Federica Gagliardi: il Cavaliere unisce l’utile al dilettevole?

All’arrivo del Cavaliere in Canada, per il G8 di Toronto, è stata notata un nuova accompagnatrice che, tanto per non passare inosservata, è scesa dall’aereo con uno smagliante completino bianco.

Apriti cielo! Lui ha dovuto subito attaccarsi al telefono per giustificare: «Sostituisce una segretaria che non poteva venire, è una professionista che ha chiesto di fare un’esperienza internazionale».

Incuriosito, ho raccolto dai giornali di questi giorni, qualche notizia di questa nuova “dama bianca”.

Lei è Federica Gagliardi, nata a Roma 28 anni fa, è bionda, capelli lisci con anche qualche trascorso da modella e un soprannome “Barbie”.

E’ laureata in giurisprudenza e lavora dai primi di giugno alla segreteria generale della Regione Lazio.

Non è nuova alle pubbliche amministrazioni. In precedenza, tra il 2006 e il 2007, aveva lavorato nell’Assessorato al Commercio del Comune di Roma, con Veltroni sindaco, con contratto annuale. «Faceva parte della mia segreteria— ricorda Gaetano Rizzo, ex assessore al Commercio —. Me l’avevano segnalata degli amici. Era brava. Purtroppo dopo la scadenza del suo contratto, ci sono state le elezioni e avendo vinto il centrodestra, siamo andati tutti a casa».

Poi si era avvicinata all’Idv, (ma guarda un po’!) che la candidò alle circoscrizionali romane in occasione delle amministrative 2008, ma raccolse solo 24 voti.

Nell’ultima campagna per le Regionali è approdata nello staff di Renata Polverini, come membro del comitato elettorale,

Dai primi di giugno è entrata a far parte, con contratto a termine, della segreteria del segretario generale della Regione Lazio.

Diciamo che non sembra una sprovveduta con voglia di far niente e, comunque, bussando a mille porte, si è molto data un bel po’ da fare.

La bellezza l’ha aiutata? E che novità è mai questa?

E l’ha aiutata pure nella scelta del Cavaliere che l’ha fatta entrare nel ristretto gruppo di persone al suo seguito per il G8. E che novità è mai anche questa? Forse doveva scegliersi uno scorfano più bello che intelligente? E perché mai?

Comunque sia, che la scelta possa dar adito a qualche malizioso pensierino mi pare scontato. Tanto più che il viaggio, dopo Toronto, dovrebbe proseguire con Brasile, Panama e Antigua. Un vero tour de force per il nostro Cavaliere e forse anche per la bella Federica. .

Sul cavallo matto dei censori, però, si sono subito buttati quelli del PD, in primis nella persona del consigliere regionale Enzo Foschi. Lui ha annunciato che presenterà in Regione un’interrogazione urgente: «Ma quali ferie ha maturato – si chiede – se è stata assunta i primi giorni di giugno?».

Gli risponderanno di certo che era in permesso non retribuito. Avrebbero dovuto negarglielo? E perché mai?

A lui ha fatto eco anche la deputata Pd, Ileana Argentin, che l’ha subito messa sul femminismo populista:«la vicenda ci fa sospettare che Berlusconi consideri la Regione Lazio come una sorta di dependance di Villa Certosa in Sardegna, ovvero un luogo dove coltivare quel vivaio di donne utili ad intrattenere gli ospiti internazionali del Premier in viaggio all’estero o in vacanza sui nostri mari ».

Eva contro Eva, tanto per cambiare. Infanga il Premier, ma infanga soprattutto Fedrerica, Ma stia tranquilla la nostra Ileana. Le donne a cui fa riferimento si coltivano da sole. E se si fanno usare , sanno bene quel che fanno e perché.

Nessuno di loro si è chiesto se Federica, per caso, debba realmente svolgere un lavoro di segreteria e se abbia la preparazione per farlo al meglio. Ma anche in questo caso, che novità è mai questa?

Comunque sia, buon “lavoro” Cavaliere. E auguri anche a Federica.

E chissà, se son rose fioriranno.

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Finalmente una giusta ricompensa per la povera Patrizia

Leggo sul Corriere che la nostra Patrizia nazionale pare che abbia, dopo tante pene, ottenuto il “sì” del comune di Bari, retto da Michele Emiliano del Partito Democratico, per il progetto del suo tanto agognato residence.

Come per incanto pare che si siano disciote come neve al sole tutte le pregiudiziali che, per anni, avevano bloccato ogni autorizzazione. Ne resta solo una minore, di ordine paesaggistico, che, guarda un po’, andrà a dipendere proprio, ironia della sorte, dalla Direzione regionale per i Beni architettonici, che è un organo periferico dei Beni culturali che fa capo al ministro Bondi.

Dopo tanto impegno profuso dalla bella D’Addario, dal letto del Cavaliere in poi, la cosa per la verità non mi sorprende nemmeno un po’. Con tutte quelle testimonianze, interviste a El Pais e a testate di mezzo altro mondo, con lo stress della partecipazione ad Annozero, con tutti quei flash al festival di Venezia, col suo libro dal quale forse farà pure un film, e recentemente anche con un CD, c’è veramente da essere grati al Pio Destino che finalmente ha fatto il miracolo.

Quello che mi sorprende, piuttosto, è quanto ha dichiarato il primo cittadino della Città di Bari. Ve lo riporto: «Eh no — dice Michele Emiliano — adesso non dite che l’ho autorizzata io la D’Addario per farle un favore, eh? Perché non è vero. Io non ne sapevo niente e non ho autorizzato un bel niente. E sapete perché? Perché non ho alcun controllo politico, nessun potere d’indirizzo in materia. Sono pratiche in mano agli uffici. È come per il rilascio di una carta d’identità: vi risulta che il sindaco ci possa metter bocca?»

Eh già Signor Sindaco, se nessuno le dice nulla, come può Lei metterci bocca?

Ma io scommetto che se la nostra Patrizia fosse venuta in Comune per il rinnovo della carta d’identità gliel’avrebbero detto subito; per il rilascio di una licenza edilizia tanto discussa, invece no. Io al posto suo me ne preoccuperei.

Piuttosto, però, signor Sindaco, almeno non ci prenda in giro.

Fonte: Il Corriere

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Nikki Haley. Le ragioni di un successo.

Nikki Haley. Di lei ho parlato in questo post “Anche in politica, se sono un po’ mignotte…..”

Come previsto ce l’ha fatta: ha vinto con uno straripante 65% la nomination repubblicana della Carolina del Sud, razzista e segregazionista, ed è la prima donna nella storia dello stato in cui il KKK continua ad aumentare gli iscritti, a vincere la nomination per la corsa a Governatore, che la vedrà opposta al democratico Vincent Sheheen il prossimo novembre.

Se vincesse la Haley diventerebbe anche il primo governatore della Carolina del Sud ad appartenere a una minoranza etnica.

«Come ha fatto una sconosciuta business-woman di origine Sikh a trasformarsi improvvisamente in una delle più promettenti leader nazionali del partito repubblicano?»

Se lo chiede Alessandra Farkas per Il Corriere in un articolo che titola “E’ Nikki la nuova stella dei repubblicani

Gran merito va indubbiamente alla bacchetta magica di Sarah Palin, che l’ha fortemente sostenuta, ma Nikki Haley ha avuto un successo inatteso, attirando, in particolare, il consenso di molte donne. E forse la chiave di questo exploit sta proprio nel sottotitolo dello stesso articolo che recita: “Conquista la nomination in Carolina nonostante le accuse di infedeltà” dove quel “nonostante” non dev’essere proprio il termine più appropriato.

Forse un “grazie” avrebbe reso meglio l’idea.

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Cassazione: “Te la farò pagare”

Attenti alle ritorsioni verbali

“Te la farò pagare”. Così aveva detto una ragazza 27enne dell’Oltrepo’ pavese, Maria A. che, piantata in asso dopo una breve relazione sentimentale con Vittorio C, è stata condannata ad una multa di 8oo euro oltre al risarcimento del danno, nonostante « i comportamenti privi di riservatezza lesivi della dignità femminile» che il ragazzo avrebbe avuto nei suoi confronti «durante e dopo» il rapporto sentimentale.

Lo ha deciso pochi giorni fa la Cassazione con sentenza 23218 della Prima sezione penale.

Solo un anno e mezzo fa e sempre la Cassazione aveva stabilito che la stessa frase “te la farò pagare” non costituisse reato quando a pronunciarla era stata una donna nei confronti dei condomini che con il loro comportamento si erano resi molesti disturbando la quiete condominiale. (sentenza 3492/2009).

Insomma: se si tratta di “relaziione condominiale” , tutto va bene, se invece è “relazione sentimentale”, no.

Ci capite qualcosa voi? Io no.

Fonti: Ex-fidanzato; Condomini

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Osserviamo il traffico

Beh, se queste fossero le nuove divise…. “osserverei” il traffico con molta più attenzione.

Eh, eh! 🙂

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Eutanasia: decisione terribile, ma….

La Corte suprema della Germania ha stabilito la legittimità dell’eutanasia nel caso in cui ci sia l’espressa volontà del paziente.

La sentenza “Rientra nella categoria delle forme accettabili di interruzione del trattamento”.
Ha giudicato il caso di un avvocato che, nel 2007, aveva consigliato al suo cliente di tagliare i tubi che tenevano in vita la madre, in coma vegetativo da cinque anni. Secondo la Corte la donna, 71 anni, aveva espresso la la volontà di non essere mantenuta in vita nel caso in cui fosse entrata in coma.

Terribile! Ma mi sembra giusto.

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Mondiali e Motels

Mi riferisco a questo mio precedente post col quale mettevo in guardia i maschietti appassionati di pallone, dal fervore di iniziative che le femminucce loro compagne sembravano poter mettere in atto, in questa abbuffata di Mondiali, sentendosi “trascurate”.

Pare che le cose stiano andando proprio in quella direzione, almeno stando a quanto pubblica il sito de La Stampa:

Eh, eh !!! 🙂 🙂 🙂

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Mondiali: mestamente a casa

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Titolano le principali testate:

La Gazzetta dello Sport: “A casa con vergogna”
Corriere dello Sport: “Italia che vergogna. Fuori e ultima del girone”
Tuttosport: “E’ colpa tua” (riferito, ovviamente, a Lippi)
La Stampa: “Naufragio Italia”
Il Messaggero: “L’Italia umiliata dalla Slovacchia: 3-2. Ultimo posto nel girone e mondiale addio”
La Repubblica: “ Mai così brutti. A casa”
Il Corriere della Sera: “Italia, addio al Mondiale”
Il Quotidiano.net (Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno): “Vergogna. Azzurri, disastro senza fine: tutti a casa”
Il Giornale: “Piccola Italia, è eliminata dal Mondiale”

In questo contesto Marcello Lippi si assume ogni responsabilità, e sottolinea di non aver saputo creare il contesto psicologico di quattro anni fa.

Molti discutono sugli errori veri o presunti quali quelli di non aver portato con sé qualche altro giocatore o sul non averne messo in campo prima qualche altro.

Se ne discuterà ancora a lungo.

Forse tutti hanno un po’ di ragione, ma credo che tutti dovrebbero scendere dal pero: senza errori forse avremmo passato il turno, ma poi?

Prendiamone mestamente atto. Solo con un po’ d’umiltà riusciremo a forse a recuperare. La spocchia non serve.

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Complimenti Senatùr

Con questo post,, qualche tempo fa, commentavo la dichiarazione della Trota, Renzo Bossi: “Ai mondiali non tiferò Italia” e mi chiedevo” Per chi tiferà allora? Per la topa? In fondo, con le pulsioni dei vent’anni, a tifare per la topa che male c’è? E con quella fissa in mente qualche scivolone politico ci può anche stare.

Combinato com’è, per la topa non credo che ci tifi più tanto il padre, Umberto Bossi, che però ieri ha preso anche lui uno scivolone e, in previsione della partita Italia Slovacchia di domani, decisiva per l’ammissione al turno successivo ha dichiarato: «Tanto la partita se la comprano: vedrete che al prossimo campionato ci saranno due o tre calciatori slovacchi che giocano nelle squadre italiane».

A parte il fatto che se qualche società italiana comprerà qualche giocatore slovacco, lo farà con i propri quattrini, e non con i soldi della Federazione, il povero Umberto si è accorto di essersi spinto su un terreno minato e oggi si è ha dichiarato:

«Chiedo scusa alla Nazionale. La mia era una battuta; il mio augurio è che gli azzurri vincano il mondiale».

E’ falso e non ha nemmeno avuto il coraggio di confermare quel che pensa! Si è semplicemente accorto che quella battuta può costargli molti voti, tant’è che ha aggiunto: «Una cosa è chiara, anche se già la sapevo, ed è il vecchio proverbio popolare `Scherza con i fanti ma lascia stare i santi´. Toccare la nazionale è, in questo momento, come scherzare con i santi».

E già. Scherzare coi Santi costa. Anche coi Santi Padani. Meglio far marcia indietro.

Complimenti Senatùr!

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Casey Anderson e il suo grizzly

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Nel 2002, Casey Anderson, un noto naturalista, prese con sé due cuccioli di grizzly nati in cattività nella riserva dove lavorava.

Uno morì ma l’altro, Brutus, sopravvisse.

Casey è il fondatore del Montana Grizzly Encounter, un’organizzazione finalizzata a proteggere i grizzly nati in cattività nell’ambito di un progetto, denominato Expedition Greezly, del National Geographic, che si propone di raccontare in diretta, per un anno, la vita degli orsi grizzly dello Yellowstone National Park.

Benchè in cattività, Brutus è cresciuto bene e ora ha 8 anni e pesa 400 kg.

Vive con Casey e si sente ormai come uno degli animali domestici della casa. Non sporca, è molto gentile, e va e viene come vuole

Quando Casey nell’aprile 2009 sposò l’attrice Missy Pile, anche lei appassionata di animali, Brutus non poté mancare alle nozze!

In questo video lo vedete durante la Cena del Ringraziamento.

Dice Casey:

«E’ stato Brutus a farmi conoscere mia moglie, Missi, non potrò mai ripagarlo per come ha cambiato la mia vita. Mi ha insegnato tanto, mi ha fatto diventare un uomo migliore e mi ha fatto incontrare l’anima gemella. Certe volte mi sento suo padre, altre volte lui è il mio. Brutus è estremamente gentile, capisce che con me non può comportare come fa con gli altri orsi. Con Missi poi è fantastico, un vero gentleman. E’ il mio migliore amico e farà sempre parte della nostra famiglia»

A Casey è stato chiesto: « Di Brutus cos’altro vuoi che la gente sappia?»

«Lui è un comico – ha risposto – ha un grande senso dell’umorismo e ama davvero la gente. Si diverte a prendermi il cappello dalla testa. E quando torno a casa da un lungo viaggio, passiamo una o due ore facendoci le coccole. Lui mi ha insegnato ad essere paziente e come lottare per le cose in cui credo.

So che gli ho salvato la vita, ma lui ha salvato anche le mia. Mi ha dato uno scopo e l’ispirazione per cercare di rendere diverso il mondo. Egli è sempre stato il simbolo di quello per cui sto combattendo»

Ne faranno un film.

Per saperne di più questo è il link National Geographic

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