E anche Antonietta è tutta d’oro

Vola a 2.01 nel salto in alto Antonietta Di Martino nel salto in alto e conquista la medaglia d’oro agli Euroindoor di Parigi.

Cavese, 22 anni, già  medaglia d’argento ai Campionati del mondo di atletica leggera di Ōsaka 2007

Ma che brave le nostre donne !!!

Euroindoor: Antonietta Di Martino d’oro nel salto in alto, vola a 2,01 – Corriere della Sera.

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Europei indoor, una Simona tutta d’oro

Ogni tanto qualche buona notizia dallo sport, e quasi sempre dalle donne.

E’ la volta di Simona La Mantia che ha vinto la medaglia d’oro nella finale del salto triplo femminile agli Euroindoor di Parigi.

La 27enne siciliana, ha realizzato la miglior prestazione mondiale dell’anno ed aveva conquistato l’argento, la scorsa estate, nella rassegna continentale di Barcellona.

Europei indoor, La Mantia oro nel salto triplo – Corriere della Sera.

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Negli occhi la speranza. Le Foto della Settimana


Difficile, questa settimana,  trovare una foto che parli di gioia e di pace.

Vi propongo, allora, quella di queste due ragazze Libiche che hanno negli occhi la speranza di un avvenire migliore.

E’ de Le Figaro e la didascalia dice:I VELI DELLA LIBERTA ‘. Sui loro volti, la vecchia bandiera della monarchialibica, di colore rosso-nero-verde di indipendenza della Libia nel 1951 fino alla rivoluzione che portò il colonnello Gheddafi al potere nel 1969. Se le ragazze aBengasi, dove sono gli avversari secessione, celebrano la loro vittoria, il paese sta affondando ogni giorno di più nella confusione e violenza.

L’augurio è che tutto finisca prima possibile e che la pace ritorni presto

Via: Le Figaro – Photos : 24 heures photo. Foto: (Patrick Baz / AFP)

Altre foto della settimana, quelledel Los Angeles Times le trovate qui.

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Ancora pubblicità per me horribilis

 

Dopo gli spot di cui ho parlato in precedenti post, è ora la volta di Air Fresh Vigorsol. Orribile. E’ quella che sfigura la bocca e poi l’intero volto della ragazza.

Sarà forse destinata ai giovani, ma l’apprezzeranno?.

In precedenza quelli:

– di CheBanca (QUI)

– della Regione Marche che vedeva Dustin Hoffman massacrare L’infinito di Leopartdi

– della Fiat con Fiorello che storpiava, biascicando, parole italo francesi su un palco illuminato solo da uno spot

– della Vivident coi cinesi, quello nel quale mostrano la lingua con le costruzioni sopra

– della Wind con Panariello e Vanessa Incontrada nei panni di “ Ciccio” e “Ciccia”

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I Quiz della Domenica – nr. 27

Questa settimana voglio mettervi alla prova. Vi propongo un indovinello, un rompicapo, un Ken-ken 7×7 e un Sudoku un po’ particolare.

1. L’idovinello

Ciclista sfortunato

Allor che cominciò la sua avventura
dal gruppo lo staccò una foratura;
poi fu visto cadere perché aveva
la gomma posterior che non teneva.

2. Il rompicapo: Le due clessidre

Disponendo di due clessidre: una da 7 minuti e la seconda da 4 minuti, come si può misurare correttamente un tempo di 9 minuti?

3. Il Ken-ken

Questa volta è un 7 x 7, quindi è un po’ più difficile.
Le regole ormai le conoscete. In ogni caso le trovate qui

4. Il Sudoku

(click sull’immagine per ingrandire)

Si tratta di un Sudoku esterno, una variante messa a punto da Studiogiochi (Leo Colovini), che presenta maggior difficoltà di soluzione rispetto al Sudoku tradizionale.

Come sempre si tratta di riempire tutte le caselle in modo tale che ogni riga, ogni colonna e ogni settore 3×3 contenga tutti i numeri da 1 a 9, senza alcuna ripetizione.

I numeri fuori dalla griglia devono essere inserire nella riga o colonna corrispondente in uno dei primi 3 spazi disponibili

Buon divertimento e, per le soluzioni, a pag.2

I precedenti Quiz della Domenica li trovate —> Qui

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Ecco come si usa un trapano (:-)

La notizia di una lezione di orgasmo dal vivo tenuta all’università ha fatto il giro del mondo. Dice:

E’ bufera sulla Northwestern University di Chicago dove un professore di psicologia, John Bailey, ha tenuto una lezione facoltativa e al di fuori degli orari scolastici, durante la quale una donna nuda ha raggiunto un orgasmo davanti a un centinaio di studenti. Un uomo, descritto come il suo fidanzato, l’ha aiutata servendosi dall’ articolo da sexy shop (nella foto).

Si trattava di una lezione del corso di sessualità umana di Baile e, nonostante le polemiche, il professore non è affatto pentito: «Abbiamo avvisato più volte gli studenti di quanto stava per essere proposto, qualcuno è andato via e un centinaio di ragazzi sono rimasti. Dicano quello che gli pare, ma guardare persone nude mentre provano piacere non farà mai male a nessuno».

Il rettore dell’ateneo,  Morton Schapiro, ha aperto un’indagine.

Per capire come si usa un trapano? Eh, Eh !!! 🙂

 

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L’invidia (e una buona cura)

Lo leggo dal “Buongiorno” di oggi:

Se a ciascun l’interno affanno
Si leggesse in fronte scritto
Quanti mai, che invidia fanno
Ci farebbero pietà! 

(Metastasio)

Non mi sembra una cattiva cura.

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Gli “ex” – Dal Manuale di conversazione de “Il Foglio”

Dai simpatici luoghi comuni del  “Manuale si Conversazione” di Andrea Ballarini, per “Il Foglio”, dopo quelli  sul “Primo Amore“, non potevano certo mancare quelli sugli “Ex” .

E allora ecco ancora una volta “come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quello che si dice”:

Restare amici dopo una relazione sentimentale è impossibile perché uno dei due vorrebbe ancora fare del sesso.

– Restare amica del proprio ex è da sincere democratiche, però preferire non conoscere la sua nuova fidanzata.

– Dire che un buon rapporto con un ex è sicuramente più solido della media dei fidanzamenti di oggi, rivela disincanto e conoscenza dei costumi contemporanei.

– Quando una donna smette di amarti smette davvero, gli uomini tengono sempre un piede nella porta, perché non si sa mai. Convenirne.

–  E’ statisticamente dimostrato che molte donne intelligenti rimpiangono il fidanzato dei diciotto anni che era un bravissimo ragazzo, le amava perdutamente e piaceva anche alla mamma, però si struggono per degli stronzi. Esprimere il concetto con cautela.

– Per risposare il proprio ex marito è necessario essere di memoria assai corta o Elizabeth Taylor.

– Il mio fidanzato mi ha lasciato perché diceva che pretendevo troppo da lui. Poi si è messo con una bambola gonfiabile, ma dopo un po’ ha lasciato anche lei. E per le stesse ragioni.

– Avevo un fidanzato che diceva di amarmi, ma mi lasciava sempre a giugno e mi riprendeva a ottobre. Se qualcuna dice questa cosa commentare che forse era solo freddoloso.

– Tacciare di omertà gli amici che quando ti lasci dicono che si sapeva che lui era uno stronzo. Quando ci si rimette con l’ex, odiarli.

– Dire con autoironia di essere molto migliore come ex che come fidanzato di solito suscita interesse.

– L’amore di oggi potrebbe essere la gelosia retroattiva di domani. Se detto con aria filosofica lascia intendere una visione antiretorica della vita e uno spirito caustico.

– E pensare che ho sofferto, ho pianto e avrei voluto morire per una donna che non amavo. E che non era neanche il mio tipo. (Marcel Proust)

– Al mio fidanzato non dico niente dei miei ex per non farmi una cattiva opinione di me.

– Credere nella proprietà privata ma deprecarne l’interpretazione estensiva che vieta di mettersi con l’ex di un’amica anche se lei non ci sta più da anni.

– La sua ex fa l’attrice e assomiglia a Grace Kelly. Quando ho scoperto che ha ancora le sue chiavi di casa gli ho fatto una scenata alla Anna Magnani.

– Chiedere di chiarire meglio che cosa si intenda per ex: valgono solo le relazioni di una ragionevole durata o basta del sesso pregresso? In quest’ultimo caso, specificare la linea di demarcazione tra le une e l’altro.

Avere una fidanzata gelosa e conservare gli sms delle proprie ex è la versione light della roulette russa: prima o poi il suicidio è inevitabile.

– Teoria dei giochi. Definizione di “lose-lose situation”: quando con la tua nuova fidanzata incontri per strada la tua ex e, dopo, litighi perché sei stato troppo disinvolto o troppo imbarazzato.

Gli ex – [ Il Foglio.it › Manuale di conversazione ]

E qui trovate i miei precedenti post

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Uomini e donne non son la stessa cosa. Non solo per l’ RC auto

Che la bandiera anti discriminazione delle donne stia diventando ormai un specie di fobia alla moda mi pare che non sussistano più dubbi ed è così che sul suo altare si cavalca l’onda della demagogia, facendo più danni che altro.

Ne è un esempio, da ultimo, la decisione della Corte di di Giustizia Europea che ha mette al bando dall’assicurazione per la Rc auto le clausole sul sesso dell’assicurato conducente.

Leggo, a tal proposito, un articolo di fonte ADUC che dice:

“Prendere in considerazione il sesso dell’assicurato come un fattore di rischio nei contratti costituisce una discriminazione”, hanno affermato i giudici comunitari. Una pronuncia che va a chiudere definitivamente gli spazi lasciati aperti da una direttiva europea, che se formalmente vietava già queste clausole in realtà aveva consentito un loro mantenimento tramite alcune deroghe. L’unica concessione fatta dalla Corte Ue è stata un breve periodo di transizione: il divieto definitivo scatterà a partire dal 21 dicembre 2012.”

E’ una materia che conosco bene per i miei trascorsi di lavoro.

Un tempo l’assicurazione della propria automobile per i danni causati a terzi non era obbligatoria e solo la legge 24 dicembre 1969 n. 990 ne dispose l’obbligatorietà al fine di garantire a tutti il risarcimento dei danni provocati da autoveicoli e natanti.

Per diversi anni solo lo Stato ebbe il potere di determinare sia le condizioni generali di polizza sia il prezzo del prodotto assicurativo, che era unico per tutto il territorio nazionale i non teneva alcun conto della persona proprietaria del veicolo.

Solo a partire dal 1° luglio 1994, analogamente a quanto già avveniva in Europa, le compagnie di assicurazione furono libere di fissare autonomamente le proprie tariffe, in regime di libera concorrenza, e ciascuna di esse cercò di realizzare un sistema di tariffazione che offrisse condizioni più favorevoli a coloro che presentavano minori probabilità di rischio e tendesse a penalizzare coloro che presentavano probabilità di rischio più elevate.

I criteri di personalizzazione più utilizzati furono quelli dell’età, del sesso e della professione del conducente, nonché quello della abituale zona geografica di circolazione dell’autoveicolo.

Poiché le statistiche disponibili indicavano una minor sinistrosità per i veicoli di proprietà delle donne, a queste vennero concesse tariffe di miglior favore.

Con l’applicazione della norma della Corte di Giustizia Europea, tale condizioni andranno a farsi benedire ed è facile prevedere che le Compagnie d’Assicurazione non perderanno l’occasione per far pagare anche alle donne le più salate tariffe dei loro corrispondenti maschietti.

Ma questo non è che uno degli esempi di come, all’enunciazione di un demagogico principio di uguaglianza, si sacrifichino i reali interessi della società.

Io insisto nel dire che donne e uomini sono diversi tra di loro, sia per conformazione e forza fisica, sia per capacità e caratteristiche mentali. Sull’aspetto fisico credo che sia facile concordare; su quello mentale anche gli studi più recenti hanno confermato che il cervello delle donne è strutturalmente diverso da quello degli uomini e funziona in modo diverso.
(Si veda a tal proposito il pensiero della ricercatrice Luann Brizendine, neuropsichiatra e direttrice di una clinica di San Francisco,  dal quale riferisce argutamete la mia amica Marisa in questo suo post)

E’ lungi da me dire che gli uni siano superiori o inferiori alle altre.

Dico che sono diversi e che una società moderna dovrebbe smettere di fare battaglie di retroguardia, ma incominciare ad promuovere e sfruttare le specificità degli uni e delle altre in modo ottimale, in funzione della loro diversità e non in funzione di una improponibile uguaglianza.

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Se mai vi passasse per la testa di donare il seme…

Che casini possono venir fuori con questi “padri e madri presi a prestito“!

Leggo  questa notizia:

“Donò seme a coppia lesbica. Ora dovrà pagare il mantenimento del bambino”

Dice:

Voleva fare un gesto di generosità, ma dovrà pagare un assegno di mantenimento a una donna lesbica, alla quale cinque anni fa donò il proprio seme per aiutarla ad avere un figlio.

La vicenda ha inizio nel dicembre 2005. Dopo aver letto un annuncio sul giornale nel quale una coppia lesbica raccontava di essere alla ricerca di un donatore di sperma per avere un bambino, Klaus Schröder, un professore cinquantaduenne, decise di farsi avanti e offrì il suo seme alle due donne.

Dopo la nascita del bambino, Schröder, che non aveva figli, [..] almeno una volta al mese si recò a casa della coppia per vedere il piccolo David e, tra le altre cose, volle pagare le spese per il battesimo del bambino.

Ora l’avvocato della coppia omosessuale ha inviato una lettera al professore nella quale gli chiede la copia della sua dichiarazione dei redditi per stabilire qual è la cifra esatta che Schröder deve pagare per il mantenimento del bambino.

Nonostante, al tempo, le due donne avessero dichiarato di non volere alcun aiuto economico, la legge tedesca è dalla loro parte e stabilisce che il padre biologico ha sempre l’obbligo di provvedere economicamente a «suo figlio» finché quest’ultimo è minorenne. [..] e per molti giuristi tedeschi la sua sorte è segnata. Tra l’altro la Costituzione della Germania garantisce a tutti i bambini il diritto di conoscere l’identità del proprio padre e anche le banche dello sperma sono costrette a rivelare sempre l’identità del donatore del seme quando a richiederlo è il figlio biologico.

A me sembra tutto piuttosto allucinante a partire dall’incipit dell’articolo:”voleva fare un gesto di generosità”. Generosità verso una donna della quale conosceva solo l’annuncio su un giornale? Verso un bambino che altrimenti non sarebbe mai nato? Non credo. Mi sembra invece che sia prevalente il desiderio di diventare “padre a poco prezzo”, così, “tanto per vedere – scusatemi la crudezza dell’espressione – come sarebbe venuto”. Tant’è che lo va a trovare una volta al mese e gli offre anche le spese per la festa del battesimo, ma poi? Poi basta: che se lo mantenga chi l’ha voluto.

E come lo spiegherà a quel bambino, se questi un giorno mai gli chiederà perché ha contribuito a metterlo al mondo?

E capisco la legge tedesca che invece gli impone l’obbligo di provvedere economicamente a quel pur sempre «suo figlio»: ben gli sta.

E che dire anche della mamma? Che le ha fatto comodo trovare il pesciolino?

E come spiegherà a quel bambino che lei ha voluto metterlo al mondo senza un padre?

Bah !

Eppure pare proprio che il mondo vada sempre più in questo tipo di direzioni; ma è proprio questo quello che vogliamo?

 

Via Donò seme a coppia lesbica. Ora dovrà pagare il mantenimento del bambino – Corriere della Sera. Lo firma Francesco Tortora

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