dalian, in Cina

Probabilmente non ci rendiamo conto di cosa sia stata esattamente l’esplosione del 16 luglio di due oleodotti nel porto di Dalian, in Cina.

Le fiamme sono divampate per oltre 15 ore e 1500 tonnellate di petrolio sono defluite nel Mar Giallo, da due a quattro volte la quantità del disastro BP nel golfo del Messico.

La macchia d’olio ha coperto un’area di 430 chilometri quadrati.

Il lavoro di pulizia delle acque è fatto per la maggior parte manualmente, senza speciali attrezzature, dai pescatori e lavoratori locali e statali. Sono impiegate 250 navi e 8.000 barche da pesca.

Le Big Pictures del boston.com, come sempre splendide, ci danno un’idea del disastro ambientale che è accaduto.

Le trovate QUI e QUI.

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Allucinante. Questa è la Corea del Nord

Ai recenti Mondiali di Calcio in Sudafrica la Corea del Nord era l’unica nazione che non vedeva in diretta le partite della sua squadra per il timore che si udissero o notassero slogan o immagini non in linea con l’interesse del regime.

La cosa mi aveva sconcertato non poco, ma non era nulla rispetto alla notizia che appare su La Stampa di oggi a firma Gianluca Oddenino. (LINK)

Dice:

Nord Corea, punizione per Nazionale. Atleti alla gogna e ct in cantiere

I giocatori e l’allenatore della nazionale nordcoreana ufficialmente sono stati rimproverati dal governo per le pessime performance in Sudafrica, ma in verità avrebbero subito una pubblica umiliazione. Il ct Kim Jong-hun, infatti, sarebbe stato mandato a lavorare in un cantiere edile, mentre l’intera squadra è stata costretta a restare in piedi il 2 luglio scorso su un palco allestito al Palazzo della Cultura popolare, appena tre giorni dopo il rientro dal Sudafrica, per essere sottoposta a una feroce critica ideologica di sei ore.

Una vera e propria gogna, che lontanamente richiama il trattamento subito dai giocatori della Corea del Nord nel 1966. Eliminarono l’Italia dal mondiale inglese, ma al ritorno il «premio» fu una deportazione nei campi di lavoro.

Ora per «l’incapacità mostrata nel seguire le indicazioni fornite dal “caro leader” Kim Jong-il» i gerarchi nordcoreani che hanno pianificato un’altra punizione esemplare. Circa 400 funzionari, tra cui il viceministro del Partito dei Lavoratori e ministro dello Sport, Pak Myong-chol, altri atleti e studenti hanno preso parte alla pubblica critica, mentre a Ri Dong-kyu, il telecronista della tv pubblica Kctv, è stato affidato il compito di elencare punto per punto gli errori di ogni singolo giocatore.

Roba da Fantozzi. «Il ct e i calciatori – spiega una fonte alla Radio Free Asia – sono stati costretti a restare in piedi. Alla fine della sessione i giocatori hanno a loro volta criticato l’allenatore».

Una punizione che non ha colpito i due giocatori del Nord nati e residenti in Giappone: An Yong-hak e Jong Tae-se. Quest’ultimo era scoppiato in lacrime alle note dell’inno nordcoreano prima del match col Brasile. Forse per questo è stato risparmiato: anche i dittatori hanno un cuore.

Non ho parole.

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Nicola Vizzoni: un martello d’argento

Con un lancio del martello a 79,12 metri, Nicola Vizzoni ha conquistato ieri l’argento agli Europei di Atletica Leggera di Barcellona.

Era il suo ultimo lancio ed era appena stato scalzato dal terzo posto da un atleta bielorusso.

Lo stadio ha udito l’urlo che accompagna ogni suo lancio (LINK) ed ha salutato con un boato quel martello d’argento che volava lontano.

Andrea non è più un ragazzino. Ha ormai 37 anni. Nel suo palmarès ci sono 11 titoli italiani e 2 ori ai giochi del Mediterraneo, ma solo un argento nelle grandi competizioni internazionali: quello Olimpico di Sydney 2000. Dieci anni fa.

Non ha mai mollato e ce l’ha fatta. Bravo Andrea, questo argento vale doppio.

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A proposito di intercettazioni e bavagli

E parliamo di intercettazioni.

Che esita il problema di una regolamentazione, credo che lo riconoscano tutti.

Attualmente è in corso di discussione una legge che è stata oggetto di feroci critiche che toccano soprattutto due aspetti:
– da un lato i limiti previsti per la durata delle intercettazioni e le relative modalità di autorizzazione e proroghe.
– dall’altro i limiti alla “libertà di informare”, che viene ancor meglio venduta come “il diritto del cittadino ad essere informato”.

Sul primo punto penso che lo strumento sia indispensabile. Ne ha bisogno chi si sforza di indagare proteggerci e innegabili sono stati i risultati ottenuti in questi anni. Penso quindi che non siano accettabili limiti all’uso di questo strumento.

Forse, e sottolineo “forse”, solo un controllo dei costi. Non si può spendere all’infinito per reati di poco conto; non si può spendere all’infinito per perseguire un reato che magari potrebbe dar particolare lustro alla Procura se si va a discapito di altri più gravi. Potrebbe essere utile un budget annuale per capitoli di spesa del quale le diverse Procure dovrebbero render conto e dal quale potrebbero, se del caso, anche sforare qualora emergano casi di particolare gravità dimostrabili a consuntivo. Tutto questo solo per evitare impreevisti buchi di bilancio, dell’ordine di quelli di certe Regioni in materia di Sanità.

Qui sorvolo su un paio di domande che mi verrebbero spontanee:
– come mai le intercettazioni che riguardano un particolare colore politico sono in così stragrande maggioranza? Forse vorrebbero farci credere che gli altri sono tutti santi?
– e che ne facciamo delle forze dell’ordine che un tempo svolgevano personalmente le indagini e che ora, con l’utilizzo del nuovo strumento, non servono più.
Ma questi sono altri films.

Sul secondo punto il problema mi pare che sia difficile trovare un necessario punto d’equilibrio tra diritto all’informazione e diritto di ognuno di essere giudicato colpevole da regolari processi e non da processi mediatici.

La stampa strepita contro il “bavaglio” e ne ha ben d’onde, perche da un lato si vede cancellare o fortemente ridurre una fonte di notizie fondamentale per la vendita dei giornali e dall’altro si vede negare lo strumento della pressione politica che è certamente quello che più sta a cuore a molti.

Ma, premesso che le fughe di notizie sono comunque inaccettabili e che i responsabili devono essere giustamente puniti, la stampa una gran parte di ragione ce l’ha: il diritto di informare è sacrosanto.

Correttezza vorrebbe che fosse sempre precisato che le informazioni fornite sono quelle basate sugli atti dell’accusa e che ci si dotasse di un codice etico sulla falsariga, ad esempio di quello della stampa tedesca, che stabilisca, che il principio della presunzione di innocenza degli accusati deve valere anche nell’informazione giornalistica e che si deve distinguere chiaramente tra sospetti e prove di colpevolezza, senza mettere mai nessuno alla gogna.

Ma questo forse è chieder troppo.

E allora lasciamo pure che la nostra stampa si comporti come meglio crede, ma quando sbaglia PAGHI e risponda del danno per aver trasformato la vita di qualcuno in una sorta di carcere a cielo aperto facendolo apparire come quel mostro che poi se l’è cavata grazie agli avvocati.

Leggo, a questo proposito, questo articolo Tempeste imperfette, di Riccardo Barenghi per La Stampa (LINK)

Tratta delle cosiddette tempeste mediatiche che hanno colpito alcuni personaggi pubblici di destra e sinistra, nel recente passato e dice:

«Ora, nessuno qui pensa che noi giornalisti non abbiamo commesso errori, esagerazioni, a volte prendendo anche topiche colossali, sbattendo qualche mostro in prima pagina per poi scoprire che mostro non era. E questo vale anche per i politici ma soprattutto per i poveri disgraziati, magari accusati di reati comuni e poi risultati innocenti. Quelli insomma che non hanno le barche o almeno le scialuppe adatte per salvarsi dalle tempeste.
Gli altri invece, gli uomini o le donne che esercitano in qualche forma il potere, hanno tutte le armi in mano per reagire, possono scrivere ai giornali, concedere interviste, dichiarare pubblicamente la loro innocenza. E infatti usano queste armi con una certa frequenza. Ma soprattutto possono, anzi dovrebbero, dimostrare la loro estraneità nelle sedi proprie, ossia quelle giudiziarie. Basti pensare a come si è difeso Andreotti dalle accuse di mafia.»

Già ma mi domando perché gli uni abbiano dovuto subire senza potersi difendere e perché gli altri debbano essere messi nella scomoda e costosa condizione di difendersi da colpe che non hanno.

E’ come dire: se ne ammazziamo qualcuno pazienza, è parte del sistema, e se qualcun altro diventa per qualche tempo un mostro che colpa ne abbiamo? Tanto i soldi per difendersi ce li ha.

No. Non ci sto.

Nessuno ha licenza di uccidere. Tanto meno la stampa. E se delle proprie armi, in questo caso dell’informazione, ne fa un uso scorretto, se ne assuma la responsabilità e paghi.

Ma paghi salato e non con i sistemi a babbo morto delle querele e contro querele. Con sistemi rapidi che consentano di risarcire le vittime in tempi brevi.

Questo è quel che dovrebbe prevedere la legge.

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Europei di Atletica a Barcellona. Chi ben comincia…..

Ha preso il via ieri a Barcellona la nuova edizione dei Campionati Europei di Atletica Leggera.

Sono anni ormai che l’Italia non brilla troppo in questa madre di tutti gli sport; ma è una madre povera!

Tre medaglie nella precedente edizione a Göteborg, Svezia, nel 2006: due d’oro, Stefano Baldini nella maratona e Andrew Lowe nel salto in lungo, e una di bronzo, Elisa Rigaudo, nella 20 Km di marcia.
Due alle Olimpiadi di Pechino nel 2008: una d’oro, Alex Schwazer nella 50km di marcia, e uan di bronzo, Elisa Rigaudonella 20 Km. Di marcia.
Zero ai Mondiali di Berlino dell’anno scorso.

Questa volta siamo partiti bene:

Argento per Alex Schwazer nella 20km di marcia. (Chi non si accontenta mai avrebbe voluto l’oro). Lo rivedremo nella 50 KM.

Bronzo, inatteso e quindi doppiamente gradito, per Daniele Meucci, a un soffio dall’argento, nei 10mila metri.

Bravi ragazzi !! Con l’augurio che ne arrivino presto altre!

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Olimpiadi di Matematica: complimenti ragazzi !

A inizio maggio si sono svolte a Cesenatico le Olimpiadi di Matematica per le scuole italiane di secondo grado

Ha vinto Luca Ghidelli (nella foto), del liceo scientifico Amaldi di Alzano, in provincia di Bergamo, che già si era aggiudicato il primo premio ex aequo nell’edizione precedente.
Secondo Giovanni Paolini, del liceo scientifico Nicolò Copernico di Brescia, e terzo Fabio Bioletto di Ivrea.

Il liceo scientifico Carlo Cattaneo di Torino si è aggiudicato la gara a squadre.

I tre, unitamente a Federico Glaudo, Andrea Fogari e Andrea Bianchi hanno quindi partecipato in rappresentanza dell’Italia alle Olimpiadi Internazionali di Matematica svoltesi dal 2 al 14 luglio a Astana in Kazakistan.

La squadra italiana si è classificata all’11/o posto. Un piazzamento di tutto rilievo considerando che erano rappresentati 96 Paesi con 517 concorrenti.

Ha vinto la Cina, seconda la Russia terzi gli Stati Uniti.

Si sono svolte sei prove, ciascuna con punti da 0 a 7. Il massimo del punteggio, 42, è stato realizzato da un solo ragazzo, il cinese Zipei Nie

Sono state assegnate 47 medaglie d’oro (erano necessari almeno 27 punti su 42), 104 d’argento (erano necessari almeno 21 punti) e 115 di bronzo (erano necessari almeno 15 punti).

Luca Ghidelli si è aggiudicato una delle medaglie d’oro con 30 pt.

Giovanni Paolini, Fabio Bioletto, Andrea Fogari hanno conquistato l’argento;

Federico Glaudo e Andrea Bianchi il bronzo.

Complimenti ai ragazzi !!!!!!!!!

PS – Ma chissà perché queste belle notizie bisogna cercarle col lanternino ?!?!

Quste le prove, per chi fosse interessato. ita1 e ita2

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Carta clonata? No era la mogliettina….

La notizia è de Il Messagero di oggi (LINK), che titola:

Biella, denuncia clonazione carta credito. Ma era la moglie a usarla di nascosto

Denuncia la clonazione della carta di credito senza sapere che era la moglie a svuotargli il conto. Un sessantenne di Biella pensava di essere stato vittima dello skimmer, il dispositivo in grado di “rubare” i codici delle card, ma ha poi scoperto che era la moglie ad utilizzarla di nascosto per fare shopping. La polizia postale ha denunciato la signora, 58 anni, per utilizzo indebito di carta di credito.

Beh, l’ha poi usata solo quattro volte per qualche capriccetto extra da 1200 euro in totale.

Ma quante altre fanno la stessa cosa?

Controllate uomini, controllate !!! 🙂 🙂 🙂

PS – Questo, comunque, una nomination per il Pirla d’Oro 2010 non la merita?

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Tour de France. Foto II/a parte

Ed ecco la seconda parte delle foto del Tour de France, pubblicate da The Big Picture, del Boston.com

Sono sempre eccezionali, non perdetevele.

Questo è il LINK

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I troppi soldi sgonfiano il pallone

Troppi soldi girano intorno al calcio

La recente vittoria ai mondiali di calcio in Sudafrica, ha fatto guadagnare alla Federazione Spagnola un premo FIFA di 24,0 milioni di euro. All’Olanda, seconda, ne sono andati 19,2 milioni, alla Germania 16,0 e all’Uruguay 14,4.
Bei soldi! Ma non solo:
– alle squadre classificate tra il 5/o e l’ 8/o posto 11,2 milioni di Euro ciascuna
– alle squadre classificate tra il 9/o e il 16/o posto 7,2 milioni di Euro ciascuna
– alle squadre classificate tra il 17/o e il 32/o posto, tra cui l’Italia, 6,4 milioni di Euro ciascuna
A tutte inoltre è stato riconosciuto un rimborso di 800mila euro a titolo di “preparation cost”.

E le singole Federazioni cos’hanno promesso ai calciatori? In caso di vittoria:
– 600 mila euro a ciascun calciatore per la Spagna (che se li sono intascati, beati loro!)
– 520 mila Euro a ciascun calciatore Argentino
– 470 mila Euro agli Inglesi
– 340 mila Euro ai Portoghesi
– 300 mila ai Francesi
– 250 mila ai Tedeschi
– 240 mila agli Italiani
– 120 mila ai Brasiliani
Premi minori, ma comunque interessanti, per il secondo posto o i vari passaggi di turno.
Certo che a vedere com’è andata non ci sarebbe molto da stupire per l’insuccesso dei brasiliani e dei nostri.

Ma forse non è proprio così.

La rivista Sport Illustrated ha recentemente pubblicato la classifica dei maggiori guadagni derivanti sia dall’attività agonistica che dai compensi dagli sponsor, degli atleti nel 2009.

Tra gli americani:
– Al primo posto Tiger Wood con 90,5 milioni di $ (al quale gli scandali sessuali hanno fatto perdere qualche sponsor per 20milioni di $, ma non è caduto certamente dall’alto;
– Poi un altro golfista, Phil Mickelson con 61 milioni di $, un pugile Floyd Mayweather con 60 milioni di $ e poi, tra il 4/o e il 10/o posto in classifica, giocatori di basket, baseball e football americano con guadagni compresi tra i 27 e i 45 milioni di $.

Tra i non americani:
– i tennisti Roger Federer con 62 milioni di $ e Raphael Nadal con 27 milioni di $
– un pugile, il filippino Manny Pacquiao con 38 milioni di $, un giocatore di baseball giapponese, Ichiro Suzuki, con 37 milionidi $: e il cestista cinese Yao Ming, con 343 milioni di $, 7,000,000
– poi Valentino Rossi 35 milioni di $, Lewis Hamilton 27 milioni di $ e Fernando Alonso 25 milioni di $

E i calciatori? Eccoli:
– – Lionel Messi 44 milioni di $
– – Cristiano Ronaldo 40 milioni di $
– – David Beckham 41 milioni di $
– – Zlatan Ibrahimovic 20 milioni di $
– – Kaka 21 milioni di $
– – Ronaldinho 27 milioni di $
– – Thiery Henry 24 milioni di $

E’ vero, questi sono quelli che in una partita “possono fare la differenza”, ma in Sudafrica non c’erano o di differenza non ne hanno fatto proprio nessuna.

Ma ve ne ricordate? Fino a qualche anno fa, nelle classifiche internazionali degli atleti più pagati al mondo,di calciatori non c’era nemmeno l’ombra.

Ed ora diciamo che un buon calciatore, uno di quelli capaci di “far la differenza”, tra ingaggi, premi e sponsorizzazioni non guadagna meno di 8-10 milioni di $ l’anno; e questo per molti anni. E non dobbiamo sorprenderci se il Camerunese Eto’ spende 20 milioni di $ per comprarsi un ‘appartamentino’ da mille mq. in via Turati a Milano. Ma non dobbiamo sorprenderci se di quei premi che per noi sono enormi e ci permetterebbero di realizzare qualche sogno, a loro non fanno neppure il solletico. Tant’è che tutti i nostri avevano promesso di devolverne parte per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia; tanto più che si rendevano perfettamente conto che non li avrebbero visti neppure da lontano.

Troppi soldi ammazzano gli stimoli nello sport; soprattutto in quelli di squadra, dove coloro che dovrebbero far la differenza di stimoli non ne hanno più nessuno.

E senza stimoli non si va da nessuna parte.

E così han ben figurato quelli che di stimoli ne avevano ancora qualcuno. Non di soldi, ma di fama e gloria: gli Sagnoli e gli Olandesi, per il primo titolo mondiale a portata di mano, i tedeschi, giovani in cerca di gloria, e gli Uruguayani, dopo 42 anni e i primi del Sudamerica,

Gli altri di stimoli ne avevano pochi, e di qualità, spesso, ancor meno. Compresi i nostri.

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