Scuola: aiutare i più bravi o i più somari?

 

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Sfogliando Il Corriere del 31 agosto sono capitato a pag 8 e 9, dove si parla di problemi della scuola.

A pag. 8 il titolo è:

“Lezioni supplementari ai più bravi. Il modello spagnolo a scuola.”

La notizia è quella della proposta del ministro dell’ educazione spagnolo Miguel Soler, che prevede che ai migliori allievi della scuola secondaria obbligatoria (che si frequenta fra i 12 e i 16 anni), possano essere offerti gratuitamente corsi fuori orario di approfondimento della o delle materie nelle quali eccellono.

Secondo il ministro, di solito ci si preoccupa di sostenere chi resta indietro e non chi, invece, non ha problemi; l’iniziativa dovrebbe, quindi, aiutare a colmare le lacune riscontrate  da ricerche internazionali come gli studi Pisa-Ocse, e offrire ai giovani talenti l’opportunità di imparare cose che la scuola normale non riesce più a insegnare.

La notizia ha un sottotitolo che mi fa ribollire di rabbia:

“Critiche da sinistra: così si crea un’élite.”

E già ! Per la sinistra la scuola deve essere il parcheggio dei somari e i livellamenti devono essere verso il basso, tanto più quando la paura è che potrebbe crearsi un’elite di piccoli geni provenienti da famiglie benestanti che, di solito, dispongono, a casa, di buone librerie e solide tradizioni culturali.

Molto meglio, invece, è buttar via quattrini per corsi di sostegno e di recupero per studenti che non hanno voglia di studiare e che a loro non servono a nulla, ma servono molto, invece, per pagare stipendi inutili e per prender voti.

A farci capir meglio il problema ci dice tutto il titolo di pag. 9:

“La fabbrica delle cattedre al Sud con i «furbetti del sostegnino»”

Sottotitolo:

“In quindici anni i docenti per i ragazzi con difficoltà sono triplicati

Servono ulteriori spiegazioni?

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Una nuova nomination per il “Pirla d’oro 2010”

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E’ da qualche tempo che non ci presto attenzione, ma questo non poteva  sfuggirmi.

E’ accaduto a  Firenze.

Un rumeno ha rubato una borsa appoggiata sul sedile di un’auto in sosta; è scappato in bicicletta inseguito dalla proprietaria e dal marito e, per nascondersi, è entrato nell’ufficio della polizia municipale, nel reparto per la sicurezza urbana. Lo aveva scambiato per un uffici postale.  I derubati, sopraggiunti di lì a qualche istante, hanno spiegato la situazione ai vigili, che hanno proceduto all’arresto.

In nomination !!!

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Da Il Messagggero

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Io, a certi genitori…..

Io, a certi genitori non so cosa gli farei !

E’ il caso del padre di Peter Lenz, centauro 13enne, che ha perso la vita in un incidente durante il giro di ricognizione di una gara di contorno al motomondiale di Indianapolis.

Il padre ha così commentato la triste notizia «Peter è deceduto stamattina dopo essere stato apparentemente colpito da un altro pilota. È morto facendo quello che amava e quando è sceso in pista aveva quell’espressione tipica di quando voleva andare veloce. Il mondo oggi ha perso una delle sue stelle più luminose. Dio benedica Peter e l’altro pilota coinvolto. Il numero 45 ora è su un’altra strada che noi possiamo soltanto sperare di raggiungere. Mi manchi ragazzino».

Comovente, sì. “Dio benedica Peter e l’altro pilota coinvolto” ma a te che l’hai fatto correre su quelle moto?

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Sesso e amore. Perchè proprio una prostituta?

Un’amica, lorettadalola , affronta nel suo blog un delicato argomento, quello degli uomini che si rivolgono sempre più a prostitute e ne tratteggia un’aperta condanna.

Dice, tra l’altro: « è un dato che sorprende ma soprattutto fa riflettere su quali possano essere oggi le esigenze maschili. Perché si prova piacere nel pagare una donna e farsi offrire in cambio del sesso? [..] Faccio decisamente fatica a comprendere come si possa comprare con il danaro un essere umano per trastullarsi, forse perché ho una mentalità femminile o forse semplicemente perché non riesco a concepire una donna  come cosa che si può acquistare, usare, mollare alla stregua di qualunque merce. [..] Una riduzione della sessualità a miserabile sfogo. Faccio altresì fatica ad immaginare questo modo di fare piuttosto sbrigativo, grossolano e brutale con la partner che non può che suscitare  nell’animo della prostituta e non solo in lei,   un sentimento di disgusto profondo, difficile poi da sradicare. – e conclude – Ci si dimentica che il rapporto sessuale deve essere sempre desiderato da tutti e due e che deve essere preceduto da una fase di preparazione amorosa. Il sesso, anche quando non è legato all’amore con la a maiuscola, non può essere scisso dal rispetto.»

Mi pare che in questo suo post si faccia una gran confusione tra ‘fare sesso’ e ‘fare l’amore’.

Proprio sul Corriere di ieri, 30 agosto, c’è un bell’articolo di Francesco Alberoni, questo, che ne evidenzia le differenze. «Fare sesso – dice – può essere un atto volontario senza nessun coinvolgimento emotivo, senza bisogno di conoscere la vita dell’altro, senza partecipare delle sue emozioni, dei suoi sogni. Un uomo guarda una donna, una donna guarda un uomo, si piacciono fisicamente, vanno a cena insieme e poi, dopo qualche tempo, si rotolano nudi nel letto, si baciano, si penetrano, sembra che non possano più fare a meno l’uno dell’altra, gridano di piacere, poi si addormentano beati. Ma se durante il rapporto sessuale gli cambiassero il partner continuerebbero lo stesso

E il sesso piace, attizza, intriga e spinge a provare cose nuove e nuove emozioni. Tanto per l’uomo, quanto per le donne che ne provano piacere. Non sono casuali le storielle del milkman negli USA e dell’idraulico o del postino qui da noi.

Da sempre le donne tradiscono e lo fanno prima di tutto per puro sesso, così come gli uomini. Saranno forse meno (forse!…), ma mica troppo, se no non si capirebbe con chi vada quel 50% di uomini che, secondo le statistiche, stanno tradendo la moglie.

E le donne che tradiscono sono sempre di più e sono sempre di più alla ricerca di nuove tecniche e sensazioni. Esattamente come gli uomini. E se volete convincervene, aprite a caso una qualunque rivista femminile e ci troverete l’angolino dedicato alle posizioni e alle fantasie erotiche. (E’ un consiglio per i maschietti: fatelo, è dalle donne che c’è sempre da imparare …).

Perché piace? A mio avviso per due principali motivi: per il piacere fisico e per la sensazione di potere che dona, che per l’uomo è di forza fisica e per la donna è di dominio sull’uomo che, in quel momento, è in totale suo possesso.

Ce n’è un terzo: la gioia di dar piacere al partner.

I primi due fattori sono di tipo puramente egoistico e, prescindendo da ogni considerazione etico-morale, sono più che sufficienti per spingere ad un rapporto occasionale, il terzo è quello più altruistico che dovrebbe sempre entrare in ballo nei rapporti di coppia stabili.

Ora, detto in tutta franchezza, non ci vedo tutta questa grande differenza tra un rapporto occasionale, ad esempio dopo due balli in discoteca, e un rapporto con una prostituta. Tutti e due hanno un solo ed egoistico scopo. Non c’è amore. C’è solo il desiderio di soddisfare un istinto primordiale e che questo sia reciproco poco importa dal punto di vista dei singoli. Conta solo il proprio di desiderio, di quello del partner non ne può importar di meno. E, quindi, che il partner lo faccia per voglia o per soldi è del tutto indifferente.

Vale non solo per gli uomini con le prostitute e con le escort, purchè maggorenni, ma vale anche per le donne che si rivolgono ai gigolò.

Che c’entra il rispetto? Se c’è un accordo, basta rispettarne i termini. Sarà un modo di fare piuttosto sbrigativo, grossolano, come dice loretta; ma ognuno dei due risolve un suo problema. Ognuno ha fatto la sua scelta.

Non sempre si può puntare ad un rapporto stabile. C’è chi non l’ha ancora trovato, chi l’ha perduto, chi ha dei problemi e chi non ritiene di poterlo affrontare per mille ragioni, spesso valide. Devono essere tutti condannati alla castità o all’autoerotismo?

Non saranno certo rapporti edificanti, su questo convengo, ma attenti a giudicare.

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Mi ha mollato? E io me la clono.

bambola

E’ questa la magra, anche se piuttosto costosa,  consolazione alla quale è ricorso un cinquantenne nella nostra ormai famosa Treviso stuzzichina, ricorrendo  al silicone e al titanio delle  “Tentazioni”, un sexy shop che opera all’inizio della Cadore Mare.

Ha presentato la foto dell’amata e ha chiesto che glie la costruissero tale e quale anche nei minimi particolari: lo stesso sorriso, lo stesso colore degli occhi e dei capelli. Fianchi formosi e seno prosperoso con una bella quinta. Volto arricchito da un filo di trucco, lucidalabbra e sopracciglia sottili, denti e unghie morbide, piedi e orecchie scelti dal misterioso amante. Particolari anatomici dipinti per essere ancor più realistici. E’ snodabile e può assumere qualsiasi posizione, sia in piedi che seduta.

E così la real doll gli è stata costruita direttamente negli States per il modico prezzo di 15mila euro.

“Lei” è alta 1,63 e pesa, pensate un po’ , 58 chilogrammi.

E’ la prima a sbarcare in Italia e pare che altre siano in arrivo.

Che dire? Se c’è uno che spende 11.500 euro per sognare il culo di John Lennon (vedi post precedente), potrà ben esserci uno che ne spende 15.000 per la patatina dell’ex amata. Ma a me sembrano un po’ tarati tutti e due.

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Fonte: Il Messaggero

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Qui defecò John Lennon

Spendereste 11.500 euro per poterlo dire?

Pare che qualcuno abbia pensato di sì.

Per questo prezzo, infatti, è stato battuto all’asta e aggiudicato il water in porcellana bianca con motivi floreali azzurri, nel tipico stile delle porcellane inglesi, su sui poggiò i lombi il famoso Beatle, quando visse a Tittenhurst Park, nel Berkshire, fra il 1969 e il 1972.

Il pezzo fu regalato al muratore John Hancock che lo ha custodito in un capanno per attrezzi per quasi 40 anni, fino alla recente morte.

Ne dà notizia Il Messaggero

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I Quiz delle Domenica nr. 1

Vi piacciono i giochini di logica, i rompicapo, i test d’intelligenza?

La vostra Domenica è senza programmi ed il tempo non invita?

Allora provate questo giochino, lo potete scaricare da qui. E’ simile al noto problemino del contadino che doveva portare sull’altra sponda del fiume un lupo,una capra e un cavolo, ma è più difficile.

Pare che lo utilizzasse una multinazionale come test di assunzione con questa nota: “Se conclude il gioco entro 15 minuti, avrà superato questo colloquio, altrimenti la ringraziamo per il tempo dedicatoci e le auguriamo buona fortuna per il futuro”.

Il gioco consiste nel trasportare i membri di una famiglia, papà, mamma, due maschi e due femmine, più un poliziotto e una prigioniera. da una sponda all’altra di un fiume attraverso una zattera, con alcune regole da rispettare:
1. Sopra la zattera possono salire al massimo 2 persone
2. Il padre non può rimanere con nessuna delle figlie senza la presenza della madre
3. La madre non può essere con nessuno dei figli senza la presenza del padre
4. La prigioniera non può rimanere da sola con alcun componente della famiglia
5. Solo il poliziotto e i genitori possono guidare la zattera

Provateci. Io ho impiegato 10 minuti, ma dubito che ce l’avrei fatta in 15 in un test per un’assunzione. Almeno ora, con i miei settant’anni…

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A margine del "caso Nannini"

viola

Ricordate il caso di quella mamma di cinquantasette anni, che aveva fortemente voluto un bambino, tanto da ricorrere a un intervento di ovodonazione all’estero, intervento che è proibito in Italia oltre i 43-45 anni?

Ne avevo parlato in questo post.

E’ di ieri la notizia, annunciata dal TG5 delle 13, che a quattro mesi dalla nascita, Viola, la bambina che ne è nata, è stata sottratta a quella mamma e al suo compagno di settantanni dai Servizi Sociali, che l’hanno affidata a una comunità e che potrebbe esserne dichiarata l’adottabilità.

Il provvedimento sarebbe stato preso a seguito di un episodio che l’avrebbe vista abbandonata per ore da sola in auto.

C’è chi sostiene che da parte dei Servizi Sociali si sia agito con pregiudizio per l’età dei genitori ma parrebbe, invece, che sia questo solo l’ultimo degli episodi e che esistano consistenti elementi di rischio per la piccola. La Procura deciderà nei prossimi giorni se farla ritornare tra le braccia dei genitori o dichiararne l’adottabilità.

Non entro ovviamente in merito alla vicenda, anche se mi pare che qualche problema esista veramente.

Mi limito a osservare quanto sia pesante, difficile e complicato fare i genitori e quanto questo sia tanto più difficile con l’avanzare inesorabile dell’età.

Ovviamente, augurando che tutto si risolva per il meglio, caso Nannni compreso.

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. Fonte: TG5 delle 13, del 27 agosto 2010, dal minuto 16’e 50″

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Due belle pere ai “multietnici”

Rejes

Multietnico  0 – Atletico Madrid 2

….e la Supercoppa vola in Spagna !!

E questa come la commenta Signor Presidente?MM01

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( Con riferimento alla famosa dichiarazione di questo post)

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Nannini: non sono una nonna, sono una mamma

gianna-nannini

Titola Il Corriere del 26 agosto, in prima pagina:

“Il caso Nannini. UN FIGLIO ANCHE TARDI: UNA GIUSTA SCELTA”

Sottotitolo, a pag 43:

“NEOMAMME A CINQUANT’ANNI È SEMPRE UNA SCELTA D’AMORE”

La firma è di Isabella Bossi Fedrigotti che, in estrema sintesi, definisce la gravidanza della nostra Gianna nazionale “un atto d’amore” e, come tale, una “giusta scelta”.

Più in particolare, pur riconoscendo che “sebbene le cinquantenni di oggi non abbiano niente a che vedere con quelle di ieri per forma fisica e, di conseguenza, anche mentale, per i loro figli neonati, il rischio di rimanere orfani anzitempo resta, non ritiene che l’età, di per sé sia un ostacolo insormontabile per prendersi cura di un bambino affermando che “non si può neppure sostenere, come si faceva in passato, che a cinquanta-sessant’anni non si ha più l’energia di occuparsi di un bambino: sono innumerevoli, oggi, le nonne che si occupano a tempo pieno dei nipoti”.

Accetta, così mi pare di capire, che una donna possa posporre la maternità a tempo quasi indeterminato per motivi di carriera e, esaminando l’alternativa di un’eventuale adozione, considera “abbastanza ovvio che si tenti il possibile perché sia della propria carne” ricordandoci che, difficoltà burocratiche a parte, “c’è comunque una differenza tra partorire un figlio e andarlo a prendere in un orfanatrofio”.

E conclude: ” Ci abitueremo [..] alle neomamme mature. E saremo anche capaci di non giudicarle egoiste o capricciose, perché è comunque un desiderio d’amore il loro, che va a sommarsi alla modesta contabilità positiva degli esseri umani. Quanto alla natura sembra starci: il corpo di queste donne ben oltre gli anta riesce ad accogliere la gravidanza come se non avesse ancora dimenticato quel che sapeva fare così bene quando avevano venti o trenta anni in meno”.

Io, dal mio piccolo, invece mi permetto di augurarmi che future generazioni non si abituino proprio alle mamme troppo mature e vorrei chiedere soprattutto alle donne di smettere di giustificare ogni comportamento con la sentenza “è un atto d’amore e allora alleluia”.

Mettere al mondo dei figli è prima di tutto una responsabilità, così come lo è l’adozione. Responsabilità di garantire a loro un normale percorso di crescita e provvedere personalmente alla loro educazione. E non basta che il corpo sia ancora disposto ad accogliere una gravidanza. I problemi vengono dopo e dubito che sia un normale percorso di crescita e di educazione quello che può offrire una neomamma di 54 anni, soprattutto se, come parrebbe in questo caso che fa pensare ad una fecondazione in vitro, non c’è un papà naturale che possa condividere impegni e responsabilità. E non si possono prendere le nonne ad esempio; non hanno la necessaria energia se non per essere un aiuto, non un sostituto.

Ci saranno sì, casi particolari ed eccezioni anche positive e degne e di nota, ma spererei proprio che non diventino una regola.

Nel caso specifico poi, permettetemelo, qualche dubbio in più mi viene spontaneo, come in altri casi di maternità tardive da parte di altre donne dello spettacolo.

Non vorrei in alcun modo che fosse questo un mezzo per cercar di riaccendere le luci della popolarità. Per dirla papale, papale, un mezzo per riacquistare notorietà passando dal famoso “sono una donna, non sono una santa” ad un più attuale “non sono una nonna, sono una mamma”.

Le auguro che non sia così e auspico, comunque, ogni bene e tutte le fortune a lei e al suo nascituro.

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L’aricolo de Il Corriere

Sullo stesso argomento vi segnalo questo post di Marisa Moles

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