Allegria !!! Si fuma e si scopa al Bundestag.

E sì, non si fanno mancar niente al Parlamento Tedesco. Ne dà notizia Affaritaliani.it:

Accanto ai distributori automatici di sigarette, nel Bundestag ci sono adesso anche tre macchinette che distribuiscono i preservativi. Lo rivela lo Spiegel, secondo il quale l’idea potrebbe avere un successo commerciale, poiche’ oltre ai 622 deputati, a frequentare giornalmente l’edificio del Reichstag sono 2600 dipendenti del reparto amministrativo piu’ 20mila fra giornalisti, lobbisti e addetti alla manutenzione.

Il deputato socialdemocratico Sebastian Edathy ha criticato la trovata, sostenendo che “le colleghe e i colleghi interessati a questi prodotti troveranno il tempo per andare al supermercato ad acquistarli”.

Certamente, ma se preme la sveltina ??!!! 

Via: Germania, preservativi distribuiti in Parlamento
Pubblicato in Sorridiamo anche un po', Stuzzichini e curiosità | Contrassegnato , , | 2 commenti

Quante pagine di storia, domani a Torino.

Cinquecentomila Alpini  sono attesi qui a Torino, domani e dopodomani, 7 e 8 maggio.

Formatisi nel 1872, sono il più antico corpo di fanteria da montagna attivo nel mondo.

Con il loro 84esimo raduno nazionale celebreranno i 150 anni dell’Unità d’Italia, tutti insieme,  uniti per il tricolore, indipendentemente dalle divisioni sociali e politiche.

I loro muli non ci sono più, ma quante pagine di storia hanno scritto per noi.

Benvenuti e grazie a tutti voi!

Mi scrive Vincenzo:

Grazie Frz per la menzione sugli alpini, per precisione, oltre all’orgoglio per l’appartenenza al Corpo, molti di essi festeggiano con brindisi e brindisi ma io, e non solo io certamente, vorrei ricordare il sangue versato senza economia sui campi di battaglia.
Solo un paio di cifre: il Corpo di spedizione in Russia contava circa 110.000 alpini, ne tornarono meno di 8.000!
Aggiungo una breve parentesi, nonostante il vino, mai nessuna adunata ha dato luogo a fatti di cronaca e quando l’adunata finisce il motto è sempre stato “lasciamo la città più pulita di come l’abbiamo trovata”
Domenica sfilerò anch’io con i miei “fratelli alpini”.

Saluti a tutti e grazie ancora a te Frz.
Vincenzo

Pubblicato in Fatti e notizie dall'Italia, Risorgimento e Unità d'Italia | Contrassegnato , , | 6 commenti

Fino a quando nella scuola abbonderanno le mele marce …

Gian Antonio Stella, sul Corriere di oggi, ci parla dell’ultimo rapporto di Tuttoscuola e dice:

Sono impressionanti, alcuni dei dati contenuti nel dossier del mensile diretto da Giovanni Vinciguerra  Numeri che offendono tutti quei maestri, bidelli, professori che quotidianamente si spendono con generosità per mandare avanti la scuola nonostante le delusioni, gli stipendi ingenerosi, le carenze infrastrutturali, la perdita di peso e di status nella società. Ma offendono soprattutto i maestri, i bidelli, i professori del Mezzogiorno che cercano di arginare con la loro dedizione e la loro professionalità i buchi lasciati dai colleghi furbetti e vengono ingiustamente esposti dalle statistiche al pubblico sconcerto, alla pubblica riprovazione.

L’aria dello Stretto fa male ai professori? – si chiede ironicamente – Non puoi non farti questa domanda davanti ai dati dell’ultimo rapporto di Tuttoscuola: in media i docenti reggini si ammalano 12,8 giorni l’anno. Tre volte e mezzo di più dei colleghi astigiani: 3,6 [..] I docenti che fanno meno assenze per malattia sono sempre quelli del Piemonte. Quelli che ne fanno di più  sono invece quelli della Calabria, che si assentano dal servizio più del doppio dei colleghi piemontesi.

Analogamente per il personale ATA: la provincia con meno assenteismo è quella di Cuneo (7,5 giorni all’anno), quella con più assenteismo per motivi di salute quella di Nuoro, che sfiora (in media) i 15 giorni (Reggio Calabria è subito dietro con 14,5 giorni.

Sui Precari dice: emergono differenze altrettanto abissali. Spiega il rapporto: «La precarietà è di casa al Nord, mentre è molto più attenuata al Sud e nelle Isole». Qualche esempio? Solo 5,6% di docenti precari nella scuola dell’infanzia statali al Sud e 18,9 nel Nord-Est, solo 3,2 nelle primarie al Sud e 16,2 nel Nord-Ovest, 24,5% tra insegnanti di sostegno al Sud e 56,2 al Nord-Est.

Il dato più preoccupante – aggiunge – tuttavia, è probabilmente quello sull’abbandono scolastico: «Ancora una volta Sardegna, Sicilia e Campania registrano le più alte punte di dispersione scolastica, perdendo per strada – negli istituti tecnici – circa quattro ragazzi ogni dieci iscritti al primo anno». Eppure il dato che «sembra destinato a fare sensazione», perché inaspettato, «è quello che attribuisce alla provincia di Novara la palma del maggior abbandono scolastico: il 36,3 per cento degli iscritti, alla fine del quinquennio dei licei classici e degli istituti ex magistrali, e il 46,8 per cento alla fine del biennio iniziale degli istituti professionali». Una ecatombe. Soprattutto se i numeri vengono «paragonati con quelli delle province più virtuose: Perugia perde per strada solo l’1,6 per cento degli studenti, alla fine del biennio iniziale degli istituti professionali. Alla fine del biennio iniziale degli istituti tecnici a Campobasso si ritirano l’1,8% dei ragazzi, a Novara – che ha anche qui il record negativo nazionale – il 30,1%». Agghiacciante.

Quello, però,  che personalmente più mi fa riflettere è il dato relativo ai voti. Dice Gian Antonio Stella:

Non è solo in questa tabella, tuttavia, che la Calabria svetta in cima alle classifiche. Ma anche, per esempio, in quella dei voti più alti dati ai maturandi. Spiega infatti il dossier della rivista, sotto un titolo ironico («quasi geni a Vibo Valentia») che nel Vibonese «si registra alla maturità una delle più alte percentuali di studenti promossi con il massimo dei voti e la più bassa percentuale di studenti promossi con il minimo dei voti». Tanto per capirci: il 33,6% dei diplomati può mettere in bacheca un 100 o addirittura un 100 e lode. Una percentuale molto più alta della media nazionale (23%) ma addirittura tripla rispetto a quella della provincia di Varese. Domanda: è mai possibile che tutti i cervelloni si erano concentrati nel Vibonese e tutti i somari nel Varesotto?

Come è possibile prendere sul serio un dato come questo se viene drammaticamente smentito, ad esempio, dai rapporti Pisa [..]. E’ una malizia immaginare che a Vibo Valentia i docenti usino un metro di misura diverso da quello usato a Varese? La tendenza, del resto, è uguale a livello di macroaree: i «bravissimi» premiati con il 100 o il 100 e lode sono nel Sud il 25,8%, nel Nord-Ovest il 18,7: quasi un terzo di meno. Sul piano regionale, le differenze sono ancora più marcate: gli studenti che escono con il massimo dei voti dagli istituti superiori calabresi sono il 30,4%. Da quelli lombardi la metà: 16,6%.

Uno squilibrio totale che lo stesso rapporto di Tuttoscuola sottolinea: numeri alla mano, c’è da scommettere che si aprirà «un vivace dibattito sui criteri e sui metodi di valutazione degli studenti».

Già i criteri di valutazione. Ma quelli degli studenti sono lo specchio di quelli dei docenti che li preparano. E qui ho una domanda. Come possono gli insegnanti che  lavorano con tanta passione, dedizione e professionalità tollerare una situazione di questo genere? Come possono tollerare che le mele marce siano retribuite al pari di quelle buone, che gli studenti con voti fasulli si affaccino al lavoro con credenziali superiori a quelli con voti seri, che il loro prezioso lavoro finisca nel pubblico sconcerto e alla pubblica riprovazione. Fino a quando nella scuola abbonderanno queste mele marce la mia lettrice Dora continuerà a scrivermi Non so se vedrò mai una scuola migliore, ma il rispetto che è dovuto alle categorie non è dovuto ai docenti? Quando ho scelto questo lavoro sapevo che non avrei guadagnato,ma non mi aspettavo di non vedere mai riconosciuto il mio lavoro

I mezzi di valutazione ci sono e indicano chiaramente quali sono le aree e le scuole dove la preparazione degli studenti è carente e non raggiunge i livelli minimi di apprendimento. E sono i test Invalsi. Li si critica perché si teme che la scuola si riduca a corsi di addestramento ai test, ma questo si può evitare e si può prevenire.

Valutare la scuola e gli insegnanti è un MUST. Non se  rifiutino gli insegnati migliori. E se i test non vanno bene, si proponga uno strumento migliore, ma si provveda. Valutare la scuola è l’unico mezzo per migliorarla.

Via: Il Corriere – Prof malati, a Reggio il triplo che ad Asti

Questo il mio precedente post sullo stesso argomento

Pubblicato in Scuola | Contrassegnato , , , , , , , | 7 commenti

Una vita normale. E’ chieder troppo?

Dal Corriere del 18 aprile 2011 questo articolo di Francesco Alberoni, per la sua rubrica Pubblico & Privato (LINK):

“Il sogno del buon cittadino: una vita ordinata e solidale”

C’è il desiderio diffuso di coltivare valori ed educazione

Le elezioni amministrative sono l’occasione per sentire i disagi della gente comune, per percepire il malessere diffuso, la sofferenza che non viene detta nei dibattiti televisivi o gridata nelle manifestazioni politiche, ma che cogli nelle conversazioni private, nelle confidenze all’amico o al vicino. Quest’anno io percepisco un grande bisogno di moralità, di serietà e di rispetto.

Il popolo ha subito tre traumi. Il primo è la crisi economica con l’impoverimento, la disoccupazione e l’incertezza del futuro. Il secondo è vedere coloro che l’hanno prodotta, i grandi banchieri, i finanzieri e i loro amici politici che, anziché venir puniti, si regalano buonuscite di decine di milioni di dollari. Il terzo è l’interminabile rissa fra i massimi esponenti della politica italiana che arriva nelle case amplificata dalla televisione.

Una rissa che si svolge all’interno della élite del potere e della cultura, ma che ha pochi rapporti con i problemi della vita di ogni giorno. Molta gente non trova più fra gli ottimati, i potenti che dovrebbero dare la guida e l’esempio, un modello ideale e rassicurante, e si scopre sola ad affrontare i problemi vecchi e nuovi. Vecchi problemi come la tradizionale inefficienza e le lentezze degli uffici pubblici e nuovi problemi creati da ditte privatizzate che non si prendono cura del cliente e pensano solo al guadagno.

La vecchia oppressione della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, a cui si sono aggiunti la maleducazione, l’indifferenza, gli automobilisti ubriachi, la droga, il frastuono sguaiato delle movide. E il peggioramento delle relazioni umane dove sono spariti e disprezzati i valori tradizionali, prima di tutto il rispetto della parola data. C’è gente che si fa prestare i soldi e non li restituisce, ditte che ti fanno lavorare e non ti pagano, persone e imprese che non pagano la merce che hanno acquistato. Un tempo l’avrebbero fatto ma o se ne sarebbero vergognati.

Da qui nasce il desiderio diffuso di una vita più ordinata, dove ci sia ancora la buona educazione, l’aiuto reciproco, la cortesia, l’amicizia, dove si va in soccorso di chi ha bisogno, di chi è in pericolo. E l’esigenza di amministratori, funzionari, magistrati che lavorano seriamente e usano il buonsenso. E di politici competenti che studiano i tuoi problemi e li risolvono davvero.

Sì, condivido. Questo è proprio anche il mio desiderio: una vita più ordinata,

–  dove ci sia ancora la buona educazione, l’aiuto reciproco, la cortesia, l’amicizia,

– dove si va in soccorso di chi ha bisogno, di chi è in pericolo.

– dove amministratori, funzionari, magistrati  lavorano seriamente e usano il buonsenso.

– dove i politici sono persone competenti  che studiano i  problemi e li risolvono davvero.

Ma questa, in fondo, altro non sarebbe che una vita normale. E’ chieder troppo?

Pubblicato in vita quotidina | Contrassegnato , | 5 commenti

Incinte col fai da te, per non rimanere in carcere

Cercano di rimanere incinte pur di uscire dal carcere usufruendo delle misure alternative alla detenzione riservate alle donne in attesa di un bambino. È quanto è accaduto al Coroneo di Trieste, uno dei pochi istituti penitenziari in Italia dove la sezione femminile e quella maschile sono ospitate, separatamente, nello stesso edificio.

Ma come? Con  una “casereccia” inseminazione artificiale.

E cioè, facendosi gettare dalla finestra il liquido seminale di un recluso compiacente in un sacchettino, ricavato dalle dita dei guanti in lattice utilizzati per proteggere le mani dai detersivi. Le donne, a loro volta, per introdurre il materiale organico nel loro corpo si sarebbero servite di cannule trasparenti ricavate smontando penne tipo “Bic”, utilizzate poi a mo’ di siringa.

Stando alle dichiarazioni del direttore del carcere, che ha denunciato lo stratagemma alla Procura della Repubblica e al Tribunale di Sorveglianza di Trieste, pare, peraltro, che, per ora, nessuna detenuta sia mai rimasta incinta.

Crediamogli.

Tuttavia, secondo l’opinione del ginecologo Claudio Giorlandino, presidente della Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale (Sidip),  parrebbe che, rischi di infezioni e malattie a parte,  il sistema abbia una buona probabilità  di successo, all’incirca del 40%.

Al di là dell’orrore che mi suscita questo procedura, mi chiedo  che valore quelle donne possano attribuire alla maternità e che ne potrebbe mai essere di quei figli fatti dalla finestra.

Via: Il Piccolo di Trieste –  Lancio dello sperma in carcere: è per mettere incinte le detenute e Il Gazzettino – Il ginecologo: tecnica casereccia che però può avere buone possibilità.

Pubblicato in Fatti e notizie dall'Italia | Contrassegnato , | Lascia un commento

Contestare tutto e tutti. Ma con quale diritto?

A lineup of the Grande Torino.

Image via Wikipedia

Ormai pare che sia diventato normale e lecito contestare tutto e tutti e non passa giorno che una qualche contestazione non dia fiato alle cronache di ogni tipo.

Fanno la parte del leone quelle di contenuto politico, di ogni colore, ma, da ultimo mi ha colpito quella che è andata in onda ieri, 4 maggio, da parte di un numeroso gruppo di tifosi granata, nei confronti del Presidente del Torino Urbano Cairo.

L’occasione è stata una quelle che più fuori luogo non di potesse immaginare: la funzione religiosa in commemorazione del 62° anniversario della tragedia di Superga, che vide la scomparsa del Grande Torino.

Oltre che fuori luogo, la contestazione pare che abbia assunto caratteristiche di vera e propria violenza, se è stato necessario l’intervento di una sessantina tra poliziotti, carabinieri e Digos per proteggere un uomo, il patron granata, dall’assalto di un centinaio di ultrà, Il tutto, verosimilmente, con il beneplacito di  duemila presenti.

Non sono un tifoso granata e non so quali colpe possa avere il Presidente Cairo, se non quelle di aver forse sbagliato certe scelte sportive o di aver personalmente dilapidato troppo poco del suo denaro, ma ancor meno riesco a capire con quale diritto un gruppo di imbecilli possa permettersi di infangare un luogo e un momento di raccolta nel ricordo di 31 caduti.

Ma tant’è.

E mi chiedo per l’ennesima volta dove potrà portare l’escalation di violenza che ogni giorno non possiamo non constatare e che pervade ogni settore d’attività.

Via: La Stampa –  tensione e insulti a Superga. Aggressione dei tifosi a Cairo

Pubblicato in Fatti e notizie dall'Italia, vita quotidina | Contrassegnato , , , , | 2 commenti

Le lezioni degli altri !!

Due comportamenti degli altri, su fatti molto dissimili, che però hanno molto in comune tra di loro e che mi hanno fatto riflettere in questi gironi.

Il primo, lo riporta l’Adnkronos: William alle Falkland

Breve separazione poco dopo le nozze per William e Kate. Secondo ‘The Sun’ il Duca di Cambridge – che lavora come pilota di elicottero nelle unità search and rescue della Royal Air Force – verrà inviato a settembre per dieci settimane nelle isole Falkland, missione che gli servirà per passare dal grado di co-pilota a quello di pilota. E Kate non potrà stargli accanto

Domanda: sarebbe mai successo da noi?

Il secondo. Così ha annunciato Barack Obama la cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden.

Oggi, sotto la mia direzione, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione mirata contro il rifugio di Abbottabad in Pakistan. Dopo un conflitto a fuoco hanno ucciso Bin Laden e preso in custodia il suo corpo.
Riocordiamo tutti che queste cose noi le possiamo fare non soltanto in base alla ricchezza e alla potenza ma proprio in virtù di quello che siamo. Una sola Nazione, sotto Dio, indivisibile, con libertà e giustizia per tutti. Grazie e che Dio vi benedica e benedica gli Stati Uniti d’America.

Domanda: La cosa sarebbe stata mai annunciata in questi termini in Italia?

Non aggiungo commenti.

Pubblicato in Fatti e notixie dall'estero | Contrassegnato , , , | 2 commenti

Ballando “Giselle” – Le foto della settimana.

Al matrimonio di Kate e William il Los Angeles Times dedica uno splendido servizio che potete trovare qui.

William and Kate: The royal wedding –  from the Los Angeles Times.

Ho preferito scegliere, dalle foto della settimana, questa di una ballerina della Compagnia Nazionale Ungherese di Ballo, nelle prova generale di “Giselle”  di Adolphe Charles Adam. Mi fa sognare.

Tutte le foto della settimana del Los Angeles Times, peraltro, sono splendide. Non perdetevele, le trovate qui.

The week in pictures from the Los Angeles Times.

Pubblicato in 06 Foto: belle e curiose | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Eh sì, ma la Pippa….

Questo slideshow richiede JavaScript.

Pare che abbia avuto un notevole successo Philippa Charlotte Middleton, la bella sorella di Kate!

Mi associo!!!! Eh sì, quandp c’è di mezzo la Pippa… 🙂

Pubblicato in Anche l'occhio vuole la sua parte, Sorridiamo anche un po' | Contrassegnato , , | 16 commenti

Genitori e figli

Lo confesso: mi sento un po’ un vecchio trombone nel proporvi questo pezzo di Gianpaolo Pansa per Lbero oggi, ma molte cose le condivido. Troppe?

 I genitori del Duemila? Tanto vale abolirli

Vi siete mai trovati in un ristorante quando entra una giovane coppia con un paio di bambini? La sala è tranquilla, i clienti pranzano conversando a bassa voce, nessun cellulare suona. All’improvviso, la sala diventa un inferno. I figli della coppia cominciano a scorazzare per il locale, urlano, manovrano le automobili di plastica che si sono portati da casa, s’infilano sotto i tavoli degli altri clienti. I genitori fanno finta di nulla. Anche il proprietario del ristorante non batte ciglio. Se qualcuno protesta, il padre dei bambini lo manda a quel paese.

La scena cambia e diventa una scuola media inferiore. I bulli prosperano. Sono ragazzini terribili che studiano poco o niente, schiamazzano in classe, si prendono gioco dell’insegnante, a volte picchiano i compagni più deboli. Quando arriva la pagella, zeppa di voti orrendi, qualche madre va a protestare dai professori. Difende a spada tratta il figliolo che non merita quei giudizi negativi. Lo fa con un’energia che spaventa. Un giorno una insegnante mi ha detto: «I genitori sono diventati i sindacalisti dei loro figli!».

Terza scena: le strade di una grande città. La sera diventano il campo di battaglia delle baby gang. Il teppismo giovanile dilaga. Non c’è più differenza tra violenti del posto e violenti immigrati. Le loro scorribande non conoscono limiti. Spesso vengono riprese dalle telecamerine dei capi banda. Poi sono affidate a YouTube oppure a Facebook, affinché tutti vedano quanto le gang siano imbattibili. È accaduto a Milano e in altri luoghi.

Quelle descritte sono soltanto tre tappe di un processo diabolico che ha origine in famiglia. Ha un nome preciso: l’educazione inesistente, accoppiata con la rinuncia all’autorità da parte dei genitori. Un vecchio detto contadino recita: «Cresce quello che si semina». Non hai seminato nulla? Non crescerà nulla. I tuoi figli verranno fuori vuoti, storti, indifferenti a qualsiasi norma etica e incuranti di qualunque norma di legge.

PREMI E PUNIZIONI

Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Per questo motivo non getto la croce addosso alle famiglie dei quattro ragazzi che in Toscana hanno massacrato i due carabinieri. Ma qualche domanda i parenti se la saranno fatta, purtroppo soltanto dopo quell’assalto vigliacco. Si saranno chiesti come mai abbiano permesso che tre minorenni e un maggiorenne di appena 19 anni siano stati liberi di passare la notte a un rave party. Per poi ubriacarsi, drogarsi e aggredire la pattuglia che li aveva fermati alle dieci del mattino.

Mentre scrivo mi accorgo di essere un anziano signore ingenuo, un marziano nell’Italia del 2011. Oggi molti genitori di domande sui figli non se ne fanno più. Hanno gettato la spugna. Non vogliono sapere niente di loro. Si limitano a finanziarli per non avere la rabbia in casa. La parola “castigo” è diventata una bestemmia. La società odierna rifiuta di castigare, punire, reprimere chi sbaglia. Se poi a sbagliare sono i giovani, l’assoluzione è garantita: poveri figli, si comportano così perché non hanno lavoro e, di conseguenza, neppure un futuro. Quando sento i telegiornali strillare che un terzo dei giovani italiani è senza un impiego, mi irrito. Tra le tante sue colpe, la tivù è diventata la madre di tutte le favole sul destino malvagio delle nuove generazioni. Mai che si dica la verità: il lavoro c’è, faticoso, spesso ingrato, però esiste. Basta adattarsi. Sono gli stessi mestieri che hanno dato da vivere ai nostri genitori. Non sto parlando di secoli fa, ma di un’età più vicina: il Novecento, il secolo che ha visto l’Italia diventare un paese ricco, generoso, senza paura.

Le famiglie italiane hanno informato i figli di come andava la baracca prima che loro nascessero? Penso di no. Insieme al castigo, manca pure la capacità di trasmettere le esperienze delle generazioni passate. I ragazzi cresceranno ignoranti? Pazienza, l’unica cosa che conta è farli sentire soddisfatti, felici, assistiti, convinti di meritare tutto. E di ottenerlo, questo tutto.

GIOVANI CONSUMATORI

Oggi il ragazzo è il cliente di un mercato gratuito, dove si conquista qualunque merce senza fatica e senza soldi. Vuoi la motocicletta, caro figliolo? Certo che la voglio. Dopo verrà l’automobile, l’ultimo aggeggio elettronico, l’abito alla moda, le scarpe costose, le vacanze senza risparmio, i lunghi week end, le donne o i maschi da scopare, i liquori per sbronzarsi, la droga per illudersi che il mondo sia fatto di vecchi stronzi, pronti a tutto pur di far felici i giovani. In parte avviene già così. Come campano i bamboccioni nullafacenti? Vivono sulle spalle dei nonni, che gli sacrificano le loro pensioni. E sulle spalle dei padri e delle madri, che faticano come bestie per consentire ai figli di non faticare.

L’Italia è un’immensa vigna di Papa Giulio, dove l’uva cresceva senza che nessuno la coltivasse. Ma che cosa accadrà il giorno che i nonni per primi e poi i genitori moriranno? E il loro pozzo di San Patrizio risulterà asciutto? Mi è capitato di domandarlo a un ragazzo, simile a quelli che ho descritto. Lui mi ha risposto, lapidario: «Andrò a rubare». Sta già avvenendo. Anche nel clima di odio politico sono sempre i giovani a fare gli incendiari. Lo si è visto di nuovo a Napoli, due giorni fa, quando una gang rossa ha aggredito il candidato sindaco di un altro colore.

Siamo sopra un Titanic che rischia di affondare. Quante famiglie l’ hanno spiegato ai figli? Non lo so. Ma ho un pensiero crudele. È questo: i genitori non servono più a niente. Forse sarà meglio abolirli.

Pubblicato in Adolescenti, vita quotidina | Contrassegnato , , | Lascia un commento